Oggi va così

Scrivo, nonostante i vigliacchi, scrivo.

Nonostante chi calunnia, io penso.

Nonostante le minacce velate dietro nick fasulli, io scrivo che non ho paura!!!

Nonostante chi dice che rimango isolato, io scrivo e parlo! Sia chiaro!

Contro chi vuole omertà, io urlo!

Mi domando perché mai in giro ci siano ancora tante persone annebbiate da tutta questa falsità di gente ipocrita, subdola, finta, vecchia, ignorante. Perché oggi nemmeno i doni si tengono più con rispetto?

Perché non esiste più l’arte? Perchè noi paese di Santi, Navigatori, Poeti e Sognatori  siamo diventati il paese dei falsi degli opportunisti e degli omertosi? Perché non si può più parlare senza essere etichettati in qualche modo? Perché non si può più nemmeno far nulla se non stai nel binario giusto? Perché il binario giusto non ti porta mai nella direzione che vorresti te? Soprattutto perché la gente che legge qui non inizia a discutere con me magari rispondendo a queste domande ?

Partecipando tutti, il sole può tornare  a splendere di nuovo.

Anche se capisco che contro i cretini la battaglia diventa sempre più difficile.

Vita artificiale

io non ho paura di "Enea Francia"
io non ho paura di "Enea Francia"

In questo blog difficilmente tratto di notizie plateali come quella di cui invece vorrei parlare oggi.

Il team dello scienziato Craig Venter, il biologo americano che aveva mappato il genoma umano annuncia un’altra sorprendente scoperta: “Abbiamo creato la prima cellula con Dna artificale”. (per saperne di più potete andare qui, qui e qui o cercare “vita artificiale” in un motore di ricerca anche se saremo, credo bombardati da questa notizia in tv oggi)

Ho trovato questa notizia per caso oggi aprendo il blog. In effetti questa cosa sarebbe davvero una scoperta epocale. Infatti fino ad oggi la scienza non ha mai affermato di essere riuscita a creare vita in laboratorio.

Una notizia che ha fatto ovviamente il giro del mondo in pochissimi istanti. Opinioni in tal senso provengono da diverse parti e richiamano a se la questione etica. Quest’ultima personalmente mi fa pensare molto e riflettere.  Proprio ieri sera riflettevo sui diritti dei bambini, sulla condizione di infante, del fatto che comunque la condizione di un bambino oggi vede delegare tutti i diritti ai propri genitori giustamente alla propria famiglia. E quando i tutori non ci sono escono fuori casi di pedofilia e tutto quello che abbiamo modo di conoscere in questi giorni. Una questione etica che parte dai tempi di Gesù (“lasciate che i pargoli vengano a me”), la possibilità di evidenziare una condizione di esistenza soggettiva e non esclusivamente subordinata. Oggi la condizione del bambino è ancora subordinata e del resto ovviamente rimarrà tale anche in futuro, del resto la tutela ai bambini, come quella degli svantaggiati è sempre qualcosa di cui si parla tanto ma per cui non si fa nulla nel concreto.

Quindi oggi che abbiamo scoperto la “vita artificiale” credo sia facile che alcuni si sentano estremamente vicini all’onnipotenza. Credo che questa cosa sia da dibattere in maniera forsennata. Credo che se di vita si tratta, sia necessario capire realmente la sua potenziale evoluzione. Se da un lato infatti le scoperte di Craig Veinter e del suo team apportano un contributo importante proprio dal punto di vista etico-razziale quando si afferma che “Tutte le razze umane sono uguali al 99,99%, quindi le differenze razziali sono geneticamente insignificanti. Questo potrebbe significare una discendenza da un’unica madre”, dall’altro è di fondamentale importanza dare la massima attenzione su come utilizzare questa nuova grande scoperta.  Essere ottimisti in questi casi, visto quello che sta succedendo in giro per il mondo, non è molto facile.

Un grande Papa poco tempo fa ci ha lasciato un messaggio “Non abbiate paura!”. Credo che in questo periodo sia la cosa più importante da seguire.

Orgoglio e porcherie !

Noi sentiamo che altri paesi anelano alla libertà e alla giustizia e sappiamo che soffrono e muoiono per esse … Le tradizionali barriere costruite per la difesa degli interessi particolari, o anche solo giustificati da un’angusta visione del mondo, dovranno cadere nel riconoscimento dell’identica e universale parità dei diritti degli uomini alla vita e al benessere. Storicamente la competizione fra i popoli che si è venuta trasferendo dal terreno strettamente politico a quello economico, può e deve rimanere una competizione pacifica. Essa impone però l’esclusione di ogni forma di ricatto o di intimidazione e non è compatibile con le ingerenze indebite dei paesi economicamente più forti nella vita interna di quelli più deboli. Bisogna fare in modo che il colonialismo, ormai universalmente condannato, sia soltanto un triste ricordo, un triste ricordo del passato, e non resista o cerchi di sopravvivere sotto diverse ma non meno gravose forme.

Enrico Mattei, discorso di Torino del 1 ottobre 1961

Un uomo che ha vissuto nella mia cittadina per diversi anni prima di fondare la più grande impresa energetica italiana. L’imprenditore dello stato, certamente uno che ha contribuito alla crescita economica e al “miracolo italiano” del dopo guerra.

Il suo modo di operare, la coerenza, la sua visione politica oggi sicuramente annebbia tutti i dirigenti contemporanei. La sua visione realistica di una possibile convivenza dimostrata coi paesi arabi, lo ha portato a morire in un attentato aereo. Essere italiani oggi vuol dire anche seguire le possibili rotte tracciate da visionari italiani, sicuramente più realisti degli ipocriti di oggi. Quando sento i talk show in TV parlare di rifinanziamento ai nostri soldati in missione di pace, quando leggo di ex ministri che non sanno chi gli ha pagato la casa, o di ministri in carica che spendono 3 o 4 parole di cordoglio per ragazzi morti in una terra straniera e poi però in fretta specificare e chiarire posizioni sul calcio italiano, oppure glissare su argomenti scottanti e magari dire “domani ne parliamo del format di questo programma che contesto perchè non equilibrato nelle rappresentanze…” , oppure assistere nel mio piccolo alla tragedia di intere famiglie strozzate dalla crisi (anche io fra l’altro non ho un euro, ma la mia famiglia mi aiuta) e vedere una classe dirigente esibire i propri lussi fregandosene di chi sta peggio, anzi emettendo ordinanze assurde allo scopo di far chiudere magari baristi onesti.

Soprattutto quando assisto a questo sonno profondo e questa ansia depressiva dell’intera società, capisco perchè oggi non si parla più di questo grande matelicese.

Probabilmente non c’è più posto per i veri grandi uomini. Queste porcherie sono il segno del vero declino sociale a cui, può e deve rispondere solo ed esclusivamente la società civile nelle proprie forme di partecipazione alla vita pubblica.