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Un bel ricordo

Lightman di Enea Francia
Lightman di Enea Francia

Oggi posto un messaggio che mi ha inviato un amico con cui non ci vediamo da tanto tanto tempo. Lo metto perchè mi ha fatto capire che il tempo in certi casi non conta. In realtà è anche un semplice mio modo per ringraziarlo.

Abbello!!! Alcune cose cambiano …

…io provo a rimanere lo stesso

…anche se i 20 kg in più che mi porto dietro dicono il contrario!

… cmq la pensi abbiamo avuto un infanzia ed un’adolescenza troppo belle e felici!!!

E quando gira meno bene è giusto ripensare a quei momenti dove bastava poco …un pallone da bsket

…un giro in motorino

…un piatto di pasta in campagna da te

…un risotto con i mirtilli (se non sbaglio) un piatto di penne alla vodka

… una chiacchierata sotto l’ombrello

… un freno a mano con le gomme nuove

… insomma ne abbiamo fatte di robbe e siamo ancora qua a dimostrare che qualcuno si sbagliava… si può ancora essere felici con poco a volte basta un pensiero ed una risata

… ed agli altri possiamo ancora dire

“NON CAPITE UN CAZZO VOI !!”
a presto un abbraccio xxx

A Matelica…

...Matelicese di Enea Francia
...Matelicese di Enea Francia

Io credo che siano i momenti di crisi proprio come questi che servono per responsabilizzare i cittadini.

Credo soprattutto che ora e non domani, le amministrazioni pubbliche dovrebbero stimolare le potenzialità degli oramai ex-operai, facendo capire loro, da un lato che la sicurezza del posto fisso non c’è più e che se non si rimboccano le maniche sviluppando le loro potenzialità (sono pure fiducioso sul fatto che la maggioranza non vive solo per fasse la golf o la bravo GT co li cerchi in lega) non se ne uscirà proprio più da questa crisi.
Oggi più che mai dovrebbero essere sviluppati ed incentivati bene, e non a ca…o come si è fatto finora, lavori di alta manualità artistica, e perchè no anche letteraria, e poi chi ha voglia di fare dovrebbe avvicinarsi alle piccole aziende che fanno ste cose. Anche senza essere pagato per i primi tempi perchè impara il mestiere all’inizio proponendo cose da svilupapre da creare poi piano piano ci si inserisce e si fa esperienza anche “di bottega”.

…il futuro può essere questo secondo me!

Le aziende di tecnologia e software dovrebbero iniziare a sviluppare progetti di ricerca tecnologica avanzata, investendo sulle teste capaci di fare ricerca e non guardare solo al marketing e, magari, pure lasciare programmatori bravi per strada.

Secondo me momenti come questi servono per tirare fuori umanità e intelletto e quelli che hanno qualcosa di “straordinario” da proporre dovrebbero farlo insistentemente e, chi sente di appoggiarli ha il dovere morale di farlo inderogabilmente, perchè potremmo vivere una specie di Rinascimento contemporaneo, e se diverremmo più veloci e schietti potremmo pure scrollarci di dosso questo modo da leccaculi di dialogare fra persone.

Il settore pubblico (deve trovare finanziamenti per questo e non lo fa semplicemente per pigrizia o peggio perchè li butta via in mancanza di proposte valide) va stimolato da gente che ha idee in questo senso, invece da noi che succede???
Vengono fatti cortesemente uscire, gli artigiani artistici perchè fanno cose che “costeno troppu”, se qualcuno cerca di fa qualcosa se trova un mare de critiche addosso manco fosse un ladro, la critica dietro le spalle e l’invida impera in tutti i rapporti fra la gente.
E alla fine… 4 turisti che ci stanno o vanno alla mostra sui piceni o se impiccano.

La cosa più grave è che i ragazzi, che dovrebbero essere il futuro e soprattutto quelli che scrivono su forum tipo Geronimoweb o fanno discorsi da “leccamadonne”, proponendo iniziative di IMMAGINE SOCIALE (dare fondi a benemerite associazioni di beneficenza…) o sono cretini, o quelli che ragionano dopo un po’, manco ci scrivono più.

Io apprezzo Aringoli e Belardinelli perchè sono ragazzi che si stanno impegnando mettendo le mani “nella mer…a” … diciamo “in pasta”.

Mi chiedo: oltre a me in quanti ci hanno parlato con sti ragazzi? In quanti li hanno chiamati, provando a costruire qualcosa con loro magari anche mandandoli a quel paese se non condividevano le loro posizioni, ma esprimendo motivazioni a tu per tu?

Quanti propongono attività di ricerca su quello che il nostro territorio riesce ancora a tirar fuori?
… nessuno…  manco per sogno.
Io credo che il Sindaco attuale (non tanto perchè mio zio, so’ due anni che litigo con lui per visioni diverse sulle sue scelte e sul fatto che non abbia avuto polso),  sia stato bravo nel suo compito e, termina il suo mandato lasciando un eredità utile all’immagine collettiva di tutto il territorio.

Proprio il Verdicchio infatti, oggi nel bene o nel male è un’ancora, forse l’unica che nessuno potrà mai delocalizzare, a differenza di quello che succede invece con le fabbriche.

L’aver dato spago a gente che apre mutui milionari a carico dell’ente per mettere 4 pezzi d’ossa di Dinosauri dentro un palazzo è una cosa obrobriosa, ma nessuno ha fatto mai un inchiesta in proposito sui costi e le potenzialità di sta cosa.
Fare la Strada delle Valche è una scelta sbagliatissima, ma in Consiglio Comunale avete visto qualcuno che abbia votato esprimendo chiaramente che la strada andava fatta e progettata dall’altra parte? …io no!

Infine credo che nelle aziende in crisi, la maggior parte degli attuali cassaintegrati vadano sostenuti con fondi di natura sociale per un bel pezzo, ma a patto che cerchino, anche durante la cassa integrazione lavori o, partecipino a colloqui o, chi può, si occupi proprio di sociale. Spero soprattutto che la società non inizi a vederli come reietti. Perchè a volte, succede anche questo.

Sono miei pensieri su quella che reputo la città dove ho passato la mia infanzia e dove quando posso, torno ogni tanto. Io sono innamorato di questa cittadina, ma non me ne frega proprio una “cippa” di fare politica attiva in città semplicemente, penso queste mie cose e le scrivo. Se qualcuno volesse contribuire al dibattito è libero di farlo.

Aridità

La speranza di Enea Francia
La speranza di Enea Francia

Mi muovo senza seguire i miei pensieri, forse sarà per effetto della mia età…

…dicono che a trentanni succeda di essere indecisi (?)

Cerco conferme, forse le ho sotto agli occhi ma non riesco a vederle, ad osservarle.

Non riesco a scovare quel soffio di creatività che, ne sono sicuro, si nasconde da qualche parte e che ora però non riesco a percepire perchè schiacciato dal peso delle responsabilità che sento addosso.

Responsabilità che rendono stupidamente atletici anche i politici che, sulla via del declino, sfuggono una scarpata in fronte. Responsabilità che alla fine nessuno paga, o, che poi, alla fine paghiamo tutti.

Pesi di una crisi che non è colpa di nessuno ma che ci troviamo costretti a pagare noi trentenni un po’ repressi, con la semplice ed immensa voglia di essere semplicemente apprezzati o accolti per poter avere l’opportunità di tirare fuori la nostra umanità.

Invece si è soli, indecisi, continuamente comprati e rivenduti, cresciuti incartati dal chellophane di un sistema vecchio e fatto di vecchi che si sta sgretolando.

Unti, a volte inutili… ma inevitabilmente attrattori di altre responsabilità. Forse sto crescendo anche se vorrei orgogliosamente rimanere con la mia bella sindrome di Peter Pan… e chissà se avrò una mia Wendy o una Campanellino a farmi compagnia…

Saint Exupery ha scritto nel romanzo “Il piccolo Principe”:

-Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cose.-

Quanto condivido oggi questa frase…

Ohi … giovanotto!

Ma tutto è eclissato dalla Luna di Enea Francia
Ma tutto è eclissato dalla Luna - di Enea Francia

Ti svegli ed hai quasi trentanni!

La vita ti scorre via veloce. Ricordi del passato ritornano in mente. E’ il momento delle riflessioni. In un periodo di cui tutti hanno un po’ paura. Una crisi che, subdola, si infiltra nelle coscienze della gente come il freddo di questi giorni si insinua dentro le vene. Ogni tanto, però, ritorno a sperare.

…e quale cosa è più bella di una casa, di una famiglia, di un sogno avverato?

Forse io quel sogno l’ho infranto nel mio silenzio, nel mio non far nulla, nelle mie indecisioni.

Io non lo so qual’è il mio sogno adesso. Ma forse so, o sapevo, con chi.

Ma il cosa, dentro la mia lucida pazzia, ancora non mi è chiaro…

Io qui con un foglio bianco sottomano.

Dentro un hotel che, quando ci penso, mi fa capire quanto sia piccolo nell’immensa grandezza del mondo.

Io che scrivo, invento, cerco di continuare a sognare, anche se i sogni oggi sono sempre più difficili da fare.

Fuori da qui la gente continua affannosamente a tirare a campare.

Io chiudo la porta, ogni sera, e lascio tutta quest’immensità la fuori.

Io centro del mio mondo… solo e qui, in una notte di Novembre.

Io con una voce assidua in testa che mi grida: “Ohi giovanotto! La tua vita è solo la tua!”

Il mio egoismo

(“Solitudine” di Fabrizio Buttafava)

“Solitudine non è essere soli è amare gli altri inutilmente”

La vita scorre, la gente cambia. io sto qui solo e osservo. Non mi appartiene nulla di tutto quello che succede qui attorno.

Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.

Sono scarse di numero queste ultime
appena due in tutto
le prime molto di piu’ di un orizzonte
di moscerini

Emily Dickinson

inizia così… un po’ felice un po’ affranto

Così, un semplice annuncio.

Ci sono e rendendo pubblico il tutto. Inizio a raccontare la mia storia, un marchigiano come molti altri che si rimbocca le maniche e cerca di lavorare per rendersi utile e costruire il suo sogno. Sono (stato) un operatore turistico, promotore del territorio, (probabilmente pochi in Italia con una qualifica vera), dirigo un albergo, scriverò in queste pagine le mie storie e mi piacerebbe che altri contribuissero ad aggiungere i loro pensieri sinceri su quanto racconterò.

Riporterò quello che succede vicino a me, avvicinando qualche notizia a storie di tutti i giorni. Vorrei riuscire a scrivere del mondo delle piccole cose, di come chi cerca onestamente di tirare a campare debba essere trattato in questa società fatta per lo più di ipocrisia.

Forse racconterò a volte anche delle cose stupide, ma spero e mi auguro di rimanere sincero e coerente in queste pagine di viaggio, magari pigro e saltuario ma diretto e schietto con chi vorrà leggere e dialogare con me.

Non cerco amici di comodo, voglio gente pensante (internet è questa meravigliosa opportunità) voglio condividere la mia riflessione su ciò che conta nella vita.

La speranza è che riesca a smettere di correre senza motivo.