Viareggio il Carnevale, Particolare della facciata di uno stabile della Cittadella

Viareggio, il Carnevale, non solo cartapesta.

Il carnevale di Viareggio non è solo cartapesta, è creatività artistica. E’ qualcosa che si prepara durante tutto l’anno. 

Cultura artigianale reale; la cartapesta la puoi modellare attraverso il calco oppure “in diretta” sul telaio come si faceva una volta.


Nato a fine ‘800 il periodo che oltralpe definirono della “Bell’Epoque”, la sua maschera di riferimento è il “Burlamacco”, il carnevale di Viareggio è importante in Italia anche e soprattutto a mio avviso, per aver dato lustro all’altissima sapienza artigianale ed artistica di mettere in pratica la capacità di sviluppo, anche in grandezza di bozzetti che si trasformano in grandi sculture in movimento, prendono vita, sono manufatti che, muovendosi descrivono storie e raccontano la società. 

Oggi per Viareggio il carnevale è simbolo della propria identità e lo custodisce in uno scrigno di saperi unici al mondo, che si chiama “La cittadella”. Luce negli occhi dei bambini, riflessione di pensiero per i più grandi. 

Tutto è artistico, tutto è fatto a mano e straordinariamente curato direttamente dagli artisti che producono le opere. Ecco cosa mi ha colpito e perché questo “fuori stagione” per me è stato molto interessante.

 

Viareggio il Carnevale; Burlamacco e il cartellone del Carnevale 2019

Qualche giorno fa sono stato proprio a Viareggio con un paio di amici Fabio e Silvio che ringrazio per l’ospitalità e per alcuni segreti che mi ha dato proprio Silvio sulla cucina di mare.

Due giorni per me al quanto inaspettati, visto il periodo ed il luogo. Mi sono trovato a visitare la cittadella del Carnevale con una guida d’eccezione, Giuseppe Baglini, un fotografo per passione, e nel contempo, una persona davvero disponibile, amante della sua Viareggio, ci ha spiegato come sia nato il Carnevale più spettacolare d’Italia, alla fine del 1800 da un gruppo di amici in un bar che erano stanchi delle eccessive imposte dell’epoca.

Abbiamo fatto visita ai cantieri dove sono già in preparazione i carri, un’immersione nell’arte e nel pensiero, Giuseppe ci ha raccontato la formula di questo evento storico. 

I carri che partecipano al concorso sono divisi in gruppi di “Prima categoria” quelli più grandi che vanno fino a 40 mt di altezza, e poi ci sono quelli di “Seconda Categoria” di dimensioni ridotte rispetto ai primi; inoltre, sfilano in concorso i gruppi mascherati e le maschere isolate, che possono essere anche fuori concorso (maggiori informazioni sul sito ufficiale, ecco il link). 

Abbiamo fatto il giro delle opere in costruzione, alcune abbiamo potuto visitarle fortunatamente grazie al consenso degli artisti e degli operatori. Penso che andare da soli in “Cittadella” non sia un buon consiglio.

Ho fatto il pieno di emozioni. Sarebbe da ritornarci a Viareggio tra febbraio e marzo, quando apriranno le sfilate dei carri. Grazie a Giuseppe ho potuto conoscere in maniera del tutto casuale, Jacopo Allegrucci, uno degli artisti dei carri di Prima Categoria. Mi ha descritto e spiegato l’idea che sta allestendo sul suo carro. 

Una rappresentazione in chiave fiabesca del possibile collasso della natura. “L’ultima Biancaneve” si chiama l’opera che sfilerà nella via del carnevale il prossimo anno. Di questo carro mi ha fatto riflettere sia il titolo che tutto il tema ambientale raccontato dal progetto. La strega è sintesi della meschinità del genere umano che si sta avvelenando da solo, la mela, più che avvelenata l’ho intesa proprio marcita sotto i veleni del consumo a tutti i costi. 

Un messaggio chiaramente d’impatto dal titolo fiabesco ma che fa riflettere anche se non è ottimista perché la strega brutta e cattiva, questa volta uccide a suon di rifiuti una “Biancaneve-Madre Natura” bellissima ma purtroppo morente.

Descrivo questo carro perché ne ho potuto vedere l’allestimento ed ho incontrato una grande disponibilità, che mi ha stupito sul serio, da parte dell’artista Jacopo Allegrucci, e spero anche che possa portare a casa un ottimo risultato anche perché il fatto che stesse proprio dentro al cantiere a fare i pezzi per la sua opera, è segno di una grande cultura artigianale del lavoro. 

Queste vere e proprie opere d’arte sono il frutto di saperi e maestrie artistiche ed artigianali da tutelare perché rappresentano il cuore e l’anima del Carnevale, dove ognuno fa la sua parte in maniera coesa e coerente col resto del gruppo. 

Inoltre le opere in cantiere a leggerle dal sito, sono tutte molto interessanti. Ho dato un’occhiata ai temi proposti dei carri già pubblicati dalla Fondazione del Carnevale, sono diversi e permeati a far riflettere sul senso di comunità e di società si premette una grande edizione. 

Davvero un percorso interessante, un grande senso di apertura culturale e mentale, avere l’opportunità di lavorare nell’arte, di far riflettere la gente, farla pensare è motivo di dialogo, apertura ed approfondimento dei temi, discussione e stimolo a migliorare la società e a capire dove stiamo andando.

La sera Viareggio è stata interessante anche se era novembre. Alcuni locali aperti con buona musica dal vivo ci hanno fatto fare le ore piccole. Un bel fine settimana. Sopratutto una gran voglia di tornare per la sfilata dei carri del prossimo anno. I corsi del 2019 sfileranno nelle giornate di 9, 17 e 23 Febbraio e 3 e 5 marzo 2019. 

La cittadella del Carnevale è animata di eventi e descrizioni anche durante il periodo dei preparativi per il Carnevale ed hanno una pagina FB dove si possono trovare video ed eventi. Un bel lavoro, ecco il link Carnevale di Viareggio.

Maggiori informazioni:sito ufficiale del CARNEVALE DI VIAREGGIO

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