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Surreali questi

Oggi ho voglia di creare una storia surreale. Non reale.

Quindi iniziamo a pensare come costruirla questa storia. Per una storia del genere andiamo indietro nel tempo iniziamo, come ogni storia che si rispetti con: “C’era una volta, in un paese lontano lontano…” aspettate un paese? …o una città? Facciamo uno di quei paesi troppo piccoli per essere città e troppo grandi per essere chiamati paesi.

La caratteristica principale degli abitanti di questo posto era la pazzia, tutti matti!! Divisi in “buoni” e “cattivi”. Un tempo in questo posto la gente racconta di aver fatto anche una grande festa in onore della pazzia. Vado bene per una situazione surreale lo sento.

Una situazione di un luogo dove ci sono solo matti, calza a pennello, funziona, va! Non credete?

In questo posto dove la pazzia creava una sorta di anarchia autoregolata, dove molto era dato alla coscenza di questi matti, un paio di signorotti, governanti del paese, furbastri e ignoranti che non si accorgevano per niente dei sudditti ma facevano solo strade inutili e incroci strani, aumentavano i balzelli e tenevano la gente impaurita per via della crisi.

La gente si rivolterebbe in una situazione del genere se fosse reale, questa è solo una storia, surreale per giunta.

I bambini di quel posto dopo un terremoto che devastò tanti paesi vicini rimasero per anni in stabili d’emergenza. Dopo un terremoto i bambini lasciati in un prefabbricato per tanti anni!

Ma nemmeno l’orco delle fiabe è così cattivo, una storia così non regge, credo che la gente si rivolterebbe prima! E’ una storia surreale e tale rimane! Continuo così!

Con la copertura di tutto il consiglio si inizia ad asfaltare un nuovo ponte, aggiungendo pure una nuova tassa da far pagare a tutti!! Poi per volere di un vassallo che controllava lo specchio della valle di quel territorio, per coprire una “eventuale” chiusura dell’Università inizia a spostare i bambini dalle scuole da un giorno all’altro, lasciando i bambini delle prime classi ammucchiati e quelli piu piccoli in una sede da “verificare”. Sempre gli stessi avevano creato le condizioni per chiudere del tutto l’ospedale di quel bel posto nato molti anni prima, per volere di un filantropo dei tempi passati.

Adesso si che questa è una storia surreale dove la gente ha paura di tutto e non si arrabbia mai! Nemmeno quando…

Un giorno per ordine supremo arriva una legge severa che proibì di fatto il divertimento serale dei ragazzi che liberamente si ritrovavano avanti ad una piccola osteriola a bere scambiare due chiacchiere e ogni tanto alzavano il gomito. Ma questo fu proibito categoricamente. Per contro però uno dei signorotti del palazzo continuava lo stesso a sfrecciare per viali con un carro meccanico prodigio della scienza, senza contestazioni da parte di alcuno.

Adesso si che è surreale questa storia. Un racconto del genere se fosse vero farebbe incazzare la gente che prenderebbe i governanti a calci in culo! Li costringerebbe di sicuro a farli andar via tutti, ecco perché una situazione simile non potrà mai essere vera ma surreale! Non credete?

Dal vocabolario ho cercato il significato di surreale…

Surreale: [sur-re-à-le] (pl. -li) agg. Che supera la dimensione del reale.

Gente ci siete ???

Commenti di Facebook

10 Responses

  1. Marco che figata so 3 ore che rido … pe non piange! A proposito che c’è venerdì alle 6 e mezza in piazza?

  2. Hanno messo i paletti avanti alla chiesa, la gente che già non sapeva dove parchggiare per andare al mercato adesso dove la mette la macchina?
    Ma come se fa?
    Vabbe questa tua è una storia surreale quindi non c’entra, vero?
    eheheh… 🙂

  3. questa è proprio “ai confini della realtà”..!:)ma come ogni storia che si rispetti non manca di una morale…??ah già è surreale!ahaha.. grande Marco!

  4. Fantasticamente reale….che la verità, detta così, riesca ad aprire gli occhi alla popolazione!!!???!!!
    Complimenti!

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Questo blog è nato per la passione di assaporare, vivere e mettere a frutto esperienze, di cose, di luoghi ma soprattutto di persone, che ho potuto incontrare, percorsi che ho battuto, da solo o insieme ad altra gente.

Sono appassionato di arte, ogni tanto dipingo, “invento” oggetti, qualche cimelio provo a restaurarlo.

La mia passione grande che provo a condividere in questo blog, è quella del racconto anche attraverso le immagini.

Ho una grande passione per la cucina di territorio e per i prodotti identitari e rispetto chi, senza ipocrisie li tutela, perché sono una grande forma d’arte.

Sono in grado di stilare progetti e strategie di comunicazione integrata, conosco i meccanismi del Marketing Territoriale, perché è lo strumento con cui riuscire a condividere al meglio l’unicità che hanno determinati paesi, luoghi e paesaggi, che spesso visito per meravigliarmi della loro essenza semplice e straordinaria.

Ho redatto progetti importanti che hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

Ho la ferma convinzione che le “identità particolari” siano qualcosa di prezioso da tutelare e proteggere finché saremo in tempo a farlo.

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