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Casalvieri dentro la valle di Comino

Una parte d’Italia reale, senza mistificazioni, che canta in faccia alla crisi!

Casalvieri, tra panorami e genuinità
Casalvieri, tra panorami e genuinità

Accade a Casalvieri che, per caso, rimani assuefatto da sensazioni d’Italia vera, quella che si porta dietro ancora la genuinità dello stare insieme, in una zona d’Italia affascinante per quanto poco conosciuta in provincia di Frosinone.

Sono modi di essere ancora poco condizionati dall’accelerata utopia del modernismo.
Quasi per caso, leggo le affermazioni del Papa relative al fatto che questa non sia una guerra di religione, bensì di interessi, perché tutte le religioni aspirano alla pace.
Pace in terra agli uomini di buona volontà, insomma quelli che gli si sono addossati contro con la buona volontà di dire che è necessaria per l’occidente bulimico. La finanza non regge più l’utopia inumana del debito che ci fa schizzare tutti come pazzi incontrollati.

Notturna, campanile
Notturna, campanile

Personalmente credo sempre valide le parole di Franklin, “Un popolo che rinuncia alla libertà per la sicurezza non le merita entrambi !”

Ma a Casalvieri stasera c’è gospel, in questa zona della valle di Comino c’è musica in entrambi i locali del centro storico, un territorio in crisi come tutto il frusinate, forse però fatto di gente abituata agli alti e bassi dell’economia e del potere, per una ragione storica, che li ha costretti al brigantaggio o ad emigrare fino a divenire grandi in America, quindi nonostante tutto qui, stasera è festa, perché d’estate chi può, al suo paese ci ritorna.

Nessuna ricorrenza, solo una bella serata. Marisa e Linda del ristorante “da Alessio” accolgono con la passione di chi ha il sorriso vero e sincero, stampato negli occhi, gli ospiti e quelli di passaggio per Casalvieri, come me (hanno belle camere), che di questi territori inizio a capirne, ora, l’essenza.

La piazza e l'osteria
La piazza e l’osteria

Un bel posto, dal balcone un panorama della valle di Comino che è uno spettacolo per gli occhi e la mente. La cucina genuina e raffinata, buonissimi i primi piatti e collegamenti alla tradizione culinaria del frusinate, con evidenti contaminazioni anche calabresi. Il tutto messo in equilibrio con un tocco di sapienza creativa che contraddistingue i professionisti. Un tuffo nella vita reale di chi sembra aver capito che “essere” sia meglio di “apparire”. Il mio augurio è che continuino sempre ad Essere … cosi come sono!

Per dovere di cronaca merita una citazione anche l’Osteria del tempo perso che si pone come un punto di esportazione dell’identità territoriale con il loro format esportato addirittura ad Edimburgo e Glasgow.

Info utili: Comune

www.ristorantedaalessio.it

Osteria del tempo perso

Incrostazioni dell’anima….nel cuore

incrostazioni dell'anima...nel cuore

…spesso la prima cosa che manca è il tempo…

A volte succede che m’innamoro, di un gesto, di uno sguardo, di una parola sincera o, del senso di affetto.
A volte capita che l’idea di avere una vita condivisa sia più grande della realtà in cui sono immerso.
A volte accade di perdermi in questo sogno, in questa emozione, tanto bella quanto terribile.
Sempre tardi, poi mi rendo conto di quanto si possa soffrire per amore,
di come un cuore, anche se malandato, possa continuare a battere lo stesso,
nonostante il passato, le paure, i dubbi e le incertezze, nonostante tutto!
In questi momenti riaffiora tutto, quanto male abbia potuto subire e provocare io;
le batoste e le notti insonni me le sono lasciate appresso, dimenticate, disconosciute e calpestate, ma,
per una sorta di rivalsa su me stesso le ho replicate verso chi mi ha voluto bene,
…e forse, continuo a farlo anche adesso, anche con te.
Ci innamoriamo delle nostre catene, ci avvinghiamo attorno ad esse,
trascuriamo troppo spesso chi ci regala la libertà di momenti felici, la libertà di un amore.

Poi capita di essere se stessi, di aprire il cuore, di farlo veramente perché lo si vuole, cuore e mente!

Trovo il coraggio a smantellare via l’aridità incrostata nell’anima, mi lascio vivere,
ma davanti trovo un muro, e niente diventa comprensibile, e tutto è annebbiato.
Mi domando se sto facendo un errore o, forse, più semplicemente sia proprio io, l’errore.
Io con i miei tanti io, io scorbutico, io difficile, io simpatico, io intollerante, io strano, io stronzo,
io apparentemente forte quanto assolutamente fragile!
Io che mi domando che uomo sono, imperfetto, insicuro, ma sincero e spero, mai ipocrita!
Io che in fondo ho un’estrema paura di amare, di mostrare quella parte di cuore.
A volte un abbraccio, un gesto, un sorriso, sono sufficienti a ripulire tutto.
Nell’attesa che accada qualcosa, che capiti spontaneo un sorriso dal cuore,
mi avvolgo nei miei dubbi, col desiderio e la speranza di riuscire a vivere oltre ai miei egoismi.

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Riorganizzare i propri pensieri

Il commercio fra il caos calmo in città Camerunense
Il commercio fra il caos calmo in città Camerunense

Ci sono quei momenti dove occorre riorganizzarsi dentro.

Vedere cosa si ha, cosa si sente e poi proseguire.

Certamente sarebbe tutto più facile se la società permettesse interscambi di interessi culturali più agevoli e meno ipocriti, ma più si va avanti e più viene mercificato tutto, anche la cultura è presa come pretesto del “saper bene comunicare per vendere meglio”.

Anche gli africani del Camerun nelle città (baraccopoli più o meno organizzate da strade e viottoli) corrono tutti, hanno il cellulare macchina (sfasciata ma marciante) e girano, corrono a loro modo, vivono in baracche e si stressano, mentre io pensavo e riflettevo sul concetto di tempo circolare africano che porta l’individuo ad una interconnessione, dove vale più il viaggio rispetto alla destinazione, sinceramente quando li vedo in moto o in macchina girare attorno una rotatoria, costruita dai coloni occidentali anni addietro, penso e non li capisco, corrono verso una maniera di essere occidentali, che è la peggiore, quella del vivere per consumare, una mentalità fasulla ed anche in declino.

Evidenti note di contrasto in una civiltà come quella ho visto ne denotano l’arretratezza di pensiero in generale, che in fin dei conti è un’arretratezza mentale di origine controllata dal liberismo occidentale.

Quindi tutti, in qualche modo siamo portati a venderci o svenderci, senza sapere, spesso, per cosa oppure per chi…ma l’importante è correre, senza fiato, vendere, tutti a programmare il domani senza mai vivere oggi.

Correre forte? No…in realtà quel che cerco io è sicuramente un’altra storia.

Il tempo per me…

orologio sul muro. Acrilico su parete con orologio perfettamente funzionante - Marco Costarelli
orologio sul muro. Acrilico su parete con orologio perfettamente funzionante – Marco Costarelli

Tutto scorre. Momenti che passano e ammettono la mutevolezza ed il continuo divenire del tempo.

Che passa. Che cambia.

Incroci distratti fra gli sguardi delle persone nei viali affollati dei centri urbani, frecciate distratte, flash fugaci, presagi di un futuro che diviene passato troppo velocemente e ti fanno rimanere in mente solo volti sfumati e anonimi.

Facce indefinite e cancellate, non per privacy o particolari motivi, ma semplicemente perché della maggior parte di noi, non resta nulla. Niente immaginario collettivo, nessuna rivincita contro il tempo.

Tutti anonimi e travolti dolcemente da questo enorme frullato prodotto dalle lancette dell’orologio, lame leggere che mescolano tutto. Ci sono le eccezioni, ci sono quei volti che vanno oltre al tempo. E’ un’osservazione banale, scontata e ovvia, qualcuno per un momento scappa dal grande frullatore, forse solo per un attimo rispetto all’infinito prima di essere dimenticato, ma è in quell’attimo, in quel ricordo “senza tempo” che qualcuno riscatta la sua rivincita.

Un bel ricordo

Lightman di Enea Francia
Lightman di Enea Francia

Oggi posto un messaggio che mi ha inviato un amico con cui non ci vediamo da tanto tanto tempo. Lo metto perchè mi ha fatto capire che il tempo in certi casi non conta. In realtà è anche un semplice mio modo per ringraziarlo.

Abbello!!! Alcune cose cambiano …

…io provo a rimanere lo stesso

…anche se i 20 kg in più che mi porto dietro dicono il contrario!

… cmq la pensi abbiamo avuto un infanzia ed un’adolescenza troppo belle e felici!!!

E quando gira meno bene è giusto ripensare a quei momenti dove bastava poco …un pallone da bsket

…un giro in motorino

…un piatto di pasta in campagna da te

…un risotto con i mirtilli (se non sbaglio) un piatto di penne alla vodka

… una chiacchierata sotto l’ombrello

… un freno a mano con le gomme nuove

… insomma ne abbiamo fatte di robbe e siamo ancora qua a dimostrare che qualcuno si sbagliava… si può ancora essere felici con poco a volte basta un pensiero ed una risata

… ed agli altri possiamo ancora dire

“NON CAPITE UN CAZZO VOI !!”
a presto un abbraccio xxx