Archivi categoria: fiabe o fantasia

Viareggio è tanta roba!

In questa parte dell’Italia nella toscana settentrionale è uno slang che usano veramente in tanti per dire che quello a cui si assiste è fatto bene davvero. 

Martedì grasso ho deciso di passarlo a Viareggio per l’ultima sfilata del Carnevale più scenografico e grande d’Italia e ne è valsa la pena assolutamente. E’ stato anche il giro di boa di un percorso casuale, nato fra amici a Novembre scorso. Venne l’idea proprio a Fabio di andare a Viareggio da Silvio che abita lì. Decidemmo di partire quasi all’ultimo e lo facemmo.

A Novembre, visitammo la Cittadella del Carnevale grazie a Giuseppe un appassionato di fotografia, veramente disponibile e cordiale (ha anche un gruppo fotografico su Facebook link qui)

 

Carnevale di Viareggio. La bocca della Balena piena di incrostazioni e di rifiuti un grande messaggio ambientale.
Carnevale di Viareggio. La bocca della Balena piena di incrostazioni e di rifiuti un grande messaggio ambientale.
Frida Kalo nel carro "Adelante", uno spettacolo musicale e scenografico grandissimo.
Il carro vincitore per la 2' Categoria, con la Bonino e le sue farfalle.
Il carro vincitore per la 2' Categoria, con la Bonino e le sue farfalle.

Un posto di straordinaria creatività e artistica e artigianale. Fra i pochi artisti della cartapesta ce n’era uno particolarmente, cordiale, disponibile, ed appassionato, Jacopo Allegrucci (link al pezzo di Novembre). Dopo un giro attorno al carro in costruzione, capimmo quanto lavoro ci fosse dietro la realizzazione di un’idea che tramuta in realtà la fantasia e la mostra al pubblico, emana emozioni, nei movimenti, nelle scene e nel racconto del messaggio che trasmette.

Con una bella sensazione nel cuore, decisi che per uno dei corsi mascherati del 2019 sarei dovuto tornare per forza. Così lunedì sera ho deciso che all’indomani sarei partito per vedere l’ultimo corso mascherato.

E’ stato entusiasmante, “Ultima Biancaneve” di Allegrucci ha addirittura vinto il carnevale con il suo messaggio tra fiabesco e reale lanciando l’allarme di un ambiente che chiede aiuto e che non può più reggere un ritmo di inquinamento così stressante, incessante e tossico per la vita, e anche per l’anima.

 

Biancaneve Madrenatura morente sopra i rifiuti
Biancaneve Madrenatura morente sopra i rifiuti
Il carro "Medea" una scenografia strabiliante.
Il carro "Medea" una scenografia strabiliante.
Satira immancabile, qui Salvini, Di Maio e il premier Conte.

Quella favola antica che tutti conoscono viene riadattata e riportata tremendamente ai giorni nostri, così la strega appare da un immenso sacco di rifiuti con una maschera antigas porge la mela tossica ad una Biancaneve che è in realtà una Madre Natura bellissima seppur morente, accasciata al suolo fra le immondizie.

 

Un messaggio forte e chiaro diretto, impattante, coinvolgente, dove ho notato esplicita, la connessione con la realtà, infatti alcuni inserti nella base del carro erano bottiglie di plastica vere, vuoti di detersivi, ho scorso anche un paraurti di un’auto, rifiuti insomma messi li a descrivere la condizione realistica portata dentro al Carnevale col richiamo della fiaba, un’opera d’arte che fa riflettere e che, come le favole ha una morale forte, diretta, urla di fermarsi, di non consumarlo più questo mondo asfissiato.

"Ultima Biancaneve" il carro che ha vinto il Carnevale.
Una Maschera Isolata che mi ha colpito particolarmente, il messaggio è impattante.
Una Maschera Isolata che mi ha colpito particolarmente, il messaggio è impattante.

Ne scrivo perché credo che quel messaggio sia in piena sintonia anche con questo blog, che cerca di trovare modi, attraverso i racconti, per riflettere e smettere di correre senza motivo.

Un bellissimo Carnevale, con tanto sole, la gente allegra, una parata di innumerevoli maschere, i carri tutti davvero straordinari, soprattutto la gente piena di sorrisi autentici. 

Una città che vanta un lungo mare da favola, un posto che riesce ancora a farti sognare e credere nelle favole. Grazie per questi bei momenti.  

Viareggio al tramonto con Burlamacco in controluce. spero di tornare presto a vedere questi tramonti sul mare unici.
Viareggio al tramonto con Burlamacco in controluce. spero di tornare presto a vedere questi tramonti sul mare unici.
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“Un’altra Sofia”, bello lo spettacolo, il progetto e la scuola!

“Un’altra Sofia” al teatro sperimentale di Ancona ieri sera, martedì 24 aprile 2018. E’ stata la finale del progetto portato avanti dal “gruppo musicale autogestito” del Liceo Galilei di Ancona. Inaspettata la performance artistica dei ragazzi perché sono riusciti ad esprimere una buona esibizione sotto il profilo artistico. Interessante e competente è stata la passione che hanno dimostrato nel completare la performance. Un bel mix di musica e testi, per la maggior parte inediti, infatti la trama nasce dall’immaginazione di Alessio Baldelli così come molti dei pezzi musicali sono stati composti in autonomia dal gruppo musicale di cui fa parte, gli “As Clouds” (questo il link alla loro pagina di Spotify).

Voglio raccontare questo frangente di ieri perché al di là del rapporto familiare con Alessio, ho potuto notare una buona dose di quella sana voglia che ti spinge a raggiungere lo scopo con impegno, passione e determinazione, rispetto dei ruoli ed una bella armonia fra insegnanti e alunni, insomma meritano un racconto della loro performance perché sono riusciti a dimostrare con il loro progetto, una buona dose di omogeneità fra tutti, dimostrata dalla buona selezione del cast che ne ha preso parte, molto ben dosato, a mio avviso fra attori e musicisti, e se, da come mi è parso di notare, sono stati coadiuvati solo esternamente da docenti e genitori (questo non vuol dire che non sia fondamentale il loro contributo), il risultato risulta abbastanza stupefacente per un liceo scientifico perché dimostra un’armonia d’intenti fra tutti quanti, non da ultimi i soggetti “in ombra”, insegnanti e genitori coinvolti che sono stati fondamentali per aver accettato quel ruolo, senza ombra di dubbio, molto difficile.

Sono le attività scolastiche come questa a rappresentare un buon antidoto contro il bullismo, perché stimolano l’aggregazione intelligente fra i ragazzi, fissano obiettivi che hanno come traguardo, quello di riuscire a prefiggersi prima un obiettivo e poi raggiungerlo nel migliore dei modi, attraverso l’utilizzo dei propri talenti e la costanza di portare a compimento i propri obiettivi, superando gli ostacoli, con la volontà di chi vuol arrivare a traguardo per merito e non per compromesso. Questo è stato a mio avviso, il più bel successo dei ragazzi del Liceo Galilei, ieri sera allo sperimentale di Ancona.

I tantissimi applausi ricevuti, sono arrivati anche perché giocavano in casa, ma una cosa spero che riescano a mantenerla questi ragazzi: la grinta, la determinazione e soprattutto anche l’umiltà che hanno dimostrato. Queste caratteristiche non si portano in scena, o si hanno oppure no.

Il pubblico lo senti se non ti dimentichi mai di essere uno di loro.

Di seguito la locandina e il link alla pagina fb della serata

 

Locandina di "Un'altra Sofia"
Locandina di “Un’altra Sofia”

Halloween is Irish, i ‘Colcannon’ e li ‘Cavoli Strascinati’

#halloweenisirish (Halloween è in Irlanda) è l’intelligente hashtag dell’ente di promozione del turismo Irlandese. Un modo semplice ma efficace per raccontare, o meglio fornire spunti di racconto, su questo splendido Paese. Una serie di notizie e curiosità su cui poter focalizzare l’attenzione, tutte chiaramente made in Ireland.

Decido di stare al gioco, apro i link, anche perché non sono mai stato in Irlanda e mi piacerebbe farla diventare una prossima meta di viaggio. Subito mi tuffo nell’elenco dei piatti tipici irlandesi per Halloween. Rimango piacevolmente colpito dal “Colcannon” un piatto della tradizione irlandese (link alla ricetta), leggo la ricetta di cavoli e patate lesse ripassate col burro in padella e mi sorprendo per quanto questa ricetta sia simile ai “cavoli strascinati”, un piatto della tradizione invernale proprio dell’alto maceratese.

Allora inizio a verificare quante contaminazioni celtiche ci sono state in questa parte d’Italia, lo stesso termine Appennino che deriva dal culto celtico del dio Penn, inoltre molti altipiani propri dei Sibillini, rimandano all’idea di paesaggi irlandesi. Propri di questa zona sono diversi eventi come il Montelago Celtic Festival, promosso, fra l’altro, come il festival della Terra di Mezzo. Inoltre sono tanti i ritrovamenti archeologici che testimoniano lo stanziamento dei Senoni in gran parte dell’Italia centrale.

Allora #halloweenisirish ma il cuore appenninico d’Italia ha molto in comune con l’Irlanda. I ceri sui davanzali accesi per tutto il mese di Novembre sono una tradizione molto sentita al di là della moda di Halloween, durano tutto il mese di novembre è testimonianza devozionale cristiana del culto dei morti, di contro l’idea della zucca illuminata ed incisa, è quella decisamente pagana che si rifà alla leggenda di Jack O’Lantern che astutamente sconfisse il diavolo, ma fu rifiutato sia in paradiso che all’inferno e quindi costretto a vagare in eterno con una rapa accesa ad illuminargli la via. Le visite ai cimiteri il giorno dopo di Ognissanti, sono origini chiaramente cristiane sul culto dei morti, in Sardegna la tradizione intorno al culto di Sant’Andrea collega storia pagana a cristianesimo.

Tuttavia dai ricordi dell’infanzia di mio padre, apprendo che era usanza mettere una zucca illuminata fuori casa per esorcizzare la morte e l’arrivo del mese che la contempla, Novembre. Dietro al cero, alla zucca, vicino a tradizione cristiana e pagana che si mescolano, mi sono fatto preparare da mamma i cavoli strascinati come li faceva nonna, così in un piatto solo mescolo usanze celtiche irlandesi e appenniniche.

Cavoli strascinati fatti a casa secondo tradizione del centro italia
Cavoli strascinati fatti a casa secondo tradizione del centro italia

I Cavoli Strascinati

Ingredienti: Due patate lesse, un cavolo verza, guanciale, lardo o strutto, aglio, sale, pepe e rosmarino.

(la differenza sta nell’uso della cipolla invece dell’aglio nel Colcannon irlandese e del burro al posto del lardo o dello strutto)

La preparazione è la stessa. Lessate le patate e il cavolo versate in padella con gli altri ingredienti, dopo aver reso leggermente croccante il guanciale, aggiustate con sale e pepe e servite.

Buon Halloween a tutti!

#HalloweenIsIrish
#HalloweenIsIrish link per info:  ireland.com

 

Mauro Puccitelli, essenza vetraria!

Essenza vetraria; la storia della bellezza fragile salvaguardata da concreta sapienza. Certe volte mi reputo fortunato quando penso agli artisti che ho avuto modo di conoscere. Soprattutto spesso rifletto sul fatto che, forse, sono fra i pochi ad avere avuto l’opportunità di vedere nascere un oggetto praticamente dal nulla, completamente modellato e concluso attraverso l’opera di un “maestro artigiano”. Nessun fastidioso step di catene di montaggio, nessun passaggio di mano. Responsabilità nuda e cruda nel creare qualcosa di straordinario perché unico, partendo dalla materia prima e, cercare di creare una propria rappresentazione materiale della fantasia, dare, per quanto impossibile, una sostanza al sogno. Forse è questo il senso delle sfere di vetro soffiato di Mauro Puccitelli, maestro d’arte vetraria, oggi a mio avviso un punto di riferimento artistico nel settore del vetro artistico per gli artigiani di quasi tutta Italia. Mauro rappresenta così la sua fantasia, attraverso il vetro riesce a dare dimensione ai sogni e li racchiude dentro bolle, tanto affascinanti quanto fragili, come spesso sono le idee.
essenza vetraria nei particolari degli insetti in vetro che sembrano veri
essenza vetraria nei particolari degli insetti in vetro che sembrano veri
Nelle sfere di Mauro ci sono unicorni, farfalle, insetti, bruchi, fate e ogni cosa possa venire in mente all’essenza straordinariamente creativa di un artista che riesce a farti scorgere quanto siano eleganti e straordinarie le forme più piccole e quanto, allo stesso tempo, possa essere di fondamentale importanza fermarsi ad osservarle, come faceva lui con i colori dei sassi bagnati quando, da piccolo, mi racconta di essere rimasto spesso esterrefatto ad osservarne la lucentezza, specie in quelle pietruzze che lasciano filtrare un po’ di luce ed è come se volessero mostrare una parte di come sono fatte “dentro”, quasi a voler raccontare una confidenza su qualcosa che al buio, invece, rimarrebbe segreta. In quelle “bolle” c’è un po’ tutto questo, e vanno quindi trattate con cura e col rispetto che si deve alla loro elegante fragilità. Le ragnatele di fili di vetro, gli insetti e gli unicorni della sua bottega aperta fino al 30 agosto all’ombra della rocca di Senigallia, infondono aspetti di una storia straordinaria che meraviglia gli occhi, e racconta di infinitesimali piccoli universi protetti dalla lucentezza sottile e cristallina del vetro soffiato. La bottega temporanea dove Mauro e la sua famiglia trasformano i sogni in storie di vetro soffiato, è racchiusa in un piccolo scrigno di pochissimi metri quadrati, ma entrandoci, il viaggio sembra essere infinito. Nelle sere calde e ventilate di questa estate, Mauro lo trovi lì davanti all’uscio della sua bottega a soffiare e modellare i suoi vetri, con l’umiltà semplice di un artigiano dallo straordinario talento artistico, lo sguardo sapiente di chi nasce pittore e le sue tecniche le insegna da tempo nelle accademie. Tecniche e saperi che, semplicemente possiede e segna su tela da tanto tempo, infondendo sensazioni anche qui fantastiche e nel contempo riflessive, ad esempio, sul rapporto che si ha con la natura. Insomma se state passeggiando per Senigallia e sotto la rocca antica vedete una folla riunirsi avanti all’uscio di una bottega, e magari riuscite pure a scorgere una fiammella sopra un banchetto, siete fortunati anche voi, avvicinatevi perché vuol dire che l’artista è all’opera. P.S. Mauro Puccitelli lavora ed opera principalmente a Frontale di Apiro, tuttavia per diversi anni è stato a Matelica da dove si è dovuto trasferire per cause di “forza maggiore”. Clikka per info e contatti
Artista all'opera avanti l'uscio
Mauro Pucitelli e il pubblico, l’Artista all’opera d’avanti alla bottega
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L’irrefrenabile costanza dei sogni

Si sfioravano le labbra ad occhi chiusi, come nei sogni. Più del sesso che si accendeva tra di loro, c’era quell’atmosfera di calore, di cose dolci, di un posto sicuro, ovunque. Perché in quei baci si celava il profumo dolce di casa. In qualsiasi parte del mondo se li fossero scambiati, la dolcezza di quei momenti era sublime e costante. Un momento di delicata essenza del vivere per sognare.

Mary era lì di fronte a John, in un tempo indeterminato di un posto qualunque nel mondo, consapevoli della sola volontà di riprendersi la loro vita. Ad ogni costo, inseguire quella pragmatica utopia di essere felici. In fondo, dentro quei baci erano racchiusi momenti che avrebbero lasciato un sapore indelebile nelle loro anime.

La forza di quel volersi entrambi, nonostante tutto, era irrefrenabile, accarezzava i loro cuori portandoli dentro un volo di sola andata per la felicità. Mozzafiato, la costante volontà di incrociare di nuovo i loro sguardi, dare aria ai loro gemiti, per riuscire a nutrire un’irrefrenabile voglia di respirare la vita a pieni polmoni.

times square

Non si smette mai d’imparare…

Non si smette mai di accorgersi delle cose belle,

di uno sguardo paterno, di un discorso profondo,

….di una storia importante.

Non smetto mai di meravigliarmi delle immagini che mi regala la vita.

Le piccole cose.

Le grandi occasioni svanite, i rimpianti dei ricordi, i sogni lasciati a metà.

Non si smette mai di accorgersi di come la vita possa sbatterti la tua realtà in prima pagina.

Non è possibile negare quanto sia fondamentale respirare l’aria esternata dall’anima!

E’ improbabile quantificare il numero dei respiri di un uomo, i battiti del cuore!

Finchè non finiscono…

… i sussulti dell’anima… le cose belle!

La Canapiglia e il Porciglione… un bel libro per ragazzi!

La copertina del libro
La copertina del libro

Un insieme di racconti scritti da un autore ambientalista, intento a sottolineare, durante la presentazione del libro di non potersi definire un vero scrittore ma che, al contrario per la qualità dei messaggi contenuti nei suoi testi, dovrebbe riceverne l’appellativo a pieno titolo.

Una mano convintamente animalista scorre fra le frasi di un libro di storie adatto sicuramente ai ragazzi e dedito anche a far riflettere i genitori. Roberto Cola ha ritirato fuori dal cassetto le sue fiabe costruite con una buona dose di fantasia come si conviene ad un libro di storie per bambini.

Ogni racconto è  accompagnato dalle illustrazioni serene e gradevoli nella loro spontanea leggerezza di una sognatrice poliedrica come Ania Pettinelli. L’intera pubblicazione per la qualità dei messaggi emanati dal testo e per la sua composizione illustrativa ricorda la maniera usata da Saint Exupery, ne “Il piccolo principe”. Dal libro, introdotto lo scorso sabato 15 gennaio presso la biblioteca Comunale di Matelica, dalla dott.ssa Alessandra Vitanzi, escono fuori animali parlanti, come la “Giraffa dal collo corto” che deve abituarsi a brucare l’erba per sopravvivere ed adattarsi alla sua condizione anomala; simpatica e riflessiva anche la storia di “Simone il piccione viaggiatore”, trasportatore di dispacci dall’animo pacifista, il quale nel leggerne casualmente uno sulla guerra, decide di non consegnarlo, evitando così anche il conflitto.

Una serie di storie semplici, leggere ma nel contempo riflessive, con lo scopo di trasmettere al lettore, sia esso bambino o adulto un messaggio di civiltà e rispetto per la natura. Non poteva che essere così il testo di un autore che nella vita reale presta opera volontaria in un canile addirittura presiedendolo, risultando quindi impegnato ogni giorno nella tutela degli animali.

Visitate anche il blog del Rifugio Colle Altino

“Io …speriamo che me la (s)cavo!”

- bamboccione - fonte: internet
– bamboccione – fonte: internet

Generazione senza sogni, bamboccioni ecc. In questi giorni assistiamo alla più grande messa al bando delle nuove generazioni da parte di una classe dirigente obsoleta che tuttavia per egoismo e lobby di interesse costringono all’angolo il futuro di tutti. Studenti in rivolta, esasperazioni, teppisti che hanno preso questo senso di malessere per una propria opportunità di far danni a commercianti, che difficilmente riescono ad uscire da una crisi voluta e che non finirà mai, proprio perchè strutturale e di sistema.

Ma non voglio parlarne, c’è tanta cronaca che già tratta e approfondisce questi argomenti. Poi, figuriamoci, io vivo in un paese dove piove dentro una scuola materna restaurata da poco più di un mese!

Racconto una storia di “pura” fantasia.

Metti un ragazzo di 26 o 27 anni che da 4 anni si occupa di tutela e promozione delle peculiarità dei territori, in cui è nato e dove vive, cercando di mettere insieme eventi, magari spesso riuscendo anche a dare un minimo di visibilità a zone sconosciute ai cosiddetti “flussi turistici”.

Fra tutte, una manifestazione musicale che diventa interessante per parecchie scuole d’Italia, arrivando a quote di un migliaio di partecipanti, in ogni edizione, provenienti da tutta la Penisola.

Aggiungiamo anche, rimanendo sempre nel filo della fantasia, che questo tipo strano, dovesse decidere, fidandosi delle istituzioni, di gestire una struttura turistico alberghiera in un paese del suo entroterra. Metti che in quasi 3 anni di gestione all’interno di questa struttura di proprietà pubblica, lui e il suo staff, riescono a moltiplicare le presenze turistiche di ‘sto posto nemmeno ricordato in molte carte geografiche.

Iniziano ad arrivare turisti dall’Europa e addirittura dalle Americhe. Sommiamo, – volando di creatività, – il fatto di avere un canone di affitto di azienda esagerato per la serie di servizi e costi che è d’obbligo sostenere in questo tipo di attività e che quindi il giovane “Bamboccione” decidesse di andare a chiedere al proprietario dell’immobile, l’ente pubblico, un abbassamento del canone di affitto e che puntualmente questo riequilibrio di costi gli venisse negato!

Mettiamo poi che, dopo 3 anni, a conti fatti per via dei costi eccessivi di affitto, il ragazzo “fannullone” e, quindi in linea con la generazione degli “analfabeti” che vanno in questi giorni per le strade, ma lui oramai 30 enne, fosse costretto a lasciare l’attività, vista la collaborazione nulla dei cosiddetti politici che gli soffiano sempre e solo fumo negli occhi, continuando ad utilizzare le risorse pubbliche per la promozione turistica senza ottenere alcun effetto.

Aggiungiamo poi, con altro sforzo di fantasia che, di lì a pochi mesi, il bando di gara per la nuova gestione, richiedesse un terzo del canone di affitto per la gestione dello stesso stabile e, che la gara andasse addirittura deserta,  facendo rimanere la struttura senza nessuna strategia di promozione, con servizi ridotti e magari anche con una gestione saltuaria da parte di gente che “sta lì ogni tanto per aprire”.

Quando m’impegno ammazza se viaggio con la fantasia!

Per finire mettiamo il caso che questo “nulla facente” e forse anche il suo ex staff, ogni sera si trovasse ad accendere la TV e si imbattesse in talk show e tribune politiche, che mai come in questo periodo parlano dei giovani, della loro svogliatezza, del senso di rinuncia, del fatto che non vogliono rimboccarsi le maniche, che bisogna aiutarli (come se fossero in estinzione come il panda) e altre frasi fatte.

Chiedo, se foste voi al posto di questo tizio, (che è puramente inventato non vi pare?), cosa fareste?

Forza e coraggio ragazzi, il futuro siete voi che oggi a Roma avete dato l’esempio di come si vive, manifestando pacificamente e con senso del diritto a differenza delle cariatidi !

La “Puffeconomia” ovvero l’economia dei Puffi.

(nel 2011 in programma ci sarà il film dei Puffi!!! Perchè i Puffi vanno! Approfondimenti sul film in uscita per la settembre del 2011 quiqui e soprattutto sul sito ufficiale)

Io da piccolo giocavo spesso con i Puffi. Ricordo che ogni volta che i miei nonni, i miei genitori o qualche parente me ne regalavano uno nuovo, per me era una festa. Come molti bambini degli anni ottanta ero completamente preso da tre tipologie di giocattoli soprattutto; i Puffi, i Masters e le sorpresine del Mulino Bianco. L’altro giorno sono salito nella soffitta di casa di mia nonna per rovistare fra i ricordi di un periodo, la mia infanzia che, sembra non voglia staccarsi ancora da me, (sarà la Sindrome di Peter Pan?); addirittura mi sono messo a riordinare tutti questi pupazzetti blu e a catalogarli. Non sono un vero e proprio collezionista ma, spinto da alcuni discorsi fra amici, mi sono convinto a sistemare questi miei oggetti d’infanzia. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che paradossalmente i miei “Piccoli Puffi” sono stati proprio un buon investimento. Mi hanno fatto divertire e, non nascondo che ancora oggi, ogni tanto ci gioco ancora, inoltre non sono nemmeno calati di valore!!! Anzi qualche pezzo è aumentato di molto rispetto alla quotazione “a nuovo”. Dalle notizie trovate in rete il loro valore medio si aggira attorno ai 5 euro tranne i pezzi unici che arrivano a superare, in certi casi, anche di molto i 1000 euro. Dal divertimento nudo e crudo ho iniziato a riflettere sulla qualità dell’investimento. Ho dedotto che un Puffo in discrete condizioni mantiene il suo valore e alcuni lo accrescono addirittura in certi casi anche molto più del 200%. Quale investimento rende così oggi? Nessuno. Lo stesso discorso vale per i Masters. Chi ci avrebbe mai creduto che uno degli acquisti più proficui degli anni ottanta sarebbero stati i giocattoli? Se ci riflettiamo bene infatti  se dovessimo considerare le mode di quei tempi arriveremmo alla conclusione che comprare un’auto “superaccessoriata” o “full optional” oggi non ripagherebbe affatto la spesa. Infatti un Audi 80 ad esempio, non potrà mai essere rivenduta oggi  al prezzo con cui è stata acquistata. Solo le case e i pezzi d’arte o il cosiddetto “modernariato” reggono il passo dei Puffi o dei Masters in proporzione al valore aggiunto. Ovviamente la vendibilità di una collezione di giocattoli sarà sicuramente ridotta, tuttavia sapere di possedere pezzi che hanno un valore oggettivo oltre che affettivo è rincuorate. Quindi genitori comperate giocattoli ai vostri bambini quando indicano lo scaffale e chissà che domani non scoprirete di aver fatto anche un buon investimento.