Trent’anni di Web

Intelligenza Umana o Artificiale. Opera di Marco Costarelli da completare.

Oggi sono trent’anni che esiste il World Wide Web. Questo già si sa perché anche Google lo ha messo in home page e tutti lo avranno notato.

Si sa anche che il WWW alla sua nascita era una piattaforma legata esclusivamente alla veicolazione di informazioni accademiche o militari quindi i suoi usi erano esclusivamente atti alla ricerca o alla difesa.

Invece solo poco tempo ho scoperto fa che il primo Web server fu di fatto prodotto da Tim Berners Lee su una workstation Next, creata da Steve Job’s, ironia della sorte, proprio a seguito della sua esclusione dalla sua creatura Apple. Inoltre la cosa curiosa che non sapevo, è che proprio il WWW nasce all’interno degli studi del CERN, nella vecchia Europa e non negli Stati Uniti, come ero portato erroneamente a credere.

Chiaramente i Web Server crescerono di numero in maniera esponenziale, finché nei primi anni del 2000 si diede il via al web 2.0 dove si decise che l’utenza di internet sarebbe dovuta passare da un’utenza passiva ad una attiva, dove potessero partecipare tutti. Esplosero le bolle dei “dotcom”, iniziarono a farsi strada piattaforme come Ebay ed Amazon che fecero scoppiare l’e-commerce in tutto il mondo e presero piede anche i social network. (fonte Wikipedia)

"Intelligenza Umana Artificiale". Quest'opera che ho ideato e realizzato, è da completare ma ho voluto metterla qui perché rappresenta una testa, fatta di memorie RAM di computer, che fuoriescono fino a spezzare il volto umano che le contiene a fatica e quasi scoppia. Tutto poggia su una base di tronco secco e richiama la natura morente sotto al peso di questo "artificio". L'ho fatta con legno, creta e pezzi di vecchi PC, nella speranza di non arrivare a questo punto.
"Intelligenza Umana Artificiale". Quest'opera che ho ideato e realizzato, è da completare ma ho voluto metterla qui perché rappresenta una testa, fatta di memorie RAM di computer, che fuoriescono fino a spezzare il volto umano che le contiene a fatica e quasi scoppia. Tutto poggia su una base di tronco secco e richiama la natura morente sotto al peso di questo "artificio". L'ho fatta con legno, creta e pezzi di vecchi PC, nella speranza di non arrivare a questo punto.
Intelligenza Umana Artificiale. Profilo dove scendono circuiti misti a capelli, la bocca è spezzata, inutile.
Intelligenza Umana Artificiale. Profilo dove scendono circuiti misti a capelli, la bocca è spezzata, inutile.

 Oggi internet è uno spazio iper affollato dove tutti dicono la propria cosa inutile (forse spesso lo faccio anche io e scusatemi), gattini, catene, contenuti fasulli ed altre boiate (questo nel mio blog ho cercato sempre in maniera minuziosa di guardarmi bene dal farlo), sostituendo la piazza di paese in un’enorme piazza/piattaforma virtuale.

 

Il problema è che forse, si sta perdendo di vista la motivazione primaria per cui questo strumento sia stato creato, cioè la facilitazione e l’invio di dati che possano essere utili ad un miglioramento della condizione umana, non ad un suo progressivo imbruttimento patetico fatto di “boutade” insensate che però accrescono la visibilità.

 

In questo senso forse, in un futuro ormai molto prossimo, con l’avvento del “Web semantico” lanciato e promosso dal suo ideatore Berners Lee, saremo di fronte all’ennesima trasformazione del mondo di internet.

In questo momento, non so voi, ma io ho notato che il web stia diventando sempre più come la TV, una veicolazione del “pensiero unico” in un flusso principale di contenuti, dove fuori c’è solo “il rumore” e dove, o sei incanalato oppure non ci sei anche se scrivi cose fondate.

Fino a poco tempo fa le notizie più interessanti trovavano più spazi e canali di amplificazione,

Spero che questa sia solamente una mia impressione, forse evidenziata da quello che mi capita di verificare sui social network, che stanno diventando una vera e propria corsa alla pazzia, dove se non ti metti a pubblicare di tutto rischi di sparire. Sono fermamente convinto che la quantità a discapito della qualità in qualsiasi tipologia di produzione, generi esclusivamente dei mostri, oppure, come in questo caso, dei grossi “esaurimenti sociali”.

Sarebbe necessario instaurare un dialogo che possa indicare come premiante un corretto utilizzo del web soprattutto valutando i contenuti prodotti, nella loro effettiva concentrazione qualitativa.

 

 

Ci sarebbe un minore accanimento di gente che si sbrana sui commenti dei personaggi famosi oppure fra amici per aumentare la loro visibilità in questo bar virtuale dove si sparla oramai troppo, si parla pochissimo e nemmeno si gioca più a briscola appunto perché è virtuale.

 

Il mondo cambia ed insieme ad esso anche il web, speriamo in meglio.

Non sarebbe opportuno iniziare a considerare la percezione della qualità dei contenuti, piuttosto che la loro ridondanza?

 

Voi come immaginate il web del futuro?

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