La voglia di non mettersi in discussione.

Libertà e idee - Acrilico su tavola - Marco Costarelli (cioè io)
Libertà e idee – Acrilico su tavola – Marco Costarelli (cioè io)

Sarà per via di una mia voglia di protagonismo, sarà perché se non deleghi il tuo essere ad una istituzione oppure ad un credo che lo fa al posto tuo, capita che rimani spesso a pensare e a riflettere su chi sei e quale sia il tuo scopo di vita.

Sarà che a volte trovi più autentico un dibattito venuto fuori da una riflessione tra 4 amici, in una serata grigia e, per certi aspetti surreale, dove però riesci a capire i tanti aspetti contrastanti delle persone che ti stanno attorno.

Capisci chi non vuole mettersi in discussione. La volontà di dare per scontato quello che c’è, che sta li e basta, che per tanti, troppi è così e basta!

Non è possibile cambiare, anche se io lo spero sempre e comunque.

Di fondo è un atteggiamento mentale di chiusura ai pensieri altrui che porta la gente ad essere dissociata, cinica falsamente altruista, conforme alle regole anche se non ne sono inclini.

Allora capita che diviene routine chi si suicida per pagare le tasse, chi non arriva più a fine mese non fa manco più notizia. Non se ne parla più perché inizia lo spettacolo delle promesse fasulle. Si rispolverano le vetrine dei negozi, non più per vendere oggetti o manufatti ma semplicemente faccioni elettorali a cui per comodo, diamo la delega del nostro menefreghismo.

Guardate le campagne elettorali, tutti “Cetto La Qualunque” che propinano la propria persona, il proprio essere al di la delle cose, degli argomenti. Allora i programmi li scarichi da internet, fai copia incolla e ti fai il tuo personaggio adatto a tutte le circostanze. E’ questa la rovina della società, quella di essere talmente asettici a qualsiasi cosa si proponga, che non segua la corrente, che ne sia magari contraria nei modi di fare o di agire, che automaticamente sei fuori dal giro, diventi da oscurare, da lasciare in disparte.

E la colpa qual è? …forse è quella di esprimere un pensiero? 

Internet sta diventando una bilancia eccezionale nel verificare i rapporti di pensiero. Ci sono quelli che continuamente si mettono in discussione, come me, come molti altri sulla piattaforma. Scritti che possono anche essere contestati o dibattuti e in contrasto, altri che scelgono la via breve delle immagini, o del “cool”, della firma a tutti i costi o degli “status symbol”. Chi non è conforme a questo è fuori. Chi se ne sbatte delle regole propedeutiche alla vendita di se stessi è fuori.

Attenzione non si è più anticonformisti come nel ’68, non è più considerato “altro”, è semplicemente fuori dal coro. Chi non si impone con il denaro nella macchina dei consensi di oggi, se cerca di farlo semplicemente con le idee è fuori. Automaticamente. Inevitabilmente. O fai il galoppino o sei fuori. Poi ci sono quelli che il loro modo di ragionare e di esprimere creatività, che è l’unica cosa che ci distingue dagli animali, la danno in prestito oppure in delega a qualcun altro. Ieri sera ne ho avuto la dimostrazione palese.

Buon fine settimana a tutti.

…forse il problema è che fa schifo la gente.

 

Il problema è che fa schifo la gente? - Ore 21.00 Palazzo Ottoni -  Matelica
Il problema è che fa schifo la gente? – Ore 21.00 Palazzo Ottoni – Matelica

E’ straordinario quando nasce quasi per caso una sorta di feeling tra le persone che condividono argomenti che partono da basi comuni.

Almeno questo è il sentore che ho avuto quando, due settimane fa, ho contattato Alfonso Luigi Marra. Un personaggio senza dubbio discusso, sicuramente però una persona, fra le poche che rimanda coerenza di contenuti nella sua opera di Avvocato, politico e scrittore.

Forse uno dei pochi personaggi di Pensiero rimasti in Italia.

In realtà la motivazione del convegno che venerdì faremo presso la sala convegni “M. Boldrini” di Palazzo Ottoni a Matelica Ore 21.00, parte da una considerazione fatta realmente da 4 amici, non al bar ma avanti You Tube, fra un video e l’altro di propaganda politica locale e nazionale, fra un confronto, sempre in video, tra i grandi personaggi della storia italiana, e le marionette di oggi.

E’ sbalorditivo notare come Enrico Mattei nelle interviste della tv in bianco e nero degli anni sessanta, senza effetti speciali, ne possa uscire 100 volte meglio di Renzi, Alfano e compagnia bella di oggi. Le dichiarazioni di Benito Livigni e altri che hanno addotto prove relativamente ai mandanti di lobby di alta finanza rispetto l’uccisione del primo e ultimo “imprenditore” di stato, Enrico Mattei, un grandissimo uomo, oltre che mio concittadino.

Dai grandi uomini delle istituzioni di un tempo ai buffoni di corte di oggi. Nel nazionale come nel locale. Galoppini senza argomenti, senza la volontà di arrivare a contenuti costruttivi, ma solo in continua propaganda elettorale.

Anche oggi, anche nel frattempo che non ci sono quasi più negozi nei centri storici, a due mesi delle elezioni, le vetrine vuote si stanno riempiendo di manifesti di gente più o meno scontata, che non vende nulla se non se stessa, idee scopiazzate o, nella più interessante delle ipotesi, personalismi di alleanze inutili e senza logica.

E la gente osserva passiva la morte del pensiero e delle idee, soffocate dalla colla e la carta dei faccioni promettenti cambiamenti finti, …come l’euro.

Mistificatori di realtà spesso pretenziosi, non di conoscere, ma di arrivare in cima alla piramide delle proprie ambizioni. Gente, che quando ci parli, non ammette mai i propri errori, inconsapevoli di farne molti di più delle persone normali come me.

Per questo è importante riattivare la mente, ricominciare a riflettere dalle piccole cose, per migliorare se stessi e forse, attraverso se stessi, la società.  Quindi vi aspetto venerdì sera insieme a Paolo Liberati e Alfonso Luigi Marra.