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Chiwawa -fonte internet-

Chiwawa -fonte internet-

La differenza tra il genio e i cretini è che il genio si pone dei limiti.

A. Heinstein

“Te quero” è una espressione spagnola che vuol dire “ti amo”… ma in italiano non credo… comunque questa è un’altra “storia di Vita e…” forse di altro… o chissà?

Non scrivo da un mese. Non trovavo spunti, o quando li trovavo non facevano ne ridere ne riflettere. Siccome non ho la presunzione di dichiararmi giornalista e questo mio blog non ha neppure la più lontana visione di essere una testata, più che altro è un diario di riflessioni con un po’ di satira e qualche notizia.

Quindi credo che, posso scrivere quando voglio e, se voglio posso anche allontanarmi dal PC, questo lo dico non tanto per giustificarmi, quanto per tornare a capire che nonostante tutto c’è un gran bisogno di respirare la vita a pieni polmoni. Comunque continuo le mie storie perché come scrive Baricco nel suo libro -Novecento- “Nessun uomo è mai perduto finchè ha qualcosa da raccontare”. Quindi “nonostantetutto” ricomincio a raccontare.

Vivo la felicità di uno che non ha molte cose e quindi può vantarsi di non avere nemmeno lo stress e poter anche non correre.

Vivo la calda sensazione di sentire la timida riconoscenza di qualche persona che, leggendomi si complimenta, oppure ogni tanto si fa due risate e qualche volta, manda un’email o mi ferma per strada per suggerire argomentazioni da approfondire. Qui non si vende nulla, si condividono emozioni semmai, si scambiano pensieri e battute a volte stupide a volte intelligenti oppure divertenti o… perchè no, anche idiote. Spero che non debba stare attento al come.

Parafrasando un grande comico paroliere, Alessandro Bergonzoni, bisogna stare attenti al come e non al cane.

Perchè magari dietro un cancello altissimo di una villa mastodontica il ladro trova di guardia un chiwava allora dice “che potrà mai farmi un cagnolino così piccolo?” ma che ne sai che una volta scavalcato il cancello quel filo che non è quello del discorso, ma quello che stringe fra i denti il cane, non sia legato ad un’incudine in bilico che cade dritta dritta sulla fronte del ladro? Quindi non è tanto il “cane” ma “come” il cane ti annienta. Questo è il filo del discorso attaccato da un lato al chiwawa e dall’altro  all’incudine di prima.

Sono orgoglioso dei risultati di questa bella passione che ha il solo obiettivo di volere far sorridere e riflettere e in cui tutti hanno diritto di poter esprimere i loro pensieri e le loro idee.

Commenti di Facebook

2 Responses

  1. Il “come” è pericolosissimo anche perchè non si riesce a prevedere..può avere diverse reazioni e quindi diversi modi di agire e annientarti.Io direi che è quasi il peggiore dei mali di questa società che si riesce a sconfiggere solo grazie a buone intuizioni, quindi anticipare il “come”…Come anticipare il “come”?questo è il problema!Capire le persone egoiste che pensano solo ai propri interessi agendo con cattiveria verso gli altri…abbattiamo questa genere di comportamenti e non dovremmo piu preoccuparci del “come” il cane ti annienta..
    Bello il passaggio sul poter anche non correre…ma è bello anche correre per il raggiungimento di un obiettivo non monetario perchè la soddisfazione di essere riusciti in qualsiasi impresa vale piu di tanti soldi…Io per finire direi “corriamo..ma senza fretta!”

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Perché questo blog

Questo blog è nato per la passione di assaporare, vivere e mettere a frutto esperienze, di cose, di luoghi ma soprattutto di persone, che ho potuto incontrare, percorsi che ho battuto, da solo o insieme ad altra gente.

Sono appassionato di arte, ogni tanto dipingo, “invento” oggetti, qualche cimelio provo a restaurarlo.

La mia passione grande che provo a condividere in questo blog, è quella del racconto anche attraverso le immagini.

Ho una grande passione per la cucina di territorio e per i prodotti identitari e rispetto chi, senza ipocrisie li tutela, perché sono una grande forma d’arte.

Sono in grado di stilare progetti e strategie di comunicazione integrata, conosco i meccanismi del Marketing Territoriale, perché è lo strumento con cui riuscire a condividere al meglio l’unicità che hanno determinati paesi, luoghi e paesaggi, che spesso visito per meravigliarmi della loro essenza semplice e straordinaria.

Ho redatto progetti importanti che hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

Ho la ferma convinzione che le “identità particolari” siano qualcosa di prezioso da tutelare e proteggere finché saremo in tempo a farlo.

La tecnologia ci da la possibilità di essere tutti più connessi, ma troppo spesso oramai, ci fa dimenticare la sostanza delle piccole cose, dove si cela, viceversa, la bellezza e la forza meravigliosa del racconto.

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