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Melting Pot e identità

Il Melting Pot è inevitabile, sta alle persone e alle istituzioni dove esse risiedono la possibilità, il dovere civico e morale di promulgare regole, leggi e metodi utili a scegliere quali siano i valori da salvaguardare per preservare la propria identità, la propria tradizione e darne modo di poterla promuovere preservandone la propria economia e se possibile rilanciarla su scala globale.

Anni fa si parlava di pensiero locale ed azione globale, oggi tutto questo non si accenna nemmeno più, sembra essere divenuto anacronistico. Oggi la questione in gioco sembra essere solo a riguardo di idee passate, a mio avviso, che fanno da traino alla “bile” peggiore del popolo, quelli che spesso celano le proprie ignoranze buttandola in baruffa, una guerra verbale dove gli unici a rimetterci sono quelli che cercano i fatti e i problemi da risolvere.

Melting Pot e identità: le differenze non stanno bene solo nella parete del salone.
Melting Pot e identità: le differenze non stanno bene solo nella parete del salone.
Il compito per salvaguardare e far uscire da questo guado infinito tutta la società civile non è facile ma di certo atteggiamenti di guerriglia verbale non aiutano e le soluzioni, spero che passino attraverso scelte oculate ed utili ad emancipare le persone e ad accompagnare le comunità verso il domani, evitandone la loro dispersione, ed in molti casi, il proprio sradicamento soprattutto se involontario.
Io qualche idea la salvaguardo a mie spese per un mio senso di libertà e spero di utilità sociale, da qualche anno, quando ne ho voglia e tempo sul mio blog.
 
Tutto il resto, le pulsioni di odio, le estreme contrapposizioni fra neo fascisti e antifascisti, sono tutte questioni estremamente anacronistiche!
Chiamateli strumenti utili al manovratore o al mercato, ma la sostanza non manca è il rigurgito della bile repressa di una società che ha perso il suo orizzonte, che ingoia il sopruso quotidiano, mette la testa sotto terra e poi lo trasforma in odio, paritetico da una parte e dall’altra.
 
Il pericolo che vedo più imminente è che la gente di oggi vive per dogmi, e non sfama più la sua curiosità, internet sta diventando una Bibbia dove vince chi urla di più o imposta la strategia migliore. Da piattaforma democratica di scambio dei contenuti, a trampolino di lancio per il successo degli urlatori seriali.
 
Poi la società civile imbarbarisce e diventa irragionevole e tende ad estremizzare tutto. Per questi motivi trovo molto interessante il post scritto su Itidealia. Vi invito a leggerlo, è scritto molto bene e soprattutto la narrazione è di un uomo che gran parte della sua vita l’ha passata viaggiando.
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