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Dolce, Suono, Ideale

Dentro il borghetto di Piane, la frazione di Matelica, appena uscito dalla bottega di Moreno e, su suo consiglio, esco e mi reco verso una casa a pochi metri, trovo un piccolo cancello in legno con un’insegna dove c’è scritto GrooveMaster, alcuni vasi e altri piccoli oggetti sobri, ma che comunicano in maniera inconfondibile che dietro quel cancello ci abita un artista.


Suono e poco dopo si affaccia dalla finestra Roberto, che subito con un sorriso davvero spontaneo e sornione, mi dice di entrare perché con piacere vorrebbe raccontarmi la sua storia, che poi scopro essere il suo sogno di sempre e la sua passione.


Lui dal 1995 suona, ripara e sistema bassi elettrici e mi confida che da tantissimo tempo aveva l’idea e la volontà di farli da zero, iniziare dal pezzo di legno grezzo fino a realizzare lo strumento finito, creando una sua linea, che si potesse distinguersi dai soliti cloni che si trovano in commercio.

Ingresso della Casa/Bottega di Roberto Dolce
Ingresso della Casa/Bottega di Roberto Dolce
Curve sinuose dei pezzi in attesa di assemblaggio
Curve sinuose dei pezzi in attesa di assemblaggio

Dentro la sua piccola stanza, tra i disegni e gli strumenti da lavoro, intravedo le forme di alcuni dei pezzi che crea. Gli elementi completi, soprattutto, descrivono la sua mano inconfondibile, quella di un artista che si fa artigiano per cercare di avvicinarsi il può possibile alla sua visione dello strumento perfetto, quasi “ideale”.


In effetti da qualche anno ci riesce benissimo a creare bassi elettrici professionali di altissimo pregio, tanto che la voce di stima come Liutaio si è già sparsa in Italia, anche se, per rispetto e stima degli altri grandi Maestri Liutai italiani, lui ama definirsi più semplicemente “artigiano della musica”.

Un disegno di Basso Elettrico firmato Roberto Dolce.
Un basso da completare dove Roberto ha intarsiato 3 cerchietti a simboleggiare il tricolore italiano e vero Made in Italy

Non conoscevo molto bene Roberto, ma posso dire davvero che la visita del suo laboratorio mi ha stupito sul serio.
I bassi sono composti da diversi tipi di legno che conferiscono linee eleganti e particolari. Tutti sono veri e propri capolavori costruiti completamente a mano, alcuni costruiti sul legno pieno, mentre altri, addirittura con le camere tonali che definiscono al meglio il suono che si vuole ottenere dallo strumento diminuendo, allo stesso tempo, il peso che grava sulle spalle del musicista ed è valore aggiunto e soprattutto un elemento che caratterizza l’alta manualità dell’artista che li produce. Gli strumenti che Roberto costruisce variano dai classici 4 corde a bassi senza tasti fino a “mostri” pluricorda e multiscala fino a 7/9 corde. Ho avuto la possibilità anche di vedere un personale tendicorda in alluminio aeronautico ed ottone che sta ultimando per rendere del tutto unici i modelli del suo brand GrooveMaster.

Tendicorda prototipo progettato e realizzato da Roberto.
Tendicorda prototipo progettato e realizzato da Roberto.
Basso in costruzione con le camere tonali, assemblato con diversi tipi di legno che danno un aspetto ed una eleganza unica allo strumento.
Basso in costruzione con le camere tonali, assemblato con diversi tipi di legno che danno un aspetto ed una eleganza unica allo strumento.

Dalle parole di Roberto si percepisce la passione con cui produce questi strumenti, l’amore incondizionato per la musica è certamente l’elemento primario che rende attraenti i suoi strumenti a musicisti affermati che hanno segnato parti importanti della storia musicale italiana suonata dal vivo degli ultimi 40 anni come il bassista della PFM Patrick Djivas, che da indiscrezioni dell’ultimo momento, sembra suonerà con lo strumento che Roberto ha costruito x lui alla chiusura del tour attuale della PFM

Dentro la casa bottega di Roberto si avverte palese l’animo swing, la sua passione per l’arte della musica profuma l’atmosfera di Rock anche senza il giradischi acceso.

Roberto Dolce e una sua creazione "GrooveMaster"
Roberto Dolce e una sua creazione "GrooveMaster"
Un basso che inizia a prendere forma.
Un basso che inizia a prendere forma.

Roberto seleziona i legni per i suoi bassi in maniera maniacale, utilizza Ebano, Sequoia, mogano,Acero,e per quanto riguarda le parti elettroniche si affida a fidati partner artigiani italiani,sempre x mantenere quanto più possibile lo strumento altamente esclusivo.

Insomma Roberto Dolce per me è stata una grande bella scoperta, orgoglio marchigiano e di “Made in Italy” reale. 

Inoltre posso dire che Piane è uno di quei borghi che non ti aspetti, una bella boccata d’aria, di natura e di arte ai piedi del monte San Vicino.

Modelli completi o in via di completamento
Modelli completi o in via di completamento
Particolare di un basso pronto per essere suonato.
Particolare di un basso pronto per essere suonato.

Maggiori informazioni sul sito internet GrooveMasterlab

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Con sorriso e competenza, grande “Chef” Dino Casoni

Dino Casoni, un Cuoco di quelli rari.
La chiave di volta della sua personalità è quella del sorriso, da quando lo conosco, non l’ho mai visto una volta abbattuto o affranto. Merita di essere riconosciuto per il gran Cuoco che è! Penso a ragion veduta che si possa definire un Cuoco con la “C” maiuscola, uno dei pochi rimasti ad essere ancora “di mestiere”.

Sono andato a trovarlo quasi all’improvviso, l’altro giorno al ristorante aperto da poco “Villa Ninetta” sopra Caldarola (MC); erano le 11 di mattina, sono arrivato quasi fino alla cucina da solo perché la sala aveva la porta chiusa, ma non a chiave, il che è tipico di quando si aspettano i camerieri. Dino lo trovo lì, in cucina ovviamente, con le pentole sul fuoco già da qualche ora, a far “tirare” il fondo bruno per gli arrosti, oppure il brodo vegetale quasi pronto per altri piatti o, ancora, qualche altro sugo del menù.

Il fondo bruno, il brodo vegetale, diciamoci la verità, non sono rimasti in molti gli “chef” che in cucina fanno tutto questo, ancora oggi nel periodo del “dado 2.0” dove il tempo è una variabile di business oramai in troppi ristoranti ed il rispetto dei “metodi lenti” è sempre più sacrificato alla logica bislacca dell’ottimizzazione dei costi.

Dino è così, concreto, creativo e dedito alla semplicità rituale della tradizione; abbina la competenza culinaria dello chef, alla tenacia professionale del cuoco.
Osservando e conoscendo la sua storia recente, travagliata per cause di forza maggiore e di magnitudo 7, non si avrebbe difficoltà a definirlo un mix di coraggio, sapienza, ottimismo e resilienza.

Qualche settimana fa sono stato a cena dove ha deciso di trasferirsi con la sua brigata, proprio lì, a Villa Ninetta

Cimelio vintage: il pentolone dell'ENI con i manici elettrosaldati, che Dino utilizza per il brodo vegetale.
Cimelio vintage: il pentolone dell’ENI con i manici elettrosaldati, che Dino utilizza per il brodo vegetale.

sopra Caldarola. Ho avuto modo di scoprire un posto incantevole fra le colline dell’altro maceratese che sarà, mi auguro, il posto che consacrerà il suo talento, anche se è stato, a tutti gli effetti, un trasferimento forzato per continuare la sua professione poiché prima stava presso i locali di famiglia del ristorante hotel Carnevali a Muccia, uno fra i primi ed ormai storici “Motel Agip” voluti da Enrico Mattei in persona verso gli inizi degli anni ’60, ora inagibile causa sisma, ha ancora il fascino vintage del ricordo di quegli anni, quando si compiva il “miracolo italiano”, le persone erano più umane e in giro, c’era aria di fiducia verso il futuro.

risotto ipnotico, rapa rossa, yogurth, e polpettine
risotto ipnotico, rapa rossa, yogurt, e polpettine

Dino di quel periodo conserva ancora alcune “vettovaglie” di solida eleganza, l’ingrediente non commestibile che aggiunge un piccolo tassello di qualità al suo “saper fare”, oltre alla bellezza certamente più attuale dell’odierna location, immersa in un contesto di raffinata natura nostrana. I suoi piatti ricordano sapori genuini e allo stesso tempo, creativi e delicati, con i giusti richiami alla tradizione maceratese. Interessante la galantina fatta in casa messa nel bouquet di antipasti, dal sapore strepitosamente delicato. Ipnotico il risotto alla rapa rossa, che, richiama il suo estro creativo, un primo piatto, il risotto, non molto in voga da queste parti, il suo esprime delicatezza e rotondità al palato.

“Scusa mamma mi si è rovesciato il vaso” è la conclusione dolce di un viaggio in questa zona e nell’esperienza di vita e di cucina di Casoni, è la risposta “vissuta” non tanto dell’oramai famosa crostata di Bottura, quanto del dolce omonimo di uno dei più eloquenti ambasciatori della cucina marchigiana a Londra Andrea Angeletti, Executive Chef stellato al ristorante “Evoluzione” dell’Hotel Xenia (e questa in corsivo è un’errata corrige che inserisco con felicità, perché si tratta di un eccellente cuoco marchigiano ricco di passione creativa e che spero di conoscere personalmente n.d.a.), questo piatto rappresenta la sintesi della storia recente che ha affrontato Dino, che la terra l’ha vista muoversi per davvero e di vasi veri caduti a terra, ne ha dovuti raccogliere e rimettere apposto veramente tanti. Ma la stessa sensazione di “rovesciamento” viene esorcizzata, chiude un viaggio col sorriso dolce della frutta sopra ai due tipi di crema insieme allo sbriciolato di biscotto al cacao a simulare il terriccio. In questo senso, l’idea diviene un richiamo di suggestioni, dove sorridi anche tu insieme ai tuoi sensi. Altro che tiramisù.

Dino a Villa Ninetta, l’avamPAsto del sorriso!

Info: villaninetta.com

Dolce vaso rovesciato
La “rivisitazione vissuta” di Dino Casoni del dolce ideato da Andrea Angeletti a Londra.

La Pagina delle Eccellenze: Il Forno di Sandro Allegretto

Sandro Allegretto nel suo forno
Sandro Allegretto nel suo forno

L’odore del pane, la fragranza di un prodotto che è anche sintesi del territorio di San Severino.

Sandro ti accoglie con la sapiente semplicità di un artigiano che è quasi un artista. Diversi tipi di pane. Più di 20. Pane ciabatta, Tipo Toscano, Pugliese, pane all’orzo, ai 4 cereali, il solidale “Pane del Panda” un mix di semi di girasole e fibra il cui ricavato va in parte a favore del WWF, ancora, il Kamut, e la stravaganza del pane alla frutta secca. Sandro nella sua bottega artigiana rinnova ogni giorno la tradizione gastronomica settempedana, adducendo una serena innovazione e contaminazione di generi.

Oltre ai pani la sua sapienza tramandata da tre generazioni di fornai si sposta ai dolci da forno. A seconda delle stagioni puoi assaggiare le Pizze di Pasqua, le crostate farcite con marmellate anche biologiche. La biscotteria è quella classica del forno rude nella forma ma delicatissima nel gusto. Biscotti di mosto, biscotti col mistrà Varnelli, con la Vernaccia di Serrapetrona, e anche al vino cotto o al Passito Toscano.

L'ingresso del forno, l'antica insegna e le porte massicce ed eleganti
L'ingresso del forno, l'antica insegna e le porte massicce ed eleganti

Oltre all’odore del forno, dei dolci caldi, da Allegretto respiri l’arte dei suoi amici pittori e scultori come Paolo Gobbi professore di accademia d’arte o Adriano Crocenzi, o ancora Fabrizio Savi che espone affianco al forno e, non da ultimo Pasquale Torchia.

Dietro l’antica insegna di quella bottega, con le porte imponenti ed eleganti che racchiudono la bottega come dentro ad uno scrigno e la impreziosiscono, si respira il profumo di un’innata e consapevole sapienza artigiana, essenza della semplice e nobile artigianalità. Un mix di sensazioni che non coprono solo il gusto e l’olfatto. Una dolce contaminazione Veneto-Marchigiana che oramai ha solcato un segno importante nella storia gastronomica locale. Il forno è

Antico diploma al merito di artigiano
Antico diploma al merito di artigiano

nato nel 1924. Il fondatore Galliano lasciò Venezia e per amore si trasferì a San Severino, Ivo il figlio ha proseguì questa missione consegnatagli dal padre. Oggi Sandro Allegretto da oltre 20 anni, detiene il testimone di questo cammino, regalando, ogni giorno, alla splendida piazza ovale del centro settempedano, il caldo profumo del forno sciolto nella fresca brezza mattutina.

Antico Forno Allegretto Sandro

via G. Garibaldi, 15 – C.A.P. 62027 – San Severino Marche (MC) – tel: 0733.638618