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Trent’anni di Web

Oggi sono trent’anni che esiste il World Wide Web. Questo già si sa perché anche Google lo ha messo in home page e tutti lo avranno notato.

Si sa anche che il WWW alla sua nascita era una piattaforma legata esclusivamente alla veicolazione di informazioni accademiche o militari quindi i suoi usi erano esclusivamente atti alla ricerca o alla difesa.

Invece solo poco tempo ho scoperto fa che il primo Web server fu di fatto prodotto da Tim Berners Lee su una workstation Next, creata da Steve Job’s, ironia della sorte, proprio a seguito della sua esclusione dalla sua creatura Apple. Inoltre la cosa curiosa che non sapevo, è che proprio il WWW nasce all’interno degli studi del CERN, nella vecchia Europa e non negli Stati Uniti, come ero portato erroneamente a credere.

Chiaramente i Web Server crescerono di numero in maniera esponenziale, finché nei primi anni del 2000 si diede il via al web 2.0 dove si decise che l’utenza di internet sarebbe dovuta passare da un’utenza passiva ad una attiva, dove potessero partecipare tutti. Esplosero le bolle dei “dotcom”, iniziarono a farsi strada piattaforme come Ebay ed Amazon che fecero scoppiare l’e-commerce in tutto il mondo e presero piede anche i social network. (fonte Wikipedia)

"Intelligenza Umana Artificiale". Quest'opera che ho ideato e realizzato, è da completare ma ho voluto metterla qui perché rappresenta una testa, fatta di memorie RAM di computer, che fuoriescono fino a spezzare il volto umano che le contiene a fatica e quasi scoppia. Tutto poggia su una base di tronco secco e richiama la natura morente sotto al peso di questo "artificio". L'ho fatta con legno, creta e pezzi di vecchi PC, nella speranza di non arrivare a questo punto.
"Intelligenza Umana Artificiale". Quest'opera che ho ideato e realizzato, è da completare ma ho voluto metterla qui perché rappresenta una testa, fatta di memorie RAM di computer, che fuoriescono fino a spezzare il volto umano che le contiene a fatica e quasi scoppia. Tutto poggia su una base di tronco secco e richiama la natura morente sotto al peso di questo "artificio". L'ho fatta con legno, creta e pezzi di vecchi PC, nella speranza di non arrivare a questo punto.
Intelligenza Umana Artificiale. Profilo dove scendono circuiti misti a capelli, la bocca è spezzata, inutile.
Intelligenza Umana Artificiale. Profilo dove scendono circuiti misti a capelli, la bocca è spezzata, inutile.

 Oggi internet è uno spazio iper affollato dove tutti dicono la propria cosa inutile (forse spesso lo faccio anche io e scusatemi), gattini, catene, contenuti fasulli ed altre boiate (questo nel mio blog ho cercato sempre in maniera minuziosa di guardarmi bene dal farlo), sostituendo la piazza di paese in un’enorme piazza/piattaforma virtuale.

 

Il problema è che forse, si sta perdendo di vista la motivazione primaria per cui questo strumento sia stato creato, cioè la facilitazione e l’invio di dati che possano essere utili ad un miglioramento della condizione umana, non ad un suo progressivo imbruttimento patetico fatto di “boutade” insensate che però accrescono la visibilità.

 

In questo senso forse, in un futuro ormai molto prossimo, con l’avvento del “Web semantico” lanciato e promosso dal suo ideatore Berners Lee, saremo di fronte all’ennesima trasformazione del mondo di internet.

In questo momento, non so voi, ma io ho notato che il web stia diventando sempre più come la TV, una veicolazione del “pensiero unico” in un flusso principale di contenuti, dove fuori c’è solo “il rumore” e dove, o sei incanalato oppure non ci sei anche se scrivi cose fondate.

Fino a poco tempo fa le notizie più interessanti trovavano più spazi e canali di amplificazione,

Spero che questa sia solamente una mia impressione, forse evidenziata da quello che mi capita di verificare sui social network, che stanno diventando una vera e propria corsa alla pazzia, dove se non ti metti a pubblicare di tutto rischi di sparire. Sono fermamente convinto che la quantità a discapito della qualità in qualsiasi tipologia di produzione, generi esclusivamente dei mostri, oppure, come in questo caso, dei grossi “esaurimenti sociali”.

Sarebbe necessario instaurare un dialogo che possa indicare come premiante un corretto utilizzo del web soprattutto valutando i contenuti prodotti, nella loro effettiva concentrazione qualitativa.

 

 

Ci sarebbe un minore accanimento di gente che si sbrana sui commenti dei personaggi famosi oppure fra amici per aumentare la loro visibilità in questo bar virtuale dove si sparla oramai troppo, si parla pochissimo e nemmeno si gioca più a briscola appunto perché è virtuale.

 

Il mondo cambia ed insieme ad esso anche il web, speriamo in meglio.

Non sarebbe opportuno iniziare a considerare la percezione della qualità dei contenuti, piuttosto che la loro ridondanza?

 

Voi come immaginate il web del futuro?

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Il mio modo di intendere Internet

La comunicazione mediata e filtrata da un video e tastiera è più semplice o forse addirittura più autentica?

Via web o sms siamo più noi o recitiamo meglio, creando un personaggio in effetti inesistente? Questa domanda dovrebbe consentire a ognuno di riflettere un po’ su un nuovo modello comunicativo.

Sembrerebbe quasi che lontano dall’occhio dell’altro ci sentiamo più liberi di far emergere la nostra parte più intima. Lo diceva già Sartre: l’altro come colui che ci guarda e non semplicemente come colui che noi vediamo. E così, forse, nel mondo virtuale lasciamo fluire liberi i pensieri perché ci dimentichiamo che l’altro ci guarda, perché in effetti “solo ci legge” o meglio legge solo.

Il Blog per me è anche un modo di esprimere ciò che penso. Un modo per dire agli altri, senza essere invasivi, le mie opinioni. Così chi vuole, viene, legge e si fa un’idea di chi sono e cosa penso. Poi se trova utile le mie argomentazioni, ben venga. In fondo è anche un modo per togliere la maschera di tutti i giorni.

E’ cercare di raggiungere la consapevolezza. In risposta ad un post una persona ha detto:

“Bambini, dopo avere sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente.

Chi ci si ritrova può venire a commentare, come pure chi non ci si ritrova può dire, lo stesso ciò che vuole. Il filtro l’ho messo solo perchè frasi che offendano la pubblica morale vengono censurate.

A volte anche io mi autocensuro…

Dopo un mese che non scrivo … parlo del mio internet.

“Giochi di luce” di Enea Francia (la rete delle luci colorate che si intrecciano)

ll lavoro di ricerca su Internet e gli strumenti virtuali ancora non sono considerati qui dove abito (fisicamente). O meglio la ricerca (più o meno seria in campo su internet) per molti vuol dire solo andare in un motore di ricerca oppure al massimo essere considerati “alieni” o “smanettoni”. In un contesto del genere è ovvio che sono avvantaggiati solo i furbi.

Perchè forse le esperienze qui nella mia zona siamo abituati a viverle in modo timido o a negarle per una sorta di repressione involontaria. Di solito ci si aspetta sempre che qualcunaltro indaghi il campo per noi, poi se va bene, lo si segue altrimenti lo si affossa. Ovvio che non faccio di tutta l’erba un fascio. Ma credo che questo modo di “stare al palo per convenienza” sia destinato a crollare.

Ci sono diversi internet (… e lo so che questa sembrerà una frase fatta per molti).

Quello della gente con un modo di operare in rete cercando continuamente il confronto e il dialogo. Quello, invece, degli “alti livelli” che tendono comunque ad imporre significati. Quello di chi oltre ad insistere per voler comunicare argomenti che non si reggono, sprofondano dal loro grattacielo di carta. Vedo blog di politici, assessori e/o dirigenti che usano internet con il solo ed esplicito intento di venderti il loro pensiero o i loro servizi e in maniera anche piuttosto sfacciata. Pochi ad alti livelli condividono riflessioni o cercano di costruire dialoghi “umani” e/o “confronti reali”. Penso a blog come musicarsperimentando fatti per diminiuire il divario di comunicazione studenti insegnanti creando un vero e proprio scambio di idee. Altri che descrivono esperienze di approfondimento divenuti popolari come www.pandemia.info senza cercare di veicolare o spesso solo appiopparti prodotti o servizi.

La conferma del mio concetto di rete internet sta sempre di più nella gente che esprime la sua vita reale nei blog o nei siti, mette a disposizione quel poco o tanto che conosce, comunica rendendosi conto che “questa piazza virtuale” può e deve essere scambio di opinioni e di interessi. E deve rimanere libera. Spero che il marketing spinto o tutti quelli che tendono a portarti verso questo o quel pensiero dominante tendano a svanire man mano che la gente acquisisce la conoscenza del mezzo. Spero che, anche se su questo ho un po’ paura, vista la classe politica di oggi, si riescano a creare le condizioni affinchè le istituzioni politiche riescano a fare in modo che il mezzo virtuale possa essere realmente utilizzato da tutti come “flusso ed interscambio di conoscenze” senza censure o limitazioni fatte per avvantaggiare solo alcuni gruppi di i interesse.