“Shakerando” un mp3, quando il walkman non andava in “play”…

“Un click o uno scuotimento e controlli tutta la musica che hai salvato”.
Un lettore mp3 dal design giovanile e coloratissimo, un bel nuovo oggetto lanciato… o, forse sarebbe il caso di dire “shakerato”, sul mercato da Samsung.
Il “TicToc” infatti ha un solo pulsante e la novità è che cambia tipo di ascolto “scuotendolo”.
Lo so che state pensando come me al vecchio walkman che quando non andava in “play” si doveva scuotere, ma qui lo “shake” è calibrato alle funzioni del lettore, non al fatto che sia da riparare, chiaro? Poi se volete fare i “moderni” perché scuotete ancora il walkman a cassette fatelo pure ma non so se l’effetto sarà quello desiderato.
Comunque, battute a parte, il target di punta per questo prodotto è sicuramente “under 30”, infatti la testimonial per l’Italia è, direttamente da “Amici”, Emma Marrone che nel video annuncia l’uscita del suo album per metà ottobre avendolo intanto salvato sul piccolo lettore. Si può scaricare sul sito il nuovo singolo “Con le nuvole”, un pezzo molto orecchiabile.

IGP … e il Ciauscolo diventa PORCHE…ria!

Scrivo questo pezzo perché sono un consumatore di Ciauscolo. Volevo inserire un grande norcino ne ” La Pagina delle Eccellenze”. Non lo faccio per non rischiare di infrangere la legge. Infatti nella nostra bella Regione Marche si è recentemente istituita (in realtà già dal 2009 in UE, ma gli effetti si vedono adesso sui supermercati), una IGP sullo storico salume del maceratese, tradizionale soprattutto delle zone dei Sibillini, e a Visso. Purtroppo l’eccessivo “Politically Correttu… ala marchisciana” ha prodotto un disciplinare di produzione che mi ha lasciato esterrefatto.

Riporto testualmente dal disciplinare di produzione.

È consentita, nei limiti massimi previsti dalla legge, l’aggiunta di lattosio, destrosio, fruttosio, saccarosio. Tali additivi, favorendo lo sviluppo della carica batterica acidificante, sono dei coadiuvanti della fermentazione e rappresentano uno dei principali fattori di maturazione e conservazione degli alimenti fermentati. Tra gli additivi aventi funzione conservante ed antiossidante è ammesso l’utilizzo, nelle dosi di impiego consentite dalla legge, di acido L- ascorbico (E300), ascorbato di sodio (E301), nitrato di potassio (E252). È espressamente vietato l’uso di farine lattee, caseinati e altre sostanze coloranti.

Mi domando: la tradizione maceratese-vissana nel fare il Ciauscolo prevede l’aggiunta di questi additivi? Perché i piccoli produttori di Visso e gran parte della Provincia di Macerata che, guarda caso non utilizzano questi prodotti, non partecipano all’IGP? IGP non vuol dire Indicazione Geografica Protetta? Con questo disciplinare di produzione che, fra l’altro ha spesso per effetto gustativo sul prodotto a marchio, quello di mangiare una salsiccia grassa e piena di conservanti, chi si vuole proteggere in realtà? Perché è permesso fare il Ciauscolo anche a Sirolo, o Camerano, o Ancona? Queste zone non devono essere tutelate per altre cose tipo le cozze o “Moscioli del Trave”?

Altrimenti non ci si dovrebbe stupire se paradossalmente, per par condicio “i moscioli” (della storica zona del Trave in Ancona) si potessero allevare anche in montagna.

Immaginate cosa succederebbe al supermercato. “Scusi che me po’ da mezzo chilo de “moscioli” de montagna e mezzo Ciauscolo. Oh me raccomando lu ciauscolo damme quello d’Ancona o de Ascoli eh.”

La prima parte di questa scenetta è paradossale ma la seconda no. Io l’ho provato il Ciauscolo IGP, con tanto di marchio di tutela. Il mio giudizio è molto simile a quello che darei ad una salsiccia troppo salata, grossa e venuta male. Nessuna peculiarità organolettica paragonabile al Ciauscolo tradizionale! Andate al supermercato vicino casa a comperarlo anche voi poi fatevi un giro nella piazza di Visso o da uno dei tanti piccoli norcini del maceratese poi fatemi sapere qual è il migliore. Deducete voi stessi chi e cosa si protegge con questo disciplinare di produzione.

Indagando un po’ e cercando di andare a fondo ho scoperto che, la stragrande maggioranza dei migliori norcini, ovviamente piccole o piccolissime aziende, fatte salve alcune pochissime eccezioni incomprensibili, NON hanno aderito alla IGP. La spiegazione è semplice. Chi glie lo fa fare ad un piccolo artigiano di aderire ad una serie di controlli (= costi anche elevati) che non assolvono alle sue esigenze di miglioramento della produzione? In poche parole, a chi non mette altro che sale e vino come conservante, insieme ad una buona aria di montagna che fa il resto e, magari l’affumicatura al focolare, a cosa serve rispettare un disciplinare di produzione che va in tutt’altra direzione e a favore della facoltà di inserire conservanti e geografie astratte?

Detto questo, credo sia chiaro che non compro più Ciauscolo IGP, il perché non compro più nemmeno il Ciauscolo invece ve lo spiego ora. Gli scienziati dei controlli, spero che qualcuno mi smentisca, approvando quel “disciplinare di produzione”, hanno di fatto definito per legge, che è possibile chiamare “Ciauscolo IGP” solo chi è inserito nel “Consorzio di NON Tutela”

Quindi i miei acquisti li oriento presso altri nomi come “Giauscolo”, “Vissuscolo”, “Nobile di Visso” ecc.  cercando i miei produttori fidati fra quelle montagne e, sicuramente non verso il mare.

Alessio in bocca a lupo per X-Factor! A “Musica della Scuola” è venuto da autore!

Sono passati alcuni anni ma questi ragazzi di strada ne hanno fatta. Alessio Borghi e Luca Beneventi li ho conosciuti a Matelica leggendo il progetto che ben più di una volta hanno presentato con gli studenti dell’Istituto “Elsa Morante” di Sassuolo. Vedere l’esibizione di Alessio e suo fratello su X-Factor sinceramente mi ha emozionato, tanto quanto avere avuto l’orgoglio di assistere, seppur indirettamente, all’ascesa dell’oramai grande “Manuel Frattini” ospite nel 2006 presso il Teatro Piermarini.

Alessio Borghi ha presentato i progetti insieme ad un suo grande amico, Luca Beneventi, un altro gran personaggio, oggi è spesso in missione in Africa. I due cantautori e responsabili dei progetti per l’Elsa Morante di Sassuolo erano sempre accompagnati, dal Professore Fontana oltre ad uno stuolo di studenti preparati alla meraviglia. In “primis” credo che sia da sottolineare proprio il fiuto di questo Professore nell’avere dato spazio ad Alessio e Luca che, già tempo fa, con un loro pezzo eseguito dagli alunni di Sassuolo hanno avuto riconoscimenti dalla scuola italiana addirittura in Europa (video della canzone all’inizio). Oggi Alessio si è esibito con suo fratello a X-Factor, io non nascondo di aver provato emozione per lui, e credo, come me tutti gli altri componenti dello staff della rassegna matelicese. Quindi per i “BORGHI BROS” un grandissimo ed incoraggiante “In bocca a lupo!” Adesso dovete vincere anche X-FACTOR! E’ chiaro? Da parte mia, un altro messaggio. Alessio rimani come sei, è stata la vostra genialità espressa in maniera semplice a rendervi importanti.

La “Puffeconomia” ovvero l’economia dei Puffi.

(nel 2011 in programma ci sarà il film dei Puffi!!! Perchè i Puffi vanno! Approfondimenti sul film in uscita per la settembre del 2011 quiqui e soprattutto sul sito ufficiale)

Io da piccolo giocavo spesso con i Puffi. Ricordo che ogni volta che i miei nonni, i miei genitori o qualche parente me ne regalavano uno nuovo, per me era una festa. Come molti bambini degli anni ottanta ero completamente preso da tre tipologie di giocattoli soprattutto; i Puffi, i Masters e le sorpresine del Mulino Bianco. L’altro giorno sono salito nella soffitta di casa di mia nonna per rovistare fra i ricordi di un periodo, la mia infanzia che, sembra non voglia staccarsi ancora da me, (sarà la Sindrome di Peter Pan?); addirittura mi sono messo a riordinare tutti questi pupazzetti blu e a catalogarli. Non sono un vero e proprio collezionista ma, spinto da alcuni discorsi fra amici, mi sono convinto a sistemare questi miei oggetti d’infanzia. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che paradossalmente i miei “Piccoli Puffi” sono stati proprio un buon investimento. Mi hanno fatto divertire e, non nascondo che ancora oggi, ogni tanto ci gioco ancora, inoltre non sono nemmeno calati di valore!!! Anzi qualche pezzo è aumentato di molto rispetto alla quotazione “a nuovo”. Dalle notizie trovate in rete il loro valore medio si aggira attorno ai 5 euro tranne i pezzi unici che arrivano a superare, in certi casi, anche di molto i 1000 euro. Dal divertimento nudo e crudo ho iniziato a riflettere sulla qualità dell’investimento. Ho dedotto che un Puffo in discrete condizioni mantiene il suo valore e alcuni lo accrescono addirittura in certi casi anche molto più del 200%. Quale investimento rende così oggi? Nessuno. Lo stesso discorso vale per i Masters. Chi ci avrebbe mai creduto che uno degli acquisti più proficui degli anni ottanta sarebbero stati i giocattoli? Se ci riflettiamo bene infatti  se dovessimo considerare le mode di quei tempi arriveremmo alla conclusione che comprare un’auto “superaccessoriata” o “full optional” oggi non ripagherebbe affatto la spesa. Infatti un Audi 80 ad esempio, non potrà mai essere rivenduta oggi  al prezzo con cui è stata acquistata. Solo le case e i pezzi d’arte o il cosiddetto “modernariato” reggono il passo dei Puffi o dei Masters in proporzione al valore aggiunto. Ovviamente la vendibilità di una collezione di giocattoli sarà sicuramente ridotta, tuttavia sapere di possedere pezzi che hanno un valore oggettivo oltre che affettivo è rincuorate. Quindi genitori comperate giocattoli ai vostri bambini quando indicano lo scaffale e chissà che domani non scoprirete di aver fatto anche un buon investimento.