Al Louvre senza italiano

Il famosissimo ingresso del Louvre.

Louvre, non è cosa da poco anche se a primo impatto, non mi ha trasferito una bellissima sensazione. Sono un italiano, nonostante le contraddizioni in cui viviamo nel Bel Paese, quel senso di distacco snob mi ha dato un po’ fastidio.

Si perché infastidisce trovare la mappa di benvenuto scritta nelle lingue più disparate ma, guarda caso non in lingua italiana. Eppure l’opera di maggior successo del Museo è senza ombra di dubbio “Monnalisa” di Leonardo da Vinci, il dipinto più famoso di tutti i tempi. Tuttavia se riflettiamo sulla composizione dell’esposizione, sale l’orgoglio italiano per sprofondare subito, un attimo dopo, rendendoci conto di come siamo messi in patria oggi.

Tuttavia le opere d’arte fanno rifiorire l’anima; “Amore e Psiche”di Canova lascia col fiato sospeso, lo stesso vale per i busti di Michelangelo, una straordinaria collezione di opere di Raffaello Sanzio, altri pittori del Rinascimento italiano riempiono di bellezza e contenuti le gallerie principali dell’intero museo. Di certo le stanze sono ricche anche di reperti provenienti da tutto il mondo, ma questo snobbare l’italianità, se da una parte mi ha dato fastidio, dall’altra mi ha fatto capire che forse, dovremmo ritrovare il nostro senso profondo, e tornare a vivere come quel popolo di artisti e creatori che eravamo. 

Ricominciare a cercare la bellezza, difendere la creatività ed il genio dell’uomo, Louvre è uno scrigno di conoscenza unico al mondo e bisogna dare atto che oltralpe riescono molto meglio di noi a dare un senso pregevole di tutela e valorizzazione delle opere culturali e artistiche. Passeggiare per le gallerie fra le maestose opere pittoriche, in un palazzo che interseca le più disparate civiltà, è inebriante per l’anima. Non basta di certo solo un giorno per visitare tutto il museo e una volta dentro, il tempo vola sulle ali del genio artistico dei racconti dipinti, opere che sintetizzano il sublime. 

Quindi è chiaro che se fate un viaggio a Parigi, il Louvre diviene una tappa obbligatoria. 

Se una stazione ferroviaria, un aeroporto o una fermata di una metro rappresentano “non luoghi” perché sono strumenti di collegamento, passaggi senza contesto, quasi tutti uguali, fatta eccezione del cartello che ne identifica il sito, un museo al contrario è una riserva di unicità e di identità, e questo più degli altri risulta eccezionale anche perché nel tempo, a mio avviso, è divenuto il “Luogo dei luoghi”. 

E’ il luogo per eccellenza, non tanto e non solo per le opere più importanti, ma soprattutto per quelle meno conosciute al pubblico, perché destano meraviglia e molte ti riportano con la mente a casa. Imbattersi in opere di Lorenzo Lotto, di Raffaello o di Marco Palmezzano, è stato senza dubbio un richiamo alla mia terra, fra l’altro proprio su Lorenzo Lotto c’è una bella mostra che consiglio di visitare a Macerata in questo periodo.

Il Louvre rappresenta un estratto dell’arte nel mondo. Tornando alla mappa di benvenuto del museo non tradotta in italiano, quella che in un primo momento avevo preso come una specie di provocazione populista a sfondo calcistico, in realtà mi ha indotto una riflessione più profonda, come di un avvertimento a dover tornare indietro dalla deriva di un’italianità imbruttita dall’immagine a tutti i costi che non riesce più a produrre sostanza, bellezza e confronto. Un avvertimento per cui quella lingua “…dove il sì suona” forse siamo arrivati a non meritarla più perché troppo aulica rispetto alla manica di idioti che siamo diventati. Chissà che non abbiano fatto la traduzione in italiano proprio per questo motivo?

Sono uscito col dubbio e con la certezza che anche la Parigi dei grandi intellettuali si sia genuflessa alla società dei consumi. Devo dire però che la meraviglia dei luoghi e dei momenti rimane sempre. In questo periodo, nemmeno a farlo apposta, c’è una mostra che richiama il sogno d’Italia intitolata proprio “Un Reve d’Italie – la collezione del Marchese Campana”, andateci se potete. Per quanto mi riguarda, le scuse son finite, dovrò mettermi sotto ad imparare il francese.

Info: Sito Internet Ufficiale

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