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Fronzi. Ripartenza e via! A Pievetorina.

Quando ci metti la voglia di rimanere, il coraggio, quando imponi la volontà e la condisci con tenace dolcezza, sforni il pane migliore.

Hanno inaugurato due giorni fa ma sono punto di riferimento per per tutto il paese. Pievetorina ha la prima attività rinnovata dopo questo tremendo sisma. Bar, pasticceria, generi alimentari e, ovviamente forno. Un luogo dove poter ricominciare a sperare. Il panificio Fronzi, forno storico del paese è, da sedici anni proprietà di Daniele e Cristina Pascoli, domenica 25 giugno ha avuto finalmente la sua inaugurazione nei nuovi locali di via Valnerina. Finalmente, perché il loro trasloco era già programmato da tempo, purtroppo però, anche per una buona dose di burocrazia, dovuta a norme di apparati sovracomunali spesso assurdi, l’inaugurazione è avvenuta solo due giorni fa.

Ricordo vivido lo sguardo del sindaco nell’impegno di voler mantenere attivo il forno subito dopo le scosse, per assicurare la sopravvivenza di uno dei borghi più bersagliati da questa tragedia. Non si contano gli epicentri di cui è costellata Pievetorina. La resilienza, la tenacia e la voglia di mantenere salde le proprie identità, il coraggio nell’affrontare a viso aperto tutti gli ostacoli, in un primo momento imposti dalla natura e poi da una burocrazia infinita che lega tutto e tutti. Questa volta però, la volontà di esserci ancora, di mantenere viva la propria identità ha prevalso e quindi non si possono fermare quei gesti semplici ma fondamentali, quelle crostate di crema alla ricotta rigorosamente di pecora “sopra vissana” addolcita da frutti di bosco, cioccolato o altre fresche prelibatezze dei Sibillini, la costanza di tirare fuori ogni giorno le ciambelline di Vernaccia di Serrapetrona, o quel pane croccante che ha un sapore unico se mangiato lì ancora caldo, magari con una bella spalmata di Ciauscolo.

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Le crostate con la crema di “sopra vissana” da provare!

Cristina con quel sorriso pieno e spontaneo, mi fa vedere il suo bancone e mi fa notare orgogliosa che la parte dei generi alimentari è piena di prodotti del territorio, formaggi e salumi di tutte le altre realtà limitrofe, solidali tra loro, portano avanti tradizioni uniche, esempi di cultura centenaria di rapporti proficui e rispettosi della natura e dei suoi tempi. Dai loro sorrisi, dove puoi leggerci la voglia di rinascita e la speranza, si svela quel bisogno di riscatto, la caparbietà di voler essere artefici della propria vita, la consapevolezza di fare un’opera sociale, che in fin dei conti è utile a tutti, quella di esserci ancora a ricordare chi siamo e da dove veniamo e continuare a crederci. Nonostante le strampalate missive, le leggi e i decreti che non danno le sicurezze dovute ma ne sembrano aumentare l’isolamento, nonostante tutto, loro caparbi investono sul proprio territorio, ci tengono a ricostruirlo per quello che era, e se possibile, ancora più sicuro; ne è la prova il fatto che i nuovi locali di questo panificio sono frutto di un recupero ben fatto dall’altro terremoto del 1997 e non sono venuti giù, nonostante gli epicentri sotto al sedere.

Questa gente è esempio di speranza anche quando compra e si installa da soli i due container per continuare a vivere. Li paga circa 30 mila euro senza sapere nemmeno se quei soldi li riprenderanno mai, o peggio vivere nella paura di essere abusivi di quelle lettere strampalate della Regione Marche che in piena emergenza ne intimavano addirittura la rimozione da parte dei sindaci. In molti hanno fatto così per inefficacia di uno Stato che a parole è vicino a tutti ma a fatti paga le casette solo ai soliti noti, quelle si, pagate profumatamente ancora prima della posa in opera. Allora quel sorriso sincero di gente onesta, diviene esemplare due volte, perché da una parte ricorda la beffa di Iannacci e Dario Fo “sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re al ricco e al cardinale” e dall’altra, protegge quel bambino che Cristina tiene in grembo e che aspetta di nascere in un futuro migliore di questo presente mediocre.

Bravi ragazzi siete coraggio e volontà voglia e capacità di saper fare bene le cose in un mondo dominato dall’apparire siete una costante lezione sull’ESSERE!

Info e contatti: www.panificiofronzi.it

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Un benvenuto a tutti speciale – foto Marco Costarelli

La paura di creare.

Essere creativi oggi sembra quasi un problema, essere se stessi pare che sia pericoloso, dare un senso al proprio ‘io’ costruendo qualcosa di originale, risulta provocante all’anticonformismo ‘regolato’ dal sistema.

Animali ‘social’ col disagio verso chi ci sta intorno nel reale, magari sotto il raggio di due metri. Una società perfettamente in linea col pensiero unico, anarchici e rivoluzionari ma solo dentro al recinto dorato della coscienza di massa.

Creatività e talento permessi esclusivamente come oggetto di ritorni personali immediati. Per quanto mi riguarda, si esprime arte quando arriva quella carica dentro che urla, implorando di uscire fuori ed essere immortalata in un dipinto, in una ricetta, in una foto, oppure in uno scritto.

Fare le cose se e solo se arriva l’ispirazione, genuina, spontanea, artistica e mai artefatta. Nel momento in cui si crea non ci si deve sentire obbligati a far cose per forza, ma si cerca di essere liberi a mostrare e condividere parti di se stessi con gli altri.

Fare rotta verso il molo più impervio, quello della propria vita.

L’mmagine che ho scelto per il pezzo è un acquerello, china e matita, che in maniera astratta, cerca di illustrare l’instabilità del vivere contemporaneo, di avere e, soprattutto mantenere una casa, cercare di enfatizzare ai limiti del ridicolo, l’immagine decorosamente fittizia dell’uomo che lavora, corre e vaga alla ricerca di qualcosa che il più delle volte non arriva.

Io ci vedo queste cose qui, per voi magari saranno solo scarabocchi.

Pulp Sisma (2) Il festival degli orrori!

-parte seconda-antipopolare (qui la parte prima)
Aiuti in playback e canzoni dal vivo. L’aiuto che si proclama ma non si vede. Sindaci sull’orlo della disperazione nelle zone colpite dal sisma. Una sovraesposizione mediatica ma solo “per sentito dire”, al soldo del pensiero unico per una terra che non c’è più. Crozza stavolta la spara grossa sull’irpef degli aiuti per i terremotati.
La zona franca dovrebbe essere lontano da Sanremo!
Mentre fuori da qui il nulla, alle porte di Camerino, tra poco potranno metterci un cartello con scritto “the End” perché scrivere “da qui si va per le città dolenti” sarebbe scomodare poesia aulica che un ammasso di analfabeti funzionali, eccetto l’Università, non potrebbe mai capire.
Tutti guardano Sanremo mentre Michele s’impicca senza provare nemmeno ad arrivare “nel mezzo del cammin della sua vita”, già perso da anni nella selva oscura della precarietà obsoleta, di una civiltà idiota che dal divano della sala ti dice di startene zitto perché balla Ricky Martin.
Nella prigione dorata, di un sistema a senso unico, se non paghi l’irpef sei uno sfigato perché non contribuisci all’ennesimo stipendio inutile al parlamentare fancazzista di turno. Però stiamo tutti zitti che Albano stecca, non ha più la voce, è invecchiato come quel sindaco che urla imprecazioni contro istituzioni farlocche ma potenti e anche contro il suo popolo coglione che gli chiede raccomandazioni, che, anche se senza casa si fa sempre più suddito di una democrazia strappata dall’ennesima droga televisiva, che mostra scintillante tutta l’ipocrisia della società dove rischiamo di soffocare. “Meglio Sanremo della politica!” senti dire nei commenti dei bar rimasti aperti, la Raggi è “depensante” anche per Grillo mentre parla con Sgarbi e poi chiede di smentirlo, chissà se sarebbe tornata utile una polizza sulla vita anche alla mamma che urlava scappando di casa in quella serata di pioggia a fine ottobre mentre veniva giù tutto.
Allora vai con l’essemmesse solidale perché fa figo essere elemosinanti da divano, totalmente ipocriti, in questo teatro dell’assurdo pieno di matasse talmente intrecciate che non ha più senso districare.
M’impongo di scrivere la mia incomprensione perché forse non ci arrivo a capirle le cose, ci ho provato anche ieri a capire qualcosa, ma a dir la verità sono rimasto sulla tazza del cesso per mezz’ora, solo, a riflettere quanto faccia cagare questo sistema ingolfato su se stesso. Alla fine ho evacuato e quanto vorrei evacuare da qui. Voglio lasciarlo scritto qui, nel mio diario digitale, il fatto che non riesco più a dare un senso ai controsensi che vedo ogni giorno.
Ho sentito che canta anche Gigi, è stato a Civitanova a fine anno, vicino ma non troppo, al cratere della catastrofe naturale più grande da due secoli. Tutti cantano Sanremo anche gli animali, tranne quelli senza stalla, rimasti gelati sotto la neve, mi viene in mente l’asino che canta la promo di questa “sagra nazionale della canzone italiana”. Quanti super ospiti nel cratere della sciagura, che qualcuno vorrebbe farci anche un programma, “l’isola dei terremotati”, ma preferirei “roulotte da incubo”, anche se Errani non ha proprio il piglio di Gordon Ramsey. Il contributo per l’autonoma sistemazione sembra che non sia ancora arrivato a nessuno, mentre l’emblema del dipendente modello che da 30 anni non ha preso nemmeno un giorno di malattia, sta li scintillante sul palco dell’Ariston a consacrare l’imperialismo travestito da democrazia e lo share ha raggiunto il 50% facendo saltare il jackpot della raccolta pubblicitaria a mamma Rai.
Sui social la mia foto di Accumoli di circa un anno e mezzo fa è diventata un pezzo unico, non l’ho mai nemmeno stampata, l’ho fatta prima che quel posto venisse giù e fosse conosciuto dal resto del mondo dopo la sua caduta, eppure una società di gente attenta a quel che mangia, almeno la frazione di Grisciano avrebbe dovuto conoscerla da prima dello scorso anno, almeno dai radical chic Eataliani, perchè la Griscia nasce lì, invece niente, anche se la mangiano tutti senza nemmeno sapere da dove deriva.
Sei visite del capo dello stato sui luoghi della catastrofe. Parole di sostegno per una forza esortativa come dice lui, verso un transatlantico di rovine. A sentire le dichiarazioni di alcuni senatori come D’anna, sembra quasi che questa vicinanza si traduca in  semplice noia e voglia di prendere e iniziare con l’up-load del vaffanculo, ossia i calci nel culo.
Tutto il resto è noia, canta: Franco Califano che non c’è più, purtroppo, a differenza dell’immenso mare di politica inconcludente in uno stato che proclama e poi non fa nulla, ingessato verso pseudo debiti di istituti finanziari antitetici alla coerenza sociale, nessuno che sappia cosa fare, tutti invocano elemosina e volontariato mentre sembra che l’appalto per le casette di legno l’abbia vinto gente vicina a “mafia capitale” e che costino più delle case nuove che non arriveranno mai come mai sembra finisca questa chermesse di lustrini in tv, proclami e sorrisi falsi.
Zitti che tra poco cantano gli Zero Assoluto, ma non è il gruppo, è quello che sta accadendo qui vicino a me. Io ho spento la tv, questa prigionia è asfissiante, questo paese non merita la cultura e la bellezza di cui è invaso!

…Barbie copia la realtà!

La gamma della nuova Barbie - fonte internet
La gamma della nuova Barbie – fonte internet –

La celebre bambola della Mattel si troverà presto nella versione “curvy”, “tall”, “petit” e già il TIME le dedica la copertina; a mio avviso fa proprio bene. Sicuramente si tratta di un’intuizione per aumentare le vendite, ma in un mondo sempre più uniformato dall’immagine plasticata delle bambole, se il must di questa disillusione cerca spunto dalla realtà, lascia un messaggio importante su come, in fin dei conti, i sogni migliori (compresi quelli dell’idea di bellezza) sono quelli che si fanno ad occhi aperti, quelli che ci proiettano nella vita vera.

la copertina del TIME - fonte internet -
la copertina del TIME – fonte internet –

Alla faccia dei grandi manager della moda che si affannano nella ricerca delle tante modelle plasticate stile “Barbie” appunto così ricercate fino ad oggi, ma che a seguito di questa operazione della Mattel, dovranno, gioco forza, riconsiderare l’umanità come esempio su cui ricominciare  a disegnare nuovi modelli, tralasciando la perfezione utopica dello “standard plasticato”.

Mi auguro che le giovani donne e le ragazzine, quelle suscettibili alle mode o alle tendenze, possano prendere spunto da questa mossa commerciale (ma non per questo meno importante anche da un punto di vista sociale), e finalmente accettarsi come sono. Per le altre, quelle meno suscettibili alla bellezza evanescente, quelle realiste del tipo “pizza e birra” che se ne fregano dello stile Barbie, forse oggi quasi la maggioranza, per quella fascia di mercato lì, penso che l’augurio di diventare “nuove clienti” se lo faccia proprio la Mattel.

L’idea di creare una bambola che non sia più uno stereotipo irraggiungibile (se non chirurgicamente), ma, viceversa, più vicina alla donna reale, più bassa, più alta oppure più grassa, lancia inequivocabilmente un messaggio di diversità da accettare, dove risulta chiaro che la vera bellezza sta nel sapersi mostrare agli altri nella propria unicità di donne e perché no, anche di uomini*. 

Con buona pace di chi è ancora alla ricerca spasmodica della razza “ariana”!

*(… un Ken o BigGIM con la pancetta o col pelo naturale…ancora non lo hanno tirato fuori, …ma servirebbe per gli stessi motivi…anzi… forse al giorno d’oggi anche più di Barbie)

Cinepanettonizzati … per fortuna o purtroppo!…è politica?

L'Italia disegnata dagli alberi a Castelluccio di Norcia, sprazzi di BelPaese - foto MarcoCoastarelli-politica
L’Italia disegnata dagli alberi a Castelluccio di Norcia, sprazzi di BelPaese – foto MarcoCostarelli

La Korea del Nord qualche giorno fa ha testato una bomba nucleare miniaturizzata (leggi notizia ANSA). Il motivo dichiarato sembra essere di difesa verso eventuali attacchi degli Stati Uniti o di vari altri oppressori. Obama ha dichiarato che, questa è una prova di forza inaccettabile da parte della Corea del Nord e ha chiesto un coinvolgimento internazionale per circondarli.

Il Presidente del Consiglio italiano invece, ha affermato di aver riso dall’inizio alla fine durante la proiezione del film di Zalone. (articolo)….in tema di politica quindi…..

A dirla tutta questa dichiarazione è la risposta finale di un’intervista uscita sul quotidiano “La Stampa” che vi invito a leggere (link), e che, siccome sulle altre considerazioni di politica non ci ho capito una mazza, perché io sono ignorante, ho riportato solo quello di cui ho capito, quindi che Checco fa ridere; ma leggete l’intervista anche voi che poi si fa la conta di tutti gli ignoranti come me che non capiscono le risposte.

Da quel poco che capisco però, per fortuna o purtroppo, l’Italia non mi sembra aver preso posizioni particolari riguardo le varie guerre in corso, tranne quella solita, che per ovvi motivi non sto qui a spiegare (se non la capite da soli togliete la “s” a “spiegare”, se ancora non l’avete capita, andate aff… e poi non venite a dire – “ahhh ecco cosa voleva dire!” -).

Spero tanto che, con la ripartenza del campionato, i politici tornino a parlare di calcio, almeno forse, siamo salvi, invece che …Salvini.

Tanto la politica estera ce la fa Papa Francesco, unico serio e “libero pensatore” (virgolettato per ovvi motivi religiosi, i suoi) che ci sia rimasto in Italia, con lui  siamo sicuri che nei posti dove si prendono le decisioni, divulga e predica la Pace. Pensandoci bene però, tecnicamente è estero anche lui, è argentino (anche se di origini italiane), vive e lavora presso lo stato della Città del Vaticano.

Comunque io da ignorante laico, gli darei carta bianca nel parlare con i rappresentanti degli altri Stati per conto dell’Italia. Si dai, l’Italia quello stato di simpaticoni, tutto mezzo sgarrupato che sta intorno al Vaticano.

Buona ragione a tutti!

“Qualunquemente” vecchi? … io spero di no!

Pochissimi i comuni mortali presenti al “Consiglio Comunale aperto” di venerdì 14 gennaio scorso. Infatti oltre a politici o diretti interessati, di cittadini ce n’erano veramente pochi, come se la “vecchiaia” fosse cosa aliena. Alcuni hanno puntato il dito contro l’Amministrazione per la scarsa comunicazione dell’iniziativa. Io spero che sia questo il motivo, tuttavia un argomento del genere dovrebbe essere fonte di interesse popolare, e  quei “giardini” vorrei che ritornino ad essere meno distanti dai nostri animi.

Riporto questa frase di Hermann Hesse:

I vecchi hanno bisogno di una eternità diversa e di credere che non lavorano solo per i vermi. Ecco perché ci sono moglie e figli, affari, lavoro, patria: per dare uno scopo alle fatiche e ai sacrifici quotidiani.

A dire il vero avrebbero bisogno anche di “un approdo” all’eternità diverso da quello che hanno ora. Soprattutto dopo che, avendone avuto stimolo da un avviso di “Consiglio Comunale aperto” appeso da qualche parte nel mio paese, ho voluto capirne meglio la vicenda, cercando informazioni e visitando quei “lontani giardini”. Ho provato una sensazione di malinconia per la condizione di questi anziani troppo soli. In questi luoghi però viene naturale iniziare a riflettere, sugli egoismi della società e forse anche sui miei.

In quel posto ho visto persone impegnate per accudire i bisogni di chi è più solo, ma troppo spesso, non riescono a star dietro a tutti perchè giustamente le mani sono solo due, e, per questo a volte, entrando in questi luoghi non si respira sempre una fragranza di fiori freschi!

Ho potuto notare un distacco troppo evidente fra gli amministratori, ed i dipendenti, soprattutto per questioni sindacali e tutele al lavoro sempre più lontane. Un distacco grave che qualora non venisse sanato rischierebbe inevitabilmente di negare quei pochi diritti di cui già godono poco gli anziani in questo frangente di vita.

Ho chiesto informazioni ai dirigenti poichè il dibattimento pubblico del 14 gennaio scorso proponeva una scelta fra due possibili soluzioni: l’istituzione di una Fondazione di diritto privato o una Azienda Pubblica di Servizi alla Persona.

L’opzione pubblica in sintesi darebbe più sicurezze ai lavoratori della struttura, secondo anche il parere dei sindacati, dall’altra parte invece l’opzione per la fondazione appare più economica e snella. Il dibattito in consiglio ha investito diversi aspetti più che altro amministrativi e gestionali. I sindacati hanno chiesto tutele da mantenere per i dipendenti optando appunto per una scelta nel verso della gestione pubblica. I politici locali soprattutto la giunta comunale sembrerebbe invece optare per l’istituzione privata.

Interessanti sono state le “considerazioni di perplessità” di Sandro Carucci presente fra il pubblico, sull’ipotesi privata rispetto ad assunzioni e meccanismo di controllo.Credo che gli unici esclusi fin ora siano stati i vecchi ed i servizi da mantenere o migliorare per loro.

Con rammarico mi rendo conto che le spiegazioni di tutti vertono alla soluzione gestionale migliore. Ho il timore che a forza di sottintendere, e quindi non accennare mai, lor signori dirigenti, al miglioramento del servizio dato agli anziani, e riaffermando sempre, viceversa, che la gestione volta ad ottimizzare i costi sia la cosa prioritaria da trovare,  alla fine ci si dimentichi sia degli uni che degli altri.

Riflettendo su questa posizione, mi viene di ricordare il “Fronte dell’Uomo Qualunque”, (attenzione non “il qualunquismo” che è un’accezione negativa generatasi successivamente!) un movimento che fino al 1946 portò avanti una lotta contro il capitalismo industriale e il comunismo, nel tentativo di rimettere al centro gli uomini comuni schiacciati da burocrazie eccessive, ideologie esasperate e governi completamente staccati dal resto della società.

Buona riflessione a tutti.

“Shakerando” un mp3, quando il walkman non andava in “play”…

“Un click o uno scuotimento e controlli tutta la musica che hai salvato”.
Un lettore mp3 dal design giovanile e coloratissimo, un bel nuovo oggetto lanciato… o, forse sarebbe il caso di dire “shakerato”, sul mercato da Samsung.
Il “TicToc” infatti ha un solo pulsante e la novità è che cambia tipo di ascolto “scuotendolo”.
Lo so che state pensando come me al vecchio walkman che quando non andava in “play” si doveva scuotere, ma qui lo “shake” è calibrato alle funzioni del lettore, non al fatto che sia da riparare, chiaro? Poi se volete fare i “moderni” perché scuotete ancora il walkman a cassette fatelo pure ma non so se l’effetto sarà quello desiderato.
Comunque, battute a parte, il target di punta per questo prodotto è sicuramente “under 30”, infatti la testimonial per l’Italia è, direttamente da “Amici”, Emma Marrone che nel video annuncia l’uscita del suo album per metà ottobre avendolo intanto salvato sul piccolo lettore. Si può scaricare sul sito il nuovo singolo “Con le nuvole”, un pezzo molto orecchiabile.

La “Puffeconomia” ovvero l’economia dei Puffi.

(nel 2011 in programma ci sarà il film dei Puffi!!! Perchè i Puffi vanno! Approfondimenti sul film in uscita per la settembre del 2011 quiqui e soprattutto sul sito ufficiale)

Io da piccolo giocavo spesso con i Puffi. Ricordo che ogni volta che i miei nonni, i miei genitori o qualche parente me ne regalavano uno nuovo, per me era una festa. Come molti bambini degli anni ottanta ero completamente preso da tre tipologie di giocattoli soprattutto; i Puffi, i Masters e le sorpresine del Mulino Bianco. L’altro giorno sono salito nella soffitta di casa di mia nonna per rovistare fra i ricordi di un periodo, la mia infanzia che, sembra non voglia staccarsi ancora da me, (sarà la Sindrome di Peter Pan?); addirittura mi sono messo a riordinare tutti questi pupazzetti blu e a catalogarli. Non sono un vero e proprio collezionista ma, spinto da alcuni discorsi fra amici, mi sono convinto a sistemare questi miei oggetti d’infanzia. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che paradossalmente i miei “Piccoli Puffi” sono stati proprio un buon investimento. Mi hanno fatto divertire e, non nascondo che ancora oggi, ogni tanto ci gioco ancora, inoltre non sono nemmeno calati di valore!!! Anzi qualche pezzo è aumentato di molto rispetto alla quotazione “a nuovo”. Dalle notizie trovate in rete il loro valore medio si aggira attorno ai 5 euro tranne i pezzi unici che arrivano a superare, in certi casi, anche di molto i 1000 euro. Dal divertimento nudo e crudo ho iniziato a riflettere sulla qualità dell’investimento. Ho dedotto che un Puffo in discrete condizioni mantiene il suo valore e alcuni lo accrescono addirittura in certi casi anche molto più del 200%. Quale investimento rende così oggi? Nessuno. Lo stesso discorso vale per i Masters. Chi ci avrebbe mai creduto che uno degli acquisti più proficui degli anni ottanta sarebbero stati i giocattoli? Se ci riflettiamo bene infatti  se dovessimo considerare le mode di quei tempi arriveremmo alla conclusione che comprare un’auto “superaccessoriata” o “full optional” oggi non ripagherebbe affatto la spesa. Infatti un Audi 80 ad esempio, non potrà mai essere rivenduta oggi  al prezzo con cui è stata acquistata. Solo le case e i pezzi d’arte o il cosiddetto “modernariato” reggono il passo dei Puffi o dei Masters in proporzione al valore aggiunto. Ovviamente la vendibilità di una collezione di giocattoli sarà sicuramente ridotta, tuttavia sapere di possedere pezzi che hanno un valore oggettivo oltre che affettivo è rincuorate. Quindi genitori comperate giocattoli ai vostri bambini quando indicano lo scaffale e chissà che domani non scoprirete di aver fatto anche un buon investimento.

La Democrazia non c’è più? Che ce frega c’è l’iphone4!

“i-rintronati”. Dovrebbe essere questa la nuova applicazione per l’i-phone 4 uscito l’altro giorno (30 luglio). Gente accampata per un telefono cellulare che oltre a costare un botto di euro avrebbe anche problemi di ricezione. Se non riuscite a leggere questo blog con l’i-Phone sono contento! … potete sempre scaricare l’applicazione “i-rintronati”!!!

Si perché non ce l’ho con la tecnologia che avanza, anzi la reputo un bene usufruibile da tutti. Considero molto positiva la scarica di adrenalina esercitata dal sapere di poter essere messi in contatto col mondo in pochi istanti. Io stesso ho un blog! Però siamo un mondo del tutto alla rovescia. In un momento di crisi come questo io non posso tollerare chi si accampa per l’acquisto dell’ultimo melafonino. In un momento delicato dove non si sa che verso prenderemo, in un paese come il nostro che ha un deficit tecnologico esasperante con tutto il resto d’Europa e del mondo, la preoccupazione di molti qual è? Arrivare primi a comprarsi l’i-phone4. L’oggetto tecnologico come “status symbol”. Come un “distinguo” sociale, poi chi se ne frega se per avere un documento non basta inviare un’e.mail ma dobbiamo ancora fare diecimila passaggi in diecimila uffici diversi con altrettante autorizzazioni e carte bollate. Noi abbiamo il telefonino nuovo di zecca.

Nel frattempo che facciamo tutti la fila per il nuovo telefono un “dissidente” del capo, tale Fini Gianfranco viene espulso dal Popolo delle Libertà per avere espresso opinioni contrastanti da quelle del Presidente del Consiglio. Ma non era il “Popolo delle Libertà”? Cosa vuol dire libertà per i seguaci di Berlusconi? Uno che manda un audio messaggio sul sito della sua corrente politica interna al PDL, “I Promotori della Libertà”, scagliandosi contro le correnti all’interno dei partiti! Ma mi faccia il piacere mi faccia, arriva anche a citare “Sandro Pertini” che si dimise si da Presidente della Camera, ma lo fece per un ideale non corrisposto! Non per un ordine non eseguito! E non è una piccola differenza! Comunque oggi, io che non faccio gli accampamenti per comprarmi il telefono nuovo, voglio sottoscrivere la mia stima per Gianfranco Fini. Un uomo che ha avuto il coraggio di fare scelte importanti.

Però davvero non riesco più a capirla la gente. La democrazia va in pezzi, non c’è un euro in giro e si fa nottata per comprare un oggetto! Magari accendendo anche un finanziamento*!!! A volte sono contento di essere Povero. Il Povero non si fissa su un oggetto che tanto, nemmeno potrebbe permettersi, (se non con il finanziamento*) però si rende conto della realtà che sfugge al “ricco” o a chi crede di essere tale.

Sulla questione del *finanziamento, approfondirò più in là intanto cercate su internet.

E… soprattutto commentate!!!

Esaurimento nervoso da proposta promozionale.

"...alla fine della strada" di Enea Francia
"...alla fine della strada" di Enea Francia

Sono alla reception dell’hotel. E’ martedì e inizia la “sagra della proposta promozionale”. Una processione di gente, rappresentanti, agenti, delegati e quant’altro. Tutti che vogliono “appiopparti” qualcosa. Mi viene in mente lo scherzo telefonico fatto al signor Magnotta tanti anni fa, pace all’anima sua leggo sia deceduto a gennaio, ma lo scherzo era divertentissimo. Fantomatici conti correnti anche e soprasttutto di banche e assicurazioni importanti. Pensate che anche Poste Italiane ha il suo rappresentante che vende conti postali collegati a siti internet. E’ assurdo, rischio l’esaurimento da proposta promozionale. Il modello è sempre quello esasperante del “buongiorno mi chiamo …. ha cinque minuti di tempo per me?” risposta secca “se li avessi, li darei a te 5 minuti?”. Un albergatore alla reception di un hotel a Treia in un giorno feriale d’estate pensi che non abbia un c… da fare, infatti a volte si rigira i pollici, ma questo non da mica il diritto a tutti di venirti a stressare la vita perchè devi avere il sorriso stampato in faccia per lavoro. Quindi c’è chi ti tiene impegnato volente o nolente, cercando di risolvere i tuoi problemi che solitamente hanno tutt’altra via di risoluzione. Non l’ho mai incontrato un rappresentante in grado di togliermi un problema realmente. Comunque sto seriamente pensando di essere diventato irrecuperabilmente burbero ma sembra e credo che non sia solo mia questa sensazione, che la gente pur di appiopparti qualcosa darebbe via anche il … suo parente più stretto! Evito altro anche se lo state pensando, ma non sono mica uno volgare.

Assicurazioni, conti correnti, abbonamenti telefonici, la pulizia dei portachiavi in ottone!!! E’ incredibile, un tipo l’altro giorno mi viene in reception a vendere la pulizia dei portachiavi d’ottone.

“Se mi dovesse servire la pulizia dei portachiavi la faccio io alla reception, mi stanno li dietro i portachiavi!”il tipo mi controbatte “si ma la sua non li fa venire plastificati e lucidi nel tempo!”

Sono stato seriamente tentato di chiudere l’hotel andare in farmacia comprare una scatola di profilattici fruttati e impacchettarci i portachiavi solo per rispondergli “Ecco adesso sono plastificati, profumati e anche …contraccettivi!”

Ma i migliori sono gli “amici” che prima manco ti salutavano ma che ora, dopo il corso di marketing, vengono da te a offrirti di tutto, a darti la migliore cosa inutile al miglior prezzo per loro, è incredibile! Quando faccio le serate al ristorante mi da addirittura fastidio stare a ricordare le date ai miei amici perchè penso di scocciare o dar fastidio, quando invito la gente agli eventi su Facebook mi viene l’ansia, ma lo devo fare ogni tanto sennò come faccio a far sapere un’iniziativa. Ci stanno quelli che ogni giorno ti bombardano con qualsiasi stronzata. Credo che gli effetti, anche lì stiano diminuendo di gran lunga.

Sembrano lontanissimi i tempi in cui la gente che faceva una qualsiasi cosa sembrava cercare consensi e consigli o anche critiche, c’era dialogo, c’era chi ti chiedeva “che ne pensi?” in questa frase è sottesa una naturale propensione umana al confronto e al dialogo, ci si mette in gioco. Oggi non è più così perchè evidentemente le cose non sono più fatte in maniera intelligente. La gente non è più identificata come un insieme di “persone” ma come un insieme di “consumatori”. Il gioco sottile di parole che tende a non farti più ragionare con la tua testa. Invece in contrasto a questi motivi e anche perchè Umberto me lo ha spedito a casa, penso che la Braun abbia creato un prodotto intelligente il suo nome è Body Cruzer. Intanto funziona, e già questo non è poco. Lascia poca spazzatura, perchè si cambiano solo le testine finali, anche se ne ha una di 5 lame. Ti dicono che, anche se elettrico puoi usarlo sotto la doccia senza rimanerci fulminato ed è vero perchè l’ho fatto ed ancora sto qui a scrivere. Rifà bene le basette, non stira i peli e ha un prezzo modico. Se hai i capelli corti risparmi anche sul parrucchiere cosi puoi ammortizzare anche la spesa. La pubblicità della casa madre è accattivante anche se il sito in inglese, quando lo esplori fa palesemente capire che un uomo “rimorchia” di più se completamente depilato in tutto il corpo e questo non è vero, perchè le donne cercano ancora il pelo nell’uomo, oltre che nell’uovo. Ma il prodotto si chiama BodyCruzer quindi il messaggio che passa è che il radersi del tutto rende affascinanti e fa scatenare gli istinti. (metto il video qui sotto). Sono contento di averne parlato perchè qualcuno mi ha chiesto “che ne pensi?” ho avuto l’opportunità di dare una mia opinione, non so quanto condivisibile e sinceramente non mi interessa nemmeno saperlo, ma comunque sempre una mia opinione.

Sono contento che qualcuno legga il mio blog. Per chi me lo ha chiesto o per chi se lo stesse chiedendo ora, riguardo al  motivo per cui non scrivo da parecchio (un mese) rispondo che va tutto bene, che ho avuto una pausa di riflessione, e sono contento di avere un gruppo di gente che mi segue e si preoccupa come fanno i veri amici. Se ogni tanto riesco a far sorridere qualcuno o dare spunti interessanti per una discussione o un confronto riguardo agli argomenti di cui scrivo, sono soddisfatto.