Archivi categoria: satira

Matelica-cratere… domande parlando del più e del… Priori

Matelica-cratere sismico.

Ieri sera martedì, 12 settembre 2017, nella splendida cornice del teatro Piermarini  a Matelica ho avuto modo di assistere ad una farsa dai tratti tragicomici. Ho visto un sindaco, un cosiddetto “giovane” della politica locale (anche se vecchio nei modi di intrattenere la gente del pubblico, non più di 100 persone trattate da manuale di marketing relazionale, come se avessero 5 anni) destreggiarsi romanzescamente su dove posizionare gli edifici “nuovi” di scuola e caserma, in vista delle provvidenze solidali degli sms post sisma.

Premetto che abito in mezzo al cratere sismico più vasto che la storia contemporanea possa ricordare, quindi mi permetto di formulare semplici domande che nella platea teatrale di ieri sera non hanno avuto risposta perché la gente, quella vera non era presente perché completamente rassegnata al proprio destino. Tuttavia e nonostante tutto voglio porgere a questi benpensanti le stesse domande, con l’obiettivo di avere risposte scritte semplici ma efficaci da parte degli stessi addetti ai lavori.

Ad un anno dal sisma che ha provocato il più ampio cratere che la storia dal 1800 ad oggi l’Italia abbia mai ricordato, è possibile che le soluzioni politiche possano intervallarsi ad un andirivieni di rimpalli di responsailità incomprensibili?

E’ mai possibile che si possa assistere ad una logica incomprensibile di scaricabarili istituzionali a tutti i livelli? La regione non ci ascolta la provincia è cattiva ecc.?

Perché non avete dato priorità alla pubblica incolumità prima delle attività produttive?

Perché non avete chiesto a voce UNANIME che venissero quantomeno sospesi i benefit dei funzionari di area vasta?

Chiedo alle istituzioni comunali se vi pare attendibile avere un rendiconto di completa indecisione su dove porre in essere l’eventuale nuova scuola, ancora in bilico su un’ipotetica compravendita/esproprio di lotti di terreno individuati “sperando-e qui cito le parole del sindaco all’assemblea pubblica- ad un’eventuale soluzione pacifica e senza ricorsi del cedente”?

Mi chiedo se dei settecento sfollati si sia presa oggettiva considerazione a riguardo di un futuro VIVIBILE in questi luoghi? Nello specifico, qual è la possibile prospettiva di sviluppo per chi decide di cercare di rimanere in queste zone devastate dalla sciagura più grande che questa nazione abbia conosciuto dal dopo guerra?

Ieri sera a teatro ho assistito ad una bagarre di possibili soluzioni inique che ha NASCOSTO quasi completamente le esigenze di una comunità sconvolta da una tragedia immane rispetto a gente che per fortuna non è morta ma non ha più un tetto dove dormire, 700 sfollati solo a Matelica che è stata parzialmente colpita dal sisma, in giro sento racconti di persone impaurite senza più nessuna speranza sul sostegno di istituzioni dormienti, e chi amministra la COSA PUBBLICA che fa? Si sofferma in maniera aleatoria su prospettive indiziali e soluzioni probabili da qui a chissà quando? Avete un’idea, di come ricostruire la comunità? Se si, rispondete in buona fede.

Ieri sera ho assistito ad un dubbio amletico basato esclusivamente su dove posizionare la probabile nuova scuola, e la probabile nuova caserma e lo stabile del Comune, senza nemmeno accennare ad una prospettiva rispetto ad esempio ai costi di gestione che una scuola “duplicato” possa rappresentare per la comunità.

Allora vi chiedo se c’è un’idea su come far rinascere la comunità matelicese del futuro?

Chiedo al sindaco se abbia mai pensato o quantomeno valutato il livello di rassegnazione in cui versano gli sfollati che non hanno più un tetto proprio dove dormire la notte?

La tua amministrazione sindaco ha mai pensato che, vista la situazione emergenziale in cui si trova il comune, sia giunto il momento di cercare una via di emergenza per ripristinare la sanità pubblica di cui per LEGGE chi amministra ne è tutore e responsabile? E’ possibile che nel cratere del sisma non sia nemmeno possibile avere un pronto soccorso utile agli infartuati, è possibile che sia nel 2017 una gara ad ostacoli capire quando è aperto il reparto di radiografia?

Questi argomenti non dovrebbero essere prioritari ed inoppugnabili nella GESTIONE EMERGENZIALE?

E’ possibile che debba essere condivisa con il “popolo” la diatriba su chi paga i 50 euro dell’esercizio pubblico della camera mortuaria?

Inoltre vorrei ricordare che fra gli sfollati c’è chi si è pagato di tasca propria il container e lo ha messo davanti la propria abitazione perché nessuno a tempo debito lo aveva soccorso, questo esempio di intraprendenza sarà giudicato abusivo al pari di un evasore in ottemperanza della delibera regionale che da questa disposizione a tutti i comuni del cratere oppure vi opporrete seriamente a questa bestialità amministrativa?

E ancora, perché continuano ad arrivare le bollette della TAssa RIfiuti che è un’imposta comunale? L’avete sospesa per l’emergenza sismica oppure no?

Perché il sussidio per l’autonoma sistemazione arriva agli sfollati in maniera intermittente e perché per le attività autonome-artigianali si procede con i controlli solo adesso e non, viceversa, prima di averne concesso il contributo?

Perché non vi opponete all’eccessiva burocrazia che scoraggia ulteriormente chi vuole ripristinare la propria abitazione addirittura, in molti casi, ponendoli in conflitti d’interesse se i propri familiari sono titolari dell’impresa edile che la casa di proprietà l’ha costruita?

Inoltre, avendo la zona marchigiana un collante politico che arriva fino alla seconda e terza carica dello stato che fanno parte tutti dello stesso partito politico, sia la stessa presidente della camera dei deputati Laura Boldrini che il presidente del consiglio Paolo Gentiloni della zona del cratere sismico, rispettivamente Matelica e Tolentino, ed inoltre la regione Marche è della stessa bandiera insieme alla soppressa provincia, oltre alla gran parte dei comuni del sisma, perché la situazione mostra dei ritardi incomprensibili? Qual’è la visione del vostro partito in merito all’emergenza nazionale?

Sperando in una risposta, non so fino a che punto esaustiva, porgo distinti saluti ma non molto.

Pulp Sisma (2) Il festival degli orrori!

-parte seconda-antipopolare (qui la parte prima)
Aiuti in playback e canzoni dal vivo. L’aiuto che si proclama ma non si vede. Sindaci sull’orlo della disperazione nelle zone colpite dal sisma. Una sovraesposizione mediatica ma solo “per sentito dire”, al soldo del pensiero unico per una terra che non c’è più. Crozza stavolta la spara grossa sull’irpef degli aiuti per i terremotati.
La zona franca dovrebbe essere lontano da Sanremo!
Mentre fuori da qui il nulla, alle porte di Camerino, tra poco potranno metterci un cartello con scritto “the End” perché scrivere “da qui si va per le città dolenti” sarebbe scomodare poesia aulica che un ammasso di analfabeti funzionali, eccetto l’Università, non potrebbe mai capire.
Tutti guardano Sanremo mentre Michele s’impicca senza provare nemmeno ad arrivare “nel mezzo del cammin della sua vita”, già perso da anni nella selva oscura della precarietà obsoleta, di una civiltà idiota che dal divano della sala ti dice di startene zitto perché balla Ricky Martin.
Nella prigione dorata, di un sistema a senso unico, se non paghi l’irpef sei uno sfigato perché non contribuisci all’ennesimo stipendio inutile al parlamentare fancazzista di turno. Però stiamo tutti zitti che Albano stecca, non ha più la voce, è invecchiato come quel sindaco che urla imprecazioni contro istituzioni farlocche ma potenti e anche contro il suo popolo coglione che gli chiede raccomandazioni, che, anche se senza casa si fa sempre più suddito di una democrazia strappata dall’ennesima droga televisiva, che mostra scintillante tutta l’ipocrisia della società dove rischiamo di soffocare. “Meglio Sanremo della politica!” senti dire nei commenti dei bar rimasti aperti, la Raggi è “depensante” anche per Grillo mentre parla con Sgarbi e poi chiede di smentirlo, chissà se sarebbe tornata utile una polizza sulla vita anche alla mamma che urlava scappando di casa in quella serata di pioggia a fine ottobre mentre veniva giù tutto.
Allora vai con l’essemmesse solidale perché fa figo essere elemosinanti da divano, totalmente ipocriti, in questo teatro dell’assurdo pieno di matasse talmente intrecciate che non ha più senso districare.
M’impongo di scrivere la mia incomprensione perché forse non ci arrivo a capirle le cose, ci ho provato anche ieri a capire qualcosa, ma a dir la verità sono rimasto sulla tazza del cesso per mezz’ora, solo, a riflettere quanto faccia cagare questo sistema ingolfato su se stesso. Alla fine ho evacuato e quanto vorrei evacuare da qui. Voglio lasciarlo scritto qui, nel mio diario digitale, il fatto che non riesco più a dare un senso ai controsensi che vedo ogni giorno.
Ho sentito che canta anche Gigi, è stato a Civitanova a fine anno, vicino ma non troppo, al cratere della catastrofe naturale più grande da due secoli. Tutti cantano Sanremo anche gli animali, tranne quelli senza stalla, rimasti gelati sotto la neve, mi viene in mente l’asino che canta la promo di questa “sagra nazionale della canzone italiana”. Quanti super ospiti nel cratere della sciagura, che qualcuno vorrebbe farci anche un programma, “l’isola dei terremotati”, ma preferirei “roulotte da incubo”, anche se Errani non ha proprio il piglio di Gordon Ramsey. Il contributo per l’autonoma sistemazione sembra che non sia ancora arrivato a nessuno, mentre l’emblema del dipendente modello che da 30 anni non ha preso nemmeno un giorno di malattia, sta li scintillante sul palco dell’Ariston a consacrare l’imperialismo travestito da democrazia e lo share ha raggiunto il 50% facendo saltare il jackpot della raccolta pubblicitaria a mamma Rai.
Sui social la mia foto di Accumoli di circa un anno e mezzo fa è diventata un pezzo unico, non l’ho mai nemmeno stampata, l’ho fatta prima che quel posto venisse giù e fosse conosciuto dal resto del mondo dopo la sua caduta, eppure una società di gente attenta a quel che mangia, almeno la frazione di Grisciano avrebbe dovuto conoscerla da prima dello scorso anno, almeno dai radical chic Eataliani, perchè la Griscia nasce lì, invece niente, anche se la mangiano tutti senza nemmeno sapere da dove deriva.
Sei visite del capo dello stato sui luoghi della catastrofe. Parole di sostegno per una forza esortativa come dice lui, verso un transatlantico di rovine. A sentire le dichiarazioni di alcuni senatori come D’anna, sembra quasi che questa vicinanza si traduca in  semplice noia e voglia di prendere e iniziare con l’up-load del vaffanculo, ossia i calci nel culo.
Tutto il resto è noia, canta: Franco Califano che non c’è più, purtroppo, a differenza dell’immenso mare di politica inconcludente in uno stato che proclama e poi non fa nulla, ingessato verso pseudo debiti di istituti finanziari antitetici alla coerenza sociale, nessuno che sappia cosa fare, tutti invocano elemosina e volontariato mentre sembra che l’appalto per le casette di legno l’abbia vinto gente vicina a “mafia capitale” e che costino più delle case nuove che non arriveranno mai come mai sembra finisca questa chermesse di lustrini in tv, proclami e sorrisi falsi.
Zitti che tra poco cantano gli Zero Assoluto, ma non è il gruppo, è quello che sta accadendo qui vicino a me. Io ho spento la tv, questa prigionia è asfissiante, questo paese non merita la cultura e la bellezza di cui è invaso!

Che te piasse un corbo

Un’espressione dialettale delle zone del centro Italia, quelle del terremoto, che in alcuni paesi del maceratese è un modo anche per mostrarsi stupiti, a volte, addirittura usato in termini affettivi. A pensarci bene è il contrario esatto dell’espressione cinematografica western del vecchietto fuori casa che esclama: ‘Che mi venga un colpo se quello non è il vecchio Sam!’

Strani questi del centro Italia, ti mandano i colpi per affetto, ‘grezzi come le scorze de cerqua’ (altra espressione tipica), ignoranti come i somari, ma tutto sommato, gente di cuore.

A Charlie Ebdo però un colpo non so quanto glielo manderei in modo affettuoso per i disegni che fa. A certi francesi non basta dimostrare la loro becera ignoranza sui punti di contatto tra le zone terremotate ed il loro modo di vivere con la pasta scotta di contorno alla carne, o la baguette sottobraccio che prende del sudore d’ascelle.
A questi qui se gli ricordi che hanno per simbolo nazionale, un mega condono edilizio, magari si offendono pure. Magari nemmeno conoscono il Ciauscolo di Visso questi francesi anomali, non so se lo sanno che è un salume con aspetti storici comuni per la sua spalmabilità molto simile ad alcuni patè. A quei francesi come Charlie Ebdo non serve dire che dimostrano ignoranza paritaria a quella dei media italiani o forse, superiore. Falsi satiri affini l’establishment, usano ironia pungente contro i deboli.
A questi europeisti di comodo non occorre ricordare che il problema dell’instabilità africana, la Libia ecc. era stato risolto da un italiano nato in questi luoghi del terremoto che aveva fondato con Eni, un nuovo modo di vedere il mercato delle materie prime, solidale e non speculativo, a differenza di quanto fanno oggi i nuovi coloni, che portano via materie prime in cambio di briciole ed immigrati.

A quelli come Charlie occorre ricordare solo che i terremotati hanno molti trattori, conoscono l’agricoltura perché vivono a contatto con essa, sono espressione reale del ‘terroir’ che spesso in Francia è sovraesposto. Questa parte d’Italia è semplice e alla mano ma è meglio non farli incazzare. Quindi Charlie la satira indirizzala verso i potenti, la satira si fa per questo e, se il messaggio di quella vignetta intendesse enfatizzare quanta inefficienza abbia mostrato lo stato italiano in queste sciagure, avresti pure ragione!

Charlie siamo sotto carnevale il periodo più satirico dell’anno, non fare la satira coi morti falla contro i potenti inetti che governano sia in Italia che in Francia, Charlie vieni nelle nostre zone tra qualche giorno, ti facciamo vedere come ci prendiamo per il culo in Italia, pensa facciamo delle vignette talmente grandi che si muovono e girano pure sopra i carri trainati da trattori come questo qua sopra.

Charlie però ‘famo a capicce’ che sennò la vignetta a non rimane solo una vignetta.

Ah, un’ultima cosa Charlie, Je suis … che te piasse un corbo!
Con affetto! Marco

A proposito di abusi
A proposito di abusi

Ho fatto un sogno… antisismico!

Ho fatto un sogno, di quelli a colori, di quelli che dicono, ci siano più probabilità che si avverino.

Ho sognato un premier in visita di corsa nelle zone stese, affamate, distrutte, colpite, lasciate sole allo sbando senza più nessuna economia da cui ripartire.

Ho sognato Sindaci, che di solito si battono per i loro campanilismi, o storie di politica locale essere uniti dimostrando di non essere i soliti galoppini, perché scossi, resi genuini, magari anche più onesti, a testa alta tutti a resistere. Muri gentili ma solidi, contro i soliti poteri forti!

Di fronte alla propaganda contro una democrazia già fragile perché minata nella sua essenza di società, questo muro di persone rette e coraggiose, persone per bene si erigevano, almeno nel sogno con grandi pretese! E soprattutto con tre domande e una considerazione.

1- “Come ricreiamo la società e l’economia spezzata della montagna, con tutti gli sfollati che stanno al mare?”

2- “Perché i senzatetto che provvedono a sistemarsi autonomamente sono abbandonati due volte, una quando vagano a cercare una roulotte o un container, due, quando scoprono che gli aiuti decorrono dai sopralluoghi di inagibilità vidimati dal sindaco e non dalla data della catastrofe? Così perdono anche un mese.”

3- “Perché non si vedono ancora le urbanizzazioni per i villaggi di casette di legno visto che già nevica?”

…poi la considerazione conseguente…

– “Sandro Pertini, grande padre costituente, 48 ore dopo l’irpinia aveva già, ‘sfanculato’ il Governo – si diceva proprio così nel mio sogno – denunciando le mancanze del post terremoto, Mattarella non lo ha fatto, quindi, lei dovrebbe ritenersi molto fortunato ad andare in quel paese di ‘Sordiana’ memoria solo tra pochi giorni quando l’Italia, se non è del tutto marcita, si recherà in massa alle urne a votare NO perché, lei signor presidente, e tutto il suo governo, ha perso una grande opportunità, quella di essere esempio di cambiamento concreto, dimostrando una Europa forte nei valori sociali in grado di meritare la fiducia del suo popolo. La prova più eccezionale avviene di fronte ad una catastrofe come questa, invece lei e la sua compagnia ha deciso di abbandonarci tutti e continuare a prenderci per il culo! Ma stia sereno, che non ha considerato, stavolta, l’effetto boomerang al ciauscolo!”

Poi mi sono svegliato! Fuori nevicava, la gente sorrideva, come se non fosse mai successo niente!

Credo che ci sia bisogno mai come ora di unità della gente per far ripartire questi posti, l’allusione ai Sindaci nel sogno come persone rette e per bene, vale anche in molti casi nella vita reale, anche se non in tutti. So che in molti di loro hanno fatto e stanno facendo l’impossibile per mantenere in vita questi paesi straziati. Per questo vanno ringraziati veramente!

Benvenuti nel Pulp Sisma!

‘Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.’

In questo periodo è la frase che ci diciamo sempre quando ci incontriamo con un mio amico. Un pezzo di Bibbia reinventato e fatto pronunciare da Quentin Tarantino a uno dei suoi personaggi di ‘Pulp Fiction’ prima di premere il grilletto. Tutti ricorderanno questi passaggi del film.

Inequivocabili mi tornano in mente queste scene nel rivedere le immagini in tv o le notizie dei tg, perché oggi più che mai, danno spazi esagerati a questioni futili o di riflesso; per contro, scorgo quello stato di incertezza tra tutta la gente che vedo intorno a me. È una situazione ‘pulp’ corollata di zone rosse, avamposti di pattuglia in paesi devastati e resi deserti dalle scosse di giorni fa ma che ancora continuano, con tanto di autoblindo delle forze dell’ordine, che almeno ci sono, in assetto antisciacallaggio.

È una caotica routine su come far ripartire l’economia stracciata di una zona prevalentemente agricola e artigianale. È una corsa a rimettere al loro posto le chiese e forse, anche le case, dimenticando, forse troppo, di ricucire nel frattempo, le società identitarie che quasi abbandonate, ancora resistono in questi luoghi. Il sentore è che, sopra alle difficoltà di chi imperterrito continua a far quel che può in questi posti disgraziati, ci sia uno Stato che non vede l’ora che i montanari testardi abbandonino tutto per regalare il territorio a lobby di comodo, allora si che la tragedia avrà il suo effetto conclusivo. Tra le foto degli ori e gli affreschi chic negli interni della Trump tower, non vedo nessuna allegoria al pastore che cerca in ogni modo di rimanere vicino al suo gregge di pecore sopravissane, già minacciate da tempo da problemi di estinzione, mentre è questo che accade oggi sulle alture di Cupi o di Castelsantangelo sul Nera. Non vedo, nei discorsi delle varie o avariate domeniche di spettacolo, nessuno come quei norcini che, anche se rimasti senza niente, stanno cercando in tutti i modi di riparare il prima possibile (trovandone di simili nel frattempo) le cantine di stagionatura dei ciauscoli per cercare di garantire una continuità a pezzi di cultura che valgono quanto un’opera d’arte. Vedo tanta finzione negli occhi impauriti dei miei compaesani che troppo spesso vacillano, io compreso dietro un’insensata routine.

In questa situazione pulp, nel frattempo che i vari cuochi stellati o Farinetti imbacuccati si sono riempiti la bocca di amatriciane solidali, non ho mai notato alcuno citare Giampiero, l’unico a cucinare la Griscia a Grisciano la frazione di Accumoli dove è nata questa tradizione. Lui in mezzo alle macerie ci si è trovato a lottare ed il giorno dopo quel 24 agosto, aiutava la protezione civile a montare le tende nel giardino del suo ristorante. Chissà se oggi ha ancora la forza di combattere per quel pezzo di identità. In questo ‘pulp sisma’ di enunciazioni paradossali di Errani che sembra aver detto che se fossimo giapponesi saremmo tutti evacuati, c’è per fortuna qualche sindaco che spera almeno di riuscire a far continuare a vivere il forno del paese o che allestisce i campi per ospitare i moduli abitativi provvisori, che fino a ieri non erano sicuri. A Gagliole, sotto le crepe della rocca medievale, l’ultimo sindaco comunista d’italia urla al mondo che quel paesino ce la farà a risorgere.

Ai proclami del ‘ricostruiremo tutto com’era’, in questa situazione paradossale è la tigna di montagna degli allevatori, contadini, norcini e artigiani l’unica a non essere deviata e distorta dalla… ‘tirannia degli uomini malvagi e potenti’. Solo loro col coraggio delle azioni intelligenti stanno reggendo le botte della burocrazia dopo le scosse. Per fortuna che esistono perché altrimenti grosse fette di identità territoriale sparirebbero e rimarrebbe solo ‘il grandissimo sdegno’ continuando con pulp fiction, qui oggi c’è un mare di gente che ‘non è mai stata così lontano dallo stare bene!’

Economia impazzita e banchieri che …soffrono!

banche e prestiti - fonte internet
banche e prestiti – fonte internet- Centro studi Unimpresa –

bank-economia

Gli speculatori possono essere innocui se sono delle bolle sopra un flusso regolare di intraprese economiche; ma la situazione è seria se le imprese diventano una bolla sospesa sopra un vortice di speculazioni. Quando l’accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attività di un Casinò, è probabile che le cose vadano male. Se alla Borsa si guarda come a una istituzione la cui funzione sociale appropriata è orientare i nuovi investimenti verso i canali più profittevoli in termini di rendimenti futuri, il successo conquistato da Wall Street non può proprio essere vantato tra gli straordinari trionfi di un capitalismo del laissez faire. Il che non dovrebbe meravigliare, se ho ragione quando sostengo che i migliori cervelli di Wall Street sono in verità orientati a tutt’altri obiettivi. 

(J.M. Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936)

Una morte annunciata? Non sono un economista, semplicemente nutro curiosità verso le cose che accadono. Cose che accadono perché intellettuali del secolo scorso hanno predetto cosa accade se gli speculatori superano l’economia reale.

Succede che, in due parole, il vortice porta via tutto.

Per capirlo non serve essere grandi pensatori o chissà quanto intelligenti. Basta saper osservare. Guardate lo specchietto che ho inserito sopra sui dati delle sofferenze bancarie. Poi, magari perdete altro tempo per capire a chi tolgono i soldi e, tirate le somme. Il risultato sarà tanto eclatante quanto, disperatamente scontato. La classe media sparisce, i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi ma anche sempre più stupidi, oppure sempre più in malafede.

Provo a spiegare il perché.

Se è vero questo specchietto dove le sofferenze bancarie sono relative, per il 70 % a chi si fa prestare oltre 500 mila euro, è ovvio che i tassi d’interesse e le “coperture necessarie” dovrebbero essere molto maggiori se dovessero riguardare alti investimenti. La domanda che mi pongo è quindi la seguente; se il sistema bancario italiano si trova ad avere sofferenze elevate su cifre importanti, chi decide queste grandi operazioni, li fa mai due conti sulla bontà dell’investimento che mette in atto?

Se ci giriamo intorno e ci limitiamo ad osservare il territorio in cui viviamo, credo, che ognuno di noi non farà sforzi a trovare investimenti milionari fatti a dir poco con i piedi (perché dire “alla cazzo di cane” sta brutto se parli di economia), e se vai a cercare informazioni, escono sempre fuori, banchieri, famiglie blasonate e loro camerieri, cioè i politichetti del momento.

Quindi da una parte esiste il vortice della speculazione descritta da Kaynes, e questo vale per Wall Street o per i potentati globali, dall’altra, nel nostro Paese abbiamo una classe dirigente di idioti che ha giocato all’allegro imprenditorone fino adesso con i soldi delle piccole imprese italiane, per lo più artigiani o agricoltori, colpevoli solamente di essersi prostrati troppo

(perché dire “aver leccato il culo” non sta bene in un testo del genere per gli stessi motivi di cui sopra) al ragioniere scribacchino di turno che per 100 mila euro chiedeva obbligazioni o addirittura azioni (e si è visto con Banca Etruria e Banca Marche la fine che hanno fatto i piccoli azionisti); oppure se devi accendere un mutuo di 50 mila euro, comunque hai mille carte da presentare e perizie da mostrare sull’appartamento che acquisti; infine se sei un autotrasportatore o un piccolo artigiano, non ti concedono il fido ma sullo scoperto di poche centinaia di euro ti bombardano di chiamate per farti rientrare e togliendo dalle 3 alle 5 euro al giorno direttamente dal conto che nemmeno gli strozzini, quelli veri fanno così.

Poi però, sul lungo mare, vedi lo scheletro di villette che non si completeranno mai, oppure centri commerciali che spuntano come funghi con negozi semi chiusi dentro, e altre cattedrali nel deserto che nemmeno la fantasia drammatica di un bombardamento potrebbe rendere più spettrali.

Poi fallita anche la banca arrivano i decreti legge delle “new bank” (che tradotto in italiano vuol dire “salva culo”) e si ricomincia di nuovo a far girare la giostra, finché non si calmano le acque, sembra di essersi salvati, invece i segnali sono quelli della calma apparente prima dell’arrivo del vortice che, incontenibile, nel frattempo si è allargato fino a qui e porta via tutto! e poi… il buio! …come una partita di poker “il buio” dell’economia!

Cinepanettonizzati … per fortuna o purtroppo!…è politica?

L'Italia disegnata dagli alberi a Castelluccio di Norcia, sprazzi di BelPaese - foto MarcoCoastarelli-politica
L’Italia disegnata dagli alberi a Castelluccio di Norcia, sprazzi di BelPaese – foto MarcoCostarelli

La Korea del Nord qualche giorno fa ha testato una bomba nucleare miniaturizzata (leggi notizia ANSA). Il motivo dichiarato sembra essere di difesa verso eventuali attacchi degli Stati Uniti o di vari altri oppressori. Obama ha dichiarato che, questa è una prova di forza inaccettabile da parte della Corea del Nord e ha chiesto un coinvolgimento internazionale per circondarli.

Il Presidente del Consiglio italiano invece, ha affermato di aver riso dall’inizio alla fine durante la proiezione del film di Zalone. (articolo)….in tema di politica quindi…..

A dirla tutta questa dichiarazione è la risposta finale di un’intervista uscita sul quotidiano “La Stampa” che vi invito a leggere (link), e che, siccome sulle altre considerazioni di politica non ci ho capito una mazza, perché io sono ignorante, ho riportato solo quello di cui ho capito, quindi che Checco fa ridere; ma leggete l’intervista anche voi che poi si fa la conta di tutti gli ignoranti come me che non capiscono le risposte.

Da quel poco che capisco però, per fortuna o purtroppo, l’Italia non mi sembra aver preso posizioni particolari riguardo le varie guerre in corso, tranne quella solita, che per ovvi motivi non sto qui a spiegare (se non la capite da soli togliete la “s” a “spiegare”, se ancora non l’avete capita, andate aff… e poi non venite a dire – “ahhh ecco cosa voleva dire!” -).

Spero tanto che, con la ripartenza del campionato, i politici tornino a parlare di calcio, almeno forse, siamo salvi, invece che …Salvini.

Tanto la politica estera ce la fa Papa Francesco, unico serio e “libero pensatore” (virgolettato per ovvi motivi religiosi, i suoi) che ci sia rimasto in Italia, con lui  siamo sicuri che nei posti dove si prendono le decisioni, divulga e predica la Pace. Pensandoci bene però, tecnicamente è estero anche lui, è argentino (anche se di origini italiane), vive e lavora presso lo stato della Città del Vaticano.

Comunque io da ignorante laico, gli darei carta bianca nel parlare con i rappresentanti degli altri Stati per conto dell’Italia. Si dai, l’Italia quello stato di simpaticoni, tutto mezzo sgarrupato che sta intorno al Vaticano.

Buona ragione a tutti!

Italiani … siamo una manica di coglioni! (e scusate il francesismo)

spatizione Africa - fonte internet -
Spartizione Africa – fonte Internet –

Siamo una manica di coglioni! Parliamo tutti, ci facciamo le fotine su facebook, rompiamo le palle perché non ci sta bene niente e poi però ci teniamo una classe politica di persone che è raccapricciante.

Tutti contenti perché è uscito di scena Berlusconi e adesso troviamo gente anche peggio. L’italiano medio tende a votare il peggio! Si fa pigliare per il culo, ci si diverte secondo me, è masochismo, di maggioranza e di opposizione!

Se penso che l’opposizione sia Salvini o Grillo, ora come ora piango follemente.

Scrivo questo pezzo perché ho fatto una piccola riflessione poco fa riguardo alla crisi europea e ai legami di forza internazionali tra stati appartenenti all’UE.

Ho iniziato a riflettere e indagare un po’ e mi sono reso conto che dopo l’uccisione di Gheddafi il nostro Paese, l’Italia non ha più rapporti o benefit di carattere NeoColoniale da parte di nessuno stato africano.

L’ENI in Camerun è sparita del tutto, e con essa la politica energetica di Enrico Mattei (un grande visionario, mio concittadino). Personalmente ho notato, nonostante il pochissimo tempo che sono rimasto lì, che la materia prima viene presa pesantemente dai neocolonialisti che abbattono pezzi di foresta come se, …non ci fosse un domani.

Ovviamente la lingua madre li è il Francese, i camion sono tutti di una casa auto Francese fate due conti su chi porta via le materie prime e poi rompe i coglioni e chiude le frontiere a Ventimiglia! E scusate di nuovo per il francesismo!

Quindi da una parte abbiamo la “erre moscia” che porta via materie prime come fanno anche altri stati dell’Europa del nord e noi italiani, che invece non prendiamo manco le briciole, anzi spesso siamo considerati una estensione dell’Africa, fra l’altro, la placca tettonica è la stessa.

Allora in maniera democratica sarebbe una bellissima risoluzione mediatica quella di prendere posizione come Stato membro minacciando l’uscita dell’Italia dall’UE se i neo coloni non approvano interventi LEGISLATIVI presso i loro sovrani di cartone africani, di salvaguardia ambientale e di bonifica delle aree, con finanziamenti propri, cioè degli stati membri (invece di rompere le palle a Ferrero per le palme quando loro tolgono i Baobab ad esempio) l’Italia rimane in Europa altrimenti saluta cortesemente e se ne va!

L’italia sarebbe l’unica in europa nelle condizioni di regolare questa mediazione politica perché ha più credibilità della Grecia e non ha nessun rapporto con le vecchie colonie. Quindi, invece di star li a dibattere sulla moneta unica, forse, un intervento massiccio in quelle zone per “TUTELA AMBIENTALE” e non “CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA” ristabilirebbe un equilibrio tra tutti i paesi della cosiddetta eurozona.

Ma io per i benpensanti “vaneggio” e andassero a cagare anche i benpensanti!

Ninna nanna dei coglioni fino alla fame! … bonanotte!

A volte mi chiedo per chi scrivo, poi ho ascoltato questo video sopra di Proietti che recita “Ninna nanna di Trilussa” che mi sono detto “allora lui per chi scriveva se non per se stesso?” Quindi mi sono rimesso a scrivere.

Forse sono un coglione anche io che continuo quando la maggior parte della gente si è sempre schierata dietro al “forte” di turno. Poi tutti che cerchiamo i poteri forti, li andiamo a cercare senza nemmeno considerare che li alimentiamo noi, li creiamo noi, li sosteniamo noi, tutti noi. Loro si animano della rassegnazione popolare, nel dire “ma almeno s’è fa qualcosa”, nel “vabbè che ce voi fa?” davanti all’ennesimo comizio del politico con la faccia da cretino che arriva a guidare il Paese o i paesi (con la “p” maiuscola o minuscola cambia poco). Gli diamo ossigeno rassegnandoci al dirigente di turno in un’azienda qualsiasi che non ti da risposte ma spesso agevola il complicarsi di un problema fino ad arrivare, ad esempio a trasferire una multinazionale come la Fiat che so… a Detroit ?

Poi c’è l’alternativa politica. Quella di sempre, quella senza proposte intelligenti, progetti o spirito di collaborazione per attivare soluzioni possibili. Quelli che vivono di frasi fatte tipo “l’Italia potrebbe vivere solo di turismo”. Ho fatto un patto con me stesso e il prossimo che sento dire questa frase lo prendo a calci in culo. Pensate che è stata utilizzata da tutti i governi democristiani, probabilmente è di stampo andreottiano, ripetuta ogni volta che si andava allargando un cantiere industriale a scapito di qualche spiaggia del sud Italia.

Altra frase di merda è quella che dice “dobbiamo sostenere il km zero” oppure promuovere i “prodotti tipici”. Sul  “non significato” della parola “prodotti tipici”, nemmeno ci perdo tempo. Invece è interessante analizzare la puttanata del km zero! Spiegatemi che vuol dire no? Se sei di fianco ad una zona industriale che vuoi coltivare? Oppure quei geni “politically correct” che nelle mense dei bambini metterebbe solo prodotti IGP, DOC o DOP, in pratica solo formaggi, salumi e vino, e a leggere l’ottanta per cento dei disciplinari di produzione si preferirebbe andare a mangiare 8 giorni su sette al “mc drive”. Quindi per non essere solo critici ma costruttivi non sarà ora che qualche sapientone “movimentista”, “sindacalista” o “neo-anticonformista”, “Hypster” o “politichetto de borgata”, iniziasse a pretendere investimenti seri su progetti interessanti per la tutela REALE delle “identità locali”, dei “giacimenti gastronomici o artigianali”, conservazione delle “cultivar” ?(che di sto passo ne rimangono solo quelle delle culture massive). Oppure creazione e promozione di eventi fatti con criterio senza scimmiottature o prese di posizione per semplice lesa maestà da quelche politicaio o polisempronio? Altrimenti come si esce dalla crisi in questa nazione?

Dice: “Ma tu basta che parli e poi che fai?” – risposta – “Io in passato ho fatto molte cose a favore di questo, mi sarebbe piaciuto continuare in quel lavoro che era prioritariamente la mia passione! Non ho potuto per una questione di marchette! Politichetta e puttanai vari! Ma i risultati io a casa li ho portati sempre, con i progetti che ho messo in atto, basta che scorriate indietro e qualcosa troverete anche qui sul blog! Ah sono tutti ancora buoni!”

Oggi l’oligarchia politico/dirigenziale non vuole sviluppare progetti innovativi, perché la classe dirigente si è auto formata grazie anche alla gente che tendenzialmente è sempre più cogliona, segue il coglione che urla di più, non ragiona le soluzioni, ma tifa addirittura per la divisione partitocratica che alla fine non dice assolutamente una “beneamata minchia!”

Ecco allora che il senso delle istituzioni non può che disgregarsi dietro la totale complicità del popolo coglione, che se tale rimane, è inutile che si lamenta.

Contro l’ISIS non mi stupirei se ci mandassero Iron Man!

mandarino di Iron Man 3 - fonte internet
mandarino di Iron Man 3 – fonte internet
uccisione prigioniero - fonte internet
uccisione prigioniero – fonte internet

Ho visto la pantomima del video diffuso dall’ISIS quello di 4 minuti e passa che ovviamente YouTube ha tolto perché le immagini sono troppo “crude”. I giornalai italiani lo hanno censurato nei pezzi più “cruenti” secondo loro. Paradossalmente anche la stessa ISIS lo ha diffuso censurato, infatti non si vede nemmeno uno schizzo di sangue dal video “ufficiale”.

Ora, premetto che le vittime di guerra vanno rispettate e quindi mi sento di fare sincere condoglianze a tutte le famiglie che hanno avuto caduti di ogni guerra ed in tutto il mondo, ma il video integrale che tutti i media ufficiali hanno bandito come cruento, terribile ecc. per quel che ho potuto notare, non sembra proprio tale, ne tanto meno reale (clikkate qui e se non lo hanno rimosso lo vedete).  Al minuto 4.30 si interrompe l’immagine dopo che il boia inizia a tagliare il collo al prigioniero con il pugnale di Rambo sfregando più di 3 volte la lama da destra a sinistra all’altezza della giugulare, non esce nemmeno una goccia di sangue. Poi l’immagine sfuma e riappare la fotografia della testa sopra al corpo della vittima che, a mio parere sembra più un manichino in un set cinematografico.

Inoltre dubbi ulteriori saltano fuori quando ti rendi conto che diventa difficoltoso trovare queste pseudo versioni integrali, cosiddette cruente, per lasciare solo quelle censurate che, proprio perché tali, non evidenziano quelli che, a guardarli meglio sembrano errori macroscopici di sceneggiatura, piuttosto che omicidi in diretta di prigionieri.

Non sono un sadico ma ci sono scene più cruente rispetto a quelle che si possono vedere nel video dell’ISIS, sui film di Hollywood, come ad esempio Iron Man 3 che nella sua trama sembra dare indizi su come possa essersi sviluppata questa vicenda. Lo stesso film infatti racconta di uno pseudo terrorista “il mandarino” che in realtà era un “attoruncolo” di teatro da quattro soldi assoldato da un gruppo di interesse ad inviare video solo per speculazioni effettive contro Iron Man e la nazione. (Link al trailer)

Ora nessuno sembra avere la certezza riguardo alla veridicità di questo video ma chiedo, se sia essere possibile che non venga in mente a nessuno di fermare immediatamente questo strazio ritirando le azioni di guerra perché vanno a colpire proprio quelle genti che non hanno colpe, oltre a quelle di essere nate in un lembo di terra inzuppato di sangue, da sempre.

Inoltre se quelli di ISIS sono cosi cattivi, perché censurano loro stessi le riprese di esecuzioni capitali? Perché non diffondono il video per intero? Perché la notizia non rimane chiara e lampante? perché escono fuori questi dubbi guardando il video? Forse perché queste organizzazioni sono solo lo specchio di poteri economici che non sanno più come muovere la bilancia speculativa dei mercati azionari? O forse perché dobbiamo trovare altre scuse per rimanere a rompere le palle in quelle zone?

Quando si arriva alla spettacolarizzazione del conflitto, alla sua virtualizzazione, nel contesto di una guerra altamente asimmetrica, dove, da una parte arrivano con i droni e dall’altra si fanno esplodere, o al massimo hanno due carri armati per fare la guerra, com’è possibile non avere dubbi sui moventi? Come si fa a non chiedersi che le ragioni di queste azioni non vadano al di fuori del contesto religioso? Senza tanti giri di parole, o inutili ricorsi alla storia o quant’altro propedeutico all’introduzione di stupidi dibattiti, che creano caos dentro le ignoranze partitocratiche di tutti i paesi dell’occidente, l’unico fine certo diventa per logica, quello di muovere le speculazioni sul mercato delle armi in larga scala.

Possibile che con tutta la tecnologia esistente non si riesca a togliere questo cancro di delinquenza internazionale, colpevole di guerre che non hanno nulla a che fare con i popoli colpiti, ma sono solo la conferma di rapporti di equilibri macroeconomici su larga scala.

P.S. Chiaramente ribadisco la mia netta posizione contro la guerra e la solidarietà a tutte le genti coinvolte nei conflitti. Credo che paragoni come questo articolo possano essere un semplice spunto per ragionare su diverse prospettive e punti di vista. Ribadisco che la mia non VUOLE assolutamente essere una presa di posizione verso una fazione piuttosto che un’altra!!!