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“A” come Affile….scorcio dell’Italia

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Il primo miracolo di San Benedetto è avvenuto proprio qui, nell’antica Eufide, oggi Affile.

Il miracolo sarebbe, secondo le cronache di San Gregorio, quello di aver riparato un “vaglio” (probabilmente un setaccio di coccio) rotto accidentalmente dalla sua nutrice Cirilla. Il gesto è avvenuto presumibilmente nei locali di questa chiesa dalle origini paleocristiane, come testimoniato anche da alcuni affreschi che ritraggono il santo con la nutrice, Cirilla appunto, originaria secondo Gregorio Magno Proprio di Affile (anticamente, Eufide o Effide – maggiori informazioni le avete in questo testo -link- inviatomi dal Vice Sindaco del Comune)

Sembra un miracolo, invece, che, in questo borgo, interessante sotto molti aspetti, arroccato in posizione dominante sopra la valle dell’Aniene e con le tipiche caratteristiche di un piccolo paesino dell’italia centrale, si sia riusciti a ripristinare, dopo anni, la coltivazione di un vino raro ed unico, prodotto con uve dell’omonimo vitigno autoctono, il Cesanese di Affile.

In questo luogo infatti, accade che nel 2001 per opera di questa cantina Vini Raimondo, vengono reimpiantati e messi a dimora due ettari di Cesanese di Affile e negli anni successivi viene creata la prima etichetta. Dopo oltre trent’anni dall’avvenuto riconoscimento della DOC (1973 c.a.) ed anche a seguito di una tradizione millenaria di questa uva a bacca nera, unica, sicuramente coltivata con la metodicità monastica della “regola” Benedettina fra le colline di alberi tagliati, le “Caese” di Affile, viene “salvato”, da una probabile estinzione, un pezzo importante dell’identità di questi territori ai confini con la Capitale. Oggi le cantine che producono vino Cesanese di Affile sono tre (le altre due sono Formiconi e “Colline di Affile”), oltre sicuramente a chi lo produce ancora in casa, da sempre e per tradizione delle famiglie del posto.

Ho assaggiato il “Cisinianum” di Formiconi e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente soddisfatto.

Tuttavia di Affile si può dire che appena si entra nella parte antica del borgo, si rimane pervasi di quella spontanea autenticità delle cose semplici, dove trovi un’atmosfera di genuina coscienza di un tempo che scorre lento, in un ambiente abbastanza accogliente, fatto da gente semplice ma non ingenua.

Con le premesse di essere un evento molto interessante, a seguito di una prima edizione molto riuscita nel 2014 a fine luglio, una manifestazione chiamata “AFFILando… il Gusto”; in sintesi, una rassegna di aziende artigiane di gastronomia, e di cantine, provenienti da gran parte della Penisola, per un weekend nelle piazze e nelle vie di questo Borgo accogliente e fresco d’estate; inoltre un’occasione costruita intelligentemente sulle basi reali del marketing territoriale, caso raro in Italia, oltre al riacceso interesse verso il Cesanese di Affile.

In sintesi un scorcio vero dell’Italia, sicuramente tutto da scoprire.

P.s. Per questo pezzo ringrazio il vice Sindaco Giampiero Frosoni per le foto, la passione che mette lavorando per l’interesse comune e, per la bella idea avuta insieme ad Alessandro Gemmellaro e le associazioni del posto, Proloco, consiglio giovani, Fisar ecc, con cui, insieme, sono riusciti ad organizzare l’evento “AFFILando… il Gusto”

“Sienti’n può” …a Norcia che gusti !

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Norcia mi stupisce ogni volta che ci vado. E’ una cittadina tranquilla in una posizione fantastica, un perfetto equilibrio fra due opposti ambienti, la Valnerina e i Monti Sibillini. Terra di San Benedetto, ogni angolo sembra richiamare al senso del cattolicesimo e contemporaneamente anche il luogo dove si fa strada l’arte nella lavorazione del maiale; non a caso la parola “norcineria” deriva proprio da qui. Un paese di storia e di equilibri che paiono perfetti, dove si scorge dietro ai sorrisi, una genuina freschezza della sua gente. Ovviamente è probabile che anche questa cittadina viva la crisi come molti altri posti in Italia, ma riesce a creare curiosità, genera una sorta di “appeal” verso il visitatore; è uno di quei posti che ti mette voglia di scriverci sopra, come sto facendo.

Già a fine dello scorso anno rimasi positivamente sorpreso per l’evento “Prosciutti dal Mondo” una rassegna, secondo me, ben ideata, che parte da una base di stimolo al confronto fra i migliori livelli di qualità “norcine” (…appunto) di tutta Europa. Una bella idea quella di accrescere le proprie identità eno-gastronomiche tramite una rassegna, uno scambio di esperienze finalizzato ad un’accrescimento comune. L’opposto, in sostanza, della cultura da supermarket, anche una mossa astuta per destagionalizzare. Ovviamente fra gli eventi merita di essere sottolineata la oramai famosissima Mostra Mercato del Tartufo Nero che si tiene solitamente nei due fine settimana a cavallo fra Febbraio e Marzo.

Comunque quello stimolo in più lo trovi anche e soprattutto nelle persone, come ad esempio Stefania e Rodolfo che hanno deciso di tornare dal rifugio “Perugia” di Forca Canapine per dedicarsi alla loro più piccola ma non minore senza dubbio in qualità avventura ristorativa.

E’ sempre più difficile trovare oggi in giro un’osteria. Un posto dove mangiare cose semplici ma cucinate con cura ed amore. Inoltre, chi viaggia per lavoro, ha sempre più difficoltà a coniugare l’esigenza di “nutrirsi adeguatamente” con il poter spendere una cifra “non dissanguante” per il portamonete. Nonostante Trip Advisor.

Per adesso l’osteria “Sienti’n può” ce la fa alla grande. Il locale è piccolo ma i piatti sono proprio quello che ci si aspetta per un pranzo veloce o una serata con amici senza tanti fronzoli. La pasta è quasi tutta fatta in casa. Buoni gli equilibri di sapori e soprattutto di qualità anche la materia prima utilizzata. Il pane è fatto in loco con farine e cereali della casa, che sono coltivati biologicamente e provengono dall’azienda agricola di famiglia, che si trova all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini oltre i mille metri. Le verdure che utilizzano sono di stagione. I piatti che escono dalla cucina, per quanto semplici, ti danno quella sensazione del richiamo ai profumi delle montagne da dove proviene l’esperienza culinaria di Rodolfo. Io credo proprio che meritino buoni giudizi perché si vede che mettono amore in quello che fanno.

Come scritto nell’epigrafe affrescata in fondo alla sala; “L’Osteria allieta la vita”. … a volte capita.