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Trent’anni di Web

Oggi sono trent’anni che esiste il World Wide Web. Questo già si sa perché anche Google lo ha messo in home page e tutti lo avranno notato.

Si sa anche che il WWW alla sua nascita era una piattaforma legata esclusivamente alla veicolazione di informazioni accademiche o militari quindi i suoi usi erano esclusivamente atti alla ricerca o alla difesa.

Invece solo poco tempo ho scoperto fa che il primo Web server fu di fatto prodotto da Tim Berners Lee su una workstation Next, creata da Steve Job’s, ironia della sorte, proprio a seguito della sua esclusione dalla sua creatura Apple. Inoltre la cosa curiosa che non sapevo, è che proprio il WWW nasce all’interno degli studi del CERN, nella vecchia Europa e non negli Stati Uniti, come ero portato erroneamente a credere.

Chiaramente i Web Server crescerono di numero in maniera esponenziale, finché nei primi anni del 2000 si diede il via al web 2.0 dove si decise che l’utenza di internet sarebbe dovuta passare da un’utenza passiva ad una attiva, dove potessero partecipare tutti. Esplosero le bolle dei “dotcom”, iniziarono a farsi strada piattaforme come Ebay ed Amazon che fecero scoppiare l’e-commerce in tutto il mondo e presero piede anche i social network. (fonte Wikipedia)

"Intelligenza Umana Artificiale". Quest'opera che ho ideato e realizzato, è da completare ma ho voluto metterla qui perché rappresenta una testa, fatta di memorie RAM di computer, che fuoriescono fino a spezzare il volto umano che le contiene a fatica e quasi scoppia. Tutto poggia su una base di tronco secco e richiama la natura morente sotto al peso di questo "artificio". L'ho fatta con legno, creta e pezzi di vecchi PC, nella speranza di non arrivare a questo punto.
"Intelligenza Umana Artificiale". Quest'opera che ho ideato e realizzato, è da completare ma ho voluto metterla qui perché rappresenta una testa, fatta di memorie RAM di computer, che fuoriescono fino a spezzare il volto umano che le contiene a fatica e quasi scoppia. Tutto poggia su una base di tronco secco e richiama la natura morente sotto al peso di questo "artificio". L'ho fatta con legno, creta e pezzi di vecchi PC, nella speranza di non arrivare a questo punto.
Intelligenza Umana Artificiale. Profilo dove scendono circuiti misti a capelli, la bocca è spezzata, inutile.
Intelligenza Umana Artificiale. Profilo dove scendono circuiti misti a capelli, la bocca è spezzata, inutile.

 Oggi internet è uno spazio iper affollato dove tutti dicono la propria cosa inutile (forse spesso lo faccio anche io e scusatemi), gattini, catene, contenuti fasulli ed altre boiate (questo nel mio blog ho cercato sempre in maniera minuziosa di guardarmi bene dal farlo), sostituendo la piazza di paese in un’enorme piazza/piattaforma virtuale.

 

Il problema è che forse, si sta perdendo di vista la motivazione primaria per cui questo strumento sia stato creato, cioè la facilitazione e l’invio di dati che possano essere utili ad un miglioramento della condizione umana, non ad un suo progressivo imbruttimento patetico fatto di “boutade” insensate che però accrescono la visibilità.

 

In questo senso forse, in un futuro ormai molto prossimo, con l’avvento del “Web semantico” lanciato e promosso dal suo ideatore Berners Lee, saremo di fronte all’ennesima trasformazione del mondo di internet.

In questo momento, non so voi, ma io ho notato che il web stia diventando sempre più come la TV, una veicolazione del “pensiero unico” in un flusso principale di contenuti, dove fuori c’è solo “il rumore” e dove, o sei incanalato oppure non ci sei anche se scrivi cose fondate.

Fino a poco tempo fa le notizie più interessanti trovavano più spazi e canali di amplificazione,

Spero che questa sia solamente una mia impressione, forse evidenziata da quello che mi capita di verificare sui social network, che stanno diventando una vera e propria corsa alla pazzia, dove se non ti metti a pubblicare di tutto rischi di sparire. Sono fermamente convinto che la quantità a discapito della qualità in qualsiasi tipologia di produzione, generi esclusivamente dei mostri, oppure, come in questo caso, dei grossi “esaurimenti sociali”.

Sarebbe necessario instaurare un dialogo che possa indicare come premiante un corretto utilizzo del web soprattutto valutando i contenuti prodotti, nella loro effettiva concentrazione qualitativa.

 

 

Ci sarebbe un minore accanimento di gente che si sbrana sui commenti dei personaggi famosi oppure fra amici per aumentare la loro visibilità in questo bar virtuale dove si sparla oramai troppo, si parla pochissimo e nemmeno si gioca più a briscola appunto perché è virtuale.

 

Il mondo cambia ed insieme ad esso anche il web, speriamo in meglio.

Non sarebbe opportuno iniziare a considerare la percezione della qualità dei contenuti, piuttosto che la loro ridondanza?

 

Voi come immaginate il web del futuro?

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Eventi, marketing territoriale e… marchette.

vietato molestare prima di aver pagato... - fonte internet -
"vietato molestare prima di aver pagato la marchetta" -fonte internet-

 

Quando facevo il “Promotore del Territorio” a tempo pieno, per onestà professionale tendevo a scrivere progetti alquanto particolareggiati per poter svolgere o pianificare al meglio il contenuto dell’iniziativa progettata. Se mi accorgevo che l’iniziativa, nonostante tutto, non aveva alcun contenuto valido (in poche parole, scusate il francesismo, faceva cagare), abbandonavo la progettazione passando ad altre iniziative che, invece potevano avere nel medio, lungo termine, un riscontro interessante soprattutto in termini di “partecipanti” che provenivano, almeno, da fuori Regione.

Per fare una buona “Promozione del Territorio”, infatti, risulta indispensabile conoscere quale riscontro può avere, sul pubblico che richiama a se, il contenuto espresso dall’evento. Se questi dati oggettivi non ci sono o, risultano negativi, il tutto diviene inutile in termini di valorizzazione turistico culturale, se non spesso estremamente provinciale o addirittura dannoso per il territorio stesso.

Durante queste feste natalizie, nonostante io vivo nel “Bel Paese” mi sono accorto che in tanti piccoli paesi o medie città, ci sono state una serie di iniziative, troppo spesso, identiche fra loro: notti bianche di ogni genere, piste di pattinaggio sul ghiaccio, concerti, presepi viventi come se … nevicasse, mercatini di Natale. Non intendo addentrarmi nell’analisi delle singole iniziative, anzi mi sento di elogiare addirittura i volontari veri che “hanno dato una mano in buona fede” ma credo che sia ora di fare di meglio, soprattutto se in mezzo, quasi sempre ci vanno finire i soldi pubblici.

La situazione economica internazionale, profondamente mutata negli ultimi decenni, ha visto aumentare la competizione tra aree geografiche, non più solo a livello locale, ma anche internazionale, dando origine ad una specifica disciplina: il marketing territoriale. Gli strumenti del marketing territoriale sono gli stessi del marketing aziendale: prodotto, prezzo, distribuzione e comunicazione. E’ indispensabile chiarire che in Italia in maniera generale e nelle Marche in particolare non si conosca assolutamente il significato reale di un piano di marketing territoriale, basta prendere le date di approvazione delle delibere del piano di Promozione Turistica passate sempre a stagione estiva praticamente conclusa, e vedere poi come si spendono i soldi, un milione di Euro circa per spot oggettivamente criticabili. Nei paesi che ho avuto modo di visitare la situazione non è migliore per niente. Le iniziative spesso vengono messe in piedi all’ultimo secondo, e i risultati anche se negativi vengono comunque resi positivi da comunicati stampa che rivolgono i loro messaggi a un pubblico ignorante e assopito, che autogiustifica il tutto con un demoralizzante “beh almeno si è fatto qualcosa!”

In realtà risulta di fondamentale importanza la creatività e la professionalità, nell’affrontare i contenuti più o meno interessanti, nella pianificazione dei tempi, dei gradi o step di comunicazione, nella loro SERIA programmazione insomma, anche se si dovesse trattare paradossalmente di un “Festival dei Matti” o di “Comici Emergenti” (per fare esempi).

Chi pianifica date, modalità e strumenti di comunicazione, organizza il tutto in un progetto, lo presenta l’anno prima agli enti coinvolti, dovrebbe ricevere una risposta tecnica e sostanziata sia nel caso di un “si” o di un “no” senza uscire con un improbabile “vedremo” anche nel caso di una ennesima riedizione di qualcosa che funziona da anni, sentendosi di fatto trattato come un semplice “rompipalle” per aver richiesto “sicurezze” nelle condizioni di realizzazione della manifestazione. Ho scritto questo perché ho avvertito troppe volte questa sensazione in passato, e spesso proprio trovandomi di fronte amministratori pubblici sui quali vorrei evitare commenti.

Purtroppo invece la buona organizzazione degli eventi, risulta fondamentale per quei territori che aspirano ad affacciarsi ai mercati turistici. Gli eventi vanno inquadrati all’interno delle strategie di marketing volte a promuovere un territorio attraverso l’implementazione di progetti innovatori (affiancata da strategie di valorizzazione dell’esistente e di sviluppo delle opportunità di cambiamento).

Un evento bene organizzato, infatti, può svolgere diverse funzioni: attrarre turisti, diffondere e migliorare l’immagine del territorio ospitante, attirare nuovi investimenti e finanziamenti, creare meccanismi moltiplicativi degli effetti economici dell’evento in sé. In sintesi se questi elementi non sono evidenti, …per me sono marchette e un tempo erano anche legali nelle case di tolleranza.

Wikio si da allo shopping!

Un nuovo modo di fare acquisti su internet. Wikio uno fra i più interessanti social network per la condivisione di recensioni, notizie e commenti di attualità si da allo shopping aprendo un canale tutto rivolto allo shopping on line. Arriverà a raggiungere l’oramai famosissimo Ebay? Io intanto ve ne comunico l’esistenza, in attesa di dare giudizi circa il suo funzionamento.
Per vedere il portale basta andare su: www.wikio.it/shopping
Buona navigazione.

La “Puffeconomia” ovvero l’economia dei Puffi.

(nel 2011 in programma ci sarà il film dei Puffi!!! Perchè i Puffi vanno! Approfondimenti sul film in uscita per la settembre del 2011 quiqui e soprattutto sul sito ufficiale)

Io da piccolo giocavo spesso con i Puffi. Ricordo che ogni volta che i miei nonni, i miei genitori o qualche parente me ne regalavano uno nuovo, per me era una festa. Come molti bambini degli anni ottanta ero completamente preso da tre tipologie di giocattoli soprattutto; i Puffi, i Masters e le sorpresine del Mulino Bianco. L’altro giorno sono salito nella soffitta di casa di mia nonna per rovistare fra i ricordi di un periodo, la mia infanzia che, sembra non voglia staccarsi ancora da me, (sarà la Sindrome di Peter Pan?); addirittura mi sono messo a riordinare tutti questi pupazzetti blu e a catalogarli. Non sono un vero e proprio collezionista ma, spinto da alcuni discorsi fra amici, mi sono convinto a sistemare questi miei oggetti d’infanzia. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che paradossalmente i miei “Piccoli Puffi” sono stati proprio un buon investimento. Mi hanno fatto divertire e, non nascondo che ancora oggi, ogni tanto ci gioco ancora, inoltre non sono nemmeno calati di valore!!! Anzi qualche pezzo è aumentato di molto rispetto alla quotazione “a nuovo”. Dalle notizie trovate in rete il loro valore medio si aggira attorno ai 5 euro tranne i pezzi unici che arrivano a superare, in certi casi, anche di molto i 1000 euro. Dal divertimento nudo e crudo ho iniziato a riflettere sulla qualità dell’investimento. Ho dedotto che un Puffo in discrete condizioni mantiene il suo valore e alcuni lo accrescono addirittura in certi casi anche molto più del 200%. Quale investimento rende così oggi? Nessuno. Lo stesso discorso vale per i Masters. Chi ci avrebbe mai creduto che uno degli acquisti più proficui degli anni ottanta sarebbero stati i giocattoli? Se ci riflettiamo bene infatti  se dovessimo considerare le mode di quei tempi arriveremmo alla conclusione che comprare un’auto “superaccessoriata” o “full optional” oggi non ripagherebbe affatto la spesa. Infatti un Audi 80 ad esempio, non potrà mai essere rivenduta oggi  al prezzo con cui è stata acquistata. Solo le case e i pezzi d’arte o il cosiddetto “modernariato” reggono il passo dei Puffi o dei Masters in proporzione al valore aggiunto. Ovviamente la vendibilità di una collezione di giocattoli sarà sicuramente ridotta, tuttavia sapere di possedere pezzi che hanno un valore oggettivo oltre che affettivo è rincuorate. Quindi genitori comperate giocattoli ai vostri bambini quando indicano lo scaffale e chissà che domani non scoprirete di aver fatto anche un buon investimento.

La Democrazia non c’è più? Che ce frega c’è l’iphone4!

“i-rintronati”. Dovrebbe essere questa la nuova applicazione per l’i-phone 4 uscito l’altro giorno (30 luglio). Gente accampata per un telefono cellulare che oltre a costare un botto di euro avrebbe anche problemi di ricezione. Se non riuscite a leggere questo blog con l’i-Phone sono contento! … potete sempre scaricare l’applicazione “i-rintronati”!!!

Si perché non ce l’ho con la tecnologia che avanza, anzi la reputo un bene usufruibile da tutti. Considero molto positiva la scarica di adrenalina esercitata dal sapere di poter essere messi in contatto col mondo in pochi istanti. Io stesso ho un blog! Però siamo un mondo del tutto alla rovescia. In un momento di crisi come questo io non posso tollerare chi si accampa per l’acquisto dell’ultimo melafonino. In un momento delicato dove non si sa che verso prenderemo, in un paese come il nostro che ha un deficit tecnologico esasperante con tutto il resto d’Europa e del mondo, la preoccupazione di molti qual è? Arrivare primi a comprarsi l’i-phone4. L’oggetto tecnologico come “status symbol”. Come un “distinguo” sociale, poi chi se ne frega se per avere un documento non basta inviare un’e.mail ma dobbiamo ancora fare diecimila passaggi in diecimila uffici diversi con altrettante autorizzazioni e carte bollate. Noi abbiamo il telefonino nuovo di zecca.

Nel frattempo che facciamo tutti la fila per il nuovo telefono un “dissidente” del capo, tale Fini Gianfranco viene espulso dal Popolo delle Libertà per avere espresso opinioni contrastanti da quelle del Presidente del Consiglio. Ma non era il “Popolo delle Libertà”? Cosa vuol dire libertà per i seguaci di Berlusconi? Uno che manda un audio messaggio sul sito della sua corrente politica interna al PDL, “I Promotori della Libertà”, scagliandosi contro le correnti all’interno dei partiti! Ma mi faccia il piacere mi faccia, arriva anche a citare “Sandro Pertini” che si dimise si da Presidente della Camera, ma lo fece per un ideale non corrisposto! Non per un ordine non eseguito! E non è una piccola differenza! Comunque oggi, io che non faccio gli accampamenti per comprarmi il telefono nuovo, voglio sottoscrivere la mia stima per Gianfranco Fini. Un uomo che ha avuto il coraggio di fare scelte importanti.

Però davvero non riesco più a capirla la gente. La democrazia va in pezzi, non c’è un euro in giro e si fa nottata per comprare un oggetto! Magari accendendo anche un finanziamento*!!! A volte sono contento di essere Povero. Il Povero non si fissa su un oggetto che tanto, nemmeno potrebbe permettersi, (se non con il finanziamento*) però si rende conto della realtà che sfugge al “ricco” o a chi crede di essere tale.

Sulla questione del *finanziamento, approfondirò più in là intanto cercate su internet.

E… soprattutto commentate!!!

Politica e ambiente di tutti!

"Quel buco Lì" di Enea Francia
"Quel buco Lì" di Enea Francia

L’unica rotatoria, ponte, strada o infrastruttura utile sarà quella che ci darà la possibilità di poter fare un’inversione a “U” dal” benessere” al “tornare a vivere”.

Dalle parole ai fatti. La California ha un suo piano per la riduzione delle emissioni di gas serra, con tanto di limiti temporali e di soglie da rispettare: congruente con il protocollo di Kyoto e sicuramente opposto alla casa bianca della precedente amministrazione Bush. “Qui sul Pacifico”, aveva annunciato Arnold Schwarzenegger, “ridurremo le nostre emissioni entro il 2010 ai livelli del 2000; entro il 2020 ai livelli del 1990 ed entro il 2050 taglieremo le emissioni dell’80% rispetto ai livelli del 1990”. Il che significa, semplicemente, rivoluzionare il sistema energetico e il sistema di trasporti della California. Arnold Schwarzenegger, quello di “Terminator”, un Repubblicano degli States, uno di destra!!! E non è neanche l’unico governatore a proporre nel suo stato una politica climatica del genere. Poi per carità dobbiamo vedere i fatti. Una presa di posizione non comune, ne ha scritto Science, la rivista dell’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze, «la sfida del secolo».

Il problema sta nella finalità e non tanto nel metodo. Dobbiamo adoperarci tutti per cambiare il nostro metodo di utilizzo dell’energia, cercando di impattare sempre meno con l’ambiente. E’ questa la sintesi anche della Green Economy. Su come arrivarci possiamo dibattere con l’aiuto degli esperti e soprattutto con la nostra coscienza e conoscenza. Certamente contenere gli sprechi e investire di più nelle fonti di energia alternativa, fotovoltaico, eolico, idroelettrico ecc. Diminuire drasticamente gli investimenti in infrastrutture “pesanti” e concentrare risorse nei cosiddetti “Valori Immateriali”, la tutela delle identità territoriali, dell’arte, della cultura, delle produzioni artigianali, dell’Università e della scuola in generale e così via, è la “strada” giusta.

…Certamente costruire la “strada” quella di asfalto e basta invece non è che sia proprio azzeccato!

Purtroppo si persegue con la logica economica spinta di 50 anni fa e di tutto il ragionamento fatto fin qui, l’unica cosa che si percepisce è solo fare la strada o l’infrastruttura più in generale! Per il resto solo barzellette qui da noi. Basta guardarsi intorno, anche nel mio territorio per rendersi conto di come, con 2 parole, “mercato” e “burocrazia”, abbiamo abbandonato ogni logica di ragionamento, in favore solamente di una logorroica corsa al nulla assoluto. Oggi possiamo cambiare rotta prima che sia troppo tardi per ristabilire una cultura dell’Essere Bene”, del ritornare ad apprezzare i veri valori della vita, dare un peso alla qualità, cercando di limitare i condizionamenti, gli spot di qualsiasi tipo, attuando nel nostro cervello una grande rivoluzione culturale. Se tornassimo a ragionare a confrontarci sui temi anche con posizioni diverse, riscopriremmo tutti una dimensione umana, che oggi, viceversa, stiamo perdendo (basta farsi un giro dentro gli ospizi o nelle scuole). E’ fondamentale contrapporre questa rivoluzione alla estenuante, assurda, stressante e logorante, logica del “benessere”.

Una intuizione davvero interessante, un esempio di Green Economy.

Oggi è proprio il caso di dirlo. Oggi è uno di quei giorni dove sono orgoglioso di avere gli amici che ho. Sono particolarmente contento e stranamente euforico. Forse sarà che sono appena guarito da un mal di gola, da una brutta tosse e da un’allergia primaverile che mi hanno bloccato in casa fino a ieri, e, nonostante tutto, fumo ancora. Forse sarà il fatto che oggi sto insieme alla mia lei, forse il gratta e vinci da 50 euro (piccola botta di culo mai avuta prima), forse che è il 2 giugno, forse è perché capisco sempre di più che ho una mamma straordinaria o perché negli sguardi e negli atteggiamenti di Sandro e di Ania, ieri ho visto una voglia di credere ancora che si possa cambiare.

Vabbè, per farla breve, sono felice e spero che lo siate anche voi oggi.

Ora torniamo all’incipit. Come al solito con Matteo ci becchiamo per mezz’ora e facciamo una passeggiata che i peripatetici c’avrebbero lasciato i sandali, e, forse in certi casi pure di più…. Però lui è così. Incontro di fronte piazzale Gerani, dove ho parcheggiato la macchina per la prima volta pagando il parcheggio, manco a farlo apposta, cercavo l’ombra. Mi siedo sui muretti e aspetto. Passa di fronte a me e mi fa “Dai vieni con me?” lo seguo. Dovevo immaginarmelo lui è così, fa 100 mila cose assieme, ma gli riconosco la metodica e la caparbietà oltre al fatto che lui, è anche un po’ ordinato, a differenza mia. Iniziamo a camminare, parliamo del più e del meno, e poi gli dico “Ohi sai che oggi per la prima volta ho messo 50 centesimi sul parcheggio a pagamento, cercavo l’ombra!” lui mi risponde, “Io no, ho parcheggiato sopra, in una traversa dove è gratis!” poi inizia a raccontarmi “Sai che, a proposito dell’ombra ho in mente una proposta da fare al Consiglio Comunale, l’idea è quella di coprire il parcheggio di piazzale Gerani con delle pensiline di pannelli fotovoltaici, così le macchine che pagano il parcheggio avrebbero l’ombra e i pannelli produrrebbero energia utile per diversi scopi o per essere rimessa sul mercato” “Matteo Aringoli, sei un grande!” gli ho risposto e oggi questo pezzo di blog lo dedico a lui e, anzi, spero tanto che questa proposta venisse accettata in Consiglio Comunale a Matelica col suo nome perché se lo merita proprio vista l’intuizione semplice e geniale.

Soprattutto questa cosa merita vanto se consideriamo cosa succede invece nel nostro paesello. Tutto il Consiglio Comunale si scanna sulla questione dei parcheggi a pagamento, il PD fa addirittura una raccolta firme contro la “tassa” per questo parcheggio, dall’altra parte la Giunta Comunale ha messo il pedaggio sotto l’ottica di una riorganizzazione dei parcheggi in quella zona, di fatto la motivazione fondante è stata proprio l‘esigenza di far quadrare i conti del bilancio.

Un esempio di parcheggio fotovoltaico in un supermercato (fonte internet)
Un esempio di parcheggio fotovoltaico in un supermercato (fonte: internet)

In questa situazione, dove in Consiglio Comunale non si è mai presa in seria considerazione l’applicazione di concetti legati alla cosiddetta “Economia Verde”, dove lo sviluppo sostenibile passa attraverso una bombola di gas rigenerata, un litro di diluente e lottizzazioni selvagge con strade completamente inutili, c’è qualcuno che, in barba ai cosiddetti ideali che non ci sono più, finalmente se ne esce con un argomentazione interessante, introducendo per primo, grazie ad una intuizione semplice, un concetto che dentro quelle stanze non era mai stato preso in considerazione, segno forse non casuale il fatto che questo accade oggi che il 2 Giugno, festa della Repubblica. Io appena tornato a casa mi sono informato sulla cosa, ho visto che ovviamente non saremmo i primi nel mondo a fare una cosa del genere, tuttavia una sua utilità ce l’ha. Considerato come spazio utile la sola parte centrale, poiché la più assolata, del suddetto parcheggio, facendo un conteggio approssimativo si potrebbero coprire c.a. 150 – 200 mq di superficie. Mediamente 5 mq di superficie fotovoltaica produce 1 kw di corrente elettrica. Solo dalla parte centrale del parcheggio di p.le Gerani si avrebbero 30 kw di produzione da fotovoltaico. Con questa quantità di corrente ci puoi mandare 10 appartamenti (mi tengo basso, metti che piove sempre, 8 appartamenti), oppure puoi mandarci un hotel di oltre 20 camere con sala banchetti da oltre 120 posti, sala convegni e ristorante, o ancora potrebbe tranquillamente soddisfare il fabbisogno per un concerto degli Stadio o di Irene Grandi, tanto per fare un esempio. Contemporaneamente si giustificherebbe pure la “tassa” del parcheggio perché avremmo la nostra automobilina parcheggiata all’ombra. E d’estate questa cosa fa tanto comodo, anche e soprattutto per andare a fare shopping sul corso. Spero vivamente che non nascano fantomatici vincoli di impatto ambientale su questa proposta perché altrimenti potremmo proprio dire di essere governati da un branco di dinosauri.

La tecnologia e la sua promozione

“Ma Nokia che è Giapponese? NO è finlandese!”

Nokia è prima di tutto una città della Finlandia che ha quasi 30 mila abitanti. Sede dell’omonima azienda che ha un sesto senso per prendere prodotti di successo e farli meglio, magari mettendoci una tastiera fuori dal touch screen che “farà figo” ma sinceramente averla disegnata dietro al vetrino è di una scomodità incredibile. Manca il tatto, immaginateci una bella donna li sotto, non la puoi toccare perchè sta “sotto vetro”! E non poter toccare una finlandese in qualche caso è davvero un peccato.

Allora Nokia ha creato un sistema di levette che fa scorrere il telefonino e lo fa diventare di fatto un mini PC. Esperimento riuscito, dimensioni ridotte ed alte prestazioni (il telefonino N97 è poco più spesso di un i-phone) Personalmente credo sia anche più versatile e utile rispetto appunto allo stesso i-phone, i due telefoni si somigliano, ma il Nokia ha in più la tastiera oltreché, ovviamente, il touch screen. Certamente l’i-phone rappresenta uno “status symbol” americano ma se uno dovesse guardare la comodità reale, credo che sia doveroso dare atto del fatto che Nokia su questo sia stata sempre un passo avanti.

Ricordo la semplicità intuitiva dei menù in tutti i suoi telefonini, oppure il modello che ancora oggi usano i tecnici Telecom, un po’ esagerato nelle dimensioni ma efficace quasi quanto un PC portatile.

Una bella idea per il lancio del prodotto presso la stazione centrale di Milano (video sopra). Un filmato a grande velocità ritrae il momento della costruzione della vela promozionale issata sulla parete presso la sala grande della stazione. Interessante il finale dove una zoommata fa intendere che il tutto sia stato ripreso dal telefonino tanto che l’immagine ripresa dal Nokia rimane nitida, mentre i contorni, che rappresenterebbero lo sguardo ad occhio nudo della realtà assumono aspetti sfuocati. Riuscita secondo me anche l’intenzione di far passare la qualità superiore delle lenti Zeiss nell’obiettivo della videocamera integrata, che sono sicuramente un ulteriore punto di forza del prodotto. Fra l’altro, in giro per la rete, ho letto un po’, ci sono un sacco di critiche positive. E’ in vendita in Italia da Giugno a 599 euro e TIM lo offre a condizioni particolari di abbonamento.
Un modo per essere sempre connessi ma soprattutto riuscire a scrivere anche alcuni appunti ovunque uno si trovi e occupando veramente spazi ridotti.

Qui sotto metto uno dei cartelli che ho trovato sulla rete della città di Nokia. Sarei davvero curioso di andarla a visitare.

Benvenuti a Nokia
Benvenuti a Nokia

Esaurimento nervoso da proposta promozionale.

"...alla fine della strada" di Enea Francia
"…alla fine della strada" di Enea Francia

Sono alla reception dell’hotel. E’ martedì e inizia la “sagra della proposta promozionale”. Una processione di gente, rappresentanti, agenti, delegati e quant’altro. Tutti che vogliono “appiopparti” qualcosa. Mi viene in mente lo scherzo telefonico fatto al signor Magnotta tanti anni fa, pace all’anima sua leggo sia deceduto a gennaio, ma lo scherzo era divertentissimo. Fantomatici conti correnti anche e soprasttutto di banche e assicurazioni importanti. Pensate che anche Poste Italiane ha il suo rappresentante che vende conti postali collegati a siti internet. E’ assurdo, rischio l’esaurimento da proposta promozionale. Il modello è sempre quello esasperante del “buongiorno mi chiamo …. ha cinque minuti di tempo per me?” risposta secca “se li avessi, li darei a te 5 minuti?”. Un albergatore alla reception di un hotel a Treia in un giorno feriale d’estate pensi che non abbia un c… da fare, infatti a volte si rigira i pollici, ma questo non da mica il diritto a tutti di venirti a stressare la vita perchè devi avere il sorriso stampato in faccia per lavoro. Quindi c’è chi ti tiene impegnato volente o nolente, cercando di risolvere i tuoi problemi che solitamente hanno tutt’altra via di risoluzione. Non l’ho mai incontrato un rappresentante in grado di togliermi un problema realmente. Comunque sto seriamente pensando di essere diventato irrecuperabilmente burbero ma sembra e credo che non sia solo mia questa sensazione, che la gente pur di appiopparti qualcosa darebbe via anche il … suo parente più stretto! Evito altro anche se lo state pensando, ma non sono mica uno volgare.

Assicurazioni, conti correnti, abbonamenti telefonici, la pulizia dei portachiavi in ottone!!! E’ incredibile, un tipo l’altro giorno mi viene in reception a vendere la pulizia dei portachiavi d’ottone.

“Se mi dovesse servire la pulizia dei portachiavi la faccio io alla reception, mi stanno li dietro i portachiavi!”il tipo mi controbatte “si ma la sua non li fa venire plastificati e lucidi nel tempo!”

Sono stato seriamente tentato di chiudere l’hotel andare in farmacia comprare una scatola di profilattici fruttati e impacchettarci i portachiavi solo per rispondergli “Ecco adesso sono plastificati, profumati e anche …contraccettivi!”

Ma i migliori sono gli “amici” che prima manco ti salutavano ma che ora, dopo il corso di marketing, vengono da te a offrirti di tutto, a darti la migliore cosa inutile al miglior prezzo per loro, è incredibile! Quando faccio le serate al ristorante mi da addirittura fastidio stare a ricordare le date ai miei amici perchè penso di scocciare o dar fastidio, quando invito la gente agli eventi su Facebook mi viene l’ansia, ma lo devo fare ogni tanto sennò come faccio a far sapere un’iniziativa. Ci stanno quelli che ogni giorno ti bombardano con qualsiasi stronzata. Credo che gli effetti, anche lì stiano diminuendo di gran lunga.

Sembrano lontanissimi i tempi in cui la gente che faceva una qualsiasi cosa sembrava cercare consensi e consigli o anche critiche, c’era dialogo, c’era chi ti chiedeva “che ne pensi?” in questa frase è sottesa una naturale propensione umana al confronto e al dialogo, ci si mette in gioco. Oggi non è più così perchè evidentemente le cose non sono più fatte in maniera intelligente. La gente non è più identificata come un insieme di “persone” ma come un insieme di “consumatori”. Il gioco sottile di parole che tende a non farti più ragionare con la tua testa. Invece in contrasto a questi motivi e anche perchè Umberto me lo ha spedito a casa, penso che la Braun abbia creato un prodotto intelligente il suo nome è Body Cruzer. Intanto funziona, e già questo non è poco. Lascia poca spazzatura, perchè si cambiano solo le testine finali, anche se ne ha una di 5 lame. Ti dicono che, anche se elettrico puoi usarlo sotto la doccia senza rimanerci fulminato ed è vero perchè l’ho fatto ed ancora sto qui a scrivere. Rifà bene le basette, non stira i peli e ha un prezzo modico. Se hai i capelli corti risparmi anche sul parrucchiere cosi puoi ammortizzare anche la spesa. La pubblicità della casa madre è accattivante anche se il sito in inglese, quando lo esplori fa palesemente capire che un uomo “rimorchia” di più se completamente depilato in tutto il corpo e questo non è vero, perchè le donne cercano ancora il pelo nell’uomo, oltre che nell’uovo. Ma il prodotto si chiama BodyCruzer quindi il messaggio che passa è che il radersi del tutto rende affascinanti e fa scatenare gli istinti. (metto il video qui sotto). Sono contento di averne parlato perchè qualcuno mi ha chiesto “che ne pensi?” ho avuto l’opportunità di dare una mia opinione, non so quanto condivisibile e sinceramente non mi interessa nemmeno saperlo, ma comunque sempre una mia opinione.

Sono contento che qualcuno legga il mio blog. Per chi me lo ha chiesto o per chi se lo stesse chiedendo ora, riguardo al  motivo per cui non scrivo da parecchio (un mese) rispondo che va tutto bene, che ho avuto una pausa di riflessione, e sono contento di avere un gruppo di gente che mi segue e si preoccupa come fanno i veri amici. Se ogni tanto riesco a far sorridere qualcuno o dare spunti interessanti per una discussione o un confronto riguardo agli argomenti di cui scrivo, sono soddisfatto.

Crisi generazionale… ne vogliamo parlare?

La bella rimonta del centrodestra sul centrosinistra, uno come Gheddafi dice che i partiti sono l’aborto della Democrazia. Il bello è che le sue affermazioni mi suonano condivisibili, il brutto è che lo dica lui. Il nulla proposto dalla politica allontana la gente dalle urne. La vita della gente è decisa da una oligarchia riconosciuta informalmente dalle istituzioni. I giovani dove stanno? Sono fintamente cullati dalle loro famiglie, dall’ultimo videogioco di marca, dai social network, dal sogno di una realtà virtuale propagata solo via internet. La vita è un’altra cosa. La vita è iniziare a credere nelle proprie aspirazioni reali. Avere la convinzione che internet può essere lo strumento per comunicare e condividere le proprie opinioni e le proprie ideee ma non deve sostituire il reale.  Iniziare a vivere e crearsi spazi che troppo spesso vengono traditi da una società “bulimica” eccessivamente riempita di oggetti, di prodotti industriali che ingozzano la gente, la coccola ma non la rende felice. Un mercato libero solo in apparenza che rende tutti schiavi del nulla e della propria avidità. Sembra non esistere più il concetto di società il rispetto fra la gente. Gli stessi candidati delle appena trascorse elezioni hanno affermato tutti o quasi “mi sono candidato per ecc…” quando la giusta definizione sarebbe “ho accettato la candidatura per…” la candidatura è un qualcosa che viene accettato perchè la società lo richiede, la società civile si organizza affinché possa venire eletto il proprio rappresentante, non viene autopromossa una candidatura, viene richiesta!!! Il gioco del frainteso, per cambiare il senso delle frasi. La gente si organizzava un tempo per migliorare la propria esistenza, oggi invece il problema è che sembrano non esistere più partiti di destra o di sinistra ma solo gruppi di potere organizzati che influiscono sempre più incisivamente sui nostri pensieri o sul modo di pensare della gente, sul modo di operare di ognuno di noi. In giro c’è paura del futuro, la gente allora è stanca e lasciva e non fa più nulla, si lascia andare perchè c’è incertezza su come e cosa fare, questa è la cosa peggiore e, a mio avviso davvero diabolica. Tutti oggi si dicono vicini alla gente solo a parole quando in realtà si ha la consapevolezza che non è e non sarà così. La gente non può essere lasciva, deve riorganizzarsi tornando ad esporre le proprie idee. Farsi sentire.

Io credo che oggi debba essere rivalutato l’individuo, debba essere presa in considerazione sempre di più la “persona” intesa come essere umano e non come semplice “consumatore”.

Siamo vittime di una crisi economica che parte dalle coscienze di chi “guida la carrozza”, di chi decide senza cognizione di causa, senza fiducia, senza rispetto.

Siamo schiavi del nostro egoismo in tutti i campi, andiamo dietro a chi ha di più, creiamo status simbol per la nostra finta affermazione sociale quando la società è qualcosa di astratto perchè fa contare sempre meno i valori propri del rispetto fra le persone in cambio di una compravendita insopportabile. Siamo costretti a correre dietro ad un punto di arrivo che si sposta sempre più lontano. Siamo come gli asini che inseguono la carota, la vediamo penzolarci davanti agli occhi e non ci accorgiamo di averla legata ad un bastone attaccato alla schiena. Corriamo solo per stancarci e non assaporiamo più i valori di un abbraccio, di un sentimento, di una emozione, siamo portati ad inseguire il “benessere” ma non sappiamo più cosa voglia dire “stare bene”.

Secondo me è ora di spegnere la TV e iniziare a rifondare la società in questo modo chiacchierando, riflettendo e costruendo le basi usando internet come uno strumento utile a discutere e riflettere e RINASCERE.

“…fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza…”

…voi cosa ne pensate?