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Pulp Sisma (2) Il festival degli orrori!

-parte seconda-antipopolare (qui la parte prima)
Aiuti in playback e canzoni dal vivo. L’aiuto che si proclama ma non si vede. Sindaci sull’orlo della disperazione nelle zone colpite dal sisma. Una sovraesposizione mediatica ma solo “per sentito dire”, al soldo del pensiero unico per una terra che non c’è più. Crozza stavolta la spara grossa sull’irpef degli aiuti per i terremotati.
La zona franca dovrebbe essere lontano da Sanremo!
Mentre fuori da qui il nulla, alle porte di Camerino, tra poco potranno metterci un cartello con scritto “the End” perché scrivere “da qui si va per le città dolenti” sarebbe scomodare poesia aulica che un ammasso di analfabeti funzionali, eccetto l’Università, non potrebbe mai capire.
Tutti guardano Sanremo mentre Michele s’impicca senza provare nemmeno ad arrivare “nel mezzo del cammin della sua vita”, già perso da anni nella selva oscura della precarietà obsoleta, di una civiltà idiota che dal divano della sala ti dice di startene zitto perché balla Ricky Martin.
Nella prigione dorata, di un sistema a senso unico, se non paghi l’irpef sei uno sfigato perché non contribuisci all’ennesimo stipendio inutile al parlamentare fancazzista di turno. Però stiamo tutti zitti che Albano stecca, non ha più la voce, è invecchiato come quel sindaco che urla imprecazioni contro istituzioni farlocche ma potenti e anche contro il suo popolo coglione che gli chiede raccomandazioni, che, anche se senza casa si fa sempre più suddito di una democrazia strappata dall’ennesima droga televisiva, che mostra scintillante tutta l’ipocrisia della società dove rischiamo di soffocare. “Meglio Sanremo della politica!” senti dire nei commenti dei bar rimasti aperti, la Raggi è “depensante” anche per Grillo mentre parla con Sgarbi e poi chiede di smentirlo, chissà se sarebbe tornata utile una polizza sulla vita anche alla mamma che urlava scappando di casa in quella serata di pioggia a fine ottobre mentre veniva giù tutto.
Allora vai con l’essemmesse solidale perché fa figo essere elemosinanti da divano, totalmente ipocriti, in questo teatro dell’assurdo pieno di matasse talmente intrecciate che non ha più senso districare.
M’impongo di scrivere la mia incomprensione perché forse non ci arrivo a capirle le cose, ci ho provato anche ieri a capire qualcosa, ma a dir la verità sono rimasto sulla tazza del cesso per mezz’ora, solo, a riflettere quanto faccia cagare questo sistema ingolfato su se stesso. Alla fine ho evacuato e quanto vorrei evacuare da qui. Voglio lasciarlo scritto qui, nel mio diario digitale, il fatto che non riesco più a dare un senso ai controsensi che vedo ogni giorno.
Ho sentito che canta anche Gigi, è stato a Civitanova a fine anno, vicino ma non troppo, al cratere della catastrofe naturale più grande da due secoli. Tutti cantano Sanremo anche gli animali, tranne quelli senza stalla, rimasti gelati sotto la neve, mi viene in mente l’asino che canta la promo di questa “sagra nazionale della canzone italiana”. Quanti super ospiti nel cratere della sciagura, che qualcuno vorrebbe farci anche un programma, “l’isola dei terremotati”, ma preferirei “roulotte da incubo”, anche se Errani non ha proprio il piglio di Gordon Ramsey. Il contributo per l’autonoma sistemazione sembra che non sia ancora arrivato a nessuno, mentre l’emblema del dipendente modello che da 30 anni non ha preso nemmeno un giorno di malattia, sta li scintillante sul palco dell’Ariston a consacrare l’imperialismo travestito da democrazia e lo share ha raggiunto il 50% facendo saltare il jackpot della raccolta pubblicitaria a mamma Rai.
Sui social la mia foto di Accumoli di circa un anno e mezzo fa è diventata un pezzo unico, non l’ho mai nemmeno stampata, l’ho fatta prima che quel posto venisse giù e fosse conosciuto dal resto del mondo dopo la sua caduta, eppure una società di gente attenta a quel che mangia, almeno la frazione di Grisciano avrebbe dovuto conoscerla da prima dello scorso anno, almeno dai radical chic Eataliani, perchè la Griscia nasce lì, invece niente, anche se la mangiano tutti senza nemmeno sapere da dove deriva.
Sei visite del capo dello stato sui luoghi della catastrofe. Parole di sostegno per una forza esortativa come dice lui, verso un transatlantico di rovine. A sentire le dichiarazioni di alcuni senatori come D’anna, sembra quasi che questa vicinanza si traduca in  semplice noia e voglia di prendere e iniziare con l’up-load del vaffanculo, ossia i calci nel culo.
Tutto il resto è noia, canta: Franco Califano che non c’è più, purtroppo, a differenza dell’immenso mare di politica inconcludente in uno stato che proclama e poi non fa nulla, ingessato verso pseudo debiti di istituti finanziari antitetici alla coerenza sociale, nessuno che sappia cosa fare, tutti invocano elemosina e volontariato mentre sembra che l’appalto per le casette di legno l’abbia vinto gente vicina a “mafia capitale” e che costino più delle case nuove che non arriveranno mai come mai sembra finisca questa chermesse di lustrini in tv, proclami e sorrisi falsi.
Zitti che tra poco cantano gli Zero Assoluto, ma non è il gruppo, è quello che sta accadendo qui vicino a me. Io ho spento la tv, questa prigionia è asfissiante, questo paese non merita la cultura e la bellezza di cui è invaso!

Che te piasse un corbo

Un’espressione dialettale delle zone del centro Italia, quelle del terremoto, che in alcuni paesi del maceratese è un modo anche per mostrarsi stupiti, a volte, addirittura usato in termini affettivi. A pensarci bene è il contrario esatto dell’espressione cinematografica western del vecchietto fuori casa che esclama: ‘Che mi venga un colpo se quello non è il vecchio Sam!’

Strani questi del centro Italia, ti mandano i colpi per affetto, ‘grezzi come le scorze de cerqua’ (altra espressione tipica), ignoranti come i somari, ma tutto sommato, gente di cuore.

A Charlie Ebdo però un colpo non so quanto glielo manderei in modo affettuoso per i disegni che fa. A certi francesi non basta dimostrare la loro becera ignoranza sui punti di contatto tra le zone terremotate ed il loro modo di vivere con la pasta scotta di contorno alla carne, o la baguette sottobraccio che prende del sudore d’ascelle.
A questi qui se gli ricordi che hanno per simbolo nazionale, un mega condono edilizio, magari si offendono pure. Magari nemmeno conoscono il Ciauscolo di Visso questi francesi anomali, non so se lo sanno che è un salume con aspetti storici comuni per la sua spalmabilità molto simile ad alcuni patè. A quei francesi come Charlie Ebdo non serve dire che dimostrano ignoranza paritaria a quella dei media italiani o forse, superiore. Falsi satiri affini l’establishment, usano ironia pungente contro i deboli.
A questi europeisti di comodo non occorre ricordare che il problema dell’instabilità africana, la Libia ecc. era stato risolto da un italiano nato in questi luoghi del terremoto che aveva fondato con Eni, un nuovo modo di vedere il mercato delle materie prime, solidale e non speculativo, a differenza di quanto fanno oggi i nuovi coloni, che portano via materie prime in cambio di briciole ed immigrati.

A quelli come Charlie occorre ricordare solo che i terremotati hanno molti trattori, conoscono l’agricoltura perché vivono a contatto con essa, sono espressione reale del ‘terroir’ che spesso in Francia è sovraesposto. Questa parte d’Italia è semplice e alla mano ma è meglio non farli incazzare. Quindi Charlie la satira indirizzala verso i potenti, la satira si fa per questo e, se il messaggio di quella vignetta intendesse enfatizzare quanta inefficienza abbia mostrato lo stato italiano in queste sciagure, avresti pure ragione!

Charlie siamo sotto carnevale il periodo più satirico dell’anno, non fare la satira coi morti falla contro i potenti inetti che governano sia in Italia che in Francia, Charlie vieni nelle nostre zone tra qualche giorno, ti facciamo vedere come ci prendiamo per il culo in Italia, pensa facciamo delle vignette talmente grandi che si muovono e girano pure sopra i carri trainati da trattori come questo qua sopra.

Charlie però ‘famo a capicce’ che sennò la vignetta a non rimane solo una vignetta.

Ah, un’ultima cosa Charlie, Je suis … che te piasse un corbo!
Con affetto! Marco

A proposito di abusi
A proposito di abusi

Economia impazzita e banchieri che …soffrono!

banche e prestiti - fonte internet
banche e prestiti – fonte internet- Centro studi Unimpresa –

bank-economia

Gli speculatori possono essere innocui se sono delle bolle sopra un flusso regolare di intraprese economiche; ma la situazione è seria se le imprese diventano una bolla sospesa sopra un vortice di speculazioni. Quando l’accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attività di un Casinò, è probabile che le cose vadano male. Se alla Borsa si guarda come a una istituzione la cui funzione sociale appropriata è orientare i nuovi investimenti verso i canali più profittevoli in termini di rendimenti futuri, il successo conquistato da Wall Street non può proprio essere vantato tra gli straordinari trionfi di un capitalismo del laissez faire. Il che non dovrebbe meravigliare, se ho ragione quando sostengo che i migliori cervelli di Wall Street sono in verità orientati a tutt’altri obiettivi. 

(J.M. Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936)

Una morte annunciata? Non sono un economista, semplicemente nutro curiosità verso le cose che accadono. Cose che accadono perché intellettuali del secolo scorso hanno predetto cosa accade se gli speculatori superano l’economia reale.

Succede che, in due parole, il vortice porta via tutto.

Per capirlo non serve essere grandi pensatori o chissà quanto intelligenti. Basta saper osservare. Guardate lo specchietto che ho inserito sopra sui dati delle sofferenze bancarie. Poi, magari perdete altro tempo per capire a chi tolgono i soldi e, tirate le somme. Il risultato sarà tanto eclatante quanto, disperatamente scontato. La classe media sparisce, i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi ma anche sempre più stupidi, oppure sempre più in malafede.

Provo a spiegare il perché.

Se è vero questo specchietto dove le sofferenze bancarie sono relative, per il 70 % a chi si fa prestare oltre 500 mila euro, è ovvio che i tassi d’interesse e le “coperture necessarie” dovrebbero essere molto maggiori se dovessero riguardare alti investimenti. La domanda che mi pongo è quindi la seguente; se il sistema bancario italiano si trova ad avere sofferenze elevate su cifre importanti, chi decide queste grandi operazioni, li fa mai due conti sulla bontà dell’investimento che mette in atto?

Se ci giriamo intorno e ci limitiamo ad osservare il territorio in cui viviamo, credo, che ognuno di noi non farà sforzi a trovare investimenti milionari fatti a dir poco con i piedi (perché dire “alla cazzo di cane” sta brutto se parli di economia), e se vai a cercare informazioni, escono sempre fuori, banchieri, famiglie blasonate e loro camerieri, cioè i politichetti del momento.

Quindi da una parte esiste il vortice della speculazione descritta da Kaynes, e questo vale per Wall Street o per i potentati globali, dall’altra, nel nostro Paese abbiamo una classe dirigente di idioti che ha giocato all’allegro imprenditorone fino adesso con i soldi delle piccole imprese italiane, per lo più artigiani o agricoltori, colpevoli solamente di essersi prostrati troppo

(perché dire “aver leccato il culo” non sta bene in un testo del genere per gli stessi motivi di cui sopra) al ragioniere scribacchino di turno che per 100 mila euro chiedeva obbligazioni o addirittura azioni (e si è visto con Banca Etruria e Banca Marche la fine che hanno fatto i piccoli azionisti); oppure se devi accendere un mutuo di 50 mila euro, comunque hai mille carte da presentare e perizie da mostrare sull’appartamento che acquisti; infine se sei un autotrasportatore o un piccolo artigiano, non ti concedono il fido ma sullo scoperto di poche centinaia di euro ti bombardano di chiamate per farti rientrare e togliendo dalle 3 alle 5 euro al giorno direttamente dal conto che nemmeno gli strozzini, quelli veri fanno così.

Poi però, sul lungo mare, vedi lo scheletro di villette che non si completeranno mai, oppure centri commerciali che spuntano come funghi con negozi semi chiusi dentro, e altre cattedrali nel deserto che nemmeno la fantasia drammatica di un bombardamento potrebbe rendere più spettrali.

Poi fallita anche la banca arrivano i decreti legge delle “new bank” (che tradotto in italiano vuol dire “salva culo”) e si ricomincia di nuovo a far girare la giostra, finché non si calmano le acque, sembra di essersi salvati, invece i segnali sono quelli della calma apparente prima dell’arrivo del vortice che, incontenibile, nel frattempo si è allargato fino a qui e porta via tutto! e poi… il buio! …come una partita di poker “il buio” dell’economia!

Cinepanettonizzati … per fortuna o purtroppo!…è politica?

L'Italia disegnata dagli alberi a Castelluccio di Norcia, sprazzi di BelPaese - foto MarcoCoastarelli-politica
L’Italia disegnata dagli alberi a Castelluccio di Norcia, sprazzi di BelPaese – foto MarcoCostarelli

La Korea del Nord qualche giorno fa ha testato una bomba nucleare miniaturizzata (leggi notizia ANSA). Il motivo dichiarato sembra essere di difesa verso eventuali attacchi degli Stati Uniti o di vari altri oppressori. Obama ha dichiarato che, questa è una prova di forza inaccettabile da parte della Corea del Nord e ha chiesto un coinvolgimento internazionale per circondarli.

Il Presidente del Consiglio italiano invece, ha affermato di aver riso dall’inizio alla fine durante la proiezione del film di Zalone. (articolo)….in tema di politica quindi…..

A dirla tutta questa dichiarazione è la risposta finale di un’intervista uscita sul quotidiano “La Stampa” che vi invito a leggere (link), e che, siccome sulle altre considerazioni di politica non ci ho capito una mazza, perché io sono ignorante, ho riportato solo quello di cui ho capito, quindi che Checco fa ridere; ma leggete l’intervista anche voi che poi si fa la conta di tutti gli ignoranti come me che non capiscono le risposte.

Da quel poco che capisco però, per fortuna o purtroppo, l’Italia non mi sembra aver preso posizioni particolari riguardo le varie guerre in corso, tranne quella solita, che per ovvi motivi non sto qui a spiegare (se non la capite da soli togliete la “s” a “spiegare”, se ancora non l’avete capita, andate aff… e poi non venite a dire – “ahhh ecco cosa voleva dire!” -).

Spero tanto che, con la ripartenza del campionato, i politici tornino a parlare di calcio, almeno forse, siamo salvi, invece che …Salvini.

Tanto la politica estera ce la fa Papa Francesco, unico serio e “libero pensatore” (virgolettato per ovvi motivi religiosi, i suoi) che ci sia rimasto in Italia, con lui  siamo sicuri che nei posti dove si prendono le decisioni, divulga e predica la Pace. Pensandoci bene però, tecnicamente è estero anche lui, è argentino (anche se di origini italiane), vive e lavora presso lo stato della Città del Vaticano.

Comunque io da ignorante laico, gli darei carta bianca nel parlare con i rappresentanti degli altri Stati per conto dell’Italia. Si dai, l’Italia quello stato di simpaticoni, tutto mezzo sgarrupato che sta intorno al Vaticano.

Buona ragione a tutti!

La rivoluzione è la bellezza, la sconsolazione è pubblica!

(Ho inserito questa canzone di Adriano Celentano con un video fatto da un genio anonimo di internet con sottotitoli in RUSSO!)

Mi sono occupato di promozione del territorio fino al 2009.  Ho gestito una cooperativa che ho chiuso per lutto appunto 3 anni fa. Tante iniziative fatte, bei successi sia in termini di riscontro economico sul territorio che a livello umano. Ancora oggi sostengo che questo tipo di attività creativa sia utile come l’acqua pulita. Ma serve se fatto bene e con professionalità. Nella creazione degli eventi che ambiscono a suscitare appetibilità turistica, ad esempio, un fattore fondamentale oltre all’analisi dei punti di forza rispetto ai contenuti, che si vogliono trasmettere, è fondamentale l’adeguata pianificazione ed il budget a disposizione.

Fino al 2009 il sottoscritto ha coordinato una manifestazione di carattere nazionale per l’accrescimento in ambito musicale dei bambini. Con un gruppo di professionisti musicisti, artisti ed insegnanti di caratura nazionale, la manifestazione è cresciuta fino a raggiungere oltre 1500 partecipanti da tutta Italia (isole comprese) che, per essere presenti all’evento, programmavano la loro gita scolastica qui a Matelica e nelle zone circostanti.

Da un evento di carattere puramente culturale, ci siamo resi conto in pochi anni dei risvolti turistico/economici che la stessa iniziativa procurava al nostro entroterra. Certamente non saranno stati milioni di euro ma erano pur sempre l’introito maggiormente verificabile in termini di pernotti direttamente riscontrabili che ci sia mai stato in zona. Basti pensare che gli stessi partecipanti all’iniziativa solo di pernotto e prima colazione spendevano presso le strutture del nostro territorio circa 25 euro cadauno e che la permanenza era di 2, 3 o 4 giorni. A questo vanno aggiunti i pasti da 7 euro in convenzione, in su.

Il problema più grande a cui si doveva far fronte era sempre la pianificazione, cioè il poter avere il benestare al progetto da parte degli enti preposti al finanziamento nei tempi utili ad una adeguata programmazione, altrimenti risultavano inutili  stanziamenti importanti se fatti ad evento concluso. Mille rivoli burocratici, soldi anticipati e lavori fatti gratuitamente dal sottoscritto e da chi, soprattutto con passione, collaborava all’iniziativa. Le soddisfazioni che avevamo a livello nazionale erano perfettamente controbilanciate dai muri di gomma e dalle delusioni che arrivavano dalle istituzioni coinvolte. Primo in classifica il Comune di Matelica da cui ricevetti una diffida nel 2009/10 perché mi permisi senza comunicazione formale a “sua maestà” di andare a descrivere il progetto all’onorevole Luigi Berlinguer Presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento della Musica. Da quella visita scaturì, lo stesso anno, un patrocinio dal Ministero della Pubblica Istruzione, udite udite, indirizzato al diffidato, …io.

La cosa buffa fu che ricevetti le due lettere contemporaneamente. Dopo questa cosa e altre che non descrivo perché rischierei di annoiare chi legge, persi sinceramente le speranze e rinunciai all’iniziativa chiudendo baracca e burattini.

Ovviamente chi vive qui oggi può ben notare come l’iniziativa non esista più e, soprattutto, come paradossalmente, si possano “(s)valorizzare” determinate aree per insediamenti ad alto rischio di incidente rilevante perché, dice il sindaco, altrimenti quei lotti rimarrebbero fermi e non si venderebbero. Vogliamo chiamarlo masochismo politico questo atteggiamento? Ignoranza burocratica? Non saprei dire. Parafrasando Adriano potremmo chiamarla “Pubblica Ottusità”

Di una cosa sono certo. Oggi è tremendamente difficoltoso aprire e mantenere un piccolo albergo o un agriturismo con “tutto in regola” oppure una piccola bottega artigianale, mentre altre attività sembra che abbiano quasi un lascia passare contro cui non si possa far nulla.

Il futuro è tornare ad una dimensione umana più lenta, meno inquinata e fatta dei valori artistici della manualità, e della bellezza. La vera rivoluzione è questa. Cambiamo rotta se siamo ancora in tempo!

“Io …speriamo che me la (s)cavo!”

- bamboccione - fonte: internet
- bamboccione - fonte: internet

Generazione senza sogni, bamboccioni ecc. In questi giorni assistiamo alla più grande messa al bando delle nuove generazioni da parte di una classe dirigente obsoleta che tuttavia per egoismo e lobby di interesse costringono all’angolo il futuro di tutti. Studenti in rivolta, esasperazioni, teppisti che hanno preso questo senso di malessere per una propria opportunità di far danni a commercianti, che difficilmente riescono ad uscire da una crisi voluta e che non finirà mai, proprio perchè strutturale e di sistema.

Ma non voglio parlarne, c’è tanta cronaca che già tratta e approfondisce questi argomenti. Poi, figuriamoci, io vivo in un paese dove piove dentro una scuola materna restaurata da poco più di un mese!

Racconto una storia di “pura” fantasia.

Metti un ragazzo di 26 o 27 anni che da 4 anni si occupa di tutela e promozione delle peculiarità dei territori, in cui è nato e dove vive, cercando di mettere insieme eventi, magari spesso riuscendo anche a dare un minimo di visibilità a zone sconosciute ai cosiddetti “flussi turistici”.

Fra tutte, una manifestazione musicale che diventa interessante per parecchie scuole d’Italia, arrivando a quote di un migliaio di partecipanti, in ogni edizione, provenienti da tutta la Penisola.

Aggiungiamo anche, rimanendo sempre nel filo della fantasia, che questo tipo strano, dovesse decidere, fidandosi delle istituzioni, di gestire una struttura turistico alberghiera in un paese del suo entroterra. Metti che in quasi 3 anni di gestione all’interno di questa struttura di proprietà pubblica, lui e il suo staff, riescono a moltiplicare le presenze turistiche di ‘sto posto nemmeno ricordato in molte carte geografiche.

Iniziano ad arrivare turisti dall’Europa e addirittura dalle Americhe. Sommiamo, – volando di creatività, – il fatto di avere un canone di affitto di azienda esagerato per la serie di servizi e costi che è d’obbligo sostenere in questo tipo di attività e che quindi il giovane “Bamboccione” decidesse di andare a chiedere al proprietario dell’immobile, l’ente pubblico, un abbassamento del canone di affitto e che puntualmente questo riequilibrio di costi gli venisse negato!

Mettiamo poi che, dopo 3 anni, a conti fatti per via dei costi eccessivi di affitto, il ragazzo “fannullone” e, quindi in linea con la generazione degli “analfabeti” che vanno in questi giorni per le strade, ma lui oramai 30 enne, fosse costretto a lasciare l’attività, vista la collaborazione nulla dei cosiddetti politici che gli soffiano sempre e solo fumo negli occhi, continuando ad utilizzare le risorse pubbliche per la promozione turistica senza ottenere alcun effetto.

Aggiungiamo poi, con altro sforzo di fantasia che, di lì a pochi mesi, il bando di gara per la nuova gestione, richiedesse un terzo del canone di affitto per la gestione dello stesso stabile e, che la gara andasse addirittura deserta,  facendo rimanere la struttura senza nessuna strategia di promozione, con servizi ridotti e magari anche con una gestione saltuaria da parte di gente che “sta lì ogni tanto per aprire”.

Quando m’impegno ammazza se viaggio con la fantasia!

Per finire mettiamo il caso che questo “nulla facente” e forse anche il suo ex staff, ogni sera si trovasse ad accendere la TV e si imbattesse in talk show e tribune politiche, che mai come in questo periodo parlano dei giovani, della loro svogliatezza, del senso di rinuncia, del fatto che non vogliono rimboccarsi le maniche, che bisogna aiutarli (come se fossero in estinzione come il panda) e altre frasi fatte.

Chiedo, se foste voi al posto di questo tizio, (che è puramente inventato non vi pare?), cosa fareste?

Forza e coraggio ragazzi, il futuro siete voi che oggi a Roma avete dato l’esempio di come si vive, manifestando pacificamente e con senso del diritto a differenza delle cariatidi !

Tara Ta Ta Ta …CHIWAWA!!!

Chiwawa -fonte internet-
Chiwawa -fonte internet-

La differenza tra il genio e i cretini è che il genio si pone dei limiti.

A. Heinstein

“Te quero” è una espressione spagnola che vuol dire “ti amo”… ma in italiano non credo… comunque questa è un’altra “storia di Vita e…” forse di altro… o chissà?

Non scrivo da un mese. Non trovavo spunti, o quando li trovavo non facevano ne ridere ne riflettere. Siccome non ho la presunzione di dichiararmi giornalista e questo mio blog non ha neppure la più lontana visione di essere una testata, più che altro è un diario di riflessioni con un po’ di satira e qualche notizia.

Quindi credo che, posso scrivere quando voglio e, se voglio posso anche allontanarmi dal PC, questo lo dico non tanto per giustificarmi, quanto per tornare a capire che nonostante tutto c’è un gran bisogno di respirare la vita a pieni polmoni. Comunque continuo le mie storie perché come scrive Baricco nel suo libro -Novecento- “Nessun uomo è mai perduto finchè ha qualcosa da raccontare”. Quindi “nonostantetutto” ricomincio a raccontare.

Vivo la felicità di uno che non ha molte cose e quindi può vantarsi di non avere nemmeno lo stress e poter anche non correre.

Vivo la calda sensazione di sentire la timida riconoscenza di qualche persona che, leggendomi si complimenta, oppure ogni tanto si fa due risate e qualche volta, manda un’email o mi ferma per strada per suggerire argomentazioni da approfondire. Qui non si vende nulla, si condividono emozioni semmai, si scambiano pensieri e battute a volte stupide a volte intelligenti oppure divertenti o… perchè no, anche idiote. Spero che non debba stare attento al come.

Parafrasando un grande comico paroliere, Alessandro Bergonzoni, bisogna stare attenti al come e non al cane.

Perchè magari dietro un cancello altissimo di una villa mastodontica il ladro trova di guardia un chiwava allora dice “che potrà mai farmi un cagnolino così piccolo?” ma che ne sai che una volta scavalcato il cancello quel filo che non è quello del discorso, ma quello che stringe fra i denti il cane, non sia legato ad un’incudine in bilico che cade dritta dritta sulla fronte del ladro? Quindi non è tanto il “cane” ma “come” il cane ti annienta. Questo è il filo del discorso attaccato da un lato al chiwawa e dall’altro  all’incudine di prima.

Sono orgoglioso dei risultati di questa bella passione che ha il solo obiettivo di volere far sorridere e riflettere e in cui tutti hanno diritto di poter esprimere i loro pensieri e le loro idee.

… politica

Un bambino domanda al padre:”Papà, che cos’è la politica?”

Il padre risponde: Io porto i soldi a casa, per cui sono il capitalismo.

Tua madre gestisce il denaro, quindi è il governo.

Tuo nonno controlla che tutto sia regolare, per cui è il sindacato.

La nostra cameriera è la classe operaia.

Noi tutti ci preoccupiamo solo che tu stia bene, perciò tu sei il popolo.

E il tuo fratellino, che porta ancora i pannolini, è il futuro.

Hai capito, figlio mio?

Il piccolo ci pensa su e dice che vuole dormirci sopra una notte.

Nella notte il bambino viene svegliato dal fratellino che piange perché ha sporcato il pannolino. Visto che non sa che cosa fare, va in camera dei suoi genitori. Lì c’è sua madre che dorme profondamente e lui non riesce a svegliarla. Così va nella camera della cameriera, dove trova suo padre che se la spassa con lei, mentre il nonno sbircia dalla finestra. Tutti sono così occupati che non si accorgono della presenza del bambino. Perciò il piccolo decide di tornare a dormire.

Il mattino dopo, il padre gli chiede se ora sa spiegargli in poche parole che cos’è la politica.

“Sì”, risponde il figlio, ” il capitalismo approfitta della classe operaia, il sindacato sta a guardare e nel frattempo il governo dorme. Il popolo viene completamente ignorato e il futuro è nella merda! È questa, la politica!!!

… come dargli torto?

I francesi festeggiano la presa della Bastiglia…

… un po’ come se noi festeggiassimo “Tangentopoli”… (?)

Era il 14 luglio del 1789, quando i rivoluzionari presero la Bastiglia.

Il simbolo da cui è partita la “Rivoluzione Francese”.

Ora, le fasi che portarono la Francia a divenire Repubblica nacquero tutte da lì, ma non fu quel susseguirsi di eventi che la portò subito a divenire da Monarchia Assoluta a Repubblica.

Il passaggio fra la storia moderna e quella contemporanea segnato dalla Rivoluzione Francese porta la Francia il cambiamento da Monarchia Assoluta ad essere, di fatto un sistema di dominazione Imperiale. Finita la rivoluzione francese (dieci anni e 2 milioni di morti dopo) nacque infatti l’Impero Mediaset di Napoleone Bonaparte. La finalità dei francesi era di costruire una Repubblica, quella di Napoleone invece, non andare in galera unificare l’Europa. La Repubblica ovviamente avverrà solo molto dopo Napoleone. Infatti la “Restaurazione”, riporterà, a seguito della disfatta di Waterloo, il vecchio schema dei regni europei precedenti all’avvento di Napoleone e, solo più tardi, la francia sarà proclamata di nuovo Repubblica.

Ma veniamo a noi.

In Italia, nel 1992 lo scandalo Tangentopoli, distrusse un’intera classe dirigente. Il quadro politico mutò radicalmente, la DC scomparve del tutto, il PSI venne ridotto ai minimi termini il suo leader esiliato ad Hammamet. In un periodo in cui tutta Italia chiedeva giustizia, fece il suo ingresso in campo un imprenditore di “successo” (?). Tutti lo votarono per paura dei “comunisti” che 14 anni più tardi (primavera del duemilaotto) addirittura scomparvero del tutto. Nel 1992 si chiedeva giustizia e politica leale e, in un certo senso l’abbiamo avuta, perchè prima i politici infrangevano la legge, oggi se la fanno a loro piacimento, così non rischiano più di infrangerla. Di analogie, ovviamente blande, ce ne sono molte con la situazione francese di quel periodo. Anche Tangentopoli fu una piccola “rivoluzione” e segna il passaggio dall 1′ alla 2′ repubblica italiana.

Come la Francia di allora, inseguendo il sogno di una repubblica si ritrovò ad essere sottomessa ad un Impero, oggi noi italiani inseguendo “giustizia e minore corruzione” ci ritroviamo …

… con tutto quello che ci ritroviamo: monnezza, debiti, raccomandazioni, pom..ni compresi e illegalità divagante. E nel nostro piccolo poi … c’è sempre lui che comunque tira le fila.

Ma quando arriva Waterloo da noi ?