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….si viaggiare

“Si viaggiare, evitando le buche più dure….”

Si potrà più viaggiare? Beh visti i prezzi che circolano dei carburanti ecc… sta diventando difficile la cosa. Ma che differenze ci sono fra chi viaggia e chi fa il turista. Posto alcune considerazioni sparse colte dal web e da chi ho visto venire qui a Treia (meta sicuramente adatta più a viaggiatori che ai turisti).

Il turismo è la pratica, l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione; secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (World Tourism Organization, un dipartimento delle Nazioni Unite), un turista è chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata all’interno del paese visitato. In questo termine sono inclusi coloro che viaggiano per: svago, riposo e vacanza; per visitare amici e parenti; per motivi di affari e professionali, per motivi di salute, religiosi/pellegrinaggio e altro. (fonte wikipedia)

Svelare se stessi attraverso il viaggio
Nel ventesimo secolo l’immagine del viaggiatore ha acquistato una connotazione sociologica di “estraneo”, una definizione, questa, che contiene ancora quelle caratteristiche cui pensavano gli antichi quando definivano il viaggiatore come “filosofo” e anche quelle idee che all’inizio dell’età moderna portarono all’attribuzione di una particolare dignità al viaggiatore che si comportava come osservatore oggettivo e “descrittore del mondo”.
In virtù della mobilità e della lontananza con cui valuta e giudica, l’”estraneo” può cogliere la generalità dei rapporti indipendentemente dalla situazione locale.
Le caratteristiche del viaggiatore sono, secondo Rimmel: la libertà, l’oggettività, la generalità e l’astrazione. Il viaggiatore osserva e registra. Egli può descrivere la realtà che osserva e conosce in modo maggiore o minore a seconda del suo livello di cultura. Ma “estraneo” significa anche “straniero” e lo straniero viene visto come estraneo dalla comunità che lo riceve e viceversa, un confronto dal quale  scaturiscono conflitti o elementi positivi.
Questo tipo di contatto, di rapporto con la comunità locale dev’essere analizzato, valutato, per poter interpretare lo stato mentale del viaggiatore, le sue inibizioni, le sue potenzialità di crescita.

Ci sono diversi tipi di viaggiatori

Chi interpreta il viaggio come penitenza. Viaggi di fede verso luoghi sacri per devozione. Questo tipo di viaggi oggi sono più o meno corrotti dal consumismo e dalle strategie di comunicazione effettuate che a mio parere risultano tutte più o meno stridenti. La fede va sentita e non mercificata.

Chi interpreta il viaggio per studio o ricerca. L’idea che il viaggio potenzi l’intelligenza di chi lo intraprende è antica. E lo stesso Ulisse, per Dante, viaggiò per seguire «virtude e conoscenza».

Si può poi viaggiare per imitazione, perché altri lo fanno e bisogna seguire le mode, per consumismo. Seguire le tendenze e le mode. Dove fa leva più di altro il marketing territoriale. Creare la tendenza appetibile da seguire. E’ la forma di turismo che può essere costruita. E’ quella che “rende” ma anche quella più sterile se non resa “sostenibile”.

Oggi ho voluto fare delle considerazioni sui vari modi di interpretare i vari modi di viaggiare (d’altronde da gestore di albergo dovrò pure capire cosa vuole chi mi viene a trovare o no ?).

D’altronde questo è il periodo in cui si pensa a viaggiare (… o almeno si dovrebbe avendone le possibilità vista l’aria di crisi che si respira)

Conformisticamente… ma allegramente invisibili

Sono alla hall dell’albergo, a Treia c’è qualche persona in giro, poche in realtà, colpa del caldo e del fatto che per la crisi che si respira in giro. la maggior parte di essa preferisce starsene a casa.

Vedo gli spezzoni di Adriano Celentano (…voci di corridoio dicono che sta per tornare), leggo un po’ di fatti di cronaca locale e, m’imbatto su un intervista all’assessore al turismo del mio comune di nascita (Matelica). Coincidenza, leggo l’articolo proprio nel momento in cui parte in TV il pezzo di Giorgio Gaber “Il Conformista” ma cantato dal “Molleggiato” (che ho postato sopra). L’intervista è tutta un’auto celebrazione degli sforzi fatti per promuovere un turismo di rete (che va tanto di moda), una serie di accuse contro la Regione Marche che non investe abbastanza, e della Provincia che spende solo per consulenze, e questi poveri piccoli comuni invece… che devono fare tutto da soli ecc ecc. Come se non fosse mai successo a Matelica di fare delibere esagerate per uffici stampa discutibili, o di aver rinunciato all’unico evento di rilevanza turistica per quella cittadina, che non sto qui a enunciare per non sembrare autocelebrativo (ma per chi non mi conoscesse, mi riferisco alla rassegna nazionale Musica della Scuola che è costata fra tutto, quanto il SOLO ufficio stampa della mostra, ma il Comune ovviamente l’ha tagliata perchè …costava troppo).  Dimenticavo un’altra coincidenza. L’albergo stasera è vuoto. Ieri passeggiando in città c’erano non più di una quarantina di persone in giro, alla faccia della promozione turistica. La realtà è diventata il gioco delle tre carte. Programmazione zero, si pensi solo che i progetti di promozione turistica la provincia di Modena ad esempio, li finanzia aprendo bandi con un anno di anticipo. Il Comune di Matelica ha stampato le brochurine la settimana scorsa. Certo non fa meglio la nostra Provincia che un bandi simili a Modena li ha aperti con scadenza a maggio e in riferimento a progetti dell’anno in corso. E’ ovvio che la metà delle iniziative sono già passate siamo a fine Giugno e poi se si considera che per un progetto di promozione turistica e per il suo impianto occorrono minimo 4 o 5 mesi di anticipo si parla non al presente ma al trapassato remoto. Siamo in balia delle onde di gente che, riprendndo la canzone “sta sempre dalla parte giusta e ha tutte le risposte belle e chiare dentro la sua lista” ma certe volte farebbe meglio a tacere. O no ?!?!

… nell’articolo apparso l’Assessore parlava di promozione turistica fatta dal Sistema Turistico Locale che ha presieduto. Una delle attività  è stata proprio un workshop ad Amsterdam, io c’ero. Ho trovato questo pezzo di Cevoli che, vi giuro, sembra proprio che abbia preso spunto da lì, il comico di Zelig, per il suo pezzo. Io fossi al posto del vero Assessore di Matelica gli chiederei le royalties. D’altronde la “gita ad Amsterdam” c’è e se il parco di “Gnoccalandia” lo sostituiamo con il museo paleontologico…

…il programma è lo stesso. AH, AH, AH!!!

Rassegna Nazionale “Musica della Scuola” pubblico la smentita qui!

L'uomo sulla montagna di Enea Francia

Questa foto è di Enea Francia, l’ho messa perchè mi sembra di scalare una montagna in questo periodo emotivamente non facile per me !

E’ incredibile che un Comune si accanisca contro una manifestazione con un tale atteggiamento colmo di falsità. E’ altrettanto incredibile che a farlo debba essere il Sindaco in prima persona.

Giorni fa al Corriere Adriatico, proprio il Sindaco esprimeva problemi di gravi costi per la realizzazione della Rassegna e nessun sostegno da parte di enti pubblici oltre il Comune stesso.

Allora appellandomi al diritto di replica ho mandato questa lettera al Corriere Adriatico che purtroppo ancora non ha pubblicato nulla. Ovviamente io mi assumo la responsabilità di quello che scrivo.

Di seguito la mia lettera al giornale.

– DIRITTO DI REPLICA –

FLUSSI TURISTICI A MATELICA, UN ESEMPIO DAI GIOVANI DI TUTTA ITALIA.

CHIARIMENTI SULLA RASSEGNA MUSICA DELLA SCUOLA

Non volendo far polemica, rispondo in merito alle dichiarazioni del Sindaco che mi lasciano perplesso sia da Coordinatore della Rassegna nazionale “Musica della Scuola”, sia da cittadino, trasferitosi da Matelica. Innanzi tutto non è affatto vero che la rassegna ha costi elevati, poiché il Sindaco dovrebbe sapere quanto il Comune investa per farla e quanto sia il lavoro “volontario”, da parte di tutto lo staff di professionisti che è stato messo in piedi. Quel lavoro che crea il valore reale all’evento non si considera mai! Quello non fa parte della scala economica, il valore della gente coinvolta che ancora crede che la scuola abbia un significato che va oltre allo stipendio percepito a fine mese dagli insegnanti non si valuta mai. Le spese fatte servono per lo più alla logistica per mettere in piedi i 12 spettacoli di cui è composta la manifestazione e per dare all’evento quantomeno la spinta necessaria per raggiungere le scuole di tutta Italia. Basta confrontare il budget della rassegna matelicese con qualsiasi altro evento similare a livello nazionale per rendersi conto della sua “economicità”

C’è un gruppo di persone che ha creduto fino in fondo alla possibilità di rendere Matelica il centro di qualcosa di vivo e di straordinario per la formazione e la crescita dei giovani delle scuole di tutta Italia. In periodi di incertezze esistenziali dare una chance ai giovani deve valere ancora qualcosa. La dimostrazione di questo fatto è proprio nell’incremento reale dei flussi turistici su tutto il territorio. Questi “flussi” in un territorio si hanno se si investe concretamente nella creazione di valori immateriali che tuttavia riescano a trasferire un valore culturale reale. La rassegna ne è l’esempio. Inoltre la cooperativa “Promotori del Territorio” grazie all’azione intrapresa esclusivamente attraverso bandi è riuscita a raggiungere finanziamenti, ripeto, diretti al Comune e non al sottoscritto, da parte di: Comunità Montana, Provincia di Macerata, Camera di Commercio, Banca delle Marche, con l’inserimento per il 2007 nei progetti speciali dell’ente Regione Marche, con tutto quello che l’azione esposta comporta in termini di valore per dare slancio all’evento, oltre ad altri privati che hanno contribuito. Quindi è grave che il Sindaco non ammetta questi contributi, sia nei miei confronti perché sono stato il primo a bussare “porta a porta” nella loro ricerca, sia nei confronti degli enti stessi che li hanno elargiti ed oggi si ritrovano “non riconosciuti” sulle pagine dei giornali! A ciò vanno aggiunti patrocini non onerosi ma comunque prestigiosi come quelli ministeriali.

Penso che la politica culturale di un paese come Matelica dovrebbe credere in pieno in un evento di tale richiamo e vivacità, specialmente se si fregia di cartelli stradali come quelli di recente installazione che la proclamano “città del turismo scolastico”

Inoltre l’incremento di arrivi negli alberghi è stato sempre notevole e soprattutto visibile. La Rassegna quindi, credo sia un investimento da non sottovalutare specialmente per un territorio che ha deciso di creare un consistente numero di posti letto negli ultimi 4 anni. La motivazione per cui tutto questo avviene è di carattere culturale!!! La cultura rende se pianificata utilizzando questo schema dinamico! E lo dimostrano i dati, non le chiacchiere !

L’investimento sui giovani è significativo porta con sé valori aggiunti che la nostra tradizione non può dimenticare, né sottovalutare.

In prospettiva di una necessità di preparazione scolastica e professionale che si attiene all’allineamento internazionale che vede e considera l’ apprendimento nell’arco di vita

(praticamente noi tutti, nessuno escluso) è l’unica possibilità per sostenere l’evoluzione tecnologica e sociale in atto nella società post-moderna.

Una rassegna biennale serve solo a Ponzio Pilato, noto lavamani, la scuola non è e non può essere considerato come un premio biennale, la scuola funziona per anni scolastici, i professori progettano tutti gli anni!

Le scuole vengono perché la manifestazione da loro la possibilità di confrontare le esperienze maturate, in campo musicale ed interdisciplinare, durante l’anno scolastico.

La maggior parte dei fondi investiti dagli enti pubblici prevedono la promozione e la divulgazione di unicità territoriali, non vedo perché la politica non debba farsi carico di un dovere istituzionale come l’ampliamento di un festival di tal genere e voglia invece, di fatto, affossarlo del tutto!!! Proprio ora che stava avendo il suo pubblico reale. Sono le scuole a chiedere di voler venire ! Sono le scuole che si preparano per partecipare ad un evento che ha un taglio utile per loro ! Quindi utile per il territorio che le accoglie! Renderla biennale significa ricominciare daccapo ogni due anni!

Dire no a tutto questo quando sono le scuole stesse a chiederci di non abbandonarle, voi come lo definite ?

Da ultimo, se è vero che il “nome” Musica della Scuola esiste a Matelica da 12 anni, è anche vero che l’”evento” Musica della Scuola esiste solo ed esclusivamente da quando ha iniziato a lavorarci sopra un’equipe di professionisti da me coordinata. Gli sforzi e il lavoro di tale equipe, che ha sviluppato e modificato profondamente la manifestazione, sia in termini di promozione che di contenuti, sono testimoniati nei numerosi progetti inviati e protocollati negli archivi di enti regionali e nazionali. Tali atti mi rendono, oltre che orgoglioso del lavoro svolto, anche molto caparbio nel rivendicare i nostri diritti, quegli stessi diritti che il sindaco di Matelica dalle pagine di questo stesso giornale sembra non volerci riconoscere affatto. Per questo cogliamo l’occasione per annunciare che nel sito www.musicadellascuola.it (dominio di proprietà della “Promotori del Territorio”) è on line il nuovo schema di partecipazione alla Rassegna che quest’anno si terrà a Treia dal 8 al 10 Maggio.

Cordialmente Marco Costarelli

Catanzaro, siete fortissimi !!!

scuola catanzaro

Pubblico la lettera inviatami dalla scuola di S. Maria di Catanzaro.

Gentilissimi Promotori della Rassegna Nazionale “Musica della Scuola”,

siamo le insegnanti, gli alunni e le alunne dell’8° Circolo Didattico di Catanzaro e vi scriviamo per comunicarvi che saremmo lieti di partecipare anche quest’anno alla vostra Rassegna. Per noi tutti, adulti e bambini, l’esperienza di due anni fa è stata particolarmente arricchente ed entusiasmante. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il vostro territorio, la Casa del poeta Giacomo Leopardi, il Museo di Beniamino Gigli e della Chitarra, la città di Matelica e le zone limitrofe.

Insomma conserviamo un bel ricordo!

Per quest’anno stiamo già lavorando da alcuni mesi per preparare la rappresentazione musico-teatrale “Jofhà”, un lavoro che si propone di partecipare, alle scuole coinvolte nella rassegna, alcuni aspetti della nostra tradizione musicale e teatrale calabrese. Vogliamo contribuire, così, con questa nostra piccola “performance”, testimonianza del nostro patrimonio culturale, ad arricchire questo momento straordinario di confronto e scambio di esperienze da voi promosso.

Vi inviamo la scheda descrittiva del nostro progetto musico-teatrale “Jofhà” e rimaniamo in attesa di ricevere il bando di partecipazione alla Rassegna.

Cordiali saluti.

Catanzaro, 13.03.08.

Le insegnanti

 

FELICITA’ INTERNA LORDA

 

Felicità non è uguale alla crescita dell’economia italiana che sarà “quasi piatta” nei primi tre mesi del 2008 (+0,1%) per poi riprendersi in maniera “graduale ma modesta” nei trimestri successivi (+0,2%, +0,3%, +0,3%), chiudendo l’anno con un +0,7%. E’ quanto afferma la Commissione Ue nel rapporto in cui sono contenute le nuove stime sull’andamento del Pil dei principali Paesi dell’Ue.

Nel mondo non occidentalizzato, ad esempio in Bhutan, hanno un sistema di economia leggermente diverso dal nostro (fonte Wikipedia):

“Il caratteristico approccio bhutanese della massimizzazione della Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness), proposto dal re Jigme Singye Wangchuck negli anni ’70, costituisce il principio guida dello sviluppo. Forma la base per individuare la direzione da preferire alle altre e ha governato gli sforzi per il miglioramento degli standard di vita, incluso il benessere spirituale e la preservazione dei valori culturali e dell’ambiente fisico.

Il concetto proposto dal re indica che lo sviluppo è costituito da più dimensioni rispetto a quelle associate al Prodotto Interno Lordo, e che lo sviluppo dovrebbe essere considerato come un processo che cerca di aumentare la felicità piuttosto che la crescita economica. La Felicità Interna Lorda pone la persona al centro dello sviluppo riconoscendo che l’individuo ha bisogni di natura materiale, spirituale ed emozionale.

Sono cinque le tematiche o gli obiettivi che vengono considerati come potenti strumenti per dirigere il processo di cambiamento; essi includono: lo sviluppo umano, la governance, lo sviluppo equilibrato ed equo, il patrimonio culturale e la conservazione dell’ambiente.

I cinque obiettivi principali non solo rendono il concetto di Felicità Interna Lorda più concreto, ma contengono anche il principio guida a cui è stata data grande importanza per assicurare nel futuro al Paese indipendenza, sovranità e sicurezza.”

Il Pil infatti non misura tutto quello che c’è da misurare. Per esempio: se un bimbo va all’asilo, i genitori pagano il servizio della scuola e la cosa viene registrata dal Pil. Si muove denaro; se il bimbo invece sta col nonno, e ci sta bene, il Pil non lo sa. Lo stesso processo io l’ho riscontrato prorpio con la rassegna “Musica della Scuola”. Le scuole sono felici di partecipare ma gli amministratori non lo sanno o fanno finta di non sapere ! Loro spendono parole solo per mostre milionarie è ovvio !!! Per cui il tentativo di poter abbinare felicità al proprio lavoro è sempre più improbabile in generale nel nostro occidente a meno che non si inizino a considerare anche altre forme di misurazione economica avvicinabili alle attuali.

Siamo proprio sicuri che il sistema occidentale sia proprio il migliore? Dal Bhutan parte un messaggio per il mondo intero: il benessere di un Paese non dipende solo dalla quantità di merce che esce dalle fabbriche o dai soldi che girano. Ben vengano altri modi per misurare la felicità di un popolo!

P.S.: il re attuale del Bhutan si chiama Jigme Khesar Namgyal Wangchuck è nato a Thimphu il 21 febbraio del 1980. E’ il più giovane capo di stato del Pianeta. Quasi quasi chiedo asilo politico al Bhutan. In questi giorni cerco la felicità ma è sempre più facile che le cose della vita la strappi via.

… ANCORA I PICENI !!!

a bocca aperta

Riporto di seguito le delibere fatte fino ad ora per la mostra dei Piceni che partirà il 19 aprile di quest’anno. Fervono i preparativi e guardate le spese fatte fino ad ora 🙂

RIPORTO i link alle delibere

Le opinioni fatele voi !!!

Ah dimenticavo… è ovvio che il mio è un intervento interessato, poichè per la RASSEGNA NAZIONALE MUSICA DELLA SCUOLA NON C’E’ MAI UN EURO IN PIU’, con un totale di poco più di € 30’000,00 dobbiamo fare un festival nazionale, invece qui per i “PICENI” ehhh…. ma scherzi? … solo questa è cultura!!!!

PS: Mancano ancora molti atti ma non mancherò di tenervi in aggiornamento.

Tra un po’ di giorni farò il post coi costi totali.

spot “Piacere marche” (€ 4.800,00)

ufficio stampa (euro 25.000,00)

promozione su repubblica (euro 546,70)

allestimento (Euro 117.300,00)

… altro che bretella delle valche e tassa di scopo …

Poi ci vengono a raccontare che non esiste cultura di fascia “A” e cultura di fascia “B”. Oppure la più bella è che va avanti la meritocrazia!!! BRAVI!!! COMPLIMENTI!!!

FACCIO UNA DOMANDA A CHI AMMINISTRA:

COME DOVREMMO SENTIRCI DOPO SETTE ANNI CHE ARRIVANO RAGAZZI PER UN FESTIVAL CHE VALE DAVVERO IN TERMINI CULTURALI E LO HA DIMOSTRATO SEMPRE ??? PERCHE’ SIAMO SEMPRE COMPLETAMENTE SNOBBATI ????

Si può avere una risposta ???

ANCHE LA RASSEGNA IN TEORIA E’ DEL COMUNE !!! O NO?? Anzi la rassegna fin’ora, nonostante i nostri politici, è stata sempre di chi ci ha lavorato dentro, QUINDI COME MAI qui I SOLDI NON CI SONO MAI??? COME MAI PARECCHIO DEL LAVORO (PERCHE ANCHE IN QUESTO CAMPO C’E’ LAVORO), VIENE SCAMBIATO CON IL VOLONTARIATO ?? FATTO STA CHE COMUNQUE I RAGAZZI CHIAMANO LO STESSO PER LA RASSEGNA SENZA CHE VOI CI ABBIATE DATO UN EURO, LORO CHIAMANO LO STESSO!!! E SAPPIATE CHE BASTA UN TEATRO E DUE SALE PER FARE L’EVENTO!!!

POI LAMENTATEVI SE NON AVETE I FLUSSI TURISTICI IN CITTA’ !!! PROVATECI!