Il bambù, la rosa e… la tazza

Il mio Bambù nel bagno

Oggi pensavo al bambù che tengo sullo scaffale del bagno. Vive bene sulla stessa acqua stagnante. Il bambù è rigoglioso se l’acqua che lo nutre rimane sempre quella, non va cambiata, semmai solo aggiunta. Tempo fa ho rischiato di farlo morire perché per una settimana cambiavo sempre l’acqua che teneva ammollo le sue radici. Quell’acqua va solo rabboccata. Il bambù è una pianta dallo stile esotico ma secondo me è fortemente democristiana. Ha bisogno di rabbocchi costanti, ma non deve essere mai cambiata. Mi piace il bambù anche se preferisco, in cuor mio la bellezza estrema della rosa, oppure il profumo intenso della lavanda, o ancora l’inebriante carezza olfattiva del glicine.

A pensarci bene quella stecca verde con il ciuffetto non odora, sta li, fa arredo in bagno, è un suppellettile globalista, lo compri arricciato in qualsiasi supermercato, è parte di una bellezza standard, piatta senza emotività, stagnante come l’acqua che lo nutre. In fondo siamo tutti un po’ bambù, chiediamo tutti il cambiamento ma poi, appena ci dicono di cambiare di una virgola le nostre abitutidini, iniziamo ad appassire, ad aver paura, a pensare che forse quel che vogliamo è solo un sorso di acqua nuova. Per non rischiare di affogare pensiamo a sopravvivere, senza renderci conto che, nel frattempo, vivono gli altri al posto nostro. Siamo come il mio bambù del bagno, incazzati e ricurvi sopra la tavoletta del cesso a declamare post come se non ci fosse un domani.

Senza passato senza futuro, in mezzo ad uno stagno finto, di fronte al cesso, modellati a piacere dal potente di turno. Mi alzo dalla tazza, con glutei e quadricipiti addormentati ed indolenziti, tiro lo sciacquone, penso al prossimo commento,  mentre sogno di essere una rosa, di quelle nere, quelle che profumano l’aria. Cerco di afferrare la vita per raggiungere un angolo di felicità.

Qui sotto una delle più belle interpretazioni di Michele Placido in un film che è una fotografia puntuale del nostro Paese, e non solo.

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11 commenti su “Il bambù, la rosa e… la tazza

  1. Io per il bagno ho scelto la tillandsia, pianta che sembra vivere d’aria, ma che ha anche lei le sue necessità, tra cui, primaria, l’acqua. In alto, vicino ai vapori che escono dalla doccia, prospera, non sembra infelice, forse invece lo è, dal suo punto di vista, Siamo tutti così, hai ragione tu, immersi nella vita limitata assegnataci dal destino, quale che sia la pianta che più ci rappresenta.

    1. Sai che la tillandsia non è male come idea per il bagno, quasi quasi la metto anche io. Comunque forse ognuno è artefice del proprio destino, tutto sta nel riuscire a crederci nonostante i condizionamenti che ci girano attorno. Grazie Silvia di essere passata.

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