Giorgio Calabrò, coraggio norcino.

Giorgio e suo figlio Samuele nella nuova bottega della "Compagnia dei Mastri Artigiani"

Giorgio Calabrò lo conobbi a fine 2004, quando insieme a Carlo Cambi, Davide Paolini, Eleonora Ciaralli ed Enrico Cherchi organizzammo “Pork’è – Il grande ritorno del Maiale”, un evento che diede respiro e prestigio all’intera comunità Vissana. Da quel momento strinsi un’amicizia con lui che dura fino ad oggi, perché Giorgio è proprio un marchigiano di razza, uno di quelli che mette l’anima in quel che fa. 

In primo luogo lui è un norcino di mestiere, uno che la conoscenza del territorio l’ha ereditata dalla tradizione locale, dal padre Angelo che molti anni fa aprì la bottega nella caratteristica piazza centrale del paese di Visso, oggi purtroppo ancora interamente “zona rossa” a causa degli eventi del sisma 2016. 

La bottega nella casetta provvisoria dopo il sisma.
La bottega nella casetta provvisoria dopo il sisma.

Non fosse altro che per la sua tenacia oltre che per il suo orgoglio territoriale, Giorgio Calabrò è uno dei migliori norcini d’Italia.
Uno che con estrema semplicità, quasi tiene celata la sua maestria; mostra passione ed un tenace attaccamento alla propria terra, di certo non gli manca una certa dose di furbizia da montanaro, ma soprattutto è lampante la sapienza e la caparbietà di chi vuole migliorarsi per contribuire a rendere vivibile e migliore un paesaggio stupendo come quello di Visso, nella tutela di quei valori semplici ma fondamentali, che evidenziano una diversità che, oggi più che mai, dovremmo tutti insieme impegnarci a ricostruire. 

Valori culturali, d’identità gastronomiche, chiavi fondamentali per ricominciare, quando sarà, a vivere questi luoghi.

Angelo, GIorgio e Samuele nei locali del centro storico che oggi non ci sono più
Angelo, GIorgio e Samuele nei locali del centro storico che oggi non ci sono più

Giorgio mi fece scoprire oltre 10 anni fa un piccolo vicolo chiamato via del Bargello, dove aveva un locale di stagionatura antichissimo, proprio sotto il palazzo dei Governatori di Visso, un vero e proprio cavò di valore e di profumi autentici. 

Era un po’ l’emblema dell’economia locale perché racchiudeva quelle fasi di stagionatura tradizionale oggi ancora interrotte per cause di forza maggiore e lungaggini infinite di una politica inconsapevole e fin troppo incosciente. 

In via del Bargello stagionavano ciauscoli con sale e tempo, insaccati senza i “conservanti consentiti” e, affumicati a legna e ginepro. Sinonimo di continuità, di valori e sapori, scrigni di una diversità che dovrà essere ripristinata e valorizzata di nuovo.

Giorgio e suo figlio Samuele nella nuova bottega della "Compagnia dei Mastri Artigiani"
Giorgio e suo figlio Samuele nella nuova bottega della "Compagnia dei Mastri Artigiani"

In tempi non sospetti si è reinventato il “Vissuscolo” per rimarcare appartenenza territoriale ed identità ad un patrimonio comune di tutti i vissani e tutti i marchigiani, il ciauscolo.
Lui insieme al figlio Samuele, come pochi altri norcini di quelle zone, senza perdersi d’animo, hanno ripreso forza e coraggio ed oggi la bottega è riaperta poco fuori il centro storico del paese nello stabile della “Compagnia dei Maestri Artigiani”. 

Questa norcineria ha retto i colpi, tanti anche prima del sisma, è stata un elemento di promozione per il territorio, citato dal “Financial Times”, “slow food” oltre che dalle migliori guide gastronomiche italiane. Lui sta li con la semplicità furba di chi riesce con orgoglio a vivere con un territorio stupendo quanto insidioso. 

Passata questa ennesima sciagura pandemica, tornare a Visso sarà una delle prime cose che farò, oltre l’aria fresca degli odori della montagna anche se il centro sarà ancora tutto zona rossa, quei sapori e quei mestieri, dovranno salvarsi perché sono economie fragili ma di indispensabile valore aggiunto per quel territorio.

Giorgio Calabrò coraggio norcino - Il suo "Vissuscolo"
Giorgio Calabrò coraggio norcino - Il suo "Vissuscolo"

L’Italia è il popolo dei mestieri ricominciamo a mettercelo in testa, non fosse altro che per contrastare la crisi portata dalla globalizzazione perché la salvaguardia di questi valori significa riconoscere la diversità.

Oggi più di ieri non possiamo lasciare alle ortiche queste economie di montagna, già devastate ancora prima del terremoto. 

Giorgio produce comunque “qualità”, quella parola non quantificabile a pieno da nessuno slogan, ma colma di umanità perché permeata di un sapore vero e genuino, quello della creatività umana radicata nella tradizione e la continua ricerca nel migliorarsi.

Giorgio e Samuele consegnano a domicilio in questo periodo di "lock down".
Potete chiamare al n. 335.5863612
oppure attraverso la pagina Facebook a seguire.
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2 commenti su “Giorgio Calabrò, coraggio norcino.”

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