In un mondo che va avanti a forza di slogan, dove le mascherine troppo spesso vengono messe sugli occhi e davanti bocca e naso solo dopo le 18. In una società tempestata di chiacchiere infinite da campagna elettorale, progetti di rilancio turistico, investimenti fantomatici e discutibili dentro la virtualità immateriale dei social network, che tutto amalgama di sporadico sadismo intellettuale In tutto questo caos mediatico del tutto e niente, sono effettivamente poche le tracce di esempi a portata di mano, vengono forse troppo spesso tralasciate e sconosciute quelle piccole azioni esemplari che nascono proprio nei paesi più piccoli, dove a volte si riescono a scrutare delle piccole perle di enfasi della bellezza con le persone che collaborano positivamente con le amministrazioni pubbliche che cercano a ragione di metterne in evidenza il carattere, la sostanza, la creatività e lo spessore. 

Il verde della Natura in fondo al vicolo
Il verde della Natura in fondo al vicolo

Ci sono ancora, per fortuna quei borghi dove la differenza di valore viene esaltata perché veicolo di stimolo culturale, motivo di visita perché stimolo di crescita interiore, capacità di trasferire esperienze e suggestioni.

In linea con gli elementi fondamentali di questo blog, la ricerca di quanto ci sia di buono e bello ancora nel nostro Bel Paese, voglio raccontarvi una storia, che ha il sapore della convivialità e del  rispetto della capacità di raccogliere il senso delle piccole cose, la materia prima grezza che diventa opera d’ingegno, messa a sistema da un nuovo equilibrio delicato tra tutela e promozione. 

La viuzza degli artigiani poco prima del tramonto
La viuzza degli artigiani poco prima del tramonto
... la stessa via poco dopo il tramonto
... la stessa via poco dopo il tramonto

Tutto questo avviene in un piccolo paese di circa 900 abitanti dove le persone ed i loro gesti, le attività e le loro azioni creative vengono prima individuate, selezionate, poi ripristinate e promosse. Un bel modo per ricreare un piccolo spazio di economia reale basata sul rilancio di formule di micro artigianalità, un aspetto che tende a rivitalizzare l’identità locale, il ritrovamento di spazi a misura d’uomo, dove l’artigiano è percepito come un artista e la sua bottega prima del prodotto trasmette racconti di vita, storie, passioni, un raggruppamento di genti che riempie di significato le mura di mattoncini rosati del borgo, riempie di meraviglia gli occhi per la cura con cui viene tenuto il paesino, e soprattutto per la capacità di nuova vita che è riuscito a ricostruire e che sta cercando di rilanciare. 

Prime luci del tramonto a RIpe San Ginesio il Borgo che Vive - foto B. Olmai
Prime luci del tramonto a RIpe San Ginesio il Borgo che Vive - foto B. Olmai

Ripe San Ginesio è un borgo diverso perché rivive di autentica diversità, pone le basi per guardare altrove, con la coscienza di valorizzare quanto può nascere dalla materia prima, vera essenza del fare. Quella piazza insolita ed aperta, con la torretta di fianco alla chiesa che guarda lontano, verso l’orizzonte interrotto dalle colline, da senso di sicurezza, trasmette stabilità, indica lungimiranza. Un borgo che guarda al futuro andando a ricercar saggezze dal passato, facendo una buona mescola fra saperi e sapori, per poi tradurre il tutto in opera creativa. 

Ingegno ed argomenti, sono le principali forze attrattive degli artigiani che animano il “Borgo Futuro” (link alla pagina facebook).

Installazioni artistiche lungo le vie
Installazioni artistiche lungo le vie
Alcuni degli attrezzi del mestiere della ceramista - foto di B.Olmai
Alcuni degli attrezzi del mestiere della ceramista - foto di B.Olmai

 Il senso semplice ma non scontato del fare, unito all’esperienza dei bottegai, colora di suggestioni i vicoli, dona senso di vitalità alla visita del borgo. Il messaggio silente che si percepisce è un richiamo all’alta manualità artigianale di qualità, che viene contaminata dal design e dal senso artistico dei bottegai del paese. Se la via degli artigiani è una a Ripe San Ginesio, tutto il borgo trasmette senso artistico, dalle sculture di arte moderna, all’eleganza delle finestre e dei balconi fioriti. E’ il senso di ritrovata capacità a creare oggetti, percorsi, valori aggiunti che definiscono questo piccolo sistema di produzioni rintracciabili qui dentro al piccolo paesino dell’entroterra marchigiano. 

Il quartetto "Fata" in concerto in una delle piazzette
Il quartetto "Fata" in concerto in una delle piazzette
Interessante Mostra d'arte contemporanea.
Interessante Mostra d'arte contemporanea.

A Ripe si ha la sensazione netta che non siano solo i musei a donare sostanza culturale al paese, ma che questa sia frutto di una decisione consapevole di tutti i suoi abitanti, quella di voler custodire bellezza, tutelando la creatività di chi la produce, in una catena di azioni utili a narrare il luogo attraverso chi ci lavora tutto l’anno e da lì partorisce oggetti che ne impreziosiscono il racconto generale, caratterizzano gli elementi chiave di cultura e contribuiscono a rinnovare la società. Vale la pena visitare il borgo di Ripe San Ginesio tutto l’anno per la sua ritrovata unicità. Ogni bottega è una storia, ogni artigiano è un esempio di interpretazione originale del suo lavoro, con il coraggio di guardare avanti, con un taglio anticonformista, combattendo l’entropia piatta della Globalizzazione, all’ombra di quella torretta, in quella piazza aperta al nuovo, con la sapienza di chi conosce il passato, ma intende proteggere e rispettarne le diversità, enfatizzandone il valore artistico.

La gente in piazza per la festa.
La gente in piazza per la festa.
La Torretta ospita un'altra mostra di arte contemporanea.
La Torretta ospita un'altra mostra di arte contemporanea.
Sito internet Turistico del Comune di Ripe San Ginesio
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