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Il Camerun, Yaunde. Un immersione nei forti contrasti.

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Partire con una grande curiosità addosso. Non sapere cosa aspettarsi una volta arrivati a destinazione.

Siamo decollati da Fiumicino alle 6 e trenta insieme a Monia Bregallini, Santina Barboni e Monia Pecchia di Halley informatica, e gli altri partiti con noi dell’associazione Agape Daniele Ortolani, Cristiana Consalvi e Francesca Cuccu. Ci hanno introdotto nella mentalità che avremmo incontrato nel cuore del continente nero.

Appena scesi a Yaunde, dopo due scali a Bruxelles a Duala e circa dodici ore di viaggio, siamo stati accolti da uno splendido tramonto africano. Qui la notte scende presto, alle 18 e 30 è già sera. Finiti i controlli aeroportuali per l’ingresso in Paese, non molti in realtà come si può immaginare, il cielo si è scurito.

Padre Sergio era lì, ci ha preso in consegna, siamo in Africa. La mia prima impressione è stata quella di essere ospite di una figura importante, per cosa sta affrontando in queste terre con coraggio e vocazione, una missione d’amore per il prossimo.

Oggi è il secondo giorno, e già abbiamo visto molte cose. Siamo nella struttura di Padre Sergio, un’oasi per i bambini di Yaunde, li abbiamo visti andare a scuola, alcuni, a dire il vero ricoverati e controllati per alcune malattie, più o meno gravi, altri in fisio terapia per cercare di tenere sotto controllo sindromi di spasticismo.

C’è ancheun laboratorio di ottica curato e gestito da un’italiana, Sonia Gasperini.

Nel pomeriggio di oggi, siamo stati in visita presso le strutture ricettive universitarie che Padre Sergio ha fatto costruire qualche anno fa vicino Yaunde. Toccando con mano la realtà di questi territori, divengono chiare anche le difficoltà da superare, per cercare di aiutare e sostenere queste popolazioni. Un italiano medio come me, sarebbe portato a chiedersi “Ma chi glielo fa fare?”

La risposta e il sollievo dell’anima arriva dopo nello sguardo e nel sorriso commosso di quei giovani aiutati a crescere ed essere istruiti anche se non potrebbero permetterselo come nel caso di Elù, una giovane Camerunense che all’arrivo di Daniele e Cristiana li ha travolti letteralmente di abbracci.

E’ lontano il Camerun. Strana la sensazione di sentirsi “quello diverso” in terra straniera. Mi era successo in Germania non molto tempo fa a Dusseldorf dove ero l’unico moro in mezzo a tutti pallidi. Qui è un po’ diverso, i colori sono differenti ma i sorrisi, quando ci sono, hanno il potere di rafforzare una tavolozza multiculturale di straordinaria bellezza.

Per le strade l’imbarazzo nel colore della mia pelle, per quanto in queste zone, noi bianchi siamo stati a dir poco invasivi. Abbiamo preso molto, in termini di materie prime e abbiamo restituito loro, molta voglia di occidente, la passione per il calcio, la coca cola e i jeans.

Però quel lieve senso di colpa nei confronti di queste popolazioni si allevia grazie al lavoro di quelli come Daniele, Cristiana, Francesca, e Sergio.

info e contatti: www.agapeonlus.it

P.S. Ringrazio Giovanni Ciccolini e Halley Informatica per questa straordinaria esperienza di vita che sto passando assieme alle colleghe.

A Matelica …nemmeno per i bambini usiamo rispetto!

i cartelli dei genitori
i cartelli dei genitori

Se pensavo che avevamo toccato il fondo, a Matelica da ieri sera si è iniziato a scavare. Credevo che fosse strumentale da parte delle opposizioni l’attacco al Sindaco sull’eccessivo decisionismo mostrato nella scelta di un’allocazione diversa della scuola materna per tentare di salvare l’Università a cui serve spazio per ampliare i locali della clinica. Ad Aprile del prossimo anno una commissione UE farà un “esame” della Facoltà di Medicina Veterinaria (“Vetrinaria” come la chiama qualcuno) e stando ai fatti, sembrano necessari, per passare la valutazione della commissione, interventi di ampliamento per una serie di laboratori ed un servizio ospedaliero veterinario h24. In fretta la giunta ha predisposto un nuovo piano per gli insediamenti scolastici di cui non entro nel merito, non avendo ancora approfondito questo aspetto. Tengo a precisare che in questi casi il decisionismo del Sindaco secondo è apprezzabile, e, allo stesso tempo è doveroso richiedere interessamento anche ai problemi conseguenti.

Per tentare di salvare l’Università l’Amministrazione ha creato forti e giuste perplessità ai genitori dei bambini più piccoli che dovrebbero essere allocati da settembre in via Bellini (nei locali in cui oggi sta l’IPSIA). Ieri sera in Consiglio Comunale erano presenti alcuni genitori, che hanno formato un comitato di protesta con tanto di cartelli in attesa di chiarimenti e scelte future.

L’assurdo compare in tutta la sua essenza, nei gesti e nei ruoli di alcuni rappresentanti politici del Consiglio Comunale. In barba al comitato o in forza al fatto di avere un pubblico, alcuni consiglieri di maggioranza ed opposizione hanno inaugurato un battibecco personale, riguardo posizioni politiche del passato e considerazioni, che alla maggior parte della gente intervenuta, non interessavano “assolutissimamente”… ops ho sbagliato si dice assolutamente.

i cartelli dei genitori
i cartelli dei genitori

Davvero pochi sono stati gli interventi in cui fossero intendibili delle proposte chiare e a favore di questi bambini, che a settembre troveranno non pochi problemi. Addirittura dopo accesi e logorroici rivanghi del passato, qualcuno ha addirittura sbandierato la possibilità di depositare denunce alle forze dell’ordine. Dopo spettacolini del genere questi “politici” si vanno pure lamentando se c’è sfiducia nella classe che rappresentano. Roba dell’altro mondo.

Alla fine il consiglio si è ritirato per produrre un testo che, in sintesi, dichiara l’intenzione di procedere a prevedere la possibilità nel futuro (probabilmente non prima del 2014) di un progetto atto a costruire una nuova scuola materna, nel frattempo saranno adeguati i locali di via Bellini come da prassi e in barba alle perplessità mostrate dal comitato dei genitori. Non mi stupirei se qualcuno fra i banchi del consiglio avesse pensato che erano tutti genitori comunisti, fra l’altro non c’erano i bambini perchè, valli a capire ‘sti comunisti…, se li saranno pure mangiati prima.

Io ero presente a questo show di politichetta locale ho letto in un loro cartello, il fatto che 78 alunni sono troppi da dividere in 3 classi. Sicuramente un effetto della nuova riforma scolastica nazionale, ma la politica, anche quella locale è fatta di idee e di prese di posizione che ieri non ci sono state. Un solo consigliere ha formulato domanda, senza nemmeno ricevere risposta da parte degli amministratori. Formulare un documento firmato da tutto il Consiglio Comunale, o una lettera del Sindaco sottoscritta da tutti i consiglieri per chiedere all’Ufficio Scolastico di competenza una classe in più sarebbe stata una posizione politica e un appoggio immediato, fattibile, politicamente corretto, tempestivo, civile e concreto per questa gente che cerca comprensione e soprattutto merita rispetto, due cose che a mio avviso, non hanno sicuramente ricevuto ieri sera.

Ieri sera si è potuto assistere alla rivincita dell’ego di alcuni politici locali in barba al modo nobile e apprezzabile di fare Politica portato avanti da gente comune, che pone problemi, chiedendo un dibattito per discutere e addirittura contribuire a soluzioni. Lo spettacolo si è concluso con la formulazione di un tavolo fra i rappresentanti di maggiornaza, opposizione e un rappresentante del comitato dei genitori, che hanno anche un blog. Il contentino per un gruppo di cittadini che ci mettono la faccia per tutelare la vita ed il futuro dei propri figli e che non c’entrano nulla con questo tipo di politica nemmeno definibile partitocratica.

Fossi un genitore io mi aspetterei delle scuse da tutto il Consiglio per lo spettacolo indecoroso di ieri sera.

Ma capisco che siamo in Italia, e figuramoci se un politico ti chiede scusa. Già è tanto se non sentirò gente che mi dice di farmi gli affari miei dato che non ho figli.

Una domanda però la faccio e mi piacerebbe che qualche genitore incazzato mi rispondesse; sono dissociato io o è ora di  dissociare qualcun’altro?

Vita artificiale

io non ho paura di "Enea Francia"
io non ho paura di "Enea Francia"

In questo blog difficilmente tratto di notizie plateali come quella di cui invece vorrei parlare oggi.

Il team dello scienziato Craig Venter, il biologo americano che aveva mappato il genoma umano annuncia un’altra sorprendente scoperta: “Abbiamo creato la prima cellula con Dna artificale”. (per saperne di più potete andare qui, qui e qui o cercare “vita artificiale” in un motore di ricerca anche se saremo, credo bombardati da questa notizia in tv oggi)

Ho trovato questa notizia per caso oggi aprendo il blog. In effetti questa cosa sarebbe davvero una scoperta epocale. Infatti fino ad oggi la scienza non ha mai affermato di essere riuscita a creare vita in laboratorio.

Una notizia che ha fatto ovviamente il giro del mondo in pochissimi istanti. Opinioni in tal senso provengono da diverse parti e richiamano a se la questione etica. Quest’ultima personalmente mi fa pensare molto e riflettere.  Proprio ieri sera riflettevo sui diritti dei bambini, sulla condizione di infante, del fatto che comunque la condizione di un bambino oggi vede delegare tutti i diritti ai propri genitori giustamente alla propria famiglia. E quando i tutori non ci sono escono fuori casi di pedofilia e tutto quello che abbiamo modo di conoscere in questi giorni. Una questione etica che parte dai tempi di Gesù (“lasciate che i pargoli vengano a me”), la possibilità di evidenziare una condizione di esistenza soggettiva e non esclusivamente subordinata. Oggi la condizione del bambino è ancora subordinata e del resto ovviamente rimarrà tale anche in futuro, del resto la tutela ai bambini, come quella degli svantaggiati è sempre qualcosa di cui si parla tanto ma per cui non si fa nulla nel concreto.

Quindi oggi che abbiamo scoperto la “vita artificiale” credo sia facile che alcuni si sentano estremamente vicini all’onnipotenza. Credo che questa cosa sia da dibattere in maniera forsennata. Credo che se di vita si tratta, sia necessario capire realmente la sua potenziale evoluzione. Se da un lato infatti le scoperte di Craig Veinter e del suo team apportano un contributo importante proprio dal punto di vista etico-razziale quando si afferma che “Tutte le razze umane sono uguali al 99,99%, quindi le differenze razziali sono geneticamente insignificanti. Questo potrebbe significare una discendenza da un’unica madre”, dall’altro è di fondamentale importanza dare la massima attenzione su come utilizzare questa nuova grande scoperta.  Essere ottimisti in questi casi, visto quello che sta succedendo in giro per il mondo, non è molto facile.

Un grande Papa poco tempo fa ci ha lasciato un messaggio “Non abbiate paura!”. Credo che in questo periodo sia la cosa più importante da seguire.