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Barbara con un agnellino che la seguiva ovunque

Il sogno di Barbara è il sogno delle sue radici, la sua famiglia. Il sogno di Barbara è non arrendersi nonostante tutto, è la caparbietà di una giovane donna che non vuol mollare. Lei sa che mantenere viva la propria identità significa essere perseveranti nel rispettare da dove veniamo per capire meglio dove andare.

Papà ALberto con uno dei suoi vitelli

Papà ALberto con uno dei suoi vitelli

Sogna lavorando duro Barbara, la sua azienda agricola, colpita duramente dal terremoto ha ferite profonde, spesso rese più evidenti da un sistema di burocrazie inutili che sembrano tutelare solo chi specula. Ma lei è caparbia, vi assicuro che è difficile incontrare persone con la sua forza d’animo, soprattutto donne così attive nella dedizione ad un lavoro duro come quello dei campi. Geologa con la passione per l’agricoltura quella del vero chilometro zero perché i suoi animali sono nutriti quasi esclusivamente di prodotti coltivati nei propri campi limitrofi. Voglio parlare di lei perché gestisce l’azienda agricola di famiglia con tenacia e serietà. Raccontare quanto ho visto qualche giorno fa andandola a trovare a Sellano di Camerino forse può servire ad infondere un po’ più di speranza ad un popolo di genti lasciate troppo spesso in balia del proprio destino. Barbara è una di quelle persone che ha compreso, a mio avviso, la direzione giusta dove andare, rifondando una vera economia reale partendo dall’agricoltura di base; non a caso la sua Azienda Agricola si chiama “La Rinascita”.

Il sogno di Barbara è ricominciare con la chiarezza visibile in quel che si alleva, senza tanti fronzoli o operazioni di marketing che troppo spesso, specialmente in agricoltura, hanno provocato e provocano ancora più danni rispetto ai benefici su larga scala di consumo. Barbara e la sua famiglia ti fanno capire l’autenticità del podere agricolo, la volontà di tirare fuori il meglio dal territorio che hanno, che fu la terra dei nonni, dalle storie che dentro quei cortili si rievocano ancora, nonostante il passar del tempo.

Ironia della sorte. Pergamena della 2' guerra mondiale fatta in onore alla Madonna per aver lasciata illeso il territorio circostante dai copiosi bombardamenti. Pergamena del 1945

Ironia della sorte. Pergamena della 2′ guerra mondiale fatta in onore alla Madonna per aver lasciata illeso il territorio circostante dai copiosi bombardamenti. Anno 1945

Insieme recuperiamo un manoscritto della seconda guerra mondiale con attaccato sopra un pezzo di bomba esplosa in quel periodo buio. Stava dentro una vecchia chiesa. Lei mi dice che i paesani di Sellano ne sono molto affezionati a quel manoscritto, prima del terremoto quella chiesetta nel suo podere era aperta a qualche anziano rimasto nella campagna Camerte. Qui i bombardamenti della guerra, tutto sommato non hanno provocato gli stessi danni del terremoto. Certamente, non lo spopolamento di oggi. Ma il terremoto è una causa naturale, la guerra invece è distruzione pensata dall’uomo.

Agire in armonia vera con le esigenze delle persone come Barbara, vorrebbe dire anche ricollocare la società verso binari più umani e meno utopici, economie reali e non solo di alta finanza, o partitocrazia, forse seguendo l’esempio di gente umile, ma consapevole ed onesta come lei, non avremmo tanti ricordi di guerra alle spalle, ma di certo avremmo maggiori conoscenze e qualche capacità in più di saper vivere in simbiosi con la natura. Allontaneremmo di certo lo stress di fine settimana nei corridoi dei supermarket o dietro le vetrine di negozi inarrivabili.

Barbara, già da prima del terremoto aveva questa passione e, nonostante le pressioni a lasciare la campagna per qualcos’altro di meglio, ha deciso di voler rimanere, investire le proprie capacità in quel lembo di terra, a dimostrazione che questa è la via giusta. La giornata di Barbara è piena dall’alba al tramonto, gli animali da custodire non sono pochi e di fatto a governarli sono lei e il padre Alberto; hanno mucche, vitelli, maiali, cinghiali, pecore, qualche pollo e quando è periodo smielano anche qualche alveare da miele posto in punti migliori per le api qua e là nella fattoria. Un lavoro che delinea i tratti di una passione vera, la cosa bella è che sono sorridenti per davvero quando li vai a trovare. Il lavoro è tanto ma loro non si abbattono mai. La franchezza è il loro miglior biglietto da visita e questa è la notizia migliore da raccontare.

Bellezza ed utopia, decidete voi dove sta l'utopia in questa foto.

Bellezza ed utopia, decidete voi dove sta l’utopia in questa foto.

Intravedi in questa famiglia il sogno di una realtà che può essere speciale se vissuta con la consapevolezza dei suoi ritmi lenti ma reali. Andando a Sellano, (come certamente anche in altre zone del cratere) è possibile vedere quanto possano stridere i sussidi delle istituzioni con le esigenze reali di questa gente, quanta burocratica utopia si vuole per stupidità gettare sopra come un tappo a qualcosa che di suo, crepe a parte, risulta essere ancora di una bellezza straordinaria, perché intriso di autenticità e di storie vissute.

Andando in giro per quelle colline di Camerino, nonostante le crepe e le spallucce dei burocrati avvezzi a discolparsi o a dire che hanno fatto il possibile, senza mai citare per chi o perché fanno le cose, in mezzo a tutta questa burocrazia della stupidità trovi ancora, nonostante tutto, quel rapporto di fiducia con l’agricoltore, per via della consapevole ragionevolezza di chi fa le cose che hanno ancora senso.


Info e Contatti: Società Agricola “La Rinascita” di Bonifazi Barbara e C. – Loc. Sellano, 2 – Tel. 3489703422 – Email: larinascita17@tiscali.it

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6 Responses

  1. Complimenti per l’articolo, Marco!
    I sogni come quelli di Barbara sono importantissimi, sono portatori di bellezza e speranza. Fanno sognare anche a noi lettori. Bello bello. Brava Barbara!

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Perché questo blog

Questo blog è nato per la passione di assaporare, vivere e mettere a frutto esperienze, di cose, di luoghi ma soprattutto di persone, che ho potuto incontrare, percorsi che ho battuto, da solo o insieme ad altra gente.

Sono appassionato di arte, ogni tanto dipingo, “invento” oggetti, qualche cimelio provo a restaurarlo.

La mia passione grande che provo a condividere in questo blog, è quella del racconto anche attraverso le immagini.

Ho una grande passione per la cucina di territorio e per i prodotti identitari e rispetto chi, senza ipocrisie li tutela, perché sono una grande forma d’arte.

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La tecnologia ci da la possibilità di essere tutti più connessi, ma troppo spesso oramai, ci fa dimenticare la sostanza delle piccole cose, dove si cela, viceversa, la bellezza e la forza meravigliosa del racconto.

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