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facce bianche

“Se non puoi demolire il ragionamento, demolisci il ragionatore”
Questa frase è di Paul Valery.

Torno in città a Matelica, faccio un giro come tutti i lunedì che il ristorante è chiuso e quindi posso permettermi di fare due passi per incontrare vecchi amici e conoscenti. Gironzolo per la piazza, quando mi viene voglia di entrare in biblioteca. Parlo un po’ con la bibliotecaria del più e del meno. E’ molto che non la incontro e, mentre sono li con lei, mi fa piacere che una maestra mi saluta e mi chiede della Rassegna. Io rispondo che non sapevo ancora niente che alcune scuole mi hanno contattato perchè volevano avere notizie per partecipare (non sono stati nemmeno inviati i volantini quest’anno!!!) poichè l’esperienza è unica in Italia e però nessuno in Comune mi aveva dato rassicurazione di nulla, anzi qualcuno per telefono mi aveva accusato di averlo pugnalato alle spalle. Come se dopo che uno manda lettere per avere risposte, e, non ha nessuna risposta scritta, quindi chiama ripetutamente per avere notizie e nessuno risponde in via ufficiale, quindi prova a ufficializzare il tutto a mezzo stampa, rendendo pubblica la cosa, allora in quel caso c’è la risposta che sei “un pugnalatore alle spalle”, quasi un “infame”. Bene prendo atto di tutto e per quanto mi riguarda rispondo che io la manifestazione la faccio dove mi danno risposte sensate all’argomento e non mi rispondono con baggianate del genere. Dico questo alla gentile maestra che mi aveva posto poco prima la domanda e aggiungo che per me questa è la logica risposta che si da a chi blatera e basta. La maestra simpaticamente ammicca e ci salutiamo. Esco e incontro due miei amici coetanei nel mio pomeriggio dedicato al “cazzeggio”. Si parla di come la nostra generazione lo prenda simpaticamente nel di dietro, quali sono i problemi della nostra età e di come li risolvono quelli che dovrebbero essere chiamati la “classe dirigente”. Nessuno che sia contento di come vanno le cose. E’ latente il malcontento. La gente non arriva più a pagare tutte le spese che obbligatoriamente deve fare! Tutti anche se vivono a Matelica lavorano fuori !!! Perché in paese non c’è un lavoro che abbia la dignità di chiamarsi tale. Chi ha un po’ di creatività viene lasciato a se stesso o in qualche caso cacciato via, o fatto chiudere dalla cosiddetta classe dirigente. C’è qualcuno che mi ha detto che i matelicesi sono masochisti e repressi, vuoi che debba, per forza di cose, cominciargli a credere !!!

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One response

  1. Bello…veramente bel post Winnie!
    E’ la prima volta che scrivo sul tuo blog, sai già che molti tuoi “modi” non li ho condivisi.
    Ma stavolta meriti veramente un “bravo”! Si vede che stavolta hai parlato con il cuore…

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Perché questo blog

Questo blog è nato per la passione di assaporare, vivere e mettere a frutto esperienze, di cose, di luoghi ma soprattutto di persone, che ho potuto incontrare, percorsi che ho battuto, da solo o insieme ad altra gente.

Sono appassionato di arte, ogni tanto dipingo, “invento” oggetti, qualche cimelio provo a restaurarlo.

La mia passione grande che provo a condividere in questo blog, è quella del racconto anche attraverso le immagini.

Ho una grande passione per la cucina di territorio e per i prodotti identitari e rispetto chi, senza ipocrisie li tutela, perché sono una grande forma d’arte.

Sono in grado di stilare progetti e strategie di comunicazione integrata, conosco i meccanismi del Marketing Territoriale, perché è lo strumento con cui riuscire a condividere al meglio l’unicità che hanno determinati paesi, luoghi e paesaggi, che spesso visito per meravigliarmi della loro essenza semplice e straordinaria.

Ho redatto progetti importanti che hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

Ho la ferma convinzione che le “identità particolari” siano qualcosa di prezioso da tutelare e proteggere finché saremo in tempo a farlo.

La tecnologia ci da la possibilità di essere tutti più connessi, ma troppo spesso oramai, ci fa dimenticare la sostanza delle piccole cose, dove si cela, viceversa, la bellezza e la forza meravigliosa del racconto.

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