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Da Piero, eccellenza NoStrana!

Il ristorante “Da Piero” a San Severino Marche è considerato un vero e proprio “must” del territorio perché riesce ad abbinare con estrema naturalezza, creatività e tradizione.

Il menù non esagerato nella varietà di proposte è sinonimo di freschezza ed armonia. Pierluigi accoglie gli ospiti in maniera eccellente. L’ambiente, seppur elegante, è colmo di genuinità, le stanze ben arredate e “apparecchiate” delicatamente, trasferiscono il calore dell’accoglienza. Il bello di questo posto è la capacità, mai scontata in un ristorante, di mantenere salda la propria connotazione identitaria.

Sarà la provenienza agricola della famiglia che il vino ancora lo produce, sarà che sono fra i pochi rimasti, se non gli unici produttori della DOC Terreni di San Severino, è degno di nota il vino rosso servito in caraffa, sarà il mix di tutti questi elementi che imprimono carattere a tutto il ristorante, un imprinting di sensazioni delicate ed allo stesso tempo uniche, come quel vino, chiaramente non imbottigliato perché frutto della cura e della sapienza contadina di babbo Piero che ancora lo porta a maturazione personalmente, un aspetto non secondario perché anello di congiunzione fra radici forti e tenace cultura contadina.

Il menù è un ballo allegro e delicato fra le proposte di territorio, quasi mai alterate e le creative innovazioni culinarie; equilibri di sapori marcati e delicati al tempo stesso, ritratti del paesaggio settempedano con sfumature che guardano al mare, percezioni ruvide ed armoniose allo stesso tempo.

Antipasto che guarda il mare
Antipasto che guarda il mare.

Pierluigi mi racconta dell’antro nuovo, una vetrina di territorio che ha aperto vicino all’ingresso, dove raccoglie con fierezza i prodotti delle eccellenze maceratesi e marchigiane, la sua scelta di raccontare a tavola i paesi, farli tornare ad essere dignitosa proposta identitaria. Percorre la strada più difficile Pierluigi, quella di diminuire i banchetti per donare più tempo ai suoi ospiti e rinnovare la cultura del cibo di queste zone, trasferirla e raccontarla a chi ha palato per intenderla.

“Da Piero” si evidenzia l’essere “NoStrano”, che vuol dire abbinare gentilezza e professionalità alla fiera e naturale consapevolezza delle proprie radici. In tutte le persone coinvolte nella gestione della sala, trapela passione sincera, sorrisi spontanei che si accendono sempre più di rado in giro, mentre qui tutto sembra viaggiare senza intoppi, grazie alla passione di trasferire quel che si è, un messaggio esplicito benché silente, tra senso d’arte culinaria e volontà di raccontare il territorio, prima ancora di assaggiarlo, attraverso le pietanze.

Tutto questo poco fuori la piazza di un paese affabile, rustico e gentile nelle espressioni delle sue genti, che hanno una straordinaria capacità di rialzarsi dalle disgrazie, affascinante e maestoso perché ricco di una miscellanea storico artistica che colma di cultura i suoi palazzi. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui vale la pena visitare San Severino Marche, gli altri scopriteli andandoci.

Info: Ristorante “Da Piero” San Severino Marche (MC) – tel. 0733.638495

“C’era una volta…”,un nuovo bistrot!

Oggi vi parlo di un locale di quelli che… c’erano una volta …nei paesi delle campagne marchigiane; le cantine, gli alimentari, le botteghe, le drogherie, quei posti dove erano gli artigiani ad indirizzarti verso la genuinità, intrisa di quel buon odore rassicurante dei forni a legna.

Oggi voglio raccontare del coraggio di tornare a proporre il gusto del cibo autentico, ed è proprio il caso di dire, nonostante tutto. Mi ci sono imbattuto quasi per caso a San Severino, l’altro giorno, dopo il lavoro ed ho voluto prendere il mio tempo per un aperitivo.

Su consiglio di alcuni passanti, ho trovato un locale molto interessante che merita di essere raccontato. Aperto circa una settimana fa, da uno staff di giovani settempedani, “C’era una volta, bistrot” va apprezzato perché è uno schiaffo alla rassegnazione, una sfida di rinascita, locale autentico, fatto da una famiglia di fornai-pasticceri, già noti in paese per la “bottega” all’ingresso della piazza grande di San Severino Marche. Ma attenzione, il bistrot è molto particolare, un bel posto dove far scorrere i pensieri, non mi stupirei di trovarci un moderno Hamingway in cerca di spunto creativo, assorto nei suoi pensieri dietro ad un bicchiere di rosso. “C’era una volta”, (per chi non lo avesse capito, questo è proprio il nome del locale) pone l’accento nel proporre prodotti da forno e pasticceria fresca, tradiozionali come le pizze di formaggio, peculiari in tutto il maceratese, soprattutto in questo periodo pre pasquale. Un locale nuovo, di un’eleganza sobria, fatto con l’incastro armonico delle cose semplici, reale e concreto, a prova di mode del momento, tenuto da giovani artigiani del gusto, ancor prima che commercianti, molto interessanti anche per aver mostrato la caparbietà di una inaugurazione fatta in questo periodo, per intenderci, addirittura prima della consegna delle casette di legno per gli sfollati dal sisma. San Severino Marche è uno dei tanti paesi molto martoriati dal terremoto di ottobre, encomiabile lo spirito positivo di questi ragazzi capitanati da due donne, Alessandra e sua madre Stella. Una sfida alla rassegnazione, una volontà chiara di fissare un punto fermo nel mantenere salda la propria identità, tramutando una parte di essa, quella gastronomica, nel “core business” dell’attività in cui questa gente da corpo e anima.

Investire sul territorio e nella valorizzazione delle proprie tradizioni anche e soprattutto gastronomiche. Un esempio di rinascita, che ha un triplice significato. Il primo geologico-geografico, perché si sta dentro il cratere della sciagura sismica più grande degli ultimi 3 secoli; il secondo è che sono un gruppo di ragazzi “under 30” guidati addirittura da due donne a lavorare nella bella bottega sapientemente allestita; terzo significato e non meno importante, la proposta del bistrot trova una forte connotazione territoriale e locale. I prodotti da forno e di pasticceria sono interessanti golosità preparate interamente nella “Bottega”, che oltre ad essere pasticceria e forno, è anche un ottimo luogo per un aperitivo contornato da una ricca tavolozza di sapori.

Complimenti a tutto lo staff e in bocca a lupo, siete un bell’esempio da seguire.

info: www.ceraunavoltailpane.com

La Pagina delle Eccellenze: Il Forno di Sandro Allegretto

Sandro Allegretto nel suo forno
Sandro Allegretto nel suo forno

L’odore del pane, la fragranza di un prodotto che è anche sintesi del territorio di San Severino.

Sandro ti accoglie con la sapiente semplicità di un artigiano che è quasi un artista. Diversi tipi di pane. Più di 20. Pane ciabatta, Tipo Toscano, Pugliese, pane all’orzo, ai 4 cereali, il solidale “Pane del Panda” un mix di semi di girasole e fibra il cui ricavato va in parte a favore del WWF, ancora, il Kamut, e la stravaganza del pane alla frutta secca. Sandro nella sua bottega artigiana rinnova ogni giorno la tradizione gastronomica settempedana, adducendo una serena innovazione e contaminazione di generi.

Oltre ai pani la sua sapienza tramandata da tre generazioni di fornai si sposta ai dolci da forno. A seconda delle stagioni puoi assaggiare le Pizze di Pasqua, le crostate farcite con marmellate anche biologiche. La biscotteria è quella classica del forno rude nella forma ma delicatissima nel gusto. Biscotti di mosto, biscotti col mistrà Varnelli, con la Vernaccia di Serrapetrona, e anche al vino cotto o al Passito Toscano.

L'ingresso del forno, l'antica insegna e le porte massicce ed eleganti
L'ingresso del forno, l'antica insegna e le porte massicce ed eleganti

Oltre all’odore del forno, dei dolci caldi, da Allegretto respiri l’arte dei suoi amici pittori e scultori come Paolo Gobbi professore di accademia d’arte o Adriano Crocenzi, o ancora Fabrizio Savi che espone affianco al forno e, non da ultimo Pasquale Torchia.

Dietro l’antica insegna di quella bottega, con le porte imponenti ed eleganti che racchiudono la bottega come dentro ad uno scrigno e la impreziosiscono, si respira il profumo di un’innata e consapevole sapienza artigiana, essenza della semplice e nobile artigianalità. Un mix di sensazioni che non coprono solo il gusto e l’olfatto. Una dolce contaminazione Veneto-Marchigiana che oramai ha solcato un segno importante nella storia gastronomica locale. Il forno è

Antico diploma al merito di artigiano
Antico diploma al merito di artigiano

nato nel 1924. Il fondatore Galliano lasciò Venezia e per amore si trasferì a San Severino, Ivo il figlio ha proseguì questa missione consegnatagli dal padre. Oggi Sandro Allegretto da oltre 20 anni, detiene il testimone di questo cammino, regalando, ogni giorno, alla splendida piazza ovale del centro settempedano, il caldo profumo del forno sciolto nella fresca brezza mattutina.

Antico Forno Allegretto Sandro

via G. Garibaldi, 15 – C.A.P. 62027 – San Severino Marche (MC) – tel: 0733.638618

La pagina delle eccellenze: Fabrizio Savi

Ecco Fabrizio nella sua Bottega. (questa bella foto l'ho presa dal suo profilo)
Ecco Fabrizio nella sua Bottega. (questa bella foto l'ho presa dal suo profilo)

…e le sue sculture luminose

Un filo sottile che unisce l’artigiano all’artista. Ho avuto occasione di scambiare due parole con Fabrizio poco fa su Facebook, lui mi raccontava di voler far emergere più la sua natura artistica che quella di semplice artigiano. Voglio dirgli qui, anche se io non son nessuno per permettermi una critica, che fa bene a sviluppare, come ha sempre fatto fra l’altro, la sua creatività artistica. D’altronde non a caso l’artigiano e l’artista hanno in comune la radice del nome (ars = arte). Tempo fa scrivemmo più o meno questo assieme ad Eleonora Ciaralli sul manualino edito da Confartigianato Turismo “Terra di Protagonisti”. Oggi proprio lui dice, “…mi do di più all’arte!”  risposta mia “Bravo fai bene, hai coraggio, t’invidio! In bocca al lupo!”

Una sua lampada di marmo.
Una sua lampada di pasta di marmo.
Evanescenti Luci della Ribalta
Evanescenti Luci della Ribalta

Quando entri nella sua bottega di San Severino Marche balzano all’occhio le lampade filigranate. Scopri che quella “filigrana” in realtà è polvere di marmo. Stupefacente è la grazia nei giochi di luce che si riescono ad intravedere in quei pezzi sottilissimi e fatti uno ad uno da lui.  Già a parlare con Fabrizio scopri la sua passione per l’arte scultorea, riempiva casa da piccolo, mi ha raccontato, con enormi figure di cavalli e cavalieri che in certi casi non uscivano dalla porta. Senti di professori che gli chiedevano “per avere successo” di abbandonare la sua passione per il figurativo. Ma lui da vero artista ha inventato uno stile ispirato alla mimica di Decroux. Alla faccia di abbandonare il figurativo… Inizia i primi lavori nelle fabbriche che producevano oggetti in argento, e poi in proprio, nel 1994, con l’apertura della sua Bottega. Tanti gli oggetti creati, dalle piastrelle in metallo, ai complementi di arredo, alle lampade in pasta di marmo. Fra le sue sculture intessute di luce spuntano sinuose figure di donna dal volto velato, modellate con la creta. “Quelle fanno parte del mio essere artista!” Ultime creazioni le “Evanescenti luci della ribalta” una serie ispirata appunto all’attore francese Decroux, considerato il padre del mimo moderno.

Fabrizio Savi lavora a San Severino Marche via Garibaldi, 12

www.fabriziosavi.com – Tel. 0733.638975