Chi rimette a noi i nostri debiti?

debiti indebiti - foto e montaggio di Marco Costarelli

Chi rimette i nostri debiti? Me lo domando dall’altro giorno, non so perché ma ad un certo punto sono andato in fissa per cercare di trovare una spiegazione a quella frase del Padre Nostro che dice “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Da discreto bestemmiatore e laico dubbioso ma che, nel contempo, della curiosità ne fa ragione di vita cercando significati e qualche risposta, mi sono imbattuto in una parabola, quella del “re buono e del servo spietato”, dove, in sostanza, il re condona interamente enormi debiti al servo, che a sua volta, viceversa ne chiede comunque la riscossione verso i suoi debitori.

Ora mettiamo il caso improbabile, ma non impossibile, che il “re buono” siano i grandi gruppi finanziari e “il servo spietato” i politici. Lo so che molti penseranno adesso che non esistono “re buoni”, ma se ci pensate il debito pubblico dei paesi del terzo mondo è stato azzerato, i governanti hanno continuato lo stesso a svendere materie, prime, ricchezze fino a far rimanere poveri lo stesso i loro popoli. Quindi mettiamo il caso che la banca centrale o il fondo monetario per primi dovessero mostrare magnanimità verso il popolo cercando di sanare il debito pubblico. Chi garantirebbe che i politici eletti rimettano sul serio il debito verso noi cittadini, abbassando i costi dei servizi e marchette connesse, senza chiedere indietro i soldi lo stesso?

Tra qualche giorno andremo a votare e io mi sono fatto un’opinione chiara e netta quest’anno. Se non farò astensionismo attivo per l’ennesima volta, (pubblicai una norma di riferimento tempo fa, link qui, mi raccomando di non creare problemi ai seggi, soprattutto quest’anno che il voto ha meccanismi elettronici di convalida) metterò la croce su chi ha dimostrato fattivamente di rimettere i debiti con intelligenza e caparbietà, agendo nella tutela della pubblica amministrazione. Sono le persone intelligenti e caparbie quelle in grado di migliorare le cose perché a cambiarle solamente, soprattutto in peggio, sono bravi tutti.

Quindi quando mi recherò al seggio il 4 marzo, esprimerò il mio voto sulla base del significato racchiuso in quelle parole, perché dietro c’è nascosto un principio di economia semplice e al contempo rivoluzionario ma di estrema solidarietà.

Consiglio questo metodo come terapia anche a tutti quelli che la domenica mattina vanno a messa e chissà che non scoprano di essere addirittura estremisti.

Fabrizio De Andrè scrisse una canzone intitolata “Preghiera di Gennaio” che in una strofa recita così:

Signori benpensanti spero non vi dispiaccia

se in cielo in mezzo ai Santi Dio, fra le sue braccia

soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte

che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte.

 

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12 commenti su “Chi rimette a noi i nostri debiti?

  1. Questa frase si rifà a una parabola menzionata da Gesù, dove un servo doveva al suo re un debito enorme che non era in grado di pagare. Il re gli chiese la confisca di tutto ciò che possedeva, compreso sua moglie e i figli. Solo dopo le continue suppliche del servo di condonargli il debito, il re, mosso a pietà, gli concede misericordia, rimettendo l’intero ammontare del debito. Ma il servo non fece altrettanto con un suo compagno debitore quando gli doveva solo 100 denari; lo fece finire in prigione, dimostrando così ingratitudine per la remissione del debito che aveva appena ricevuto invece dal suo re. Lo stesso vale per noi, davanti a Dio abbiamo due debiti enormi, i nostri peccati. Così nella preghiera del Padre Nostro, nella misericordia di Dio, chiediamo il perdono dei nostri peccati, come a nostra volta perdoniamo il nostro prossimo. Buongiorno Marco

    1. E poi cerchiamo anche, sempre in quella preghiera di non essere il servo ingrato. Purtroppo però ci sono sempre in giro per il mondo quelle teste di… che non rimettono un bel niente
      Grazie per essere passata di qua

    1. Non ti preoccupare e complimenti per il modo in cui lo fai. Riguardo alla risposta al tuo commento non volevo chiedere quale fosse la risposta giusta…ma semmai… riconsiderare il beneficio del dubbio in versione post liberista

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