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Rifiuto la scheda e vado avanti. Perché le scarpe me le faccio fare da chi dico io!

Le mie scarpe fatte interamente da Stefano Minetti (hanno due anni e vi assicuro che non le tratto bene per niente ma guardate che belle che sono)
Le mie scarpe fatte interamente da Stefano Minetti (hanno due anni e vi assicuro che non le tratto bene per niente ma guardate che belle che sono)

Al termine di una campagna elettorale caratterizzata dal peggio del peggio, porchette varie e programmi zero da parte di tutti i gruppi che si presentano (per onor di cronaca nel paesello, solo il movimento 5 stelle non ha offerto la porchetta), ho deciso che se proprio devo farmi fare le scarpe da qualcuno, me le faccio fare, come ho fatto quasi due anni fa, da un amico vero.

Stefano Minetti fa anche accessori su misura ma dovete corteggiarlo perché lui odia stare al centro dell'attenzione.
Stefano Minetti fa anche accessori su misura ma dovete corteggiarlo perché lui odia stare al centro dell’attenzione.

Stefano Minetti, un calzolaio Matelicese, uno di quegli artisti che creano da “zero” prodotti reali a “km zero” e, udite udite… interamente con le sue mani!

Prima di essere un grande artigiano è una persona di un’estrema levatura culturale ed è anche uno dei pochi che il suo mestiere lo sa fare bene! (le scarpe in foto hanno quasi due anni di maltrattamenti e sono ancora “IperComode”). Mi viene anche lo slogan.

“Solo da Stefano Minetti farsi fare le scarpe diventa un piacere.” 

Comunque cerchiamo di tornare seri (cosa che mi riesce spesso male). Franco Battiato in un dichiarazione di oggi al Messaggero (link) ha detto:

“Spesso chi fa andare avanti il Paese non vota, gli altri sono solo ladri (…) Grillo è una delle novità più interessanti, ma c’è una percentuale di oscuro che mi lascia perplesso”  

Franco Battiato - Fonte Internet
Franco Battiato – Fonte Internet

Stando a questa dichiarazione riportata sul giornale, posso tranquillamente affermare di condividerla appieno. Nessuno in questa campagna elettorale ha mostrato un minimo accenno ai problemi reali. Solo chiacchiere e slogan di marketing elettorale a tutti i livelli, con alle spalle un Paese ridotto ai minimi termini.

Quindi rifiuto la scheda e vado avanti, faccio astensionismo attivo perché ho cercato di pre-occuparmi, cioè “occuparmene prima” della “Politica”, prima che i giochi fossero fatti per non sentirmi un qualunquista, mi sono accorto di aver trovato un vuoto di argomenti pneumatico; da una parte chi si lamenta senza fare nulla e, dall’altra, chi fa proposte così tanto per farle.

Ho concluso pensando che forse il problema è che fa schifo la gente ma non ci voglio credere, nonostante tutto.

Vivo in un paese di 10 mila abitanti, con un centro storico spettacolare, e un bel clima, ma ci pisciamo sopra. Siamo lascivi, accogliamo chi ci prende per il culo e cacciamo via chi ci stima. Forse è nel DNA di un matelicese essere così.

Comunque i veterani della politichetta locale, per la maggior parte galoppini dei partiti, quando proponevo incontri tematici per costruire un programma condiviso e argomentato sui contenuti, mi rispondevano insultando e dopo avermi insultato, dicendomi che ero io il provocatore e che gli argomenti da scrivere sul programma si potevano scaricare da internet senza farla troppo lunga. Quando ho ribattuto che qualcosa l’ho anche scritta qui sul blog e, se qualora ne avessero avuto desiderio, avrebbero potuto copiare tranquillamente da qui, sono divenuto “quello da evitare” ad ogni costo più della lebbra.

Per fortuna che qualcuno si ricorda ancora che cosa abbiamo fatto insieme ad un gruppetto di amici (link) (link) (link), anni indietro per cercare di dare un minimo di slancio turistico e di apertura mentale alla cittadina in cui, anche se scomodo, ci vivo ancora. La partitocrazia, gli speculatori e gli egoisti oggi hanno depresso, “scoglionato” e di fatto, bandito questa parte buona, oscurandola, tenendola rilegata dietro ad un telo di plastica fatto di manifesti elettorali, di leva su paure varie, fregandosene, sembra sia in voga la proposta esclusiva del loro “Egocentrismo” fatto di nullità e nessuna aspettativa di interesse sociale, comunitario ed umano.

Allora come ho già fatto da tempo, visto che chi ha idee e le mette in pratica, qui viene preso a calci in culo a tutto vantaggio degli speculatori e dei ruffiani di turno e, visto che non mi faccio ora, e tanto meno mi farò comprare (MAI!!!)  dal primo politicante di turno con la porchetta, decido il mio rifiuto della scheda applicando l’astensionismo attivo (potete vedere cosa ho fatto e come si attua leggendo qui, qui e qui). Se sarò il solo a farlo non me ne potrà fregar di meno!

Nella mia casella di fianco al numero della tessera elettorale ci sarà scritto “Nessuno dei candidati mi rappresenta”.

Ho rammarico perché avrei voluto votare Movimento a 5 Stelle perché su Grillo e sulla volontà di costruire contenuti insieme alle persone e, per le persone, ci credo, ma non è stata chiara la composizione della lista civica e tutto il processo di composizione del programma e anche loro non hanno, almeno in questa zona, fatto niente nel verso della costruzione di idee necessarie e realizzabili. Rimangono comunque i “meno peggio”. Per questo, a maggior ragione si rafforza il mio rifiuto della scheda di voto.

Sono convinto che non ci sarà crescita se non si inizia ad aprire un processo di dialogo vero su forma, sostanza e contenuti, partecipazione sociale e soprattutto offrendo spazio ad idee innovative e competenze reali e non sbandierate, sotto ogni punto di vista.

Non vedo nulla di tutto questo. Vedo solo autoreferenzialità.

Quindi la morale è che le scarpe, quelle fatte bene, io me le faccio fare solo Stefano Minetti.

A proposito, lo trovate nella sua bottega davanti alla chiesa di Santa Maria a Matelica.

La voglia di non mettersi in discussione.

Libertà e idee - Acrilico su tavola - Marco Costarelli (cioè io)
Libertà e idee – Acrilico su tavola – Marco Costarelli (cioè io)

Sarà per via di una mia voglia di protagonismo, sarà perché se non deleghi il tuo essere ad una istituzione oppure ad un credo che lo fa al posto tuo, capita che rimani spesso a pensare e a riflettere su chi sei e quale sia il tuo scopo di vita.

Sarà che a volte trovi più autentico un dibattito venuto fuori da una riflessione tra 4 amici, in una serata grigia e, per certi aspetti surreale, dove però riesci a capire i tanti aspetti contrastanti delle persone che ti stanno attorno.

Capisci chi non vuole mettersi in discussione. La volontà di dare per scontato quello che c’è, che sta li e basta, che per tanti, troppi è così e basta!

Non è possibile cambiare, anche se io lo spero sempre e comunque.

Di fondo è un atteggiamento mentale di chiusura ai pensieri altrui che porta la gente ad essere dissociata, cinica falsamente altruista, conforme alle regole anche se non ne sono inclini.

Allora capita che diviene routine chi si suicida per pagare le tasse, chi non arriva più a fine mese non fa manco più notizia. Non se ne parla più perché inizia lo spettacolo delle promesse fasulle. Si rispolverano le vetrine dei negozi, non più per vendere oggetti o manufatti ma semplicemente faccioni elettorali a cui per comodo, diamo la delega del nostro menefreghismo.

Guardate le campagne elettorali, tutti “Cetto La Qualunque” che propinano la propria persona, il proprio essere al di la delle cose, degli argomenti. Allora i programmi li scarichi da internet, fai copia incolla e ti fai il tuo personaggio adatto a tutte le circostanze. E’ questa la rovina della società, quella di essere talmente asettici a qualsiasi cosa si proponga, che non segua la corrente, che ne sia magari contraria nei modi di fare o di agire, che automaticamente sei fuori dal giro, diventi da oscurare, da lasciare in disparte.

E la colpa qual è? …forse è quella di esprimere un pensiero? 

Internet sta diventando una bilancia eccezionale nel verificare i rapporti di pensiero. Ci sono quelli che continuamente si mettono in discussione, come me, come molti altri sulla piattaforma. Scritti che possono anche essere contestati o dibattuti e in contrasto, altri che scelgono la via breve delle immagini, o del “cool”, della firma a tutti i costi o degli “status symbol”. Chi non è conforme a questo è fuori. Chi se ne sbatte delle regole propedeutiche alla vendita di se stessi è fuori.

Attenzione non si è più anticonformisti come nel ’68, non è più considerato “altro”, è semplicemente fuori dal coro. Chi non si impone con il denaro nella macchina dei consensi di oggi, se cerca di farlo semplicemente con le idee è fuori. Automaticamente. Inevitabilmente. O fai il galoppino o sei fuori. Poi ci sono quelli che il loro modo di ragionare e di esprimere creatività, che è l’unica cosa che ci distingue dagli animali, la danno in prestito oppure in delega a qualcun altro. Ieri sera ne ho avuto la dimostrazione palese.

Buon fine settimana a tutti.

La Grande Pochezza!

La Grande Bellezza - Fonte Internet -
La Grande Bellezza – Fonte Internet –
La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. –  Jep Gambardella – La Grande Bellezza
Ma che gran figata che è sta frase. La metto in pratica anche io che ne ho 35 da oggi. Tutti critici cinematografici dopo l’Oscar al film di Sorrentino. Sui social network leggi commenti da parte di tutti. Parlano e soprattutto criticano il film. In tantissimi sparlano o dicono che sia semplicemente brutto. Non capisco la gente o forse il vero problema è che comincia proprio a fare schifo. Senza ipocrisie dovremmo iniziare a migliorarci tutti in questo senso, senza più puntare il dito solamente contro agli altri. L’autocritica io con me stesso la faccio tutti i giorni, forse sono un egocentrico, vivo nel mio mondo oppure, non lo so; ma posso dire semplicemente che ci credo ancora nella possibilità di costruire qualcosa di migliore assieme a chi abbia ancora un briciolo di libero pensiero. Accendi la TV e senti di politici che le sparano grosse sul fatto che l’oscar al film sia un motivo addirittura di ripartenza nazionale. Mi chiedo. Ma la gente lo ha visto tutto il film? Ha capito il messaggio? E’ la fotografia di un’Italia marcia, schiava delle sue corruzioni, drogata di nulla. Una naturale evoluzione della Dolce Vita di Fellini dove venivano fotografati i bar della Via Veneto di oltre 60 anni fa; adesso la festa si sposta nel super attico di fronte alla storica insegna “Martini”, un distacco completo dal resto quindi non più sulla strada ma in un posto “altro”. In quel film ci ho letto l’evoluzione e l’innalzamento del degrado, la grande ipocrisia della vanità dove però chi ne esce vincente è chi alla fine, porta avanti concetti, tornando a proporre contenuti. Il protagonista si rimette a scrivere e s’interroga sugli sprazzi della bellezza. Atmosfere quasi surreali per descrivere ed analizzare la parte introspettiva di un pezzo di mondo, come l’Italia, guidato da chi preferisce apparire più che essere. Frivolezze e rapporti frapposti pesantemente a valori e contenuti. Una stoccata enorme all’essere radical chic oggi “paradossalmente tipico” della sinistra. Un invito a riflettere sui valori reali più che al resto. La cornice di Roma “Eterna Bellezza” usata come contenitore di gente vuota, anime perse, di cui avere compassione piuttosto che ammirazione. Ma io direi che non solo a Roma succede così. Oggi sembra sia vietato pensare, riflettere e confrontarsi in ogni ambiente. Ogni mossa sembra solo dover essere relegata nella sfrenata pochezza dei rapporti, dei contatti, del saper comunicare. Del “saper fare e saper comunicare” di “Renzino”. Magari poi non comunichi nessun argomento, ma l’importante è che lo fai bene, se hai un giubbino di pelle e le mani in tasca sei più trendy e quindi la gente, la pigli meglio per il “cool”. Allora questa è la “Grande pochezza” di chi oggi si nasconde dietro marchi, slogan e capri espiatori più o meno attendibili. Questo secondo me, che non sono un critico cinematografico, è il messaggio posto in essere da Sorrentino. Non credo che tutti quelli degli ambienti “alti” lo abbiano colto. Ma la “grande tristezza” è che non credo che lo abbia inteso, questo messaggio, manco la maggior parte della gente che arranca per arrivare a fine mese. Che peccato. Forse invece gli americani si, magari hanno capito loro, o forse gli hanno dato l’oscar per sbaglio.
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Una “non” nitida bellezza.

stenopiazza - di Enea Francia
La stenopiazza – di Enea Francia

Questa foto è una figata!

In primis perché è l’immagine della piazza centrale della mia Matelica. La chiesa delle Anime Purganti che predomina le altezze dello sfondo, l’ampiezza elegante di Palazzo De Sanctis che si affianca sulla sinistra e, davanti la lucentezza candida della fontana ottagonale. In questa prospettiva si compensano e si evidenziano i contrasti di chiaro scuro, unici nel gioco delle forme di questa architettura particolare, elegantemente equilibrata dagli opposti e, per questo unica!

Quello che fa la differenza di questa immagine a mio avviso è la visione d’insieme omogenea che non è nitida ma nemmeno sfuocata, sembra che richiami la vista che si ha quando si sogna. Contorni saturi di luce ma non ben definiti.

Con il mio amico Enea tempo fa, abbiamo fatto una macchina fotografica di cartone. Ebbene si, incredibile ma vero, ha anche funzionato. Certo non è una reflex ultimo modello, la nitidezza delle immagini non è propriamente il suo punto di forza, però alla fine un paio di foto belle sono uscite fuori. Una è questa qui sopra.

La stenoscopia è un procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione di immagini. La fotocamera utilizza un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, dotato di uno stretto foro), in pratica un semplice foro posizionato al centro di un lato della fotocamera, come obiettivo.

La fotocamera con foro stenopeico produce immagini poco nitide, perché i raggi luminosi provenienti dal soggetto divergono e creano piccoli cerchi. Aumentare la nitidezza richiederebbe una diminuzione del diametro e dello spessore del foro, aumentando al contempo i già prolungati tempi di esposizione. Un foro troppo stretto comporta inoltre la comparsa di problemi di diffrazione. La nitidezza, seppur non eccelsa, si estende per tutti gli oggetti inquadrati, creando una profondità di campo illimitata. Un ulteriore vantaggio determinante alla diffusione di questa tecnica, è il costo estremamente basso degli strumenti e della facilità di costruzione in proprio.

In sostanza più è piccolo il foro più tutti quanti i piani rimangono sullo stesso livello. Tranne chi ovviamente sta dietro l’obiettivo.

Guarda un po’, in pratica il meccanismo è lo stesso della società di oggi. Chi comanda l’obiettivo sta fuori dal piano espositivo e si fa allegramente i cazzi suoi, mentre la profondità del campo della crisi sociale tocca, a pari grado, tutti i livelli.

Benvenuti nella società stenopeica.

“Essere umano” oppure “apparire umano”? Questo è il problema!

Uomo Vitruviano - fonte internet
Uomo Vitruviano – fonte internet

Vivo in una società di ipocrisia dove non c’è più differenza tra affetto, affettato e interesse!
Tutto gira attorno ad emozioni indotte. Nessuno vede più la straordinaria bellezza che germoglia dentro le piccole cose! Credo in sostanza, che siamo talmente bombardati da emozioni indotte che non sappiamo più distinguere cosa sia prioritario e cosa no.
Se domattina non esistesse più il “concetto di denaro”, cosa fareste? Io è un po’ di tempo che mi pongo questa domanda incessantemente. Sono arrivato alla conclusione che, forse, avere coscienza di ciò che siamo prescinde qualsiasi forma di rapporto umano, che sia esso professionale o di amicizia.

Oggi mi è capitato di riflettere su come e quanto siano deboli, insicuri e labili i rapporti umani che si vengono a costruire fra le persone. Quanto siano superficiali i discorsi anche “tecnici” che vengono intrapresi. Viviamo un momento storico che, secondo me, manca di fiducia nell’uomo e nella sua intelligenza e creatività artistica. Tutto per effetto di uno schema economico che viene preso come pretesto per far continuare un sistema che, seppur abbia evidentemente mostrato i suoi fallimenti da anni, purtroppo ancora viene pompato da chi si sta arricchendo galleggiando in questo mare di povertà intellettiva e intellettuale.

Fateci caso, la centralità di tutto non sta più nell’essere umano ma nella sua immagine, tanto che si potrebbe cambiare nome, da “essere umano” ad “apparire umano”. Tutto questo è veramente deprimente, andiamo incontro all’autodistruzione per questa sorta di “egoismo infinito e collettivo”, dove alla fine l’obiettivo non è nemmeno più soddisfare se stessi, ma alimentare la propria immagine “di tendenza” verso la società. Un egoismo “conto terzi” pompato da messaggi pubblicitari, da ogni tipo di marketing, utile tanto a soddisfare quanto più ad allontanarci dalla ricerca della felicità. Non si ha più rispetto degli ultimi, la necessità prioritaria è quella del lavoro ad ogni costo, fregandosene altamente del concetto stesso di lavoro, della dignità o l’onestà intellettuale con cui viene svolto. Così si tira a campare e non si vive. Io personalmente sogno di vivere.

Se anche fosse, cosa cambia?

Tutti affannati a preoccuparsi della fine del mondo! Tutti temono la propria pellaccia! La mia domanda è: se anche fosse così, cosa cambierebbe?

Gente!!! Guardatevi attorno, rendetevi conto che la società già è finita grazie alla rassegnazione! Egoismi all’ennesima potenza! Me ne sono accorto addirittura io che sono un egoista cronico!

Sono uscito mezz’ora fa a far due passi in centro. Era poco più che mezzanotte, per strada non c’era nessuno … ed è solo venerdì sera!! Evidentemente stanno tutti a scaldarsi il culo in casa, a seguire imperterriti la loro solitudine. Mi domando se è possibile che si sia ridotta così la società, vorrei risposte, almeno qui!

Mi chiedo se esiste ancora qualche stronzo che si fa due domande su quanto era bello stare insieme, giocare a carte dentro un bar, scherzare, ridere, dialogare, ubriacarsi e magari pure litigare! In poche parole, riuscire ad emozionarsi per le piccole cose. Possibile che non ci sia più niente di tutto questo, solo soldi e ipocrisia?

Falsità, minacce, piccolezze, fandonie e interessi propri inseguiti imperterriti, come se fossero priorità assolute!

Tutti più poveri dentro. Solo pochi più ricchi, ma solo fuori! Sono quelli che grazie al nostro egoismo solitario costruiscono palazzi o magari centrali chimiche.

Io non ci voglio credere che sia arrivata prima la fine della società rispetto alla “ipotetica” ma se sono queste le premesse, inevitabilmente già arrivata, fine del mondo. Smentitemi per favore!

Ieri sera ho assistito ad una commedia logorroica su come viene amministrato il mio paesello! Un gruppo dirigente di Amministratori  e consiglieri che a chiamarli inopportuni sarebbe fargli un complimento. Una serie di motivazioni addotte per far passare l’idea che lo sviluppo sia sinonimo di impianti insalubri che nemmeno “Cetto La Qualunque” avrebbe tanta fantasia. Unico sollievo un gruppo di opposizione concreto ma purtroppo disarmato per via di consiglieri di maggioranza esclusivamente animati dal loro senso di parte e non sicuramente dalla logica della ragione! Sembrava essere tornati al medio evo!

Mi domando come sia possibile che il resto della gente non si faccia nemmeno vedere nonostante tutta questa merda che gli viene scaricata addosso?

I fondamenti di un partito che oggi non esiste più, la DC, (…pensate non i comunisti e nemmeno i socialisti!!!), sancivano nel 1943 presso il monastero di Camaldoli i seguenti punti.

“Qualora lo Stato emani una legge ingiusta, i sudditi non sono tenuti a obbedire, ma possono essere tenuti ad attuare quanto la legge dispone per motivi superiori. Se l’oggetto della legge è immorale, cioè lede la dignità umana o è in aperto confitto con la legge di Dio, ciascuno è obbligato in coscienza a non obbedire“.

Finché nella società ci siano dei mèmbri che mancano del necessario, è dovere fondamentale della società provvedere; sia con la carità privata, sia con le istituzioni di carità private, sia con altri mezzi, compresa la limitazione della proprietà dei beni non necessari, nella misura occorrente a provvedere al bisogno degli indigenti“.

Un buon sistema economico deve evitare l’arricchimento eccessivo che rechi danno a un’equa distribuzione; e in ogni caso deve impedire che attraverso il controllo di pochi su concentramenti di ricchezza, si verifichi lo strapotere di piccoli gruppi sull’economia“.

Gente, spero che qualche fiammella accesa ancora ci sia, tenetela accesa e alimentatela, la passione, la voglia di esserci, di partecipare, di vivere sono presupposti fondamentali dell’umanità. Se li spegniamo, tanto vale davvero che il mondo finisca prima possibile!

Per rabbia e per passione!

E’ più di un anno che non scrivo in questo mio blog. Qualcosa è cambiato. Per lo più d’aspetto. Anche io sono cambiato. Mi accorgo di essere più arido di prima. Più egoista, forse anche più brutto. Inizio a innamorarmi di frivolezze, non mi sento più profondo di come invece ero prima.

Forse il problema è proprio quello di non riuscire più ad innamorarmi delle piccole cose. Forse la tragedia è proprio  quella di lasciarsi vivere invece di vivere sul serio.

Mentre la società è alla deriva il mio delirio risulta incomprensibile. Sogno più onestà d’animo, la cerco negli altri ma non la trovo in me.

Derido me stesso a volte perché mi sento disarmato e sormontato da tanti, più egoisti di me.

Alcuni dicono che il problema è che oggi inizia a fare schifo proprio la gente. Probabilmente se non voglio far parte anche io di questa merda, devo reagire mettendoci tutta la rabbia e la passione che ho!

W il futuro! …doh!

Cervello di Homer - fonte - Internet
Cervello di Homer – fonte – Internet

Siamo nel mezzo di una bufera assurda della politica italiana.

Una oligarchia di pochissime persone che se la cantano e se la suonano. Muri di gomma ovunque. Piccole imprese in crisi dappertutto. Una infinità di frasi fatte, decontestualizzate con la realtà, insomma, credo sia proprio il caso di dirlo di questi tempi; circondati da una serie di “puttanate” belle e buone.

Trovare lavoro è un’impresa talmente ardua che la gente quando gli proponi un curriculum ti guarda come se fossi un terrorista.

Nel frattempo amministratori delegati percepiscono 450 volte tanto lo stipendio di un operaio, pontificano alleanze senza avere nessun tipo di contrasti reali. Ragazzi lasciati sempre più soli con questa idea ereditata dal passato di creare il nulla dal nulla.

La condizione della donna è esclusivamente relegata ad “oggetto da parata” mentre gli uomini sono sempre più codardi. Gli anziani sono sempre più “vecchi” e meno “saggi”. Quelli della cosiddetta generazione “post 68” sempre più egoisti nei confronti di una generazione di giovani “bimbiminkia” che chiameremo anche … sigh! … “post Grande Fratello”

Possibile mai che non sia proprio possibile una coscienza collettiva?

Spero tanto di non essere costretto a rassegnarmi all’assioma di Cole che recita cosi:

La somma dell’intelligenza sulla Terra e’ costante; la popolazione e’ in aumento.

E’ il trionfo dell’apparire sull’ESSERE !

La “Puffeconomia” ovvero l’economia dei Puffi.

(nel 2011 in programma ci sarà il film dei Puffi!!! Perchè i Puffi vanno! Approfondimenti sul film in uscita per la settembre del 2011 quiqui e soprattutto sul sito ufficiale)

Io da piccolo giocavo spesso con i Puffi. Ricordo che ogni volta che i miei nonni, i miei genitori o qualche parente me ne regalavano uno nuovo, per me era una festa. Come molti bambini degli anni ottanta ero completamente preso da tre tipologie di giocattoli soprattutto; i Puffi, i Masters e le sorpresine del Mulino Bianco. L’altro giorno sono salito nella soffitta di casa di mia nonna per rovistare fra i ricordi di un periodo, la mia infanzia che, sembra non voglia staccarsi ancora da me, (sarà la Sindrome di Peter Pan?); addirittura mi sono messo a riordinare tutti questi pupazzetti blu e a catalogarli. Non sono un vero e proprio collezionista ma, spinto da alcuni discorsi fra amici, mi sono convinto a sistemare questi miei oggetti d’infanzia. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che paradossalmente i miei “Piccoli Puffi” sono stati proprio un buon investimento. Mi hanno fatto divertire e, non nascondo che ancora oggi, ogni tanto ci gioco ancora, inoltre non sono nemmeno calati di valore!!! Anzi qualche pezzo è aumentato di molto rispetto alla quotazione “a nuovo”. Dalle notizie trovate in rete il loro valore medio si aggira attorno ai 5 euro tranne i pezzi unici che arrivano a superare, in certi casi, anche di molto i 1000 euro. Dal divertimento nudo e crudo ho iniziato a riflettere sulla qualità dell’investimento. Ho dedotto che un Puffo in discrete condizioni mantiene il suo valore e alcuni lo accrescono addirittura in certi casi anche molto più del 200%. Quale investimento rende così oggi? Nessuno. Lo stesso discorso vale per i Masters. Chi ci avrebbe mai creduto che uno degli acquisti più proficui degli anni ottanta sarebbero stati i giocattoli? Se ci riflettiamo bene infatti  se dovessimo considerare le mode di quei tempi arriveremmo alla conclusione che comprare un’auto “superaccessoriata” o “full optional” oggi non ripagherebbe affatto la spesa. Infatti un Audi 80 ad esempio, non potrà mai essere rivenduta oggi  al prezzo con cui è stata acquistata. Solo le case e i pezzi d’arte o il cosiddetto “modernariato” reggono il passo dei Puffi o dei Masters in proporzione al valore aggiunto. Ovviamente la vendibilità di una collezione di giocattoli sarà sicuramente ridotta, tuttavia sapere di possedere pezzi che hanno un valore oggettivo oltre che affettivo è rincuorate. Quindi genitori comperate giocattoli ai vostri bambini quando indicano lo scaffale e chissà che domani non scoprirete di aver fatto anche un buon investimento.

La crisi o la ripresa?

"Giochi di Luce" di Moira e Marco Costarelli
"Giochi di Luce" di Moira e Marco Costarelli

Per questo post ringrazio Andrea per quello che ha visto in giro per il nord-est, Gionata per un commento interessante in questo blog e Paolo per una riflessione che abbiamo fatto ieri sera al telefono.

Non bastano più i soldi per comprarsi il consenso! Aumentano gli ordini nelle aziende di qualche settore specifico, soprattutto del nord-est, negli ultimi due mesi! La first Lady della Casa Bianca prenota in Spagna 60 stanze! Ci sono parecchie analogie fra il giorno d’oggi e il 1922!

Questi gli argomenti. Ora componiamo il puzzle. La notizia della ripresa nella produzione industriale negli ultimi due mesi sembra essere reale e, oltre alla conferma visiva del mio amico, anche il centro studi “Confindustria” dichiara “Accelera il recupero della produzione industriale in luglio con un aumento dell’1,2% rispetto al dato dello scorso giugno – ricordando anche che – a giugno si era avuta una variazione dell’1,1% su maggio” (dati destagionalizzati).

Il problema potrebbe essere a monte, alla produzione. Serve realmente alla società immettere sul mercato tutti questi prodotti? Bisogna capire la differenza eclatante e sottile fra due  espressioni “il benessere” e “l’Essere bene” come ha sottolineato spesso un grande giornalista economico, Carlo Cambi e dimostra tutti i giorni invece col suo lavoro di medico un mio amico in particolare. Seppure possa sembrare solo un gioco di parole, sono due concetti estremamente diversi fra loro. Il primo porta ad un’accelerazione nei consumi, esempio “Ho lo stress per il lavoro? Vado in vacanza in un centro benessere” Il secondo, invece, tende a vagliare sulla costante qualità della vita. Ridurre la frenesia dello stress quotidiano non farebbe ricadere la scelta vacanze quasi esclusivamente verso il centro benessere, semplicemente perché non ci sarebbe stress da scaricare. Ovvio che questo è solo un esempio per focalizzare il significato dei 2 termini e, soprattutto, iniziare a valutare ognuno di noi internamente, quali siano davvero le cose importanti e necessarie per vivere (e questa si che sarebbe una vera rivoluzione democratica !!!). Sarebbe la vera ripresa dalla crisi che non è esclusivamente economica ma soprattutto sociale. Quindi deve riuscirci la società, senza prendere nessun riferimento di Leader o altro, solo con la coscienza di ognuno di noi. Obama è stato eletto come il possibile uomo del cambiamento, uno di colore alla Casa Bianca, una speranza per una società in crisi ecc. Un mese fa il mondo ha criticato L’A.I. della BP che in piena emergenza per il disastro sull’oceano andava in regata. Oggi in piena recessione economica la first Lady prenota in Spagna 60 camere per le sue vacanze? Abbiamo bisogno davvero di esempi del genere o ce le sappiamo rimboccare lo stesso le maniche da soli? Lo slogan della Casa Bianca sarebbe diverso da “YES WE CAN” a “YES WEEKEND”. Quindi è vero che oggi i soldi non bastano più per comprare consenso, puoi anche essere la moglie del Presidente degli USA ma la gente queste cose non le passa facilmente. Spero tanto in una società che abbia la forza di riuscire ad essere fortemente autocritica al momento giusto. Analizzare quello che succede e non farsi portare via dalla corrente tumultuosa dello “stress” e della “frenesia” verso le cose inutili. Solo così quelle analogie del presente con il 1922  potranno dissolversi e potremo dire di essere davvero un popolo evoluto.

P.s. Spero soprattutto che non sia vero il detto “Chi vive sperando, muore ca…ndo!”