“Sapori di Campagna” sotto plexiglass

Ingresso dell'Agriturismo "Sapori di Campagna"

La struttura agrituristica “Sapori di Campagna” si trova vicino Pievebovigliana oggi Valfornace, ha un punto vendita, una sala per la ristorazione e 15 camere che sono state delocalizzate di fronte alla struttura in casette di legno fortunatamente confortevoli. E’ uno degli agriturismi veri che la maggior parte dei prodotti li vendeva in loco oppure li utilizzava come ingredienti per comporre ricette strettamente legate al territorio per i pranzi e le cene.
L’azienda agricola ha moltissimi anni, mentre l’ospitalità agrituristica apre i suoi battenti nel 2002, il punto di vendita diretta nasce nel 2004. Possiedono 120 ettari di terra 100 mucche 200 pecore 40 maiali, hanno legumi e altro ancora.
E’ una delle poche aziende di coltivatori diretti che nel 2016, dopo le scosse del terremoto entrano a far parte nell’immaginario collettivo di quell’albo non scritto degli eroi locali di resilienza.

Una di quelle realtà familiari che mantengono da sempre fede locale nell’attitudine alla preservazione delle “realtà particolari” mutuando Pasolini, è lampante il carattere di vera cultura agricola, che vede appunto nella resilienza e nel rapporto semplice e genuino con la campagna, il tenace attaccamento al lavoro ed ai valori dell’entroterra marchigiano, oltre al segno e alla prospettiva di una possibile rinascita. Oggi con la pandemia in corso, è chiusa dentro una scatola di plexiglass, ha bloccato un buon 80% di produzione che solitamente vendeva direttamente in agriturismo.

"Sapori di Campagna" - Le salsicce appena fatte
"Sapori di Campagna" - Le salsicce appena fatte

E’ uno di quei punti di ristoro dei luoghi belli ed intatti, dove i contadini ed i pastori, certo non con poche difficoltà inconsuete sono ridotti a rimanere chiusi in casa oggi. Con i sussidi di tutti (i famosi 600 euro) e con le spese che però rimangono quasi le stesse di quando l’azienda è attiva, deve far fronte comunque alla cura dei propri animali, a qualche dipendente da sostenere. Il cibo non manca ma tutto il resto si, insieme a quel senso di solitudine che ci pervade tutti in questa interminabile clausura.

Il posto è incantevole. Dai modi, dalla voce e dalle parole di Barbara ho percepito un evidente attaccamento a quei luoghi, di certo unici e adeguatamente controllati da aziende come questa, non intensive, sempre al passo con i ritmi della natura.

Ci siamo domandati insieme, perché questa globalizzazione nonostante il blocco delle frontiere, non si ferma nemmeno adesso che il “mainstream” la da per azzerata, che stanno tornando i veri valori di prossimità? Eppure non riesce a vendere nulla perché la sensazione è quella di stare quasi tappati in un posto straordinario di campagna, che rimane per certi aspetti pur sempre una gabbia. Le normative di contenimento sono estremamente vessatorie, e bisogna chiedersi il perché di tutto questo e quale sia la ricaduta futura in termini sociali.

"Sapori di Campagna" - La coppa ed il Ciauscolo
"Sapori di Campagna" - La coppa ed il Ciauscolo

Come mai ci sono ancora queste condizioni per cui i mercati di prossimità, i piccoli centri commerciali nemmeno in questo momento di “lockdown” sono capaci a recepire la richiesta di un consumo locale consapevole? Come mai non si torna a quello spirito di “comunanza agraria” che in questi casi può essere sinonimo di altissima cooperazione? Perché non vengono favorite adesso più che mai le buone pratiche della “filiera corta”? Perché stiamo continuando a mangiare carni estere o legumi importati?

Il calo delle vendite è enorme perché non c’è un canale di sbocco diretto sul mercato visto che l’agriturismo è chiuso ed era il segmento di riferimento principale dell’attività. Al danno si aggiunge la beffa di un governo regionale che le manda un invito via PEC volto a donare soldi per l’ospedale temporaneo di Civitanova Marche.

Sapori di Campagna - Foto di Famiglia
Sapori di Campagna - Foto di Famiglia

Nella fattoria di Barbara e della sua famiglia i prodotti sono tutti biologici e per cercare di dare un calcio a questo schema che ci vuole tutti automi in fila indiana a comprare nei supermercati, ci vieta una passeggiata all’aria aperta per il timore del contagio, loro continuano a far consegne a domicilio dei prodotti, si sono organizzati, purtroppo di nuovo rimboccandosi le maniche da soli, offrono tradizione, con coscienza e forza di mestiere grazie alla tempra inossidabile dei marchigiani quelli tosti.

Le condizioni imposte dal governo favorirebbero la loro riapertura con le dovute distanze sociali ai primi di maggio, ma chiaramente loro non sono d’accordo a riaprire perché queste distanze imposte risultano impraticabili per particolarità di luogo e contesto, sarebbero una beffa aggiunta al danno.

In queste storie, in queste realtà si sviluppa la maggior parte del problema legato anche alla ripresa del turismo, la cui ripresa nei piani di comunicazione è evidentemente frenata da carenze effettive di liquidità, pregressa con le ferite ancora aperte del sisma e presenti per la questione Pandemica.

Costringere queste realtà ad accendere mutui mentre stanno subendo un doppio cataclisma sociale e non pensare a veri e propri rimborsi spese, erogati magari sulla base degli andamenti dei bilanci passati, potrebbe significare di trovarsi davanti il serio rischio che la situazione precipiti drasticamente.

Sapori di Campagna - Bambino in "pista"
L'agriturismo "Sapori di Campagna" effettua la consegna a domicilio dei propri prodotti di seguito il link ai contatti
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5 commenti su ““Sapori di Campagna” sotto plexiglass”

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