Ad oltre 1300 metri la frazione più alta del comune di Bolognola è di fatto un mini sistema turistico dove poter passare qualche giorno immersi nella natura, soprattutto d’estate senza rinunciare ai servizi essenziali per una vacanza di relax ed a stretto contatto con la natura. 

La “piccola Bologna” della leggenda in cui gli esuli bolognesi fondarono il centro abitato, in realtà non da giustizia al Borgo che fonda le sue radici in un passato ancora più misterioso ed intrigante, attraversato da tracce “celtiche” che arricchiscono il racconto arcaico del piccolo paese. 
Ma se l’origine del nome Bolognola è incerto i prati di Pintura sono distese di piante e fiori delle specie più varie e particolari, dai ranuncoli alle orchidee selvatiche. 

Pittoresca Pintura di Bolognola - Il violetto delle "Orchidee Selvatiche" - foto di B. Olmai
Pittoresca Pintura di Bolognola - Il violetto delle "Orchidee Selvatiche" - foto di B. Olmai
Pittoresca Pintura di Bolognola - Le "Peonie di Montagna" - foto di B. Olmai
Pittoresca Pintura di Bolognola - Le "Peonie di Montagna" - foto di B. Olmai
Pittoresca Pintura di Bolognola - Fiori gialli sui prati - foto di B. Olmai
Pittoresca Pintura di Bolognola - Fiori gialli sui prati - foto di B. Olmai

 

Il nome quindi descrive il posto in maniera lampante lo racconta pienamente, la straordinaria diversità di vegetazione spontanea, dona agli occhi una vivace ed armoniosa puntinatura di colori specialmente nei periodi primaverili.

Luogo di relax per l’estate, dove non mancano spazi di grande tranquillità per concedersi attimi di rilassante silenzio, ma dove si possono anche affrontare camminate in percorsi caratteristici. Da qui infatti si può arrivare facilmente a piedi al caratteristico rifugio del Fargno a circa 6 chilometri di cammino, che prima o poi dovrò decidermi di percorrerlo anche io perché ne sono veramente incuriosito. 

Pittoresca Pintura di Bolognola - Lo gnomo forse ..."Mazzamurellu" e fuori la finestra la croce di Pintura.
Pittoresca Pintura di Bolognola - Lo gnomo forse ..."Mazzamurellu" e fuori la finestra la croce di Pintura.

Possibilità per non star fermi ce ne sono diverse, la piccola pista da sci durante l’estate diventa un percorso per le mountain bike o le bici elettriche, con un “tapis roulant” che ne facilita l’ingresso e la possibilità di noleggio a cura della locale organizzazione di servizi molto utili per le escursioni giornaliere. 

Diversi sono i sentieri sparsi sul comprensorio, da percorrere a piedi o a cavallo oltre che in bici e che vi condurranno in luoghi di straordinaria bellezza naturalistica. 

Inoltre di notte si può scorgere ed ammirare il cielo facilmente ad occhio nudo o con il telescopio perché in questi luoghi l’inquinamento luminoso è davvero molto basso.

Pittoresca Pintura di Bolognola - bici arredo alla "capanna".
Pittoresca Pintura di Bolognola - bici arredo alla "capanna".
Pittoresca Pintura di Bolognola - Esposizione Bike.
Pittoresca Pintura di Bolognola - Esposizione Bike.
Pittoresca Pintura di Bolognola - "ZChalet"
Pittoresca Pintura di Bolognola - "ZChalet"

Il ristorante albergo “La Capanna” aperto tutto l’anno offre un ambiente confortevole e rilassante adatto per famiglie o gruppi di amici, ha un buon ristorante al suo interno che offre piatti della tradizione locale ed è un centro di contatto anche per accedere a tutti i servizi messi a sistema nella piccola frazione. Il focolare è quasi sempre acceso, si sta bene anche a maniche corte, ma l’atmosfera è certamente quella fresca di montagna. Si possono pianificare facilmente escursioni nei sentieri anche accedendo a tutti i servizi di prossimità.

Pittoresca Pintura - Un panorama
Pittoresca Pintura - Un panorama

Per un buon aperitivo o una merenda c’è lo Zchalet molto attivo anche nei mesi estivi dove poter passare attimi di compagnia sorseggiando un buon cocktail ammirando la croce di Pintura. 

Un’organizzazione efficiente per un piccolo borgo che cerca di rilanciare la propria immagine turistica con tutte le difficoltà dovute dalla crisi del post terremoto ed ora del virus ma che tuttavia sembra uscirne vincente perché organizzato a misura d’uomo e non adatto a quel turismo di massa che divora la montagna invece di respirarla a pieni polmoni. 
In bocca a lupo e continuate cosi.

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