Archivi tag: pane

Quando il “pane” contiene “passione” diventa il “Pane di Gagliole”

“Pane” e “passione” sono due parole simili perché una sta dentro l’altra anche se ha il doppio delle lettere.
Per Vanni e Katiuscia fornai del Pane di Gagliole, questa passione inizia 15 anni fa esatti. Nel 2003, proprio nel periodo a cavallo tra i mesi di Marzo e Aprile, i due giovani decidono di rilevare un forno storico li di certo sin dagli anni 70, nel comune di Gagliole appunto. Inizia così la loro avventura che in 15 anni li ha portati ad essere una delle più interessanti aziende artigianali di prodotti da forno della zona.

pizza di Pasqua
pizza di Pasqua

L’interesse per questa seppur piccola attività artigianale, si deduce dalla specifica elevazione qualitativa dei prodotti offerti, dalla costante ricerca delle migliori materie prime e da come tutto questo si sintetizza al palato di chi gusta questi prodotti.
Il segreto sta nello straordinario equilibrio degli ingredienti messi nei prodotti di questo forno molto particolare, si riassume nella volontà costante nel rinnovare la base tradizionale costruendoci sopra una specifica addizione di materie prime, quasi totalmente locali, grani e cereali miscelati in maniera sapiente che ampliano l’offerta dei prodotti e ne affinano intelligentemente le qualità; in questi prodotti non è esagerato notare la volontà di migliorarsi quotidiana. Le miscele di grano italiano selezionate da un mulino delle vicinanze, nel piccolo paese di Barbara (AN).

Ascoltare Vanni descrivere le 5 fasi di lavorazione del suo panettone, che nel giro degli ultimi due anni ha ricevuto diversi riconoscimenti a livello nazionale, nel luccichio degli occhi che racconta silente l’orgoglio di chi ha fatto della propria passione il suo mestiere, è l’ingrediente nascosto che riduce a zero le fatiche che ci sono dietro la gestione di un forno artigianale. La custodia gelosa della base lievitante del pane, il lievito madre che ritorna in auge perché è frutto di un’eredità sopratutto culturale inestimabile che racconta tradizioni artigianali antiche dei paesi del centro/sud Italia. Parliamo di tradizione con Vanni, della pizza di Pasqua, quella dolce dove ha cercato di personalizzarne la ricetta senza stravolgerla, ma rendendo l’impasto molto soffice ed il dolce in linea con il sapore tradizionale di queste zone. Katiuscia intanto mi racconta il suo caffè mentre lo prepara.

L’idea dell’angolo di pasticceria di prodotti da forno rende il locale quasi un bistrò. Io ripenso a mia nonna quando mi raccontava che da giovane andava con i vassoi verso il forno, dove un tempo c’era una specie di gara fra le “vergare” a chi facesse la pizza più buona e più “lievita”. Il bancone del pane è ricco di tante cose, anche non esclusivamente marchigiane; mi vanno gli occhi sulla frisella che seppur di origine calabra, l’ha rivisitata rendendola friabile.

Nel frattempo si fa l’ora di pranzo, ci lasciamo con una stretta di mano, Vanni mi dice che se dovessi avere qualche idea, lui prova a farci qualcosa, non so perché gli rispondo che ho l’elicriso in terrazzo e chissà se forse può essere buono per qualcosa. Sorridiamo, mi lascia una pizza di Pasqua che come le cose buone finisce subito. Sono da pochissimo tempo passati 15 anni per il forno di Vanni e Katiuscia Valci 15 anni di crescita artigianale, semplice e appassionata tra Gagliole e Matelica. Auguri.

Katiuscia sorridente dietro al bancone
Katiuscia, sorridente dietro al bancone

Info: Il Pane di Gagliole

“C’era una volta…”,un nuovo bistrot!

Oggi vi parlo di un locale di quelli che… c’erano una volta …nei paesi delle campagne marchigiane; le cantine, gli alimentari, le botteghe, le drogherie, quei posti dove erano gli artigiani ad indirizzarti verso la genuinità, intrisa di quel buon odore rassicurante dei forni a legna.

Oggi voglio raccontare del coraggio di tornare a proporre il gusto del cibo autentico, ed è proprio il caso di dire, nonostante tutto. Mi ci sono imbattuto quasi per caso a San Severino, l’altro giorno, dopo il lavoro ed ho voluto prendere il mio tempo per un aperitivo.

Su consiglio di alcuni passanti, ho trovato un locale molto interessante che merita di essere raccontato. Aperto circa una settimana fa, da uno staff di giovani settempedani, “C’era una volta, bistrot” va apprezzato perché è uno schiaffo alla rassegnazione, una sfida di rinascita, locale autentico, fatto da una famiglia di fornai-pasticceri, già noti in paese per la “bottega” all’ingresso della piazza grande di San Severino Marche. Ma attenzione, il bistrot è molto particolare, un bel posto dove far scorrere i pensieri, non mi stupirei di trovarci un moderno Hamingway in cerca di spunto creativo, assorto nei suoi pensieri dietro ad un bicchiere di rosso. “C’era una volta”, (per chi non lo avesse capito, questo è proprio il nome del locale) pone l’accento nel proporre prodotti da forno e pasticceria fresca, tradiozionali come le pizze di formaggio, peculiari in tutto il maceratese, soprattutto in questo periodo pre pasquale. Un locale nuovo, di un’eleganza sobria, fatto con l’incastro armonico delle cose semplici, reale e concreto, a prova di mode del momento, tenuto da giovani artigiani del gusto, ancor prima che commercianti, molto interessanti anche per aver mostrato la caparbietà di una inaugurazione fatta in questo periodo, per intenderci, addirittura prima della consegna delle casette di legno per gli sfollati dal sisma. San Severino Marche è uno dei tanti paesi molto martoriati dal terremoto di ottobre, encomiabile lo spirito positivo di questi ragazzi capitanati da due donne, Alessandra e sua madre Stella. Una sfida alla rassegnazione, una volontà chiara di fissare un punto fermo nel mantenere salda la propria identità, tramutando una parte di essa, quella gastronomica, nel “core business” dell’attività in cui questa gente da corpo e anima.

Investire sul territorio e nella valorizzazione delle proprie tradizioni anche e soprattutto gastronomiche. Un esempio di rinascita, che ha un triplice significato. Il primo geologico-geografico, perché si sta dentro il cratere della sciagura sismica più grande degli ultimi 3 secoli; il secondo è che sono un gruppo di ragazzi “under 30” guidati addirittura da due donne a lavorare nella bella bottega sapientemente allestita; terzo significato e non meno importante, la proposta del bistrot trova una forte connotazione territoriale e locale. I prodotti da forno e di pasticceria sono interessanti golosità preparate interamente nella “Bottega”, che oltre ad essere pasticceria e forno, è anche un ottimo luogo per un aperitivo contornato da una ricca tavolozza di sapori.

Complimenti a tutto lo staff e in bocca a lupo, siete un bell’esempio da seguire.

info: www.ceraunavoltailpane.com

La Pagina delle Eccellenze: Il Forno di Sandro Allegretto

Sandro Allegretto nel suo forno
Sandro Allegretto nel suo forno

L’odore del pane, la fragranza di un prodotto che è anche sintesi del territorio di San Severino.

Sandro ti accoglie con la sapiente semplicità di un artigiano che è quasi un artista. Diversi tipi di pane. Più di 20. Pane ciabatta, Tipo Toscano, Pugliese, pane all’orzo, ai 4 cereali, il solidale “Pane del Panda” un mix di semi di girasole e fibra il cui ricavato va in parte a favore del WWF, ancora, il Kamut, e la stravaganza del pane alla frutta secca. Sandro nella sua bottega artigiana rinnova ogni giorno la tradizione gastronomica settempedana, adducendo una serena innovazione e contaminazione di generi.

Oltre ai pani la sua sapienza tramandata da tre generazioni di fornai si sposta ai dolci da forno. A seconda delle stagioni puoi assaggiare le Pizze di Pasqua, le crostate farcite con marmellate anche biologiche. La biscotteria è quella classica del forno rude nella forma ma delicatissima nel gusto. Biscotti di mosto, biscotti col mistrà Varnelli, con la Vernaccia di Serrapetrona, e anche al vino cotto o al Passito Toscano.

L'ingresso del forno, l'antica insegna e le porte massicce ed eleganti
L'ingresso del forno, l'antica insegna e le porte massicce ed eleganti

Oltre all’odore del forno, dei dolci caldi, da Allegretto respiri l’arte dei suoi amici pittori e scultori come Paolo Gobbi professore di accademia d’arte o Adriano Crocenzi, o ancora Fabrizio Savi che espone affianco al forno e, non da ultimo Pasquale Torchia.

Dietro l’antica insegna di quella bottega, con le porte imponenti ed eleganti che racchiudono la bottega come dentro ad uno scrigno e la impreziosiscono, si respira il profumo di un’innata e consapevole sapienza artigiana, essenza della semplice e nobile artigianalità. Un mix di sensazioni che non coprono solo il gusto e l’olfatto. Una dolce contaminazione Veneto-Marchigiana che oramai ha solcato un segno importante nella storia gastronomica locale. Il forno è

Antico diploma al merito di artigiano
Antico diploma al merito di artigiano

nato nel 1924. Il fondatore Galliano lasciò Venezia e per amore si trasferì a San Severino, Ivo il figlio ha proseguì questa missione consegnatagli dal padre. Oggi Sandro Allegretto da oltre 20 anni, detiene il testimone di questo cammino, regalando, ogni giorno, alla splendida piazza ovale del centro settempedano, il caldo profumo del forno sciolto nella fresca brezza mattutina.

Antico Forno Allegretto Sandro

via G. Garibaldi, 15 – C.A.P. 62027 – San Severino Marche (MC) – tel: 0733.638618