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Bassano, non solo Grappa

Ci sono luoghi dell’Italia che ti rendono orgoglioso di appartenere ad un Paese così ricco di storia e di orgoglio, perché guardano al futuro partendo dal passato. In questi luoghi trovi coscienza di quello che li caratterizza che li rende unici e irripetibili, consci di essere appetibili per coloro che li visitano, in modo semplice, diretto e sincero.

Per me Bassano del Grappa è uno di quei paesi in cui si attesta lo spirito di identità, fatto di pezzi di storia che hanno contribuito a farci divenire una nazione unita, grande e rispettata nel mondo.

Hemingway in un'opera in cera all'interno del museo.
Hemingway in un'opera in cera all'interno del museo.
La villa dove è posto il museo di Hemingway e della Grande Guerra.

Bassano non è solo Grappa, nonostante l’estrema professionalità, gentilezza e “savoir faire” che trovi, ad esempio, all’interno della distilleria Nardini o nei piccoli produttori di peculiarità oltre che nella cultura della distillazione, messa a sistema in un museo come quello di Poli, che ho raccontato qui.

Bassano è anche tradizione, rispetto dell’identità locale, una serie di suggestioni che richiamano alla mente luoghi, dove si intersecano storie ed emozioni che non possono far altro che rimanere impresse nella mente di chi le visita. Il museo di Hemingway e della grande guerra posto in 5 ambienti della villa dove il famosissimo scrittore statunitense si stabilì in alcune fasi della sua vita, considerando proprio quelle zone ai piedi del monte Grappa, Bassano una sua seconda casa.

E’ probabile che proprio qui iniziò a scrivere il suo celebre romanzo intitolato “Addio alle Armi”, che in Italia per un ostacolo posto dalla censura fascista trovò la possibilità di essere divulgato solo dopo la caduta del regime.

Bassano è il luogo dove il ricordo di quello che è l’Italia diviene lucido, dove c’è un’accoglienza che si apre ai visitatori con la consapevolezza di dare agli altri qualcosa che possa rimanere per se stessi le sue vie piene di riferimenti autentici alle tradizioni. Il passeggio serale sul ponte degli alpini, che ha bisogno di restauro, ha di sera una piccola “movida” di giovani intorno al cocktail bar della distilleria Nardini. Le temperature di questo periodo scoraggiano passeggiate vere e proprie ma il vin brulé o gli altri alcolici, uniti ad una buona compagnia riscaldano lo stesso, corpo e cuore.

Facciata del Comune di Bassano, con le bandiere ed il grande orologio centrale.
Caffè Danieli, particolare interno del locale.
Caffè Danieli, particolare interno del locale.

Ho potuto fare una passeggiata a Bassano in un giorno di inverno, con stupore mentre facevo colazione nel Caffè Danieli, dagli interni classici e tipici, posto sulla piazza, vicino alla chiesa, ho notato la gente seduta ai tavoli con la calma di chi si gode l’inizio della domenica. 

In questo periodo dove non ci sono molti turisti fermarsi in questo posto regala tranquillità, aggiunge motivazione a chi cerca di capire l’autenticità di ciò che si osserva, lasciandosi coinvolgere da tanta straordinaria autenticità.

Ho mangiato in uno di quei locali storici del paese, la Birreria Ottone, dove si assaggiano bocconi di una provincia vicentina orgogliosa di preservare una propria e vigorosa economia reale anche nel cibo. Ho pernottato presso Palazzo Zelosi Guest House, una bella struttura accogliente e ben gestita dalla sua Manager Silvia, soprattutto centrale, con un buon rapporto qualità/prezzo, utilissima per visitare il centro del paese.

Insomma ho potuto vedere orgoglioso, uno spaccato dell’italia fatta di consapevolezza e genuinità, di persone autentiche, gentili e con un’accoglienza spontanea e sincera che da belle sensazioni.

P.S. Per questo pezzo ringrazio Sara Panizzon per avermi guidato nei luoghi di Bassano, il suo blog si chiama Triportrek

Interno della birreria Ottone, ambiente classico e richiami di stile.
Baccalà alla Vicentina e polenta.
Baccalà alla Vicentina e polenta.
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Place de la Contrescarpe, viaggio nel “savoire faire”

Contrescarpe è “savoire faire”. 

Chissà cosa penserebbe Hemingway se vedesse oggi la sua Place de la Contrescarpe? Chissà se la troverebbe “troppo turistica” oppure abbastanza mantenuta nei suoi tratti essenziali?

 

 

Mi sono posto questa domanda appena ho trovato la casa del suo soggiorno parigino, proprio vicino a quella piazza da dove parlava del freddo che, “a Parigi arriva da un giorno all’altro, senza avvisare”. Ho constatato che è ancora così.

Contrescarpe è Savoire Faire -Io sotto casa di Hemingway.
Contrescarpe è Savoire Faire - Io sotto casa di Hemingway.

Parigi allora era molto diversa, probabilmente molto meno cosmopolita di oggi ma penso che la tenacia dei francesi di sicuro sia stata molto simile ad oggi.

 

Stimo i francesi anche se non li amo molto, per il loro saper vivere la loro identità nazionale che non da peso eccessivo al “padrone di turno”.

 

In questo senso non è un caso che la traduzione di “savoire faire” sia “sapere come fare”. Non si buttano appresso ad ogni folata di vento, sono convinti di rappresentare se stessi e non blaterano soluzioni ambiziose se non supportate da una logica fattuale. 

 

Lo vedi dai loro modi di mantenere vive le tradizioni culturali. Ho assaggiato una Crepe piena di Francia, buonissima anche se quasi stomachevole perché dentro c’era la sintesi di tutto il Paese. 

 

Attraverso quei bistrot in cui si respira un romantico profumo del tempo che passa ma non muta, ci si accorge di un modo di vita differente, non migliore di quel che era il nostro, qui in Italia, anche più radicato. Ecco allora che le carni frollate diventano un elemento sostanziale della cultura gastronomica locale; si da “enfasi” a chi produce espedienti creativi valorizzando i propri elementi distintivi.

 

Forse è anche per questo motivo che la crepe nel mondo sia più conosciuta della piadina. Quell’essenza di tutela degli elementi sociali come cibo ed arte vengono valorizzati più dei supermercati aperti la domenica, sono considerati elementi propedeutici per la determinazione della propria coscienza nazionale, che qui è una cosa seria.

 

Da questo punto di vista è certo che la confusione distruttiva di una globalizzazione inutile quanto terribile viene rallentata. 

 

Credo che noi italiani dovremmo prendere esempio dalla loro tutela delle questioni territoriali.

In Italia questo senso di tutela la troviamo forse al nord verso le Dolomiti ed ai piedi del monte Grappa, e in qualche altro piccolo paese, ma ne parlerò più avanti. (Ecco il link)

 

Tornando dal mio giro intorno alla Place de la Contrescarpe, passeggiare per quelle vie, mi ha dato modo di scoprire un angolo di Parigi che sono riuscito a vivere più da curioso viaggiatore che da turista. 

 

Ecco perché alla “Contrescarpe” ho pensato al “savoire faire”, e di certo ho capito che il “saper fare” dei francesi era proprio anche di Hemingway e si mostra chiaro nel pragmatismo dei suoi scritti, non a caso, visse periodi della sua vita a Parigi ed in Italia ai piedi del monte Grappa.

 

Place de la Contrescarpe è Savoire Faire - alberi addobbati per il natale
Place de la Contrescarpe è Savoire Faire - alberi addobbati per il natale
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