Green new deal… de noantri!

Vigneti e delimitazione della nuova strada

Mentre siamo in mezzo alla crisi sociale, economica ed ambientale più grande e devastante degli ultimi anni, sembra che ancora non ci basti e affondiamo la lama in uno squarcio letale per il territorio.

Una situazione di alto rischio sociale che dovrebbe minare le coscienze del popolo ma, nei fatti, ce ne freghiamo tutti perché l’essenziale è risparmiare 5 minuti …semmai questo avverrà.

Ecco cosa siamo diventati, un popolo devastato che non si chiama nemmeno più come tale. Guidati e abbindolati da un gruppo di sciacalli che si fanno fama su Facebook con le chiacchiere, la comunicazione e le puttanate politiche di chi l’unico slogan che segue è “prima me stesso” ed immersi in questo brodo acido di ipocrisia, sciogliamo quelle poche certezze rimaste.

La certezza di una collina che naturalmente e per questione di fortuna, ci ha dato la possibilità di scoprire che quei luoghi sono adatti alla coltivazione della vite, dopo 50 anni di tutele acclamate e mai seguite da nessuno.

Sopra quei filari si intersecano storie di contadini per lo più, fattori, viti e vita sociale, ormai in stato di devastazione totale per una strada che, forse farà la fine del raddoppiamento delle gallerie dopo Albacina, in perenne stato di avanzamento lavori. Peccato che in fondo di questo non freghi niente a nessuno, peccato che continuiamo a postare sardine, cagnolini e gattini sui post, peccato che invece di alzare la testa per l’ennesimo furto agricolo perpetuato dalla speculazione politica ed economica, rimaniamo addirittura infastiditi quando qualcuno cerca di deviare la discussione su quei temi caldi, che riguardano tutti perché SONO DI TUTTI.

"Green New Deal de noantri" - Vigneti tra Mistrianello e Sainale dove passerà forse la nuova strada. Foto concessa da Claudia Bernardini
"Green New Deal de noantri" - Vigneti tra Mistrianello e Sainale dove passerà forse la nuova strada. Foto concessa da Claudia Bernardini

Ma noi niente, rimaniamo coerenti fra i nostri stress, i nostri bei mutui, subiamo la ritorsione speculativa, avvolti nella nebbia dei nostri egocentrismi. Allora accade che brindiamo al Verdicchio ai premi ricevuti, alle recensioni positive degli esperti, ma ci bendiamo gli occhi se intanto, una strada che forse nemmeno vedrà mai la sua alba, passa sopra ai vigneti più vecchi coltivati con quella vite che era fino a ieri identità di tutto il territorio. Allora ecco che quei filari vengono estirpati, bruciati, quel che è peggio, cambiando destinazione d’uso a tutto il terreno, facendo spazio ad un futuro inutile che ci porta ad essere marionette addestrate a correre senza motivo, ma va bene così, per la maggior parte di voi, tanto è solo una vigna.

Qualcuno mi ha detto al precedente articolo che il problema non esiste perché la strada occorre, ma possibile che spostarla di 10 metri non è passato per la testa a nessuno?

Poi la proprietaria ha un esproprio ma ancora non ha preso un euro da questa assurdità. Può accadere a tutti una situazione del genere ma finché non tocca a qualcuno nello specifico, nessuno si muove in soccorso dell’altro, così veniamo comprati pezzo dopo pezzo, da chiunque, coi sorrisi amari di chi si diverte nostalgico dietro il finto lusso dei revival, rimanendo sempre più soli.

Ma ce ne freghiamo, mica tocca gli affari nostri quella strada, lasciamo soli quelli che hanno avuto la sfiga di doversi trovare in mezzo a questo gioco al danno più grave, nessun politico eletto che se ne occupi o se ne preoccupi, tanto a che serve, e soprattutto per quale interesse elettorale? La strada serve a tutti, qualcuno dovrà pur rimetterci, eccola la sintesi, ecco a chi deleghiamo la gestione della “cosa pubblica”. Complimenti vivissimi. 

Nel frattempo però la notizia è che i soldi della ricostruzione post sisma si utilizzeranno in milioni di euro utili a rifare praticamente nuova qualche fabbrica da sempre tracotante di politica e leggi ad hoc. L’inciucio che non finisce mai, con la connivenza di tutti, visto che di questo nessuno ne parla nonostante i social network. Il “green new deal” che tradotto significa letteralmente “nuovo affare verde”, anche se al verde si vedono solo i conti delle persone oneste, quelle che lavorano abbassando la testa anche se dovrebbero alzarla, per dire che esiste, che il futuro si stabilisce con la coerenza delle cose da fare e non con questo tipo di avversioni quasi intimidatorie.

 Alla fine però che ve ne frega, ci rimettono in pochi e voi potrete continuare a farvi i selfie e sbattervene le palle, tanto il popolo è coglione e continuerà a leccarvi il culo, finché dura.

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