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Il problema non è il risultato del voto, ma l’ipocrisia.

Piazza che vai, vita che trovi
Con la curiosità di un bambino – foto di Marco Costarelli

Ho scritto un pezzo riguardo gli esiti delle elezioni, una risposta a chi per strada mi ferma e mi critica riguardo al mio rifiuto della scheda elettorale.

Ho scritto di un popolo che non ha il coraggio di protestare, di alzare la testa perché troppo coinvolto dentro le sue false debolezze.

Ho scritto di un trentasettenne capo del Governo che ha la fiducia di chi è oramai artefatto in usi, costumi e gesti, ed al quale fa specchio una serie di sindaci eletti con lo stesso suo modo di infondere (in)sicurezze virtuali.

Volevo far passare la colpa al mondo, sulla scia della frase di George Orwell “Un popolo che elegge corrotti, impostori ladri e traditori non è vittima. E’ complice”.

Poi mi sono visto allo specchio ed ho riflettuto sulla mia vita, le mie scelte passate. Poi ho risposto al cellulare, ho visto la PlayStation spenta in sala di fianco al tv a led 3D e mi sono detto. “Ma che cazzo scrivo? Alla fine sono come tutti gli altri, magari solo un po’ più masochista.” Mi sono chiesto che senso avesse riportare una lamentela come se io fossi qualcos’altro rispetto al sistema.

Io faccio parte di questo ordine di cose, quindi che cambia se critico ma non faccio più niente per cambiarle? Che senso ha se non cambio io per primo?

Ho cancellato tutto!

Ho ripensato a quando, qualche anno fa, arrancavo per arrivare alla fine del mese, però mi sentivo ripagato dal sorriso di un gruppo di bambini e di ragazzi in cui ci vedevo la voglia di esserci, di esprimere le proprie convinzioni, incanalare nel verso giusto le emozioni. Riuscivo quasi a sentire i loro animi, mi sentivo parte di un processo di crescita sana. Nutrivano una freschezza contagiosa. Sentivo che quel ruolo conquistato a forza, era utile ed poteva essere esemplare per migliorare gli altri. Oggi no. Per carità sono più tranquillo economicamente, ho il posto e lo stipendio (finché dura) a fine mese e forse, anche 80 euro in più, ma posso dire onestamente con me stesso di essere felice? Dico che campo nel costante tentativo, a volte mal riuscito di frenare le emozioni. Ma forse la felicità è qualcosa di altro. E’ nella dolce freschezza di un abbraccio, un sentimento del cuore, un gesto che ti scalda l’anima che proviene da una frase, da uno sguardo di affetto, da una risata.

Forse ho solo paura che quella freschezza la stia perdendo piano piano per rincorrere una sicurezza “beffarda” anche io come gli altri.

Poi però ti capitano delle magie inaspettate, qualcuno che quel colore acceso negli occhi ancora ce l’ha, identico a quello che vedevo negli sguardi di quei bambini tempo fa, quella brillantezza iridescente che hai solo quando fai le cose in cui credi.

Per un attimo sono tornato a crederci, a credere nella possibilità di riconquistare più umanità, di riprendermi la voglia di dimostrare che cambiare il mondo in meglio in fondo non sia poi così impossibile.

Forse la vera rivoluzione sta nell’abbattere il potere dell’ipocrisia.

 

TREIA LIRICA

Partecipanti a questa prima edizioni Il Prf. Enrico Facini e le autorità locali
Partecipanti a questa prima edizioni Il Prof. Enrico Facini e le autorità locali

Un vanto che non consideravo, pezzi di una cultura classica importanti e affascinanti e che soprattutto mi hanno aiutato a riscoprirè un pezzo di italianità.
Quando la cultura italiana viene espressamente rivalutata con progetti davvero importanti nei contenuti, succedono eventi straordinari. Si innesca una catena di emozioni che fanno bene al territorio e imprimono coraggio alla sua gente. Il coraggio di una consapevolezza essenziale che è dentro il concetto stesso di “italianità”.
La Masterclass si è svolta nella città di Treia. I partecipanti sono stati ospitati da noi all’ Hotel Grimaldi, che guarda caso fu sede di un’antica scuola di musica.
Il corso che si è concluso il 12. Aprile 2009 ha visto i cantanti lirici esibirsi in un concerto pubblico tenutosi nel Teatro Comunale di Treia.
Il concerto ha emanato sensazioni straordinarie. Forte l’impatto di vedere come artisti provenienti da ogni parte del mondo (Finlandia, Germania, Ucraina, Austria, Corea) abbiano potuto esprimere così limpidamente una musicalità che trova la sua culla proprio nel nostro “Bel Paese”. Professionisti provenienti da ogni parte del mondo che spendono il loro talento per aggiornarsi su pezzi di una cultura italiana che dovrebbe inorgoglire chi in questo Paese ci è nato e ci vive.
La sensazione più forte che trapela da questa esperienza è l’orgoglio di possedere, da italiani un dono interiore che non sarà mai vendibile, un dono di creatività di sapienza che si rigenera dal passato e ci fa capire quanto certi valori culturali come la lirica siano inestimabili e che in ogni parte del mondo c’è qualcuno, magari giovane trentenne, che studia il canto lirico in maniera professionale, che lavora con passione accademica su pezzi senza età, su pezzi che hanno fatto la storia della musica.
In questo senso sentire un tenore di 27 anni provenire dalla Corea, che splendidamente pronuncia i versi della Traviata, fa pensare che questo paese le cose buone le ha fatte e può, con un approccio esclusivamente di natura culturale continuare a farne altre e, prendendo spunto da una tradizione grandissima, farne anche di migliori. Sentire la voce di un soprano orientale che meriterebbe tutta la stima di una platea di ascoltatori esperti, fa capire come la musica classica possa essere così contagiosa e ancora oggi, appassionare giovani artisti.
La Masterclass è stata tenuta dal maestro Enrico Facini che lavora come Professore di canto alla “Universität der Künste“ di Berlino e sta creando le condizioni affinché “Treia-Lirica” possa divenire nel futuro sempre più interessante, benché già da questo primo anno si sono avuti dei risultati soddisfacenti se si considera il fatto di avere avuto cantanti professionisti iscritti e partecipanti fin dalla Corea, dalla Finlandia, oltreché da Germania, Austria e Ucraina.
Al concerto erano presenti le autorità locali, ed esponenti del Comune di Treia.
Una esperienza positiva anche per il territorio che ha potuto mostrare una capacità di saper creare una reale proposta culturale che è risultata appetibile anche ad un pubblico ben preparato.
Si sta già lavorando per l’edizione del prossimo anno.