Archivi tag: pensiero

Mi son guardato vecchio

Mi sono guardato vecchio.

Il mio riflesso da vecchio, di fronte ad uno specchio.

Ho visto rughe che ancora non erano cresciute. 

Ho voluto vedere la mia faccia da scemo 

quando sarei dovuto essere più saggio.

Mi sono guardato vecchio, veramente, 

e anche senza nostalgia, evidentemente.

Ho riflesso quella immagine sorniona, 

emozionata e malinconica dietro la porta 

celata in uno specchio della mente.

Una porta che sbatte, una donna che urla 

ma era solo il mio amare incompetente. 

Ho visto me stesso in una tavola rotonda, 

dove si era tutti uguali anche se diversi, 

ma con gli stessi ideali dati per persi.

Sarò un incubo o una speranza, 

diverrò una canzone o un’esequia, 

forse, uno scenario lugubre o divertente? 

Domande interessanti, ma io ero diventato vecchio. 

Punti interrogativi, negoziazioni facili, speranze malinconiche, 

sentimenti messi dentro ad una favola reale 

che ci fa esseri pensanti.

Sono tornato a respirare la primavera sorridente, 

senza ripensare più di tanto al tempo che passa.

Ero tornato al presente, qui ora e per sempre.

Io in montagna non sono ancora tanto vecchio. :D
Io in montagna non sono ancora tanto vecchio. 😀

L’irrefrenabile costanza dei sogni

Si sfioravano le labbra ad occhi chiusi, come nei sogni. Più del sesso che si accendeva tra di loro, c’era quell’atmosfera di calore, di cose dolci, di un posto sicuro, ovunque. Perché in quei baci si celava il profumo dolce di casa. In qualsiasi parte del mondo se li fossero scambiati, la dolcezza di quei momenti era sublime e costante. Un momento di delicata essenza del vivere per sognare.

Mary era lì di fronte a John, in un tempo indeterminato di un posto qualunque nel mondo, consapevoli della sola volontà di riprendersi la loro vita. Ad ogni costo, inseguire quella pragmatica utopia di essere felici. In fondo, dentro quei baci erano racchiusi momenti che avrebbero lasciato un sapore indelebile nelle loro anime.

La forza di quel volersi entrambi, nonostante tutto, era irrefrenabile, accarezzava i loro cuori portandoli dentro un volo di sola andata per la felicità. Mozzafiato, la costante volontà di incrociare di nuovo i loro sguardi, dare aria ai loro gemiti, per riuscire a nutrire un’irrefrenabile voglia di respirare la vita a pieni polmoni.

times square

Ordine e disordine…

“Non a caso “caos” è l’anagramma di “cosa” e “caso”.

Questa frase, letta qualche anno fa in un libro di Luciano De Crescenzo, omonima del titolo di questo mio pezzo (e che, fra l’altro, consiglio di acquistare qui), mi accompagna ogni volta che mi perdo nei pensieri.

Ogni volta che rifletto sulle cose, ogni idea semplice o bizzarra, nasce sempre da un momento di estrema caoticità intellettuale, a volte rasentando l’assurdo e, spesso, scoprendo che tutto ritorna in ordine.

Da un caos di pensieri, l’abilità sta nel raggiungere un equilibrio racchiuso dentro quell’idea che il disordine (mentale) riesce (non sempre) a partorire.

Allora torna l’equilibrio, quasi per caso.

Surreali questi "giochi di luce" di Enea Francia
Disordine surreale in questi “giochi di luce” di Enea Francia

Oggi, attraverso questi intrecci di equilibri fragili, capisco che dovrei tuffarmi di nuovo nel caos, fra le onde delle nozioni, dei pensieri, dei ricordi, degli stimoli troppo quietati nella mente.

Nel mare calmo della ragione, attraversare la fede nel dubbio e, trovare il coraggio di nuotare sopra al caos per raggiungere la meta illuminata di un rinnovato scopo ideale.

Una luce nel buio!…esistere

Una luce nel buio... di un vicolo qualunque a Ceprano (FR) - Marco Costarelli
Una luce nel buio… di un vicolo qualunque a Ceprano (FR) – Marco Costarelli

 

La notte delle luci stanche di un centro storico deserto,

un silenzio assordante, rotto dal fruscio delle foglie mosse dal vento.

Una sera di febbraio, passeggio, solo, rifletto, sorrido e,

mi accorgo di essere tornato a stupirmi delle piccole cose.

Attorno a me qualche gatto che attraversa la strada, furtivo,

un gruppetto di amici, si fumano il domani di fronte ad un bar.

Cammino a passo lento, una serranda si chiude, ripenso al mio ieri;

ripercorro i miei ricordi, galleggio nel passato, chiudo gli occhi.

Mi scruto dentro, un flash di un bacio rubato, un sorriso sincero,

una donna innamorata, la cheesecake al limone, un coniglietto nano.

Sorrido alla mia realtà di oggi, cerco di prendere la pazzia dei saggi,

a passo lungo, torno nella mia stanza, in questa sera calda d’inverno.

Solo, scrivo, un sorso d’acqua e una sigaretta, mi addormento e…

inizio a comprendere che si esiste sempre oppure non si esiste mai!

Marco Costarelli

La “grande guerra” dell’appiattimento ideologico. Alla faccia della terza via!

 

Bella pubblicità del "Rosso Antico" anni 50 - fonte internet
Bella pubblicità del “Rosso Antico” anni 50 – fonte internet

«Le banche di Stato sostenevano le grandi aziende a partecipazione statale che dovevano fornire a basso costo l’energia, i servizi e gli strumenti necessari alle aziende private, consentendo loro di affrontare la concorrenza di Paesi che possiedono a basso costo quelle materie prime che noi non abbiamo. Questo fu il motore del miracolo economico. E abbiamo dimenticato che a ispirarlo fu un gruppo di economisti e politici cattolici. Tanto che furono proprio gli inglesi a parlare ironicamente di “miracolo” italiano, convinti come erano che i cattolici fossero costituzionalmente incapaci di dare solidità, benessere e libertà ai loro Paesi. Poi, col governo cosiddetto delle “convergenze parallele”, diventammo la quarta potenza mondiale superando anche gli inglesi, perché lo stesso Togliatti aveva capito che bisognava utilizzare e appoggiare quel modello di sviluppo» – cit.-

Poi ci siamo autodistrutti. Abbiamo subito e stiamo subendo modelli di sviluppo e logiche contro la nostra vera natura. Creativa, artistica e autentica. Il marketing (parola intraducibile in italiano e io l’ho pure studiato) i social network e la comunicazione via internet ci stanno concludendo l’opera di appiattimento.

Prima hanno iniziato con le leggi fatte coi piedi sulla tutela dei prodotti territoriali, parallelamente coi supermercati, adesso continuano con il riluttante strategismo lobbista a cui siamo tutti assoldati perché non viviamo senza un i-phone e non fa figo vivere in un piccolo paese perché è ovvio …poi come si fa con la palestra?

Siamo indotti, tutti quanti a pensare univocamente. Mal ridotti dentro una pellicola che ci esclude dalla logica di essere ciò che siamo in realtà. Mi ricordo che internet agli albori era visto da quelli come me, come una grande opportunità per far riemergere le tradizioni e le identità artistiche e artigianali dei popoli e delle persone, era la ribalta delle diversità identitarie. Oggi sta diventando l’ennesimo strumento per tutti coloro che hanno bisogno e voglia di potere, denaro e soldi.

Abbiamo gli strumenti per dire al mondo che ad esempio nel paesino di Arnad fanno un prodotto unico al mondo, il lardo, che a Visso i norcini ancora fanno a meno di conservanti chimici per il loro ciauscolo, piccole storie di tradizioni centenarie, basi di microeconomia che possono essere utili a far comprendere come riprenderci la vita. Invece no andiamo su google e cerchiamo la tendenza, schiere di pseudo intellettuali che sono propedeutici solo a farti comperare un salame con dentro più chimica di un litro di diluente. Sta scemando il senso istituzionalizzante delle cose fatte con rigor di logica o con una riflessione ponderata.

Allora da una parte sono gli strumenti di comunicazione a rompere gli equilibri, ma dall’altra siamo tutti noi ad essere alla frutta!

P.S. La pubblicità del Rosso Antico Aperitivo con Fernandel come testimonial era proprio bella.

La vita che non ti aspetti

 

"La gatta sul tetto che osserva" di Marco Costarelli
“La gatta sul tetto che osserva” di Marco Costarelli

 

Trovare una ragione dentro se stessi è tutt’altro che semplice. Capire cosa siamo e dove indirizzare la propria vita è tremendo ma essenziale; me ne rendo conto adesso di quanto lo sia. Mi guardo dentro e sembro un gatto che osserva un uomo da dietro le persiane della finestra. Curioso ed allo stesso tempo intimorito.

Troppo spesso la merda della società in cui siamo sommersi ci viene apparecchiata e riproposta a ciclo continuo, finché quel modo errato, deviato, consumista e sterile di osservare il mondo, tramuta in un becero “modus operandi” usato come metro di lettura per intendere i rapporti interpersonali e gli affetti. Così l’ipocrisia è la tendenza più diffusa, disfa interi popoli, ricambia assetti societari, elegge governi, controlla i popoli.

Nella generazione dei “social network” tutti comunicano ma nessuno dialoga più.

A volte capita, soprattutto per questi motivi, di voler essere soli a tutti i costi, a volte capita di stare soli anche in mezzo a tutta questa gente.  Troppo spesso si perdono attimi infiniti alla ricerca di una felicità illusoria. Intanto il mondo crolla sotto il peso di quattro stronzate. Alla fine rimani a combattere i mostri che hai dentro da solo, perché questo diviene l’unico modo per sperare di tornare ad essere qualcosa più di prima.

E’ una guerra con me stesso che ho sempre rinviato, ma che ora, la stessa inizia a dar segnali di un arrivo imminente.

Sorrisi rivolti al cielo, cercano una stella cadente. Messaggi mai scritti che inondano l’Universo di passioni, desideri e buone intenzioni. La felicità di andare “contro corrente”, avendo la sicurezza di trovare qualcuno disposto ad ascoltarti, un’amicizia gratuita, senza tornaconto, che ti sta a sentire anche quando divento logorroico.

Quella vita che non ti aspetti, prima o poi sboccerà e in tutta la sua  radiosa bellezza!!

Frastuono arido

Raffaello in maschera
Raffaello in maschera

Circondati dagli stupri della bellezza, dall’assordante peso dei rapporti umani, dai social network, dalla comunicazione di massa,

ci si ritrova a rinnegare il senso leggero di un sorriso, di una risata, di quattro chiacchiere, del riflesso inestimabile di un’opera d’arte, della manualità di un mestiere, delle radici del passato.

Affannati ed in corsa per un traguardo che non c’è, si generano vizi come cancri imbevuti di malaffare,

ipocrisie nefaste che sciupano la parte buona dell’anima.

Certi di un’autorità maturata su questo terreno arido, ci si autoalimenta nella convinzione di una via falsamente giusta, come viziati da una sempre più incolmabile lacuna dell’anima.

Soffocati dalla comunicazione indotta del peggio del nostro tempo.

Rimessi a lustro da anni di inefficaci guerre di potere fra chi logora e chi si fa logorare.

Inermi in tutto ciò gli uomini divengono i nuovi schiavi dei tempi moderni.

Trovare il senso…

Solitudine bianco e nero
Solitudine bianco e nero – foto di Enea Francia

Trovare il senso delle cose,verificare se tutto può essere allineato.

Pensare, tacere, parlare, ridere, soffrire poi rinascere.

Essere qualcosa di diverso, di irripetibile, decidere se tutto fa parte di noi stessi.

 

Riposto in un cassetto dei ricordi, quell’oggetto che ti dice chi eri, non si muove,

ti guarda in silenzio, aspetta di essere raccolto, usato, attende il tuo coraggio di bambino.

 

Fregarsene delle opinioni della gente che ti osserva

come cornacchie appese al filo della pubblica ipocrisia,

gracchianti e avide, mentre tu sei il contadino che

sta seminando al meglio il campo della vita.

 

Sentirsi un seme di quel campo, in attesa di germogliare di nuovo,

apparentemente sordo al fastidioso e stridente gracchiare degli uccellacci.

In solitudine, nell’attesa inerme che qualcosa possa sbocciare di nuovo.

Qualcosa che riesca a dare un senso al tutto.

Qualcosa che sia in grado di tracciare il solco,

per tornare a sorridere e a capire chi sono.

 

La voglia di non mettersi in discussione.

Libertà e idee - Acrilico su tavola - Marco Costarelli (cioè io)
Libertà e idee – Acrilico su tavola – Marco Costarelli (cioè io)

Sarà per via di una mia voglia di protagonismo, sarà perché se non deleghi il tuo essere ad una istituzione oppure ad un credo che lo fa al posto tuo, capita che rimani spesso a pensare e a riflettere su chi sei e quale sia il tuo scopo di vita.

Sarà che a volte trovi più autentico un dibattito venuto fuori da una riflessione tra 4 amici, in una serata grigia e, per certi aspetti surreale, dove però riesci a capire i tanti aspetti contrastanti delle persone che ti stanno attorno.

Capisci chi non vuole mettersi in discussione. La volontà di dare per scontato quello che c’è, che sta li e basta, che per tanti, troppi è così e basta!

Non è possibile cambiare, anche se io lo spero sempre e comunque.

Di fondo è un atteggiamento mentale di chiusura ai pensieri altrui che porta la gente ad essere dissociata, cinica falsamente altruista, conforme alle regole anche se non ne sono inclini.

Allora capita che diviene routine chi si suicida per pagare le tasse, chi non arriva più a fine mese non fa manco più notizia. Non se ne parla più perché inizia lo spettacolo delle promesse fasulle. Si rispolverano le vetrine dei negozi, non più per vendere oggetti o manufatti ma semplicemente faccioni elettorali a cui per comodo, diamo la delega del nostro menefreghismo.

Guardate le campagne elettorali, tutti “Cetto La Qualunque” che propinano la propria persona, il proprio essere al di la delle cose, degli argomenti. Allora i programmi li scarichi da internet, fai copia incolla e ti fai il tuo personaggio adatto a tutte le circostanze. E’ questa la rovina della società, quella di essere talmente asettici a qualsiasi cosa si proponga, che non segua la corrente, che ne sia magari contraria nei modi di fare o di agire, che automaticamente sei fuori dal giro, diventi da oscurare, da lasciare in disparte.

E la colpa qual è? …forse è quella di esprimere un pensiero? 

Internet sta diventando una bilancia eccezionale nel verificare i rapporti di pensiero. Ci sono quelli che continuamente si mettono in discussione, come me, come molti altri sulla piattaforma. Scritti che possono anche essere contestati o dibattuti e in contrasto, altri che scelgono la via breve delle immagini, o del “cool”, della firma a tutti i costi o degli “status symbol”. Chi non è conforme a questo è fuori. Chi se ne sbatte delle regole propedeutiche alla vendita di se stessi è fuori.

Attenzione non si è più anticonformisti come nel ’68, non è più considerato “altro”, è semplicemente fuori dal coro. Chi non si impone con il denaro nella macchina dei consensi di oggi, se cerca di farlo semplicemente con le idee è fuori. Automaticamente. Inevitabilmente. O fai il galoppino o sei fuori. Poi ci sono quelli che il loro modo di ragionare e di esprimere creatività, che è l’unica cosa che ci distingue dagli animali, la danno in prestito oppure in delega a qualcun altro. Ieri sera ne ho avuto la dimostrazione palese.

Buon fine settimana a tutti.

La rava e la fava!

"Cielo Rosso" di Enea Francia
"Cielo Rosso" di Enea Francia

Spero che molta gente possa ricominciare a pensare con la propria testa.

Spero che la voglia di cambiare sia ancora un nobile pretesto per la gente umile.

Ogni giorno che passa vedo sempre pià amarezza.

Ogni ora che passa vorrei vedere più gioia.

Credo che molta gente abbia voglia di migliorare e migliorarsi.

Credo che questa società opprime troppo i sogni e anche le speranze.

Vorrei essere ottimista, ma torno ad essere pessimista.

Vorrei non essere pigro ma purtroppo o per fortuna lo sono.

Ho scritto frasi senza senso forse inutili, la rava e la fava.

Ho scritto frasi che aiutano a riflettere, la ragione e il pensiero.

E’ la corrente che porta la società o è la società che deve portare l’occorrente ?

Marco Costarelli

P.S. Inserisco di seguito un filmato di Silvano Agosti, da non perdere.