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Da un Paese di santi, poeti e navigatori a una cricca di miscredenti, analfabeti e naufraghi.

Ideali svenduti per vendetta a un copricapo ebraico indossato da un leader di un ex partito troppo ingenuo (stavo vedendo su LA7 che il portavoce di Casa Pound afferma preferire Berlusconi a Fini, un’affermazione da risparmiare a mio avviso). Un Paese alla deriva che ha tutto il sistema dell’informazione attorno ad una casa all’estero; tutti i telegiornali, i politici e compagnia bella accusano di “terrorismo” un gruppo di gente che, non arrivando a fine mese e non avendo più interlocutori a cui rivolgersi, tirano una dozzina di uova, due fumogeni e un barattolo di vernice rossa avanti la sede della CISL. Deduco che domattina dovrò sistemare bene le uova nel frigo, visto il mio disordine cronico e dovrò anche stare attento alla vernice che ho in garage, perchè se dovesse cadermi a terra potrei essere  scambiato per un “Talebano”. Per la casa sto tranquillo non ne ho manco mezza e la cucina in casa dei miei non è di marca ma l’ha letteralmente “costruita” mio padre anni fa.

Guai a dire in giro che non si trova lavoro e che siamo in recessione, perché si rischia l’isolamento da tutta la classe politica dirigente e la cosiddetta “società bene”. D’altro canto anche qui nel mio paesello le cose vanno a filo diretto con ciò che avviene nel resto della nazione. Guai a dire o pensare che vadano male le cose qui su “lu centro de lu munnu” (traduzione “buco del c… del mondo”) Vado a fare una passeggiata. Mi accorgo che il corso è tornato ad essere un cantiere, restaurano ancora la pavimentazione dopo averla rifatta a nuovo due anni fa!!! Torno a casa e leggo in un notiziario on line i costi della visita del Papa a Palermo. Spero per la mia stessa etica cristiana (ma di sicuro non cattolica) che sia una notizia falsa altrimenti saremmo nell’assurdo perchè non ci voglio credere che solo l’impianto di amplificazione sia costato 300 mila euro!!! Con la naturale conseguenza che i poveri mendicanti resterebbero poveri e bistrattati e, la stessa classe dirigente, assieme al sistema dell’informazione, sarebbe complice di una ingiustizia palese che giustificherebbe e nasconderebbe al popolo fatti eclatanti. Nel Comune dove sono nato e in cui abito, denso di un fascino e di una bellezza architettonica elegantemente disposta nel suo cuore storico, da qualche anno coordino e pianifico una rassegna nazionale dedicata ai progetti musicali prodotti dalle scuole italiane. Poco più di due settimane fa ho ricevuto una lettera firmata dallo stesso Sindaco, dove, di fatto, mi viene sospeso il progetto 2011 e quindi il budget complessivo, inferiore a 40 mila euro utile a far suonare per 4 giorni mattina e sera, gruppi scolastici provenienti da tutta Italia perchè, cito testualmente la lettera inviatami “questo Comune non ha ancora fatto una programmazione per l’anno 2011”. Sintesi, 1500 ragazzi che si pagano pernotto e colazione, pranzo e cena, con tutto quello che aggiungono alla economia turistica del paese, non possono avere una struttura organizzata in tempo utile, che faccia il coordinamento nelle esibizioni, l’assistenza e la conseguente valutazione!!! Soprattutto non esiste nemmeno uno straccio di un politicante che possa prendere in considerazione reale l’iniziativa importante, da un punto di vista culturale e, soprattutto unica in Italia. Inizio a pensare che vivo davvero in un paese di… vabbé lasciamo perdere! Penso a tutto ciò che questo territorio è riuscito a mettere al mondo nel passato. Dal locale con i pesonaggi illustri come Enrico Mattei, Marcello Boldrini, Libero Bigiaretti ecc, al nazionale col Rinascimento, la miriade di santi e filosofi, gli statisti, gli intellettuali, gli artisti e gli scienziati. Tutto questo fermento che era l’Italia dove sta oggi? Il cosiddetto spazio ai giovani cos’è se nemmeno gli edifici scolastici sono presi nella giusta considerazione? Lo voglio chiedere a tutta la gente normale, a quelle persone che non fanno parte delle varie logge partitocratiche locali: ma davvero siamo lo specchio di questi 4 che vediamo dibattere in TV o governare, da Roma ai paesi di Provincia come il mio? Iniziate a rendervi conto che abbiamo delegato abbastanza e che oggi dobbiamo iniziare a capire realmente DOVE questo gruppo di incompetenti e raccomandati ci abbia trascinato?

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2 Responses

  1. E’ normale che sia così, e purtroppo, alcuni aspetti “folcloristici” dei quali paghiamo lo scotto a Matelica, sono solo
    il ridimensionamento degli stessi problemi nazionali.
    Da quando abbiamo chiuso i libri ed acceso la televisione,da quando abbiamo scelto il gossip ed abbandonato l’ istruzione,
    ci siamo castrati con le nostre mani.
    Da più parti sento sempre dire che i soldi diano il potere, ma non credo che sia sempre vero.
    La reale potenza sta nella conoscenza, difatti un cafone povero con i soldi può divenire facilmente un cafone ricco, ma è altamente improbabile che possa apprendere qualsiasi forma dello scibile, cafone è e cafone rimarrà!
    Le persone cambiano, io stesso, che tra l’ altro non ho mai avuto tessere di partito, negli ultimi tempi mi ritrovo a chiacchierare con persone di tutt’ altra fede politica, e il più delle volte mi trovo d’ accordo con le loro idee.
    Molte sono le cose che non mi vanno a genio nella Matelica odierna,
    alcune mi lasciano indifferenti e pochissime invece mi trovano contento.
    Ah, tanto per non tradire il mio stile sarcastico, velenoso ed iconoclasta voglio chiudere ricordandomi ciò che dissi a me stesso un paio di anni fa quando deg operai cinesi stavano “rattoppando” la pavimentazione del corso, :
    “Tanto tra un paio d’ anni devono rifà tutto n’ altra volta…”
    E così fu!
    Rustica progenie semper villana est!

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Perché questo blog

Questo blog è nato per la passione di assaporare, vivere e mettere a frutto esperienze, di cose, di luoghi ma soprattutto di persone, che ho potuto incontrare, percorsi che ho battuto, da solo o insieme ad altra gente.

Sono appassionato di arte, ogni tanto dipingo, “invento” oggetti, qualche cimelio provo a restaurarlo.

La mia passione grande che provo a condividere in questo blog, è quella del racconto anche attraverso le immagini.

Ho una grande passione per la cucina di territorio e per i prodotti identitari e rispetto chi, senza ipocrisie li tutela, perché sono una grande forma d’arte.

Sono in grado di stilare progetti e strategie di comunicazione integrata, conosco i meccanismi del Marketing Territoriale, perché è lo strumento con cui riuscire a condividere al meglio l’unicità che hanno determinati paesi, luoghi e paesaggi, che spesso visito per meravigliarmi della loro essenza semplice e straordinaria.

Ho redatto progetti importanti che hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

Ho la ferma convinzione che le “identità particolari” siano qualcosa di prezioso da tutelare e proteggere finché saremo in tempo a farlo.

La tecnologia ci da la possibilità di essere tutti più connessi, ma troppo spesso oramai, ci fa dimenticare la sostanza delle piccole cose, dove si cela, viceversa, la bellezza e la forza meravigliosa del racconto.

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