Place de la Contrescarpe, viaggio nel “savoire faire”

Place de la Contrescarpe in una giornata uggiosa

Chissà cosa penserebbe Hemingway se vedesse oggi la sua Place de la Contrescarpe. Chissà se la troverebbe “troppo turistica” oppure abbastanza mantenuta nei suoi tratti essenziali.

Mi sono posto questa domanda appena ho trovato la casa del suo soggiorno parigino proprio vicino a quella piazza da dove parlava del freddo che a Parigi arriva senza avvisare da un giorno all’altro, ho constatato che è ancora così.

Io sotto casa di Hemingway.
Io sotto casa di Hemingway.

Parigi allora era molto diversa, probabilmente molto meno cosmopolita di oggi ma penso che la tenacia dei francesi di sicuro fosse molto simile ad oggi.

Non amo molto i francesi, ma li stimo nel loro saper vivere la loro identità nazionale senza dar peso eccessivo a chi comanda, in questo senso non è un caso che la traduzione di “savoire faire” sia “sapere come fare”. Non sono come noi italiani che ci buttiamo appresso ad ogni folata di vento, oramai troppo spesso inconcludenti e frustrati. Sono convinti di rappresentare se stessi e non blaterano soluzioni ambiziose se non supportate da una logica fattuale. Lo vedi dai loro modi di mantenere vive le tradizioni culturali. Ho assaggiato una crepe piena di Francia, quasi stomachevole ma con dentro tutto quello che rappresenta il loro Paese. 

Qui in centro Italia utilizziamo oramai la cucina regionale come espediente di marketing territoriale, facciamo solo finta di essere quello che abbiamo perso. Attraverso quei bistrot in cui si respira un romantico profumo del tempo che passa ma non muta, ci si accorge di un modo di vita differente, non migliore di quel che era il nostro, ma molto più radicato. Ecco allora che le carni frollate diventano un elemento sostanziale della cultura gastronomica locale, che si da “valore” a chi produce espedienti creativi valorizzando i propri elementi distintivi, forse è anche per questo motivo che la crepe nel mondo sia più conosciuta della piadina. Quell’essenza di tutela degli elementi sociali come cibo ed arte vengono valorizzati più dei supermercati aperti la domenica, sono considerati elementi propedeutici per la determinazione della propria coscienza nazionale seriamente. Da questo punto di vista è certo che la confusione distruttiva di una globalizzazione inutile quanto terribile viene rallentata. Dalla loro tutela delle questioni territoriali dovremmo prendere esempio al di la dei gilet gialli.

In Italia questo senso di tutela territoriale la troviamo a nord verso le Dolomiti ed ai piedi del monte Grappa, ma ne parlerò più avanti.

Tornando al mio giro intorno alla Place de la Contrescarpe, passeggiare per quelle vie mi ha dato modo di scoprire un angolo di Parigi che sono riuscito a vivere più da viaggiatore che non da turista. Di certo il “Sauvoire Faire” dei francesi era proprio di Hemingway ed è chiaro nel pragmatismo dei suoi scritti, non a caso visse periodi della sua vita a Parigi ed ai piedi del monte Grappa.

 

Place de la Contrescarpe alberi addobbati per il natale
Place de la Contrescarpe alberi addobbati per il natale
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